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Studiare chimica o ingegneria?
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Studiare chimica o ingegneria?
Salve a tutti. A settembre dovrò iscrivermi all'università ma, non sono ben deciso sul corso. Sono indeciso tra ingegneria meccanica e chimica. Farò la magistrale in entrambi i casi, e proprio di chimica ci sono 3 Indirizzi: biologico-analitico, supermolecolare-nanotecnologico, industriale-ambientale. So che si dovrebbero inseguire le passioni ma, entrambi i corsi non mi dispiacciono e per me è molto importante avere una certà stabilità con il lavoro, ovvero, vorrei avere buone possibilità d'impiego. Di chimica sono indeciso soprattutto tra supermolecolare-nanotecnologico ed insutriale-ambientale. Voi cosa mi consigliate? Non ho trovato molto navigando sul web. Grazie a tutti.Tag: Nessuno
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Non ho capito se sei già laureato oppure no.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Meglio se ti focalizzi sulla laurea, col passare degli esami e frequentando ti renderai conto di quali sono i tuoi veri interessi e le tue passioni, quindi a suo tempo la scelta per la laurea magistrale sarà consapevole.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Buongiorno e benvenuto.Originariamente inviato da GiorgioX Visualizza il messaggioSalve a tutti. A settembre dovrò iscrivermi all'università ma, non sono ben deciso sul corso. Sono indeciso tra ingegneria meccanica e chimica. Farò la magistrale in entrambi i casi, e proprio di chimica ci sono 3 Indirizzi: biologico-analitico, supermolecolare-nanotecnologico, industriale-ambientale. So che si dovrebbero inseguire le passioni ma, entrambi i corsi non mi dispiacciono e per me è molto importante avere una certà stabilità con il lavoro, ovvero, vorrei avere buone possibilità d'impiego. Di chimica sono indeciso soprattutto tra supermolecolare-nanotecnologico ed insutriale-ambientale. Voi cosa mi consigliate? Non ho trovato molto navigando sul web. Grazie a tutti.
Innanzitutto la virgola si mette prima di «ma», non dopo. Visto che vai ancora a scuola, questa informazione ti potrà essere utile per non avere un'insufficienza in Italiano.
Cominciamo col dire che stai facendo un po' di confusione.
1. I corsi di laurea magistrale sono del tutto autonomi rispetto ai corsi di laurea. Ogni corso di laurea magistrale, poi, nel proprio regolamento didattico prevede i requisiti di accesso; l'attuale normativa vieta esplicitamente di correlare una laurea magistrale a un'unica laurea, anche indirettamente, ragion per cui non è possibile riservare l'accesso ai laureati in un determinato corso e neanche privilegiarli in qualche modo.
Molto probabilmente con una laurea della classe L-27, Scienze e tecnologie chimiche, potrai accedere senza obblighi formativi a un corso di laurea magistrale della classe LM-22 (Ingegneria chimica) e, viceversa, con una laurea della classe L-9 (Ingegneria industriale) indirizzata all'ingegneria chimica potrai accedere senza debiti formativi a corsi di laurea magistrale sia della succitata classe LM-22 sia delle classi LM-54 (Scienze chimiche) e LM-71 (Scienze e tecnologie della chimica industriale).
Ci sono, anche nel forum, laureati L-20 (Scienze della comunicazione) e perfino in discipline umanistico-letterarie, storiche, filosofiche e linguistiche che frequentano corsi di laurea magistrale LM-77 (Scienze economico-aziendali). Non è una cosa così assurda.
2. Per quanto il passaggio dal decreto MURST 509/1999 al decreto MIUR 270/2004 abbia ottenuto l'effetto desiderato di garantire maggiore stabilità agli ordinamenti, di qui a tre anni, presumendo che conseguirai la laurea in corso, l'offerta formativa del secondo ciclo potrebbe risultare profondamente mutata. Trovo pertanto completamente inutile che tu ti metta a verificare le lauree magistrali adesso. Se poi mi parli di indirizzi, cioè ripartizioni interne a un singolo corso, allora peggio mi sento, poiché gli ordinamenti sono soggetti a revisione annuale (anche sulla base delle performances) e pertanto i curricula potrebbero subire variazioni piuttosto sensibili. Se confronti i piani di studio attuali con quelli degli anni scorsi degli stessi corsi, potrai notare differenze rilevanti. Vedrai che sui siti di molte università quando cerchi il piano di studi ci sono links differenziati a seconda dell'anno di immatricolazione, o meglio per «coorte». Non a caso esiste una cosa che si chiama scheda unica annuale (SUA). Dunque per decidere come proseguire gli studi dopo il primo ciclo ci dobbiamo necessariamente risentire quando starai per terminarlo.
3. Per (quasi) tutti è importante avere una certa stabilità con il lavoro, ma in questo momento in Italia nessuno può offrire una garanzia in tal senso e chi lo fa è un cialtrone. Pure i medici, che sino a poco tempo fa avevano il posto assicurato poiché la capacità ricettiva della sanità pubblica veniva adeguata al numero dei medici neo-abilitati, non hanno più la stabilità di prima (anche se mantengono redditi di un certo livello).
Ma se tu hai intenzione di studiare per (almeno) cinque anni l'unica cosa che ti si può dire è che la situazione di qui ad allora sarà sicuramente migliorata, se non altro perché voi siete molti di meno di noi poveri sfigati nati negli anni '80. Inoltre di qui a cinque anni si stima che ci sarà molta richiesta proprio di laureati in Ingegneria, che, comunque, stando ai dati Almalaurea hanno sempre avuto performances migliori della media.
4. Così a naso mi sentirei di consigliarti il settore biomelecolare-tecnologico considerati i trends di qui a qualche anno, ma per poterti fornire una risposta più adeguata dovrei sapere esattamente di cosa stai parlando: cosa intendi quando parli di indirizzi? Sono corsi di laurea diversi appartenenti alla stessa classe o a classi diverse, curricula che differenziano internamente il singolo corso o altro? Tieni presente che, laddove tu ti iscriva a un corso suddiviso in curricula, il corso deve avere necessariamente 60 crediti in comune da collocarsi idealmente al primo anno e pertanto, anche se l'università ti obbliga a indicare il curriculum prescelto già all'atto dell'immatricolazione (ovvero della presentazione del piano degli studi ove prevista), tale scelta non è vincolante e se sostieni solo gli esami del primo anno l'anno dopo potrai cambiare curriculum senza perdere gli esami sostenuti. La stessa cosa vale per i corsi interclasse (in teoria, da decreto ministeriale, la scelta andrebbe effettuata prima di conseguire il titolo. Di fatto viene richiesto prima ma l'opzione può essere sempre modificata entro l'ultimo anno di corso; in questo caso però il mantenimento degli esami non è garantito per altre ragioni che non sto qui a spiegarti e che se del caso possiamo approfondire). I percorsi e gli orientamenti sono invece mere scelte guidate (cioè piani di studio alternativi tra loro oppure alternativi a quello ufficiale, cioè attribuito d'ufficio, o statutario) all'interno dello stesso curriculum (unitario o alternativo).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Io non capisco in base a che cosa associ un corso di laurea magistrale a un corso di laurea.Originariamente inviato da GiorgioX Visualizza il messaggioNo. Vado ancora a scuola. Sono indeciso pure tra ingegneria informatica ed informatica. Ma la triennale tra le due è un bel po' diversa, la magistrale invece è molto simile. Vorrei discuterne, se possibile.
Sono due percorsi diversi e autonomi l'uno dall'altro. L'unico rapporto di dipendenza esistente è che per accedere i corsi di laurea magistrale, salvo quelli a ciclo unico (che costituiscono delle eccezioni in deroga alla regola generale), devi essere in possesso di una laurea. Ulteriori requisiti di accesso possono (non devono) essere stabiliti nel regolamento didattico dei singoli corsi di laurea magistrale, sulla base dei criteri generali definiti nel regolamento didattico di ateneo, i quali, comunque, non possono correlare un corso di laurea magistrale a un corso di laurea con un rapporto di continuità /contiguità in quanto ciò è espressamente vietato dai regolamenti ministeriali (D.M. 270/2004 e successivi), fatte salve le norme speciali che regolano la classe LM-4.
Intanto, come ti ha detto Bmastro, focalìzzati sul corso di laurea. Dopo la laurea, o mentre ti ci starai avvicinando, potrai decidere se e come proseguire gli studi nel secondo ciclo sulla base dell'offerta formativa che in quel momento sarà vigente. Non è detto che con una laurea della classe di Scienze e tecnologie informatiche tu non possa accedere a un corso di laurea magistrale della classe di Ingegneria informatica o di quella di Ingegneria delle telecomunicazioni, e viceversa con una laurea della classe di Ingegneria dell'informazione o di quella di Ingegneria industriale non possa accedere a un corso di laurea magistrale tu non possa accedere a un corso di laurea magistrale della classe di Informatica o della classe di Tecniche e metodi per la società dell'informazione. Questo è il regolamento didattico del corso di laurea in Informatica (classe L-31, Scienze e tecnologie informatiche) dell'Università di Milano-Bicocca, e guarda che dice:Per la cronaca, al corso di laurea magistrale in Teoria e tecnologia della comunicazione possono accedere senza obblighi formativi aggiuntivi anche tutti i laureati della classe L-20 (Scienze della comunicazione) e molti laureati di classi come Sociologia (L-40) e Scienze e tecniche psicologiche (L-24), mentre al corso di laurea magistrale in Data science possono accedere laureati che vanno da Scienze matematiche, Scienze e tecnologie chimiche, Scienze e tecnologie fisiche, Biologia e Scienze geologiche a Scienze della comunicazione, Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Scienze economiche per la cooperazione, lo sviluppo e la pace, passando per Statistica, Scienze economiche, Scienze dell'economia e della gestione aziendale e Geografia. Il relativo regolamento didattico richiede infatti di aver maturato 30 crediti complessivi nei settori INF/01, ING-INF/05, da SECS-S/01 a SECS-S/06, da MAT/01 a MAT/09 e da FIS/01 a FIS/08. Certamente vi rientrano anche moltissimi laureati in Ingegneria, mentre, ammesso e non concesso che i settori debbano essere rappresentati tutti (dal regolamento non è chiaro e questa sarebbe l'interpretazione più restrittiva), per un laureato in Economia aziendale della Università Parthenope di Napoli sarebbe sufficiente recuperare attraverso esami singoli il numero minimo di crediti possibile in un settore FIS e in un settore MAT.La prosecuzione naturale degli studi per i laureati del corso di laurea in Informatica è nei corsi di laurea magistrale LM-18 (Informatica), LM-32 (Ingegneria informatica), LM 91 (Tecniche e metodi per la società dell'informazione), LM-92 (Teorie della comunicazione). In particolare, le prosecuzioni naturali presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca sono i corsi di laurea magistrale in Informatica, in Data science e in Teoria e tecnologia della comunicazione.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Dimenticavo: per l'accesso al corso di laurea magistrale in Data science di cui sopra occorre anche comprovare la conoscenza della lingua inglese perlomeno al B2 del QCER.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Chiedo soprattutto a Bmastro che è del settore, ma quali sono delle prospettive occupazionali realistiche per un laureato di primo livello in materie scientifiche "teoriche", con particolare riferimento alle classi di laurea inquadrabili nelle aree accademiche 02 (Scienze fisiche), 03 (Scienze chimiche), 04 (Scienze della Terra) e 05 (Scienze biologiche), visto che (credo) non esistono albi professionali di questi settori in cui si possa accedere alle posizioni senior senza laurea magistrale/specialistica/V.O.?
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1. I laureati di primo livello non esistono.Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggioChiedo soprattutto a Bmastro che è del settore, ma quali sono delle prospettive occupazionali realistiche per un laureato di primo livello in materie scientifiche "teoriche", con particolare riferimento alle classi di laurea inquadrabili nelle aree accademiche 02 (Scienze fisiche), 03 (Scienze chimiche), 04 (Scienze della Terra) e 05 (Scienze biologiche), visto che (credo) non esistono albi professionali di questi settori in cui si possa accedere alle posizioni senior senza laurea magistrale/specialistica/V.O.?
2. É una logica molto italiana pensare che gli sbocchi occupazionali siano legati all'esistenza di albi professionali, specie se tenuti da ordini o collegi. Sino a un paio d'anni fa non esisteva neanche un albo dei fisici e la professione di fisico è stata regolamentata in barba all'orientamento comunitario, volto alla massima liberalizzazione, e alle raccomandazioni della stessa autorità antitrust italiana (AGCM).
3. Sempre una logica molto italiana è la suddivisione di albi in sezioni iuniores e "normali", e per l'appunto in nessun paese d'Europa per accedere alla professione "normale" è necessario il secondo ciclo (salvo che si tratti di master abilitanti i cui corsi hanno durata annuale).
Dimenticavo che l'Italia è l'unico paese in Europa in cui i laureati ante riforma hanno praticamente avuto il master in omaggio, come se salvaguardare gli sbocchi occupazionali che avevano nella pubblica amministrazione prima della riforma stessa (cosa che peraltro non era mai stata fatta in passato: vedi gente che si è iscritta all'istituto tecnico commerciale pensando che con il diploma di ragioniere e perito commerciale potesse fare il commercialista e poi si è ritrovata al momento di conseguire quest'ultimo, nei tempi legali, che non poteva farlo più) implicasse il riconoscimento ope legis di un titolo di studio superiore.
Comunque, venendo a noi, esistono nella classe di Scienze e tecnologie fisiche corsi abilitanti alla professione di ottico optometrista: praticamente l'università ha assorbito una funzione precedentemente assolta dalla scuola secondaria di secondo grado e per giunta dall'ordine degli istituti professionali.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Questo non risponde alla mia domanda. Il mio scopo è sapere (PA, settori privati e libera professione, indipendentemente dall'esistenza di albi o meno) a cosa può realisticamente aspirare un laureato delle aree 02, 03, 04 e 05 che non consegua una magistrale in Italia, dove, che ci piacciano o meno, i vincoli legislativi per le professioni d'albo e l'insegnamento scolastico esistono, senza che noi possiamo farci niente. Da laureato L-36, conosco benissimo l'inganno delle lauree magistrali del mio settore, che ha al 99% sbocchi in professioni non ordinate, per cui lauree completamente diverse sono considerate intercambiabili quando va bene e superflue quando va male. Ma, in settori come la biologia e la chimica, dove teoria, ricerca e sperimentazione dovrebbero procedere allo stesso passo, cosa potrebbe fare e portare di utile una persona con soltanto tre anni di formazione superiore alle spalle (in cui spesso la parte sperimentale è scarsa e negletta in nome del rendimento negli esami teorici)?
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La parte sperimentale è scarsa anche e forse a maggior ragione nei corsi di laurea magistrale.
Per l'accesso alla pubblica amministrazione vale sempre lo stesso principio: al di fuori della dirigenza la laurea magistrale (che comunque per la dirigenza può essere sostituita) non è necessaria. Qui ci sono dei bandi per posti in mobilità esterna per categoria D nell'università , area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati, che richiedono lauree come quelle da te citate. Praticamente sono i vecchi tecnici di laboratorio. Oltretutto il personale tecnico laureato può svolgere incarichi di docenza (a titolo gratuito) anche in deroga ai principà® introdotti dalla legge 240/2010, in quanto questi ai applicano ai ricercatori e ai professori di ruolo nonché ai docenti a contratto, ma non a personale incaricato interno.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Per chimica non ho esperienza diretta, ma ti assicuro che per biologia la laurea magistrale diventa praticamente obbligatoria se non hai già un posto di lavoro che ti aspetta (per motivi vari su cui sorvolo).Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggioQuesto non risponde alla mia domanda. Il mio scopo è sapere (PA, settori privati e libera professione, indipendentemente dall'esistenza di albi o meno) a cosa può realisticamente aspirare un laureato delle aree 02, 03, 04 e 05 che non consegua una magistrale in Italia, dove, che ci piacciano o meno, i vincoli legislativi per le professioni d'albo e l'insegnamento scolastico esistono, senza che noi possiamo farci niente. Da laureato L-36, conosco benissimo l'inganno delle lauree magistrali del mio settore, che ha al 99% sbocchi in professioni non ordinate, per cui lauree completamente diverse sono considerate intercambiabili quando va bene e superflue quando va male. Ma, in settori come la biologia e la chimica, dove teoria, ricerca e sperimentazione dovrebbero procedere allo stesso passo, cosa potrebbe fare e portare di utile una persona con soltanto tre anni di formazione superiore alle spalle (in cui spesso la parte sperimentale è scarsa e negletta in nome del rendimento negli esami teorici)?
E comunque non posso che confermare quanto ha scritto dottore sulla relativa scarsità della parte sperimentale. Addirittura ai miei tempi in alcuni casi dopo 5 anni di studio (o più) potevi trovare una differenza abissale nella preparazione tecnica di laboratorio fra chi aveva svolto una tesi sperimentale e chi una tesi compilativa, era come confrontare un calciatore di serie A con un giocatore con due tombini di ghisa legati ai piedi.
Alcuni laboratori erano superprestigiosi e con potenti legami all'estero, quindi potevi maturare una preparazione veramente notevole che poteva facilmente lanciarti nel mondo della ricerca (ultraprecaria), altri erano meno finanziati e quindi ti arrangiavi cercando di appoggiarti ai precedenti cercando di utilizzare il loro materiale tramite una serie di scambi di favori (e anche in quel caso riuscivi ad ottenere una ottima preparazione tecnica ma con limitate possibilità di impiego dopo la laurea). Chi non si appoggiava ad un laboratorio per la tesi sperimentale usciva dall'università senza alcuna preparazione tecnica specifica di laboratorio, come tale doveva sperare in una qualche soluzione miracolosa, o quasi, se voleva lavorare in quell'ambito.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Sarà sicuramente così anche per Chimica (e probabilmente ancor di più per Fisica e Matematica), per l'amor di Dio, ma quello che volevo far presente è che si tratta di un problema generalizzato di tutta l'università italiana a causa dell'errata percezione della riforma universitaria.Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggioPer chimica non ho esperienza diretta, ma ti assicuro che per biologia la laurea magistrale diventa praticamente obbligatoria se non hai già un posto di lavoro che ti aspetta (per motivi vari su cui sorvolo).
Ricordo che l'Italia è stata, nel 1999, il primo tra tutti gli stati aderenti al processo di Bologna ad applicare la riforma in fretta e furia, facendola partire immediatamente a regime, laddove tutti gli altri stati, oltre ad attendere qualche anno prima di introdurla, hanno previsto fasi sperimentali in cui coesistrevano i due sistemi e gli studenti potevano optare per l'uno o l'altro.
La comunicazione sbagliata ha fatto il resto e chi sta nelle stanze dei bottoni, anziché correggere il tiro gli anni successivi, ha introdotto dei correttivi formali non intervenendo sul principale punto di criticità , anzi assecondando le richieste delle corporazioni professionali (e cavalcandole a fini strumentali, cioè elettorali).
Il risultato è che in Italia rispetto a tutti gli altri stati europei devi studiare il doppio per arrivare allo stesso punto (e oltretutto studiare il doppio in termini quantitativi non implica effettivamente una maggiore né una migliore preparazione).
É come quando mia cugina architetto cercava di spiegarmi la differenza tra chi si era laureato in Architettura con una tesi in progettazione e chi con una tesi in storia. Mi diceva che in sostanza la tesi in progettazione era l'unico momento in cui potevi applicare praticamente ciò per cui sino ad allora ti eri formato unicamente, o quasi, a livello teorico.E comunque non posso che confermare quanto ha scritto dottore sulla relativa scarsità della parte sperimentale. Addirittura ai miei tempi in alcuni casi dopo 5 anni di studio (o più) potevi trovare una differenza abissale nella preparazione tecnica di laboratorio fra chi aveva svolto una tesi sperimentale e chi una tesi compilativa, era come confrontare un calciatore di serie A con un giocatore con due tombini di ghisa legati ai piedi.
Per Medicina invece le cose sono cambiate notevolmente tra i tempi di mio padre e oggi, sebbene da testimonianze ho il sospetto che la tradizione accademica italiana anche in questo campo sia molto più legata alla teoria di altre.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Rael25, il principio secondo cui per fare il funzionario basta la laurea non vale solamente per i profili amministrativi, ma anche quelli tecnici. Dunque sostanzialmente lo sbocco è quello; ovviamente i posti sono pochissimi (ultimamente in Gazzetta ho visto dei concorsi in alcune università ).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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