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Giurisprudenza o triennale giuridica
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Giurisprudenza o triennale giuridica
Ciao, è la prima volta che scrivo su questo forum e il motivo per il quale apro questo topic riguarda la scelta del mio percorso universitario. Ho appena concluso il liceo economico sociale e la mia intenzione sarebbe quella di proseguire gli studi per lavorare nell' ambito delle risorse umane. Ho escluso economia perché la matematica non è il mio punto forte, pertanto ho deciso di orientarmi verso gli studi giuridici. A Torino c' è un corso triennale " Consulenza del lavoro e gestione risorse umane ", inizialmente ero propensa a iscrivermi a questo corso ma poi facendo un reso conto dai consigli da parte degli altri sono arrivata alla conclusione che le lauree triennali giuridiche non valgono nulla e che l' ideale sarebbe la laurea magistrale a ciclo unico in giurisprudenza. Ho confrontato gli esami della facoltà alla quale intendevo iscrivermi notando che quasi tutti ( esclusi gli esami di sociologia ) sono esami del corso di giurisprudenza, e mi sono resa conto che questo vale per qualsiasi facoltà triennale giuridica. Ciò che vorrei sapere è se mi conviene iscrivermi al corso di laurea magistrale di 5 anni in giurisprudenza oppure scegliere il percorso di tre anni come avevo appunto specificato prima in " Consulenza del lavoro e gestione risorse umane ". Alcuni mi hanno detto che giurisprudenza è troppo vaga e che mi conviene optare per i tre anni per focalizzarmi su quello che avrei intenzione di fare dopo. Inoltre un corso di laurea triennale in scienze giuridiche è valido all' estero ?
Grazie mille in anticipo a coloro che potranno rispondere e mi scuso per le mille domande.Tag: Nessuno
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Buongiorno. Benvenuta nel forum.
Non commettere l'errore che abbiamo commesso in molti. Ai miei tempi Internet non era quella di oggi e non avevo le occasioni di confronto che avete voi giovani d'oggi.
La matematica in economia riveste un ruolo relativo, che non è né più né meno di quello che riveste in tutte le scienze sociali. Salvo che nell'alta finanza oppure negli studi molto avanzati di economia politica, occorrono veramente nozioni semplici. Dunque se sei realmente interessato all'à mbito economico cerca un corso di laurea in questo à mbito che non abbia esami dei settori scientifico-disciplinari MAT; ce ne sono tanti. Tieni presente che l'economia aziendale è altra cosa rispetto all'economia; tuttavia in Italia si tende a confondere le due cose e pertanto, anche se nel primo ciclo sono due classi separate, a volte si trovano piani spiccatamente aziendalistici nella classe di scienze economiche e piani misti (certamente non economici puri, ma neanche così marcatamente aziendalistici) nella classe di scienze dell'economia e della gestione aziendale.
In alternativa, puoi valutare l'ipotesi di iniziare il percorso di studi con una laurea di tipo giuridico o politologico e successivamente proseguire gli studi in un corso di laurea magistrale di classe economica; nel secondo ciclo settori di matematica non sono quasi mai presenti (al massimo c'è un esame di statistica un po' più avanzato) e, salvo che alla Parthenope di Napoli, non sono richiesti quali prerequisiti di accesso.
Le lauree triennali non esistono. Esistono le lauree, i cui corsi hanno durata normale triennale. Si chiamano solo lauree.
La laurea è titolo sufficiente per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego che richiedano la laurea, cioè per la ex carriera direttiva. Ad esempio con la laurea da te indicata in questo momento è possibile partecipare, tra gli altri, ai concorsi per personale di categoria D (funzionarà®) in Regione Lazio, Regione del Veneto (ente banditore agenzia Veneto lavoro), Regione Campania e una serie di enti locali della Campania (ente banditore commissione Ripam).
La laurea magistrale a ciclo unico ti serve se fuoi fare l'avvocato, il magistrato, il notaio.
Le facoltà quasi non esistono più e le facoltà triennali non sono mai esistite. Le facoltà era, prima dell'entrata in vigore della legge 240/2010, le strutture di raccordo didattico-amministrativo fondamentali in cui era suddivisa la maggior parte delle università , ma non c'entrava niente con i titoli di studio che si potevano conseguire. La facoltà aveva una funzione di coordinamento e di raccordo tra vari corsi di studio. Che io mi laureassi in Psicologia in una facoltà di Scienze della formazione, in una facoltà di Lettere e filosofia o proprio in una facoltà di Psicologia, ciò non aveva alcuna importanza ai fini del valore legale del titolo rilasciato.
Tutto quanto premesso, devi interrogarti sui tuoi obiettivi, ad esempio ragionare secondo questo schema:
- vuoi fare certamente l'avvocato? Allora laurea magistrale in Giurisprudenza.
- sai già che NON vuoi fare l'avvocato? Allora laurea della classe di Scienze dei servizi giuridici.
- sei indecisa? Allora laurea della classe di Scienze dei servizi giuridici, nella consapevolezza che in molti atenei (tra cui Firenze e Pisa) esistono piani di studi ad hoc per chi si iscrive al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza essendo già in possesso di una laurea di tale classe, accedendo direttamente al quarto anno con convalida dei crediti pari a tre anni di corso (180 su 180 perché trovano il modo di collocare anche quelli della tesi). Nel frattempo, comunque, avendo già un titolo in mano potrai accedere ai concorsi.
Se il tuo scopo è collocarti nel settore privato, ti consiglio di lasciar perdere l'area giuridica, che in Italia è una fucina di inoccupati (e di disoccupati con il titolo di avvocato).
Infine, un corso per definizione non è valido all'estero. Il titolo rilasciato potrebbe esserlo, in ragione delle normative vigenti nello stato in cui te lo porti. All'interno dello Spazio europeo dell'istruzione superiore (cui aderiscono più di 40 stati e che è stato promosso dal Consiglio d'Europa, che ”“ attenzione ”“ non è l'Unione europea) c'è obbligo di riconoscimento reciproco, ma il riconoscimento avviene caso per caso con valutazione ad personam, cioè il titolo non è automaticamente valido, ma dev'essere in un certo senso validato secondo procedure che variano da stato a stato e che possono cambiare a seconda della finalità per cui ti interessa far valere il titolo.
Logicamente la procedura sarà tanto più semplice quanto meno il settore sarà regolamentato; ad esempio nel cantone Ticino, dove i titoli accademici non hanno valore legale, è sufficiente che ti porti la pergamena originale appresso e non occorre alcuna formalità . Viceversa, se ti porti un titolo ticinese (rilasciato dall'Università della Svizzera italiana o dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) in Italia, nonostante sia scritto in lingua italiana e dunque facilmente comprensibile, occorrono dichiarazione di valore in loco rilasciata da un ufficio della rappresentanza diplomatica italiana nella Confederazione elvetica (ambasciata o consolato) e apostille dell'Aia e non sono neanche sicuro che non occorra l'asseverazione (traduzione giurata) in quanto, anche se la lingua è la stessa, i sistemi giuridici sono differenti (e infatti anche i nomi dei titoli sono diversi; in Ticino prima della riforma esistevano le licenze e i dottorati, mentre adesso si adottano i gradi accademici tradizionali inglesi: bachelor, master e Ph.D.). Questo perché tra i due stati sovrani non è stato stipulato un accordo di reciprocità . Tra il Vaticano e l'Italia sussiste invece una convenzione; tuttavia il riconoscimento dei titoli pontifici richiede comunque parecchi adempimenti formali. Inoltre esistono varie tipologie di riconoscimento, regolate da norme diverse: a fini di accesso a professioni regolamentate, a fini di prosecuzione degli studi nel ciclo successivo (ai fini cioè del conseguimento di un livello accademico superiore), ai fini dell'ottenimento della dichiarazione di equipollenza al titolo dell'ordinamento locale ritenuto corrispondente. Quest'ultima procedura varia tantissimo da stato a stato. In Italia non viene eseguita centralmente, ma dalla singola università . Questai può dichiarare semplicemente il titolo estero presentato equipollente a una da essa rilasciato con decreto rettorale, oppure, qualora non ne ricorrano le condizioni, riconoscere la relativa carriera per abbreviare il relativo corso di studi. In quest'ultimo caso, il candidato deve immatricolarsi ematurare i crediti rimanenti rispetto a quelli convalidati e così facendo consegue proprio un titolo di diritto italiano.
Anche nel Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord non occorrono formalità particolari; non servono nemmeno traduzioni ufficiali in quanto la dichiarazione personale fa fede sino a prova contraria, secondo un principio tipico del common law.
In Spagna sino a poco tempo fa esisteva la procedura di homologacià³n (omologazione), che rendeva in tutto e per tutto parificato, a tutti gli effetti, il proprio titolo a uno del catalogo ufficiale dell'offerta formativa spagnola, con equiparazione piena (cosa ben diversa dall'equipollenza).
In tutti gli stati che aderiscono al processo di Bologna, e dunque adottano il sistema a cicli, una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza potrebbe essere ritenuta corrispondente al locale bachelor (la nostra laurea). In UK ad esempio è così, ed era così anche per le lauree italiane del previgente ordinamento. Il concetto di ciclo unico lì non esiste e ”“ che tu abbia studiato per tre anni, quattro o cinque ”“ non è possibile che tu abbia conseguito un master senza avere prima un bachelor. Va detto, comunque, che in UK l'accesso al terzo ciclo è generalmente possibile anche senza passare per il secondo.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Vorrei fare una precisazione su un dettaglio: per la mia esperienza, il passaggio dalla laurea triennale in scienze dei servizi giuridici alla laurea magistrale in giurisprudenza, all'università di Firenze, è stato pessimo; non c'è stata una convalida integrale, non è vero che tutti i crediti vengono convalidati, quanto piuttosto vengono convalidati solo gli stessi, identici esami che hai fatto (e vorrei ben dire); ad esempio, a scienze dei servizi giuridici c'è un esame, molto faticoso, che comprende parte del programma di procedura penale e parte (più della metà ) del programma del corso normale di procedura civile da 15 crediti; ecco, questo esame, Sistemi processuali mi pare si chiamasse, formalmente da 9 crediti (6+3), esame che di fatto dovrebbe averne il doppio dato il programma che racchiude, non viene convalidato in alcun modo e sei costretto a rifare daccapo il programma di procedura civile e quello di procedura penale, senza alcuno sconto. Altri dettagli: le prove in itinere -io ho dovuto fare un elaborato sul diritto del lavoro, con ricerca giurisprudenziale etc, del valore di 6 cfu, negli altri corsi di scienze dei servizi ci sarà qualcosa di analogo- che io sappia non vengono convalidati in alcun modo, neanche nei crediti a scelta libera.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioBuongiorno. Benvenuta nel forum.
Non commettere l'errore che abbiamo commesso in molti. Ai miei tempi Internet non era quella di oggi e non avevo le occasioni di confronto che avete voi giovani d'oggi.
La matematica in economia riveste un ruolo relativo, che non è né più né meno di quello che riveste in tutte le scienze sociali. Salvo che nell'alta finanza oppure negli studi molto avanzati di economia politica, occorrono veramente nozioni semplici. Dunque se sei realmente interessato all'à mbito economico cerca un corso di laurea in questo à mbito che non abbia esami dei settori scientifico-disciplinari MAT; ce ne sono tanti. Tieni presente che l'economia aziendale è altra cosa rispetto all'economia; tuttavia in Italia si tende a confondere le due cose e pertanto, anche se nel primo ciclo sono due classi separate, a volte si trovano piani spiccatamente aziendalistici nella classe di scienze economiche e piani misti (certamente non economici puri, ma neanche così marcatamente aziendalistici) nella classe di scienze dell'economia e della gestione aziendale.
In alternativa, puoi valutare l'ipotesi di iniziare il percorso di studi con una laurea di tipo giuridico o politologico e successivamente proseguire gli studi in un corso di laurea magistrale di classe economica; nel secondo ciclo settori di matematica non sono quasi mai presenti (al massimo c'è un esame di statistica un po' più avanzato) e, salvo che alla Parthenope di Napoli, non sono richiesti quali prerequisiti di accesso.
Le lauree triennali non esistono. Esistono le lauree, i cui corsi hanno durata normale triennale. Si chiamano solo lauree.
La laurea è titolo sufficiente per l'accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego che richiedano la laurea, cioè per la ex carriera direttiva. Ad esempio con la laurea da te indicata in questo momento è possibile partecipare, tra gli altri, ai concorsi per personale di categoria D (funzionarà®) in Regione Lazio, Regione del Veneto (ente banditore agenzia Veneto lavoro), Regione Campania e una serie di enti locali della Campania (ente banditore commissione Ripam).
La laurea magistrale a ciclo unico ti serve se fuoi fare l'avvocato, il magistrato, il notaio.
Le facoltà quasi non esistono più e le facoltà triennali non sono mai esistite. Le facoltà era, prima dell'entrata in vigore della legge 240/2010, le strutture di raccordo didattico-amministrativo fondamentali in cui era suddivisa la maggior parte delle università , ma non c'entrava niente con i titoli di studio che si potevano conseguire. La facoltà aveva una funzione di coordinamento e di raccordo tra vari corsi di studio. Che io mi laureassi in Psicologia in una facoltà di Scienze della formazione, in una facoltà di Lettere e filosofia o proprio in una facoltà di Psicologia, ciò non aveva alcuna importanza ai fini del valore legale del titolo rilasciato.
Tutto quanto premesso, devi interrogarti sui tuoi obiettivi, ad esempio ragionare secondo questo schema:
- vuoi fare certamente l'avvocato? Allora laurea magistrale in Giurisprudenza.
- sai già che NON vuoi fare l'avvocato? Allora laurea della classe di Scienze dei servizi giuridici.
- sei indecisa? Allora laurea della classe di Scienze dei servizi giuridici, nella consapevolezza che in molti atenei (tra cui Firenze e Pisa) esistono piani di studi ad hoc per chi si iscrive al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza essendo già in possesso di una laurea di tale classe, accedendo direttamente al quarto anno con convalida dei crediti pari a tre anni di corso (180 su 180 perché trovano il modo di collocare anche quelli della tesi). Nel frattempo, comunque, avendo già un titolo in mano potrai accedere ai concorsi.
Se il tuo scopo è collocarti nel settore privato, ti consiglio di lasciar perdere l'area giuridica, che in Italia è una fucina di inoccupati (e di disoccupati con il titolo di avvocato).
Infine, un corso per definizione non è valido all'estero. Il titolo rilasciato potrebbe esserlo, in ragione delle normative vigenti nello stato in cui te lo porti. All'interno dello Spazio europeo dell'istruzione superiore (cui aderiscono più di 40 stati e che è stato promosso dal Consiglio d'Europa, che ”“ attenzione ”“ non è l'Unione europea) c'è obbligo di riconoscimento reciproco, ma il riconoscimento avviene caso per caso con valutazione ad personam, cioè il titolo non è automaticamente valido, ma dev'essere in un certo senso validato secondo procedure che variano da stato a stato e che possono cambiare a seconda della finalità per cui ti interessa far valere il titolo.
Logicamente la procedura sarà tanto più semplice quanto meno il settore sarà regolamentato; ad esempio nel cantone Ticino, dove i titoli accademici non hanno valore legale, è sufficiente che ti porti la pergamena originale appresso e non occorre alcuna formalità . Viceversa, se ti porti un titolo ticinese (rilasciato dall'Università della Svizzera italiana o dalla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) in Italia, nonostante sia scritto in lingua italiana e dunque facilmente comprensibile, occorrono dichiarazione di valore in loco rilasciata da un ufficio della rappresentanza diplomatica italiana nella Confederazione elvetica (ambasciata o consolato) e apostille dell'Aia e non sono neanche sicuro che non occorra l'asseverazione (traduzione giurata) in quanto, anche se la lingua è la stessa, i sistemi giuridici sono differenti (e infatti anche i nomi dei titoli sono diversi; in Ticino prima della riforma esistevano le licenze e i dottorati, mentre adesso si adottano i gradi accademici tradizionali inglesi: bachelor, master e Ph.D.). Questo perché tra i due stati sovrani non è stato stipulato un accordo di reciprocità . Tra il Vaticano e l'Italia sussiste invece una convenzione; tuttavia il riconoscimento dei titoli pontifici richiede comunque parecchi adempimenti formali. Inoltre esistono varie tipologie di riconoscimento, regolate da norme diverse: a fini di accesso a professioni regolamentate, a fini di prosecuzione degli studi nel ciclo successivo (ai fini cioè del conseguimento di un livello accademico superiore), ai fini dell'ottenimento della dichiarazione di equipollenza al titolo dell'ordinamento locale ritenuto corrispondente. Quest'ultima procedura varia tantissimo da stato a stato. In Italia non viene eseguita centralmente, ma dalla singola università . Questai può dichiarare semplicemente il titolo estero presentato equipollente a una da essa rilasciato con decreto rettorale, oppure, qualora non ne ricorrano le condizioni, riconoscere la relativa carriera per abbreviare il relativo corso di studi. In quest'ultimo caso, il candidato deve immatricolarsi ematurare i crediti rimanenti rispetto a quelli convalidati e così facendo consegue proprio un titolo di diritto italiano.
Anche nel Regno unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord non occorrono formalità particolari; non servono nemmeno traduzioni ufficiali in quanto la dichiarazione personale fa fede sino a prova contraria, secondo un principio tipico del common law.
In Spagna sino a poco tempo fa esisteva la procedura di homologacià³n (omologazione), che rendeva in tutto e per tutto parificato, a tutti gli effetti, il proprio titolo a uno del catalogo ufficiale dell'offerta formativa spagnola, con equiparazione piena (cosa ben diversa dall'equipollenza).
In tutti gli stati che aderiscono al processo di Bologna, e dunque adottano il sistema a cicli, una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza potrebbe essere ritenuta corrispondente al locale bachelor (la nostra laurea). In UK ad esempio è così, ed era così anche per le lauree italiane del previgente ordinamento. Il concetto di ciclo unico lì non esiste e ”“ che tu abbia studiato per tre anni, quattro o cinque ”“ non è possibile che tu abbia conseguito un master senza avere prima un bachelor. Va detto, comunque, che in UK l'accesso al terzo ciclo è generalmente possibile anche senza passare per il secondo.
Inoltre, la convalida non è così automatica, tanto che ho dovuto chiedere una seconda delibera di correzione della prima, che addirittura non mi convalidava esami con lo stesso titolo, lo stesso programma e gli stessi cfu ed esami particolari (es nel mio corso c'era diritto della previdenza sociale) non venivano convalidati neanche tra i crediti a scelta libera, ma semplicemente sparivano nel nulla.
Poi ci sono state altre questioni che tutt'ora non ho ben capito, come costringermi ad inserire tra i crediti a scelta libera un esame di ambito romanistico, solo per il fatto che nel precedente passaggio da giurisprudenza magistrale a scienze dei servizi giuridici avevo inserito nei crediti a scelta libera l'esame di diritto romano (che era obbligatorio a giurisprudenza ma non a scienze dei servizi). Come se -ipotizzo- se hai scelto nella triennale di orientarti in un certo ambito per la tesina, tu debba fare lo stesso anche nella magistrale, con esami a scelta libera entro lo stesso ambito. Questa l'unica spiegazione che mi sovviene. Non ho neanche voluto approfondire la cosa perchè so per esperienza che sarebbe stato inutile.
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Non parliamo di passaggi ma di laurea e successiva nuova immatricolazioneOriginariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggioper la mia esperienza, il passaggio dalla laurea triennale in scienze dei servizi giuridici alla laurea magistrale in giurisprudenza
Questa è una peculiarità di quel corso di laurea; i piani di studio variano anche sensibilmente da ateneo ad ateneo., all'università di Firenze, è stato pessimo; non c'è stata una convalida integrale, non è vero che tutti i crediti vengono convalidati, quanto piuttosto vengono convalidati solo gli stessi, identici esami che hai fatto (e vorrei ben dire); ad esempio, a scienze dei servizi giuridici c'è un esame, molto faticoso, che comprende parte del programma di procedura penale e parte (più della metà ) del programma del corso normale di procedura civile da 15 crediti; ecco, questo esame, Sistemi processuali mi pare si chiamasse, formalmente da 9 crediti (6+3), esame che di fatto dovrebbe averne il doppio dato il programma che racchiude, non viene convalidato in alcun modo e sei costretto a rifare daccapo il programma di procedura civile e quello di procedura penale, senza alcuno sconto.
In ogni caso all'Università di Firenze le cose sono cambiate e sono state previste tabelle di conversione che salvano quasi tutto. Da qualche parte nel forum abbiamo anche pubblicato i links al sito ufficiale con queste tabelle.
Poi ci sono che convalidano sicuramente tre anni interi (pieni, ad eccezione al massimo della prova finale) l'Università di Pisa, la Pegaso e Unitelma Sapienza. A Bologna pure cercano di salvare il più possibile, tenendo conto dei settori scientifico-disciplinari e non delle denominazioni degli esami.
Nel caso di Firenze e di Pisa, le tabelle di conversione approvate dagli organi deputati si riferiscono ai corsi di laurea della classe di Scienze dei servizi giuridici dello stesso ateneo. A Pisa comunque le cose potrebbero cambiare l'anno prossimo, visto che hanno attivato una laurea magistrale della nuova classe LM-SC/GIUR.
No, niente di analogo.Altri dettagli: le prove in itinere -io ho dovuto fare un elaborato sul diritto del lavoro, con ricerca giurisprudenziale etc, del valore di 6 cfu, negli altri corsi di scienze dei servizi ci sarà qualcosa di analogo
Io avrei presentato istanza di revisione della delibera in autotutela.che io sappia non vengono convalidati in alcun modo, neanche nei crediti a scelta libera.
No, se non sono vigenti tabelle di standardizzazione.Inoltre, la convalida non è così automatica
Meglio la forma univerbataPoi ci sono state altre questioni che tutt'ora
Cioè tu hai fatto un doppio passaggio?non ho ben capito, come costringermi ad inserire tra i crediti a scelta libera un esame di ambito romanistico, solo per il fatto che nel precedente passaggio da giurisprudenza magistrale a scienze dei servizi giuridici avevo inserito nei crediti a scelta libera l'esame di diritto romano (che era obbligatorio a giurisprudenza ma non a scienze dei servizi). Come se -ipotizzo- se hai scelto nella triennale di orientarti in un certo ambito per la tesina, tu debba fare lo stesso anche nella magistrale, con esami a scelta libera entro lo stesso ambito. Questa l'unica spiegazione che mi sovviene. Non ho neanche voluto approfondire la cosa perchè so per esperienza che sarebbe stato inutile.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Chiunque ti ha detto questo è uno scriteriato: generalmente scienze dei servizi giuridici è la copia dei primi 3 anni di giurisprudenza magistrale, stessi problemi e stesse lacune.Originariamente inviato da ****** Visualizza il messaggioAlcuni mi hanno detto che giurisprudenza è troppo vaga e che mi conviene optare per i tre anni per focalizzarmi su quello che avrei intenzione di fare dopo.
A parte rari indirizzi di tanto tempo fa non esiste una triennale che sia "specialistica" se capisci cosa intendo, cioè con materie più particolareggiate rispetto alla magistrale.
Quindi il consiglio è da ignoranti.
Aggiungo che è assurdo iscriversi a un corso di laurea inutile (la L14 lo è) nell'attesa di capire cosa fare, piuttosto usa quest'estate per informarti e da quando inizia l'anno accademico dacci dentro.
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