annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Quanto incide il fuori corso per il mondo del lavoro?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Quanto incide il fuori corso per il mondo del lavoro?

    A luglio mi laureerà³ alla magistrale di comunicazione pubblica a Torino. Purtroppo durante la triennale ho perso 3 anni per motivi che non starà³ qui a dire. Entrare nel mondo del lavoro a 27 anni senza esperienza c'è il rischio che io rimanga disoccupato?

  • #2
    La media di età  dei laureati magistrali è 27-28 anni quindi sei in linea col mercato del lavoro.
    Ma anche non lo fossi che problema ci sarebbe?
    Se ti avessi detto di sì cos'avresti fatto?
    Te lo chiedo per curiosità .

    Commenta


    • #3
      Io mi preoccuperei più della magistrale in Comunicazione pubblica: che senso ha una laurea magistrale del genere?

      Mi spiego: si tratta di una laurea magistrale orientata alla comunicazione nella pubblica amministrazione.
      Nella pubblica amministrazione puoi entrare con la laurea semplice (la cosiddetta, impropriamente, triennale) nella maggior parte dei ruoli per i quali con il vecchio ordinamento era richiesta la laurea.
      Se aspiri a occuparti di comunicazione pubblica, cioè a ricoprire le funzioni di cui alla legge 150/2000 e al DPR 422/2001, per le mansioni per laureati (categoria D dei comparti Regioni e poteri locali, Università , Sanità ; categorie C ministeriali; area III agenzie fiscali e Giustizia; equivalenti degli altri comparti), la laurea di classe 14 o L-20 è sufficiente. Siccome la legge parla di «laurea in Scienze della comunicazione, Relazioni pubbliche o materie assimilate» può capitare che le singole amministrazioni associno alla classe 14/L-20 altre lauree ad mentula canis, ma questo è un altro discorso: con la 14 o la L-20 sei sicuro di poter partecipare a quei concorsi.

      Ovviamente il discorso cambia se d base possiedi una laurea in una classe diversa dalla vecchia 14 o dall'attuale L-20, ma in tal caso a maggior ragione non comprendo come mai tu ti sia buttato nel vicolo cieco della comunicazione e in particolare di quella della P.A.. Tanto più che la maggior parte di coloro che si occupano di comunicazione nella P.A. non hanno il titolo adatto. Da quando è diventato obbligatorio attivare uffici di comunicazione (in particolare gli URP) i concorsi al riguardo sono stati veramente pochi, in quanto le amministrazioni, spesso costrette dalle limitazioni alle assunzioni dovute alle norme in materia di stabilità  e spending review, hanno preferito attingere a risorse interne.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Io mi preoccuperei più della magistrale in Comunicazione pubblica: che senso ha una laurea magistrale del genere?

        Mi spiego: si tratta di una laurea magistrale orientata alla comunicazione nella pubblica amministrazione.
        Nella pubblica amministrazione puoi entrare con la laurea semplice (la cosiddetta, impropriamente, triennale) nella maggior parte dei ruoli per i quali con il vecchio ordinamento era richiesta la laurea.
        Se aspiri a occuparti di comunicazione pubblica, cioè a ricoprire le funzioni di cui alla legge 150/2000 e al DPR 422/2001, per le mansioni per laureati (categoria D dei comparti Regioni e poteri locali, Università , Sanità ; categorie C ministeriali; area III agenzie fiscali e Giustizia; equivalenti degli altri comparti), la laurea di classe 14 o L-20 è sufficiente. Siccome la legge parla di «laurea in Scienze della comunicazione, Relazioni pubbliche o materie assimilate» può capitare che le singole amministrazioni associno alla classe 14/L-20 altre lauree ad mentula canis, ma questo è un altro discorso: con la 14 o la L-20 sei sicuro di poter partecipare a quei concorsi.

        Ovviamente il discorso cambia se d base possiedi una laurea in una classe diversa dalla vecchia 14 o dall'attuale L-20, ma in tal caso a maggior ragione non comprendo come mai tu ti sia buttato nel vicolo cieco della comunicazione e in particolare di quella della P.A.. Tanto più che la maggior parte di coloro che si occupano di comunicazione nella P.A. non hanno il titolo adatto. Da quando è diventato obbligatorio attivare uffici di comunicazione (in particolare gli URP) i concorsi al riguardo sono stati veramente pochi, in quanto le amministrazioni, spesso costrette dalle limitazioni alle assunzioni dovute alle norme in materia di stabilità  e spending review, hanno preferito attingere a risorse interne.

        Infatti il mio obiettivo è entrare nel privato, non,nel pubblico. Vedendo anche I dati di almalaurea è un corso che da diverse possibilità  lavorative, oltretutto darebbe la possibilità  di lavorare nel settore del digital che è in forte ascesa

        Commenta


        • #5

          Cominciamo col dire che con la locuzione "comunicazione pubblica" si fa riferimento, per convenzione ampiamente riconosciuta, alla comunicazione svolta dalle pubbliche amministrazioni. Non è così solo in lingua italiana.

          La comunicazione pubblica è un campo distinto e ben specifico rispetto alle relazioni pubbliche e più in generale della comunicazione d'impresa, anche se, logicamente, è come esse un sottoinsieme della comunicazione e, pertanto, condivide con altri segmenti della stessa alcuni strumenti, alcuni metodi, alcuni obiettivi e alcuni fini. Anche i fondamenti teorici sono affini, così come le discipline che la indagano (ma se parliamo di branche delle specifiche discipline, allora anche in questo caso cominciano a diversificarsi). I due rami della comunicazione d'impresa dall'altro e della comunicazione pubblica dall'altro si differenziano per un aspetto ben preciso: mentre la comunicazione d'impresa veicola e difende il valore, l'immagine e la reputazione di un soggetto privato, che normalmente ha lo scopo di vendere qualcosa (ecco perché è strettamente correlata con il marketing), la comunicazione pubblica costituisce un'attività  istituzionale, predeterminata dalla legge, relativa a soggetti che svolgono una funzione sociale definita dalla legge stessa e che non è finalizzata al profitto (anzi, normalmente è in perdita e infatti è finanziata con le imposte della collettività , le quali derivano a loro volta, invece, da attività  remunerative, cioè che producono ricchezza in termini squisitamente economici).

          Ordunque, se un corso di laurea o di laurea magistrale o di master si chiama Comunicazione pubblica, io mi aspetto che sia orientato alla comunicazione pubblica, quindi avrà  meno esami di semiotica o di psicologia dei consumi (o non ne avrà  affatto) per lasciare spazio a materie di base quali almeno le istituzioni fondamentali dei diritto costituzionale e del diritto pubblico generale, la scienza politica, la scienza dell'amministrazione, il procedimento amministrativo e quindi concentrarsi sulle teorie e tecniche della comunicazione pubblica, sugli organismi di garanzia in materia e sul diritto dell'informazione e della comunicazione, mentre un corso di laurea o di laurea magistrale o di master orientato alla comunicazione d'impresa avrà  un taglio più aziendalistico. Questo a prescindere dal fatto che la classe delle lauree è unica (vecchia 14, attuale L-20) e che le vecchie classi di laurea specialistica in Scienze della comunicazione sociale e istituzione (67/S) e in Pubblicità  e comunicazione d'impresa (59/S) con il passaggio dal vecchio regime alle attuali lauree magistrali siano state unificate nell'unica classe di Scienze della comunicazione pubblica e d'impresa e pubblicità  (LM-59), in considerazione delle differenti finalità  occupazionali, perché una cosa è andare a dirigere le strategie di posizionamento sul mercato o il customer relationship management di una compagnia telefonica o i rapporti con gli investitori di una società  per azioni, ben altro è quella di coordinare l'ufficio per le relazioni con il pubblico di un comune del Casentino, il cui fine principale è quello di applicare le norme in materia di trasparenza e pubblicità  (intesa come l'essere pubblico, non come propaganda) degli atti e che dunque cura la pubblicazione di documenti sul portale, dà  séguito alle istanze di accesso documentale e accesso civico generalizzato, attua gli obblighi normativi in merito a concorsi, reddito e curricula del personale con qualifica dirigenziale e del personale della ex carriera direttiva incaricato di posizioni organizzative e responsabilità  degli uffici etc. etc.. Quest'ultima attività , sebbene riservata, ai sensi del combinato disposto tra la legge 150/2000 e il DPR 422/2001, ai laureati in «scienze della comunicazione, relazioni pubbliche e materie assimilate», è molto più simile a quella di un classico funzionario amministrativo, infatti risulta prevedere l'intera trafila burocratica (avvio del procedimento con nomina del responsabile con comunicazione alle parti e a eventuali controinteressati, istruttoria, emanazione dell'atto conclusivo, archiviazione etc.). Più snella, ma comunque necessitante della conoscenza di norme e prassi ed essa stessa soggetta a regole e meccanismi particolari, che possono essere più o meno stringenti a seconda dell'amministrazione (in alcune amministrazioni anche la pubblicazione di contenuti su Facebook è formalizzata con ordini di servizio), è la gestione dell'ufficio stampa o dell'ufficio del portavoce del vertice politico, come pure il social media management. Tutto ciò si avvicina alla comunicazione d'impresa, ma comunque sino a un certo punto.

          Tanto premesso, considerato che la classe è un numerino avente valore legale, una cosa che, al di fuori delle professioni regolamentate, vale solo nell'amministrazione pubblica, e che i corsi di studio in questo à mbito sono assai diversificati tra loro (a volte a livelli estremi, nel senso che ci sono corsi di laurea della classe L-20 con l'80% di esami in comune con Scienze politiche e perfino la didattica in comune con questi e corsi di laurea della classe L-20 con l'80% di esami in comune con Lettere, i quali tra di loro avranno in comune a esagerare 12 crediti), io datore di lavoro (mi sto mettendo nei panni del datore di lavoro medio, che non guarda i piani di studio e neanche li capirebbe) mi farei influenzare dalla presenza di una parola che rimanda alla pubblica amministrazione nel curriculum di un mio candidato.

          Aggiungerei, d'altro canto, che ancora oggi, a distanza di quasi 25 anni dall'attivazione dei primi corsi di laurea in Scienze della comunicazione, la maggior parte delle persone che lavora negli à mbiti della comunicazione e del giornalismo non ha una formazione specifica. Questo può costituire un vantaggio rispetto a quanto sopra, ma non perché la parola "pubblica" sia irrilevante, bensì solo perché in un determinato settore una laurea vale l'altra. Conseguire una laurea e addirittura una laurea magistrale per svolgere una professione che teoricamente si può svolgere pure senza titoli accademici e per la quale c'è la concorrenza di laureati in Economia, Economia aziendale, Ingegneria e tutta la famiglia umanistica, come minimo, non mi sembra un'ottima idea, anche se si seguono i propri sogni, tanto più che, essendoci la parolina "pubblica" di mezzo, non si può neanche offrire il valore aggiunto rappresentato dal differenziale della formazione finalizzata. Perlomeno i laureati in Economia, Ingegneria, Giurisprudenza e perfino Psicologia, Sociologia, Lettere e Storia si sono tenuti aperte altre strade. Quale sarebbe il paracadute di una persona che dopo la laurea in Scienze della comunicazione (se è il tuo caso) ha addirittura bissato conseguendo una laurea magistrale sempre con la parola "comunicazione" dentro? Errare è umano, perseverare diabolico.

          Auguri.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

          Commenta


          • #6
            Ah, a proposito: imparare a scrivere decentemente sarebbe un gran bel passo avanti.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

              Cominciamo col dire che con la locuzione "comunicazione pubblica" si fa riferimento, per convenzione ampiamente riconosciuta, alla comunicazione svolta dalle pubbliche amministrazioni. Non è così solo in lingua italiana.

              La comunicazione pubblica è un campo distinto e ben specifico rispetto alle relazioni pubbliche e più in generale della comunicazione d'impresa, anche se, logicamente, è come esse un sottoinsieme della comunicazione e, pertanto, condivide con altri segmenti della stessa alcuni strumenti, alcuni metodi, alcuni obiettivi e alcuni fini. Anche i fondamenti teorici sono affini, così come le discipline che la indagano (ma se parliamo di branche delle specifiche discipline, allora anche in questo caso cominciano a diversificarsi). I due rami della comunicazione d'impresa dall'altro e della comunicazione pubblica dall'altro si differenziano per un aspetto ben preciso: mentre la comunicazione d'impresa veicola e difende il valore, l'immagine e la reputazione di un soggetto privato, che normalmente ha lo scopo di vendere qualcosa (ecco perché è strettamente correlata con il marketing), la comunicazione pubblica costituisce un'attività  istituzionale, predeterminata dalla legge, relativa a soggetti che svolgono una funzione sociale definita dalla legge stessa e che non è finalizzata al profitto (anzi, normalmente è in perdita e infatti è finanziata con le imposte della collettività , le quali derivano a loro volta, invece, da attività  remunerative, cioè che producono ricchezza in termini squisitamente economici).

              Ordunque, se un corso di laurea o di laurea magistrale o di master si chiama Comunicazione pubblica, io mi aspetto che sia orientato alla comunicazione pubblica, quindi avrà  meno esami di semiotica o di psicologia dei consumi (o non ne avrà  affatto) per lasciare spazio a materie di base quali almeno le istituzioni fondamentali dei diritto costituzionale e del diritto pubblico generale, la scienza politica, la scienza dell'amministrazione, il procedimento amministrativo e quindi concentrarsi sulle teorie e tecniche della comunicazione pubblica, sugli organismi di garanzia in materia e sul diritto dell'informazione e della comunicazione, mentre un corso di laurea o di laurea magistrale o di master orientato alla comunicazione d'impresa avrà  un taglio più aziendalistico. Questo a prescindere dal fatto che la classe delle lauree è unica (vecchia 14, attuale L-20) e che le vecchie classi di laurea specialistica in Scienze della comunicazione sociale e istituzione (67/S) e in Pubblicità  e comunicazione d'impresa (59/S) con il passaggio dal vecchio regime alle attuali lauree magistrali siano state unificate nell'unica classe di Scienze della comunicazione pubblica e d'impresa e pubblicità  (LM-59), in considerazione delle differenti finalità  occupazionali, perché una cosa è andare a dirigere le strategie di posizionamento sul mercato o il customer relationship management di una compagnia telefonica o i rapporti con gli investitori di una società  per azioni, ben altro è quella di coordinare l'ufficio per le relazioni con il pubblico di un comune del Casentino, il cui fine principale è quello di applicare le norme in materia di trasparenza e pubblicità  (intesa come l'essere pubblico, non come propaganda) degli atti e che dunque cura la pubblicazione di documenti sul portale, dà  séguito alle istanze di accesso documentale e accesso civico generalizzato, attua gli obblighi normativi in merito a concorsi, reddito e curricula del personale con qualifica dirigenziale e del personale della ex carriera direttiva incaricato di posizioni organizzative e responsabilità  degli uffici etc. etc.. Quest'ultima attività , sebbene riservata, ai sensi del combinato disposto tra la legge 150/2000 e il DPR 422/2001, ai laureati in «scienze della comunicazione, relazioni pubbliche e materie assimilate», è molto più simile a quella di un classico funzionario amministrativo, infatti risulta prevedere l'intera trafila burocratica (avvio del procedimento con nomina del responsabile con comunicazione alle parti e a eventuali controinteressati, istruttoria, emanazione dell'atto conclusivo, archiviazione etc.). Più snella, ma comunque necessitante della conoscenza di norme e prassi ed essa stessa soggetta a regole e meccanismi particolari, che possono essere più o meno stringenti a seconda dell'amministrazione (in alcune amministrazioni anche la pubblicazione di contenuti su Facebook è formalizzata con ordini di servizio), è la gestione dell'ufficio stampa o dell'ufficio del portavoce del vertice politico, come pure il social media management. Tutto ciò si avvicina alla comunicazione d'impresa, ma comunque sino a un certo punto.

              Tanto premesso, considerato che la classe è un numerino avente valore legale, una cosa che, al di fuori delle professioni regolamentate, vale solo nell'amministrazione pubblica, e che i corsi di studio in questo à mbito sono assai diversificati tra loro (a volte a livelli estremi, nel senso che ci sono corsi di laurea della classe L-20 con l'80% di esami in comune con Scienze politiche e perfino la didattica in comune con questi e corsi di laurea della classe L-20 con l'80% di esami in comune con Lettere, i quali tra di loro avranno in comune a esagerare 12 crediti), io datore di lavoro (mi sto mettendo nei panni del datore di lavoro medio, che non guarda i piani di studio e neanche li capirebbe) mi farei influenzare dalla presenza di una parola che rimanda alla pubblica amministrazione nel curriculum di un mio candidato.

              Aggiungerei, d'altro canto, che ancora oggi, a distanza di quasi 25 anni dall'attivazione dei primi corsi di laurea in Scienze della comunicazione, la maggior parte delle persone che lavora negli à mbiti della comunicazione e del giornalismo non ha una formazione specifica. Questo può costituire un vantaggio rispetto a quanto sopra, ma non perché la parola "pubblica" sia irrilevante, bensì solo perché in un determinato settore una laurea vale l'altra. Conseguire una laurea e addirittura una laurea magistrale per svolgere una professione che teoricamente si può svolgere pure senza titoli accademici e per la quale c'è la concorrenza di laureati in Economia, Economia aziendale, Ingegneria e tutta la famiglia umanistica, come minimo, non mi sembra un'ottima idea, anche se si seguono i propri sogni, tanto più che, essendoci la parolina "pubblica" di mezzo, non si può neanche offrire il valore aggiunto rappresentato dal differenziale della formazione finalizzata. Perlomeno i laureati in Economia, Ingegneria, Giurisprudenza e perfino Psicologia, Sociologia, Lettere e Storia si sono tenuti aperte altre strade. Quale sarebbe il paracadute di una persona che dopo la laurea in Scienze della comunicazione (se è il tuo caso) ha addirittura bissato conseguendo una laurea magistrale sempre con la parola "comunicazione" dentro? Errare è umano, perseverare diabolico.

              Auguri.
              Il nome del corso è "comunicazione pubbllica e politica" ma fa parte della facoltà  di comunicazione d'impresa. Comunque ci sarebbe anche l'alternativa che sarebbe "comunicazione ICT e media" ed è più improntata all'economia e all'informatica come corsi ma alla fine fa sempre parte anch'essa della comunicazione d'impresa

              Commenta


              • #8
                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                La media di età  dei laureati magistrali è 27-28 anni quindi sei in linea col mercato del lavoro.
                Ma anche non lo fossi che problema ci sarebbe?
                Se ti avessi detto di sì cos'avresti fatto?
                Te lo chiedo per curiosità .
                Non avrei fatto niente, sono solo un po' demoralizzato e volevo sapere qualche opinione in merito, tutto qua

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da Revenge Visualizza il messaggio
                  Il nome del corso è "comunicazione pubbllica e politica"
                  Peggio mi sento

                  ma fa parte della facoltà  di comunicazione d'impresa.
                  Poche idee molto ben confuse. Non solo non esistono più le facoltà  nelle università  statali, a parte la Sapienza, ma non è mai esistita una facoltà  di Comunicazione d'impresa.
                  I corsi di laurea di questo tipo sono stati attivi, a seconda dell'ateneo, presso facoltà  di Lettere e filosofia, Scienze della formazione, Scienze politiche, Sociologia, Economia, Scienze della comunicazione e della new economy (poi ribattezzata Scienze della comunicazione: comunicazione, economia, informazione), Scienze della comunicazione, Scienze della comunicazione e dello spettacolo (poi ribattezzata Comunicazione, relazioni pubbliche e pubblicità ), Scienze politiche, sociologia, comunicazione e perfino Scienze matematiche fisiche e naturali (e, in consorzio con altre facoltà , anche Ingegneria e Giurisprudenza).
                  E comunque la facoltà  non conta granché: non è che se io mi sono laureato in Servizio sociale alla facoltà  di Scienze politiche significa che mi sono laureato in Scienze politiche, e se mi sono laureato in Educazione professionale o in Fisioterapia presso la facoltà  di Medicina e psicologia della Sapienza evidentemente non è la stessa cosa che se mi fossi laureato in Scienze e tecniche psico-sociali per la comunicazione e il marketing.

                  Comunque ci sarebbe anche l'alternativa che sarebbe "comunicazione ICT e media" ed è più improntata all'economia e all'informatica come corsi ma alla fine fa sempre parte anch'essa della comunicazione d'impresa
                  Ci sono tante alternative. Questa è perfino peggio.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                  Commenta


                  • #10
                    Originariamente inviato da Revenge Visualizza il messaggio
                    Non avrei fatto niente, sono solo un po' demoralizzato e volevo sapere qualche opinione in merito, tutto qua
                    A novembre un ragazzo iscritto a scienze della comunicazione ha simulato la laurea e si è suicidato: con famiglia e amici in salotto pronti per andare alla discussione ha finto di dover andare a prendere da mangiare in cucina, ha lasciato dei bigliettini che rimandavano a dei video registrati e si è buttato nel vuoto.
                    Non credo che questo ti riguardi molto, ma è per dire che non dobbiamo demoralizzarci per problematiche che non nascono da noi.
                    L'università  italiana è alla frutta ma ci sono strade infinite: ci sono magistrali in economia per classi (di triennali) che con l'economia hanno poco o nulla a che fare, ci sono università  con esami facilissimi che permettono una riqualificazione lampo.
                    Non demoralizzarti e sii fiero di ciò che fai.

                    Un consiglio a Dottore: questo non è il forum del MIUR o dell'Accademia della Crusca, credo che le persone ci scrivano da mobile.
                    Non puoi correggere sempre tutti e a volte flammarci, suvvia.

                    Commenta


                    • #11
                      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                      Un consiglio a Dottore: questo non è il forum del MIUR o dell'Accademia della Crusca, credo che le persone ci scrivano da mobile.
                      Non puoi correggere sempre tutti e a volte flammarci, suvvia.
                      Non è neanche un forum di un asilo infantile.
                      Penso di avere richiesto il minimo sindacale.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                      Commenta


                      • #12
                        Ehm, notizia flash: internet è un asilo infantile.
                        Ti stai battendo contro i mulini a vento e meno male che non hai ancora scoperto Twitter.

                        Commenta


                        • #13
                          Conosco Twitter e infatti me ne tengo bene alla larga.
                          Qui non siamo su Internet; siamo in un milieu specifico della rete Internet e io di questo sto parlando.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                          Commenta


                          • #14
                            Intendo dire che, anche se questo forum è moderato, la gente ci scrive col cellulare e senza prestare particolare attenzione.

                            Commenta


                            • #15
                              Questo è sicuro, ma comunque non siamo all'asilo ;)
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                              Commenta

                              Sto operando...
                              X