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accademia militare e chimica
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accademia militare e chimica
Buongiorno, è da un pò che sto optando di andare all'accaemia militare per studiare chimica, anche se è "chimica e tecnologie farmaceutiche". Mi chiedevo se qualcuno di voi sapesse se i corsi sono accorpati con l'università di Modena o l'accademia è da essere consultata come una scuola a se riguardo a questo. Lo chiedo principalmente per capire quali siti o fonti controllare oltre al sito dell'esercito italiano.Tag: Nessuno
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Ciao,
normalmente si sostengono gli esami direttamente presso le accademie (GdF Bergamo, EI Modena, MM Livorno e AM Pozzuoli), tuttavia il titolo di studio viene rilasciato dall'università convenzionata ed è dunquev alido agli effetti civili.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Quindi pur andando all'accademia i programmi, progetti, ecc. seguono quelli dell'università . Se volessi intraprendere un master all'estero per me sarebbe possibile?Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioCiao,
normalmente si sostengono gli esami direttamente presso le accademie (GdF Bergamo, EI Modena, MM Livorno e AM Pozzuoli), tuttavia il titolo di studio viene rilasciato dall'università convenzionata ed è dunquev alido agli effetti civili.
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Dynami, l'università non ha programmi ufficiali. Sono i singoli docenti cui è demandato il compito di fissare i contenuti degli insegnamenti, assumendosene la responsabilità anche in relazione alla congruità con il settore scientifico-disciplinare e la titolazione. Ci sono rari casi in cui i programmi vengono approvati dalle strutture didattiche, con lo scopo più che altro di uniformare i programmi tra le diverse cattedre onde evitare discriminazioni qualitative o quantitative basate sull'iniziale del cognome. Su tali discriminazioni con la mia lunga esperienza potrei scrivere un libro.
In particolare nelle accademie l'università riconosce gli insegnamenti impartiti direttamente in esse sulla base di un protocollo d'intesa, quindi a parità di esami i programmi possono corrispondere o meno. I corsi di studio sono riservati e non aperti a civili e non sono mai repliche fedeli di corsi di studio tenuti presso gli stessi atenei con apertura alla generalità degli utenti.
I master non si intraprendono. I master si conseguono. Sono titoli di studio, non corsi.
Come ho già spiegato, il titolo di studio che si consegue presso un'accademia militare è una laurea normale, valida agli effetti civili; in realtà c'è anche l'obbligo di conseguire la laurea magistrale, salvo che si riesca, nelle rare ipotesi in cui questo è possibile, a congedarsi prima (non ricordo tuttavia il grado massimo raggiungibile con la sola laurea. Mi pare che una volta fosse tenente colonnello ma, considerando che oramai la laurea è richiesta anche per i sottufficiali, le cose potrebbero essere cambiate).
Essendo i titoli accademici validi agli effetti civili, consentono l'accesso ad altri corsi accademici. Tieni presente che il master in Svizzera, Spagna, UK, Irlanda, Malta e Usa corrisponde alla nostra laurea magistrale.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Capito, ho soltanto un ultima domanda. Pur essendo laureato in CTF ci sono delle differenze tra un laureato in chimica e CTF? Quali sono?Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioDynami, l'università non ha programmi ufficiali. Sono i singoli docenti cui è demandato il compito di fissare i contenuti degli insegnamenti, assumendosene la responsabilità anche in relazione alla congruità con il settore scientifico-disciplinare e la titolazione. Ci sono rari casi in cui i programmi vengono approvati dalle strutture didattiche, con lo scopo più che altro di uniformare i programmi tra le diverse cattedre onde evitare discriminazioni qualitative o quantitative basate sull'iniziale del cognome. Su tali discriminazioni con la mia lunga esperienza potrei scrivere un libro.
In particolare nelle accademie l'università riconosce gli insegnamenti impartiti direttamente in esse sulla base di un protocollo d'intesa, quindi a parità di esami i programmi possono corrispondere o meno. I corsi di studio sono riservati e non aperti a civili e non sono mai repliche fedeli di corsi di studio tenuti presso gli stessi atenei con apertura alla generalità degli utenti.
I master non si intraprendono. I master si conseguono. Sono titoli di studio, non corsi.
Come ho già spiegato, il titolo di studio che si consegue presso un'accademia militare è una laurea normale, valida agli effetti civili; in realtà c'è anche l'obbligo di conseguire la laurea magistrale, salvo che si riesca, nelle rare ipotesi in cui questo è possibile, a congedarsi prima (non ricordo tuttavia il grado massimo raggiungibile con la sola laurea. Mi pare che una volta fosse tenente colonnello ma, considerando che oramai la laurea è richiesta anche per i sottufficiali, le cose potrebbero essere cambiate).
Essendo i titoli accademici validi agli effetti civili, consentono l'accesso ad altri corsi accademici. Tieni presente che il master in Svizzera, Spagna, UK, Irlanda, Malta e Usa corrisponde alla nostra laurea magistrale.
E soprattutto, per me sarà possibile intraprendere la carriera di ricercatore o iscrivermi all'albo dei chimici (diventando un Chimico junior)?
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Ma vuoi diventare ricercatore in ambito militare?Originariamente inviato da Dynami Visualizza il messaggioE soprattutto, per me sarà possibile intraprendere la carriera di ricercatore o iscrivermi all'albo dei chimici (diventando un Chimico junior)?
Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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Non proprio, vorrei diventare un ricercatore in ambito universitario. Ma per vari motivi voglio optare per il percorso dell'accademia.Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggioMa vuoi diventare ricercatore in ambito militare?
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1. I corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Chimica e tecnologia farmaceutiche o Chimica e tecnologie farmaceutiche fanno parte della classe di Farmacia e farmacia industriale. Previo praticanato (che nei corsi in Farmacia è svolto interamente all'interno del corso di studi, in quelli in CTF generalmente no), con una laurea magistrale in CTF si può accedere all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di farmacista. Non si può accedere alla professione di chimico né a quella di chimico iunior (con la i), mentre si può accedere a quella di informatore scientifico del farmaco.
2. La laurea magistrale a ciclo unico è già un master. Spesso non viene riconosciuta come tale fuori dall'Italia, anche in altri stati membri dello Spazio europeo dell'istruzione superiore. Faccio un esempio banale: anche se i giornali parlano in toni entusiastici del fatto che in soli 5 anni sia possibile conseguire contemporaneamente la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Ferrara e il grado en Derecho presso un ateneo spagnolo con cui sussiste un accordo di cooperazione, in realtà l'ateneo spagnolo riconosce la laurea magistrale a ciclo unico per l'appunto come grado, cioè come la nostra laurea (cosiddetta laurea triennale). Ne consegue che per l'accesso alla professione di abogado in Spagna, omologa della nostra professione di avvocato, o ci si abilita in Italia alla professione di avvocato, stabilendosi successivamente in Spagna ai sensi delle norme dell'Unione europea sulla libera circolazione delle professioni, oppure sarà necessario conseguire localmente un mà¡ster en Abogadàcia (che non so neanche se è ancora ipso facto abilitante perché in Spagna si sono messi a fare riforme da quando hanno scoperto di essere diventati approdo facile per cittadini italiani che si abilitavano lì alla professione di abogado per poi fare gli avvocati stabiliti in Italia).
3. «Un'ultima» si scrive con l'apostrofo.
4. Per diventare ricercatore universitario, dopo l'entrata in vigore della legge 240/2010 è obbligatorio possedere un dottorato di ricerca. Ai corsi di dottorato si accede con una laurea magistrale. Non esiste una correlazione specifica tra la materia della laurea magistrale e quella del dottorato; tieni però presente che ai dottorati si accede per concorso e la congruità disciplinare viene valutata.
Il ruolo di ricercatori nelle università è oramai ad esaurimento da anni. Attualmente esistono solo ricercatori a tempo determinato e la funzione del contratto di ricercatore a t.d. è quella di fare da preludio alla carriera di professore, che si compone dei due steps di associato (professore di seconda fascia) e ordinario (professore di prima fascia). Non esistono più, da anni, neanche gli assistenti, mentre i liberi docenti sono stati di fatto rimpiazzati dai professori a contratto (sui quali stenderei un velo pietoso). Prima di un concorso per ricercatore a t.d. magari dovrai fare gavetta attraverso assegni di ricerca.
Altra cosa è il ricercatore al CNR, e a meno che non vi siano state riforme di cui non sono a conoscenza è possibile accedere ai concorsi relativi con una laurea magistrale e senza dottorato di ricerca.
Poi all'università esiste anche la figura del tecnico laureato (che fa parte del personale tecnico-amministrativo) e in altri enti esiste quella del tecnologo.
5. L'Accademia non è un'istituzione finalizzata allo studio. Lo studio è solo una componente della formazione degli ufficiali, che è fatta anche di addestramento pratico e tante altre cose. I cadetti dell'Accademia sono arruolati a tutti gli effetti e sono militari di carriera, a tempo indeterminato e con un certo numero di anni di ferma prefissata. Fai molta attenzione perché una volta che sei dentro uscirne è difficilissimo.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Quindi o vado all'accademia o mi cerco un lavoro e mi laureo all'università civile in chimica. Mi chiedo soltato una cosa (cambiando argomento), mia madre non possiede reddito quindi, pur andando all'università civile, dovrei pagare meno tasse? In pratica come potrei fare se, mettendomi sul reddito di mia madre, dovessi andare all'università ? Quali sono i pro e i contro?Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio1. I corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Chimica e tecnologia farmaceutiche o Chimica e tecnologie farmaceutiche fanno parte della classe di Farmacia e farmacia industriale. Previo praticanato (che nei corsi in Farmacia è svolto interamente all'interno del corso di studi, in quelli in CTF generalmente no), con una laurea magistrale in CTF si può accedere all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di farmacista. Non si può accedere alla professione di chimico né a quella di chimico iunior (con la i), mentre si può accedere a quella di informatore scientifico del farmaco.
2. La laurea magistrale a ciclo unico è già un master. Spesso non viene riconosciuta come tale fuori dall'Italia, anche in altri stati membri dello Spazio europeo dell'istruzione superiore. Faccio un esempio banale: anche se i giornali parlano in toni entusiastici del fatto che in soli 5 anni sia possibile conseguire contemporaneamente la laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Ferrara e il grado en Derecho presso un ateneo spagnolo con cui sussiste un accordo di cooperazione, in realtà l'ateneo spagnolo riconosce la laurea magistrale a ciclo unico per l'appunto come grado, cioè come la nostra laurea (cosiddetta laurea triennale). Ne consegue che per l'accesso alla professione di abogado in Spagna, omologa della nostra professione di avvocato, o ci si abilita in Italia alla professione di avvocato, stabilendosi successivamente in Spagna ai sensi delle norme dell'Unione europea sulla libera circolazione delle professioni, oppure sarà necessario conseguire localmente un mà¡ster en Abogadàcia (che non so neanche se è ancora ipso facto abilitante perché in Spagna si sono messi a fare riforme da quando hanno scoperto di essere diventati approdo facile per cittadini italiani che si abilitavano lì alla professione di abogado per poi fare gli avvocati stabiliti in Italia).
3. «Un'ultima» si scrive con l'apostrofo.
4. Per diventare ricercatore universitario, dopo l'entrata in vigore della legge 240/2010 è obbligatorio possedere un dottorato di ricerca. Ai corsi di dottorato si accede con una laurea magistrale. Non esiste una correlazione specifica tra la materia della laurea magistrale e quella del dottorato; tieni però presente che ai dottorati si accede per concorso e la congruità disciplinare viene valutata.
Il ruolo di ricercatori nelle università è oramai ad esaurimento da anni. Attualmente esistono solo ricercatori a tempo determinato e la funzione del contratto di ricercatore a t.d. è quella di fare da preludio alla carriera di professore, che si compone dei due steps di associato (professore di seconda fascia) e ordinario (professore di prima fascia). Non esistono più, da anni, neanche gli assistenti, mentre i liberi docenti sono stati di fatto rimpiazzati dai professori a contratto (sui quali stenderei un velo pietoso). Prima di un concorso per ricercatore a t.d. magari dovrai fare gavetta attraverso assegni di ricerca.
Altra cosa è il ricercatore al CNR, e a meno che non vi siano state riforme di cui non sono a conoscenza è possibile accedere ai concorsi relativi con una laurea magistrale e senza dottorato di ricerca.
Poi all'università esiste anche la figura del tecnico laureato (che fa parte del personale tecnico-amministrativo) e in altri enti esiste quella del tecnologo.
5. L'Accademia non è un'istituzione finalizzata allo studio. Lo studio è solo una componente della formazione degli ufficiali, che è fatta anche di addestramento pratico e tante altre cose. I cadetti dell'Accademia sono arruolati a tutti gli effetti e sono militari di carriera, a tempo indeterminato e con un certo numero di anni di ferma prefissata. Fai molta attenzione perché una volta che sei dentro uscirne è difficilissimo.
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Dynami, la contribuzione universitaria si basa sul reddito del nucleo familiare anagrafico. Qualora lo studente sia nello stato di famiglia di uno solo dei due genitori, si cumulano i rispettivi nuclei familiari. Qualora lo studente faccia parte di un terzo stato di famiglia, bisogna vedere se si tratta della famiglia d'origine oppure no. In quest'ultimo caso, a meno che lo studente non abbia contratto matrimonio o unione civile (cui non è assimilata la convivenza registrata), il cambio di residenza deve essere avvenuto da almeno due anni e per due anni consecutivi lo studente deve aver percepito reddito superiore a una certa soglia definita da DPCM (attualmente siamo sui circa seimila euro, grossomodo pari alla soglia di povertà ).
Ciò premesso, se tu non percepisci reddito, già vivi con un genitore che non percepisce reddito e non hai l'altro genitore (non perché sia deceduto; magari semplicemente non ti ha riconosciuto e dunque non è tuo padre agli effetti di legge), rientri sicuramente nella fascia di reddito minima e dunque devi pagare un'inezia di tasse e contributi, che peraltro sono azzerabili in caso di semplice idoneità alla borsa di studio (anche se non la percepisci).
Controlla peraltro se il corso di laurea che hai scelto rientra nel progetto lauree scientifiche, se per l'anno accademico 2019-2020 verrà rinnovato. In questo caso, le tasse e i contributi sono azzerati per tutti indipendentemente dal reddito.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Grazie mille per il tuo/vostro aiuto. Hai dissipato molti miei dubbi^^Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioDynami, la contribuzione universitaria si basa sul reddito del nucleo familiare anagrafico. Qualora lo studente sia nello stato di famiglia di uno solo dei due genitori, si cumulano i rispettivi nuclei familiari. Qualora lo studente faccia parte di un terzo stato di famiglia, bisogna vedere se si tratta della famiglia d'origine oppure no. In quest'ultimo caso, a meno che lo studente non abbia contratto matrimonio o unione civile (cui non è assimilata la convivenza registrata), il cambio di residenza deve essere avvenuto da almeno due anni e per due anni consecutivi lo studente deve aver percepito reddito superiore a una certa soglia definita da DPCM (attualmente siamo sui circa seimila euro, grossomodo pari alla soglia di povertà ).
Ciò premesso, se tu non percepisci reddito, già vivi con un genitore che non percepisce reddito e non hai l'altro genitore (non perché sia deceduto; magari semplicemente non ti ha riconosciuto e dunque non è tuo padre agli effetti di legge), rientri sicuramente nella fascia di reddito minima e dunque devi pagare un'inezia di tasse e contributi, che peraltro sono azzerabili in caso di semplice idoneità alla borsa di studio (anche se non la percepisci).
Controlla peraltro se il corso di laurea che hai scelto rientra nel progetto lauree scientifiche, se per l'anno accademico 2019-2020 verrà rinnovato. In questo caso, le tasse e i contributi sono azzerati per tutti indipendentemente dal reddito.
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Dimenticavo di specificare che qualora non sussistano le condizioni sopra descritte (matrimonio / unione civile OPPURE residenza per conto proprio ovvero in altro stato di famiglia da almeno due anni con percezione di reddito superiore alla soglia per almeno due anni con contemporanea residenza fuori dal nucleo di origine) vale sempre il reddito della famiglia di origine, con cumulo dei genitori e dei rispettivi nuclei familiari se diverso.
Quanto al cumulo dei genitori, comunque, la normativa non è molto precisa e leggo pareri discordanti da parte di esperti (avvocati tributaristi, dottori commercialisti etc.). Alcuni dicono che per i figli maggiorenni vale solo il genitore di cui lo studente risulta fiscalmente a carico ai fini IRPEF, indipendentemente da dove ha la residenza lo studente (e in particolare dall'unità abitativa, in quanto rilevante ai fini dello stato di famiglia). Altri dicono che vale il genitore con cui lo studente è residente, altri dicono che valgono entrambi, altri ancora dicono che dipende dal genitore che eroga l'assegno di mantenimento. E qui dovremmo aprire un intero altro capitolo poiché in teoria l'assegno di mantenimento nei confronti dei figli maggiorenni andrebbe corrisposto direttamente a loro, ma questa è una norma largamente elusa nella pratica.
Addirittura qualcuno dice che dipende dagli accordi di separazione, che possono porre a carico di un solo genitore determinate spese. Tuttavia ho qualche dubbio che un accordo privatistico possa incidere su una materia pubblicistica quale è il diritto tributario.
Considera che ai fini IRPEF tu sei a carico dei genitori, o di uno solo di loro, qualora il tuo reddito personale non superi i 2840.51 euro al lordo degli oneri deducibili; tuttavia, ai fini della contribuzione universitaria se non sono passati due anni da residenza autonoma puoi pure percepire 100mila euro di reddito, ma esso farà sempre cumulo con quello dei genitori.Ultima modifica di dottore; 20-06-2019, 08:00.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Qui c'è un articolo; l'autrice, che è un consulente del lavoro laureato (in Giurisprudenza, peraltro), è brava, ma io lo prenderei con le pinze perché mancano completamente i riferimenti normativi. E secondo me non mancano perché sono stati omessi per ignoranza o negligenza, ma perché proprio non esistono, dunque tutte le indicazioni date si basano sulla mera prassi, che nel nostro ordinamento non è fonte del diritto (la consuetudine prà¦ter legem invece lo sarebbe). Secondo me tra l'altro è prassi derivante da esperienza diretta, perché la casistica dei minorenni coniugati ma residenti con i rispettivi genitori mi appare piuttosto singolare.
Se ci fai caso, nei commenti c'è gente che si lamenta che le indicazioni sono in contrasto con quelle fornite da enti o da altri esperti (ad esempio fisco7, che a sua volta non cita riferimenti normativi).
A complicare ulteriormente le cose si mette il fatto che alcune università ai fini della determinazione della contribuzione non vogliono l'ISEEU, ma l'ISEE semplice. L'Università di Firenze ad esempio richiedeva l'ISEEU per l'anno accademico 2009-2010; poi ha sempre chiesto l'ISEE. Prima del 2009-2010 non mi ricordo: ricordo che prima dell'invenzione dell'ISEE, istituito nel 1998, si dichiarava il reddito lordo del nucleo familiare ai fini IRPEF.
L'Università L'Orientale di Napoli ha sempre chiesto l'ISEE.
Comunque mi devo studiare un po' i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 maggio 1999, nº 221, e 9 aprile 2001, senza numero, nonché la legge 2 dicembre 1991, nº 390, per poterti fornire risposte più complete.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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