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    Oramai per campare si fa di tutto e pertanto un'impresa che si occupa di consulenza di marketing finisce con l'offrire supporto alla preparazione di tesi di laurea. Ma voi vi fidereste di un supporter che in una pagina asseritamente finalizzata a dirimere una presunta confusione esprime cotal sequela di corbellerie?
    Analizziamole insieme.

    Conoscere la differenza tra laurea triennale e laurea magistrale
    Già  iniziare una frase così non ha senso, e quanto scritto dopo mi conferma che l'autore del testo non ha capìto niente: fatti salvi casi particolari circoscritti ad alcuni à mbiti disciplinari specifici, lo studente al momento di prima immatricolazione all'università  può optare solo per un corso di laurea; eventualmente sarà  dopo che potrà  scegliere se proseguire gli studi per conseguire una laurea magistrale. Quindi allarmarlo dicendogli che deve compiere una scelta «estremamente importante» e dirgli che i due titoli di studio hanno un valore giuridico differente non ha senso, visto che, per conseguire il secondo, deve aver conseguito il primo. Inoltre l'affermazione «indicano un diverso grado di conoscenza della materia studiata» è totalmente inesatta e fuorviante.

    alla fine degli esami, dovrà  infatti decidere tra preparare una tesi compilativa o una sperimentale
    Non è mica detto. Ci sono università  ove è ammessa solo la tesi di ricerca, altre dove è ammesso solo un lavoro compilativo, altri ancora dove ci si laurea non con una tesi ma con un saggio breve, la presentazione di un prodotto informatico (ipertesto, video digitale etc.), l'esposizione di una mappa concettuale, sino ad arrivare a un elaborato estemporaneo su una traccia a sorpresa (simile al tema scolastico) o addirittura a un test interdisciplinare, a crocette, fatto al pc. In alcuni corsi di laurea a orientamento spiccatamente professionale era consentito presentare un elaborato che rifletteva la natura del corso (ad esempio al corso di laurea in Giornalismo per uffici stampa dell'Università  di Palermo, che comprendeva il praticantato giornalistico, si poteva presentare un'inchiesta o altro prodotto giornalistico).

    prima [della riforma] tutti i percorsi di laurea avevano una durata quinquennale
    Falso. C'erano corsi di laurea di durata quadriennale, quinquennale ed esennale. La durata era legale e non, come adesso, «normale».
    Inoltre esistevano i corsi di diploma universitario, di durata biennale o triennale.

    il percorso universitario si suddivide in tre step: al termine del primo si consegue il diploma di laurea o laurea triennale, il secondo si conclude con la laurea magistrale o specialistica e l‘ultimo con il dottorato di ricerca
    1. Il diploma di laurea è, ai sensi della legge 341/1990, la laurea del vecchio ordinamento. In realtà  la laurea triennale si chiama solo e semplicemente laurea.
    2. Laurea specialistica e laurea magistrale non sono sinonimi.
    3. Nel secondo ciclo ci sono anche i master universitari di primo livello e i diplomi di specializzazione, nel terzo ciclo anche i master universitari di secondo livello e i diplomi di specializzazione.
    4. Il dottorato di ricerca esiste sin dal 1980.

    La laurea triennale è il percorso attinente al primo ciclo universitario; nel caso della laura triennale si fa riferimento a un genere di istruzione focalizzata a fornire allo studente una formazione più generale che potrà  essere approfondita proseguendo gli studi universitari
    Vorrei capire cosa significhi «attinente» e inoltre quali sarebbero gli altri casi.
    Inoltre la laurea ha una finalità  di immediato inserimento nel mondo del lavoro, mentre da come parla questo testo sembra che sia semplicemente un passaggio necessario per conseguire la «vera» laurea.

    Per ottenere la laurea triennale è necessario possedere un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, cioè quello di maturità .
    Glisso sul fatto che la maturità  non esiste più dal 1999.
    Da quando è necessario possedere un diploma per ottenere la laurea? Semmai per iscriversi al corso che poi condurrà  a ottenere la laurea.

    i voti degli esami si esprimono in trentesimi, dove la sufficienza corrisponde a 18 e il massimo a cui si può ambire a 30. Per alcuni esami, in genere quelli minori, è previsto anche un criterio differente, le idoneità , che determinano solo se la prova è stata superata o meno.
    In realtà  esisterebbe anche la lode e il concetto di idoneità  non è legato al peso degli esami, ma sorvoliamo anche su questo (N.B.: l'errore viene ripetuto più avanti quando si parla di lauree magistrali).

    Quando lo studente ha accumulato un totale di 180 crediti formativi può richiedere il diploma di laurea. Per acquisirlo bisogna affrontare l‘esame finale
    Se ancora devi sostenere la prova finale come hai fatto ad arrivare a 180 crediti? :muro:

    Alcuni corsi di Laurea Triennale sono i corsi di Economia, Psicologia, Ingegneria, i corsi di laurea delle professioni sanitarie, di Lettere e Filosofia, di Lingue e dell‘area di Biotecnologie, Chimica e tutti i corsi dell‘area scientifica.
    Veramente, se parliamo di classi, Psicologia è solo magistrale. Si confonde con scienze e tecniche psicologiche.

    La laurea magistrale sostituisce quella che era la laurea specialistica, cioè il secondo ciclo di istruzione superiore dopo la triennale. Il suo scopo è affinare la formazione degli studenti in un determinato settore, così da fornire una preparazione di alto livello per accedere al mondo del lavoro.
    Niente affatto. La laurea magistrale, come pure la vecchia specialistica, ha lo scopo di fornire una formazione di livello avanzato per la collocazione in à mbiti lavorativi specifici. Non è proprio la stessa cosa.

    Con il termine “magistrale” vengono indicati 2 percorsi distinti di studi universitari. Con la laurea magistrale si intende il secondo ciclo, cioè quello più specialistico che si può ottenere solo dopo aver concluso i primi 3 anni di università .
    Non è vero che con il termine "magistrale" vengono indicati due percorsi, ma solo il secondo dei due.
    Inoltre la laurea magistrale non si ottiene dopo aver concluso «i primi 3 anni», ma semmai, volendo usare gli stessi impropri termini, dopo aver concluso i secondi 2.

    La laurea triennale si consegue generalmente tramite la discussione della tesi, che deve essere redatta dallo studente in collaborazione con un professore.
    [”¦]
    Una volta che lo studente ha superato tutti i corsi con la sufficienza e ha ottenuto i 120 crediti formativi totali, deve fare richiesta per sostenere l‘esame finale. Si tratta della discussione della tesi di laurea, un elaborato scritto che deve essere redatta interamente dal laureando.

    A parte il fatto che si chiama candidato, l'obbligo della guida del relatore è previsto dalla normativa ministeriale solo per le lauree magistrali, quindi semmai è esattamente il contrario.

    Le lauree magistrali a ciclo unico sono previste per i corsi di laurea (rectius laurea magistrale, ndr) a numero chiuso e con test di accesso programmato a livello nazionale. In particolare:
    ï‚§ Le lauree magistrali a ciclo unico di durata sessennale sono Medicina e Odontoiatria
    ï‚§ le lauree magistrali a ciclo unico di durata quinquennale sono Farmacia, Giurisprudenza, Veterinaria, Scienze della formazione primaria e Architettura.
    .
    Tralasciando il «sessennale», Giurisprudenza non è a numero chiuso a livello nazionale (talvolta, ma raramente, lo è a livello locale) e, inoltre, esistono anche corsi di laurea (quelli impropriamente chiamati triennali) a programmazione nazionale degli accessi.

    Per carità  di patria non inferisco anche sulle descrizioni di tesi compilativa (definita anche «curricolare», termine che non approvo: io avrei usato «bibliografica») e di ricerca o meglio sperimentale.

    La prova finale consiste nella discussione di una tesi elaborata in modo originale della tesi.
    Qualquadra non cosa.

    La Commissione per la valutazione delle tesi di laurea è composta da 11 commissari e può attribuire fino ad un massimo di 5 punti per la tesi compilativa e di 10 punti per la tesi sperimentale, che si aggiungono alla media degli esami sostenuti.
    Qua siamo proprio alla ciliegina sulla torta.
    Ogni università  ha i propri regolamenti al riguardo e in moltissime università  queste regole sono demandate alle strutture di raccordo dei corsi di studio (facoltà , scuole, dipartimenti), le quali sovente a loro volta le devolvono alle singole strutture didattiche, per cui non esiste affatto uniformità . Anche qualora gli organi superiori non deleghino quelli inferiori, spesso sono essi stessi a operare una distinzione tra lauree e lauree magistrali: che poi, a mio avviso, è il motivo per cui generalmente i voti delle lauree magistrali sono mediamente più elevati (se posso prendere massimo 3 punti alla prova finale della laurea e massimo 8 alla prova della laurea magistrale, è chiaro che a parità  di media alla laurea magistrale molto probabilmente mi sarà  attribuito un voto più elevato).

    Quando ho conseguito la mia prima laurea, il regolamento dell'intera scuola prevedeva che per i corsi di primo ciclo prevedeva due tipologie di prova finale, indipendentemente dalla denominazione della prova e dal peso in crediti assegnati dagli ordinamenti dei singoli corsi (ad esempio nel mio piano di studi la prova finale era denominata «Redazione e discussione della tesi - progetto» e valeva 6 crediti). Una delle due tipologie (tipo B) consisteva nella vera e propria tesi di laurea nel senso più classico possibile, ma senza una reale distinzione tra compilativa e sperimentale, con un numero orientativo di pagine minimo di 50-60 (carattere Times new Roman corpo 12 interlinea 1.5) bibliografia esclusa, e prevedeva l'attribuzione di massimo 6 punti; l'altra tipologia (tipo A) prevedeva una bibliografia ragionata o relazione di stage o paper tra le 20 e le 30 pagine, una sintesi originale di massimo 7 pagine per ciascuna tre monografie proposte dal docente supervisore sulla base di una previa ricerca delle fonti condotta dallo studente o un elaborato multimediale accompagnato da una relazione scritta di 15-25 pagine, e prevedeva l'attribuzione di massimo 3 punti. Il voto di partenza era basato sulla media ponderata (non calcolata automaticamente, infatti facevano errori) incrementata di 0.11 punti per ogni lode riferita a 3 crediti. Il relatore era in entrambi i casi uno solo. Per i soli studenti laureati in corso con una media pari o superiore a 26/30, cioè con un punteggio base minimo di 95.33/110, la commissione poteva assegnare 2 punti bonus. Infine, quantomeno sul piano teorico, in caso di particolare demerito la commissione poteva approvare l'esame confermando o addirittura riducendo il punteggio di partenza, mentre nulla veniva detto a proposito dell'eventuale riprovazione.
    Quando mi ero immatricolato, invece, ogni corso di laurea aveva il suo regolamento, o meglio ne esisteva uno generale della facoltà  ma si applicava solo ai corsi che non avessero il proprio, salvo che per quanto non espresamente disciplinato. Nel mio corso la prova finale si chiamava «tesi-progetto» e poteva essere una tesi originale, se non ricordo male di minimo 60 pagine, valutata massimo 6 punti, con due relatori (un relatore scelto dallo studente più un correlatore nominato d'ufficio, non ricordo da chi, che aveva funzioni di garanzia e infatti veniva reso noto all'ultimo momento; era spesso chiamato dagli studenti «controrelatore»); se non sbaglio c'era nel regolamento un passaggio su un eventuale formato multimediale dell'elaborato, ma non ricordo. In ogni caso, su domanda, lo studente poteva decidere di non effettuare lo stage investendo i relativi crediti nella prova finale, che così passava da 6 a 18 crediti. In questo caso si applicavano, per espresso rimando del regolamento, le norme sulle tesi «d'eccellenza» della facoltà , che prevedevano che la tesi dovesse avere ad oggetto necessariamente una ricerca sperimentale e dovesse essere redatta sotto la guida di due relatori (quello originariamente scelto dallo studente e un correlatore nominato di comune accordo tra lo studente e il relatore), oltre al correlatore nominato d'ufficio. La qualifica di eccellenza doveva essere confermata almeno tre mesi prima della discussione. In questo caso era sufficiente partire da 99/110 per avere 110 e lode. Ad ogni modo la media era sempre ponderata in base ai crediti, le lodi non valevano e non aveva importanza che ci si fosse laureati in corso o meno.
    In mezzo tra questi due regolamenti ne sono stati varati molti altri e tuttora ne vige, per l'intera scuola senza eccezioni, uno ancora differente (che ha superato per le lauree la distinzione tra tesi di tipo A e tesi di tipo B prevedendo un unico modello che ricalca principalmente la tesi di tipo B dei miei tempi). Si tratta di un unico regolamento che disciplina, ancorché diversamente, sia le lauree che le lauree magistrali; per queste ultime comunque negli anni c'è stata maggiore uniformità  a livello di tipologia di elaborato, mentre ci sono state differenze circa il punteggio massimo attribuibile, il numero e la modalità  di nomina dei relatori, i tempi. Nella mia facoltà /scuola (non so se altrove nel medesimo ateneo) la carriera del ciclo precedente non ha mai avuto alcuna incidenza sul calcolo del voto della laurea specialistica o magistrale (addirittura sono espressamente esclusi gli esami sostenuti per colmare eventuali debiti formativi o obblighi formativi aggiuntivi, che siano sostenuti come insegnamenti singoli preliminari ma anche all'interno del corso; generalmente questi ultimi sono valutati con giudizio di idoneità  ma, qualora il docente verbalizzi un voto e la segreteria lo registri, in questo modo si evita che questo possa avere un effettivo peso), mentre in altri atenei gli esami della laurea fanno media con quelli della laurea specialistica e invece per le lauree magistrali, siccome questo con non è possibile in quanto esse a differenza delle vecchie specialistiche non assorbono il titolo di accesso, tengono conto del voto finale della laurea ai fini determinare in una qualche maniera e in una qualche misura quello della laurea magistrale.
    Si tenga presente che in altri atenei ai fini del calcolo del voto finale si tiene conto di un sacco di cose, dal numero di anni impiegati per laurearsi (ad esempio 3 per laurea in anticipo, 2 per laurea in corso, 1 un anno fuori corso, 0 per laurea fuori corso di almeno 2 anni etc.; non mi risultano addirittura decrementi se si sfora ulteriormente) alla partecipazione a programmi di scambio internazionale (Socrates azione Erasmus, LLP Erasmus, Erasmus+, Leonardo, OverSeas etc.). Alla Parthenope ad esempio perlomeno per alcuni corsi è così, e il computo per regolamento è effettuato d'ufficio dalla segreteria, quindi alla commissione viene comunicato il voto di partenza già  incrementato di tutti i punti cui il candidato ha diritto. In altri atenei invece questi punti sono dei bonus che la commissione, in presenza dei requisiti prescritti, può decidere di applicare a propria insindacabile discrezione.
    Gli aspetti strettamente amministrativi non potevano essere regolati dai consigli dei singoli corsi di studio, avendo competenza esclusivamente di carattere didattico. Questi comprendono la modalità  di deposito, le scadenze, le disposizioni sulle commissioni. A partire da quando fu introdotta la domanda di laurea elettronica fu anche eliminato il deposito ufficiale (infatti io non ho potuto partecipare a un concorso in quanto la segreteria poteva certificarmi il titolo dell'opera ma non il suo contenuto; ho scoperto successivamente che esiste un servizio di deposito legale presso le biblioteche nazionali); lo studente però deve caricare l'elaborato sul software antiplagio "Compilatio", che analizza il testo e invia una relazione al relatore con i rilievi su eventuali parti sospette. É stato abrogato anche il deposito in biblioteca, che poteva essere straordinariamente concesso dopo la discussione su segnalazione di particolare meritevolezza da parte della commissione: siccome nessuna commissione si è mai avvalsa di questa facoltà , dall'ultimo regolamento (che credo sia quello immediatamente successivo al mio) è stata cancellata anche questa disposizione. La commissione quando mi sono laureato, come oggi, io era composta da un minimo di 3 docenti non togati per le lauree (nel mio caso specifico erano 3 strutturati compreso il presidente, che era in toga, e un contrattista, che credo fosse presente solo in quanto relatore di un candidato) e 7 docenti, togati, per le lauree magistrali, ma precedentemente era in identica composizione per lauree di vecchio ordinamento, lauree di nuovo ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali e i docenti erano non so quanti ma sicuramente di più (e francamente non ricordo se indossassero le toghe o meno). Per antica tradizione che credo sia considerata al rango di consuetudine, gli studenti vengono proclamati singolarmente e tutti i commissari si alzano in piedi solo se al candidato è stata attribuita la lode.
    Dove ho conseguito la seconda laurea, invece, esiste un unico regolamento tesi a livello centrale, che è parte integrante del regolamento didattico di ateneo, essendo contenuto al suo interno e segnatamente all'articolo 14. Per il conseguimento sia della laurea sia della laurea magistrale la prova finale consiste nella pubblica difesa di una tesi elaborata sotto la guida di un relatore; solo per la laurea magistrale è formalmente richiesto il requisito dell'originalità , ma di fatto si applica anche alle lauree (del resto, in ottemperanza alla legge 427/1995 di certo non si può spacciare per proprio il lavoro altrui: tuttavia in assenza del requisito dell'originalità  non dovrebbe essere possibile contestare l'eventuale riciclo di lavori propri presentati per altri corsi). Le commissioni sono composte da almeno 5 membri per i corsi di laurea e di laurea magistrale e d aalmeno 3 membri per i corsi di master, da scegliere necessariamente tra professori, ricercatori e docenti a contratto. Nel regolamento non si parla di toghe. Nel mio caso i membri erano 6 (uno poi è andato via) compreso il presidente e nessuno indossava la toga. Il punteggio di partenza, sempre calcolato sulla base della media pesata sui crediti, può essere incrementato sino a 9 punti (cosa mai vista neanche col binocolo) e il minimo non è 0 ma 1; tuttavia è possibile «bocciare» il candidato sia per insufficienza dell'elaborato sia per insufficienza della discussione. Teoricamente oltre alla lode è possibile attribuire al lavoro la dignità  di stampa (rectius pubblicazione), ma che mi risulti non l'hanno mai fatto. Non viene fatta differenza tra lauree e lauree magistrali né sulla tipologia di tesi, ma è tutto rimesso invariabilmente all'insindacabile giudizio della commissione. La quale può anche valutare una tesi bibliografica migliore di una sperimentale, per dire. In linea generale in Unitelma Sapienza ci vanno piano con gli incrementi e sono molto stretti con le lodi, che di fatto vengono assegnate solo a chi parte già  con un voto tale da raggiungere il 110 con pochi punti e, cioè, con chi ha la media ponderata del 29. Il regolamento non prevede tempistiche (solo i crediti minimi peer poterla richiedere) ma sul sito è scritto che la tesi va richiesta con 6 mesi di anticipo e, in effetti, la procedura informatica è bloccata su questa scadenza. Non so se esistono atti normativi che stabiliscano questa disposizione ufficialmente.

    Diciamo che in linea di massima a parità  di media tra una università  e un'altra ci si può laureare con una differenza sino a 15 punti. Infatti:
    - il punteggio di partenza può essere incrementato dalla commissione dai 3 a punti di alcune sedi sino addirittura a 11;
    - al punteggio di partenza alcune sedi prevedono l'aggiunta di sino a 5 punti per partecipazione a programmi di scambio internazionali, tirocinà® extracurriculari, bonus al raggiungimento di determinate soglie, premi per lauree entro certi tempi, voto della laurea di accesso in caso di laurea magistrale.
    Inoltre è diverso il trattamento di eventuali crediti sovrannumerarà® (esami con crediti eccedenti rispetto ai 180 ma comunque previsti nel piano di studi oppure proprio extracurriculari), ove consentiti, ai fini del calcolo della media, che in alcune sedi viene peraltro calcolata col criterio dell'esclusione dei due estremi (media troncata). La media non è quasi mai aritmetica semplice.

    La votazione è espressa in centodecimi con eventuale lode; il punteggio minimo per superare l‘esame finale è 66/110.
    Per la formulazione del voto di Laurea la Commissione considera il tipo di tesi (sperimentale o compilativa), la qualità , l‘esposizione, il curriculum degli studi e il numero di anni di iscrizione.
    Il voto di laurea è calcolato in base alla seguente formula: Voto finale= M + I
    dove M è:
    Ӣ la media aritmetica dei voti riportati negli esami di profitto facenti parte del piano di studio per gli studenti del CdL specialistica (classe 14/S).
    ”¢ la media ponderata dei voti riportati negli esami di profitto facenti parte del piano di studio per gli studenti del CdL magistrale (classe LM-13). La media ponderata è il rapporto fra la somma dei prodotti dei voti per i relativi CFU e la somma dei CFU totali.

    Qui, proprio verso la fine del documento, il delirio raggiunge l'apoteosi. Mi sembra evidente che il testo si riferisca ai corsi di laurea specialistica a ciclo unico e magistrale a ciclo unico in Farmacia e/o in Chimica e tecnologie farmaceutiche di una data università , dalle cui pagine web è stato fatto il copia e incolla.

    Fonte: Università  degli Studi di Firenze
    Ecco. Appunto. Ma non di tutte le bestialità  riportate.
    Ultima modifica di dottore; 03-07-2020, 20:45.
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  • #2
    Mi sa che ti è sfuggita una chicca, hai letto nella homepage del sito?
    Se acquisti qualsiasi prodotto o servizio del valore complessivo di euro 2.450,00 ti regaliamo un Master a tua scelta.

    Forza! si regalano master, venghino, signori, venghino!
    Paghi due, prendi tre.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
      Mi sa che ti è sfuggita una chicca, hai letto nella homepage del sito?
      Se acquisti qualsiasi prodotto o servizio del valore complessivo di euro 2.450,00 ti regaliamo un Master a tua scelta.

      Forza! si regalano master, venghino, signori, venghino!
      Paghi due, prendi tre.
      Inutile dire che oltretutto questo non sarà  un master ma una cosa senza alcun valore né reale né sostanziale che loro, abusivamente, chiamano così. Del resto lo fanno la 24 ore business school e Publitalia ‘80”¦
      Comunque questi che svolgono «servizi» (ehm) in merito alla redazione di tesi di laurea sono proprio senza vergogna.
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