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  • Aiuto piano di studi

    Buongiorno a tutti colleghi, vi scrivo qui oggi per chiedervi un consiglio. Sto per affrontare il terzo anno di Giurisprudenza (Magistrale a ciclo unico) ed è arrivato il momento di inserire gli esami opzionali nel piano di studi. Ho già  delle idee in mente ma vorrei sentire anche il parere di alcuni di voi, qualcuno che è magari nella mia stessa situazione o già  ci è passato. Vorrei proseguire il mio cammino su un percorso basato sul diritto societario , per questo pensavo di inserire esami come diritto delle SpA o anche diritto bancario, pensavo anche al diritto dei mercati finanziari. Voi avreste qualche consiglio da darmi?

    Vi ringrazio anticipatamente per il tempo speso nel leggere il messaggio!

  • #2
    Ciao Jajo, molti studenti di giurisprudenza che conosco hanno la fissa del bancario-finanziario-societario perchè pensano che il diritto riguardi studi che non danno più le prospettive di una volta.

    In realtà , una volta dottore, legalmente parlando, tu sarai un laureato nella classe LMG01, non c'entrano gli esami che fai.

    L'unico modo di avere sbocchi nel diritto societario, a mio avviso ma anche a parere di molte persone che conosco, è laurearsi, conseguire un elevato grado di inglese in un esame Cambridge o lo IELTS, iscriversi a un LLM (molto consigliati quelli in GB) e puntare a quello.
    Inutile dirti che quelli meno costosi vanno dai 20.000 euro in su.

    Se riesci anche a ottenere l'abilitazione alla professione forense sarebbe meglio.

    Gli studi legali importanti e le law firm ormai non selezionano più i dottori in giurisprudenza: ci vuole l'esperienza all'estero, il titolone aggiuntivo e possibilmente già  l'abilitazione, cioè essere avvocato.

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    • #3
      Ti ringrazio per il messaggio Marika, come hai detto tu i costi sono elevati ma a quanto pare sembra essere una delle poche soluzioni nel campo! Nella mia testa vaga l'idea di conseguire il doppio titolo di studio tra Italia e Stati Uniti, vedremo come si evolverà  la faccenda. Buona giornata

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      • #4
        OK!
        Comunque se mi spieghi cosa intendi per "doppio titolo" forse posso darti una mano.
        Perchè ottenere il doppio titolo in sè non è una cosa impossibile, anzi: ti laurei all'estero, ti fai riconoscere la laurea in un'università  italiana o in un consolato ed è fatta.
        Più difficile il doppio titolo avvocato all'estero-avvocato stabilito o fare il contrario (da laurea italiana a laurea estera).
        Occhio perchè il mio consiglio sull'LLM è tutt'altra cosa.

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        • #5
          Certamente. La mia università  (come tante altre) offre agli studenti in regola con gli studi dopo il terzo anno la possibilità  di concludere gli studi all'estero (nel mio caso, valuterei la possibilità  di conseguire il titolo italo-americano) con la Dual Degree in law. Non so entrare nel dettaglio perché avrò un appuntamento per maggiori chiarimenti alla riapertura della facoltà , ma si tratta di un programma di studi coordinato tra le due università  (italiana ed estera) al termine del quale si ottiene la laurea in giurisprudenza e il Juris Doctor americano che ti consente di poter esercitare tanto negli state UE quanto negli States, dopo l'iscrizione all'albo ovviamente

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          • #6
            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
            Ciao Jajo, molti studenti di giurisprudenza che conosco hanno la fissa del bancario-finanziario-societario perchè pensano che il diritto riguardi studi che non danno più le prospettive di una volta.

            In realtà , una volta dottore, legalmente parlando, tu sarai un laureato nella classe LMG01, non c'entrano gli esami che fai.

            L'unico modo di avere sbocchi nel diritto societario, a mio avviso ma anche a parere di molte persone che conosco, è laurearsi, conseguire un elevato grado di inglese in un esame Cambridge o lo IELTS, iscriversi a un LLM (molto consigliati quelli in GB) e puntare a quello.
            Inutile dirti che quelli meno costosi vanno dai 20.000 euro in su.

            Se riesci anche a ottenere l'abilitazione alla professione forense sarebbe meglio.

            Gli studi legali importanti e le law firm ormai non selezionano più i dottori in giurisprudenza: ci vuole l'esperienza all'estero, il titolone aggiuntivo e possibilmente già  l'abilitazione, cioè essere avvocato.
            Comunque ho sentito/letto esperienze da incubo nelle law firm milanesi.
            A quanto ho capito pagano piuttosto bene ma, in cambio, si cede la propria libertà , diventando schiavi dello studio.
            Spesso non sono solo i nuovi arrivati a dovere lavorare fino a 12 ore al giorno ma anche gli avvocati che esercitano da alcuni decenni.
            Conosco un brillante laureato (110, 3 lingue) che è fuggito a gambe levate dopo pochi mesi. Mi ha raccontato che avvocati con 20 anni di esperienza erano ancora obbligati a chiedere il permesso per andare in bagno e, a volte, si è ritrovato a dovere lavorare fino a notte fonda.
            Spesso e volentieri lì tenevano in studio fino a tardi per *azzate, magari per mostrare ai clienti, rispondendo alle email di notte fonda, che erano attivi 24/24 h.
            La vera selezione avviene all'interno: non tutti reggono un simile stile di vita. Io mi chiedo se ne valga la pena; la paga è potenzialmente molto buona ma il prezzo da pagare è molto, forse troppo, alto.

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            • #7
              Originariamente inviato da Jajo908 Visualizza il messaggio
              Certamente. La mia università  (come tante altre) offre agli studenti in regola con gli studi dopo il terzo anno la possibilità  di concludere gli studi all'estero (nel mio caso, valuterei la possibilità  di conseguire il titolo italo-americano) con la Dual Degree in law. Non so entrare nel dettaglio perché avrò un appuntamento per maggiori chiarimenti alla riapertura della facoltà , ma si tratta di un programma di studi coordinato tra le due università  (italiana ed estera) al termine del quale si ottiene la laurea in giurisprudenza e il Juris Doctor americano che ti consente di poter esercitare tanto negli state UE quanto negli States, dopo l'iscrizione all'albo ovviamente
              E' una bellissima iniziativa che ti consiglio.
              Detto questo esercitare in USA è un altro paio di maniche: bisogna essere praticamente bilingue e aver vissuto anni negli Stati Uniti, in più bisogna avere agganci.
              Tempo fa anche il mio ateneo garantiva il doppio titolo per gran parte delle lauree, ma poi ho pensato "chi cavolo me lo fa fare? Non ho i soldi nemmeno per comprarmi un panino".

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              • #8
                Originariamente inviato da Nearby Visualizza il messaggio
                Comunque ho sentito/letto esperienze da incubo nelle law firm milanesi.
                A quanto ho capito pagano piuttosto bene ma, in cambio, si cede la propria libertà , diventando schiavi dello studio.
                Spesso non sono solo i nuovi arrivati a dovere lavorare fino a 12 ore al giorno ma anche gli avvocati che esercitano da alcuni decenni.
                Conosco un brillante laureato (110, 3 lingue) che è fuggito a gambe levate dopo pochi mesi. Mi ha raccontato che avvocati con 20 anni di esperienza erano ancora obbligati a chiedere il permesso per andare in bagno e, a volte, si è ritrovato a dovere lavorare fino a notte fonda.
                Spesso e volentieri lì tenevano in studio fino a tardi per *azzate, magari per mostrare ai clienti, rispondendo alle email di notte fonda, che erano attivi 24/24 h.
                La vera selezione avviene all'interno: non tutti reggono un simile stile di vita. Io mi chiedo se ne valga la pena; la paga è potenzialmente molto buona ma il prezzo da pagare è molto, forse troppo, alto.
                C'è anche da dire che quella è la strada del libero professionismo: non hai la paga mensile garantita e devi darti da fare.
                Una mia carissima amica che è una specie di genio della giurisprudenza ed è avvocato si è imbattuta in quelle law firm, anche lei è durata pochissimo ed è andata all'estero per fare un'LLM a Londra. Ora vive di tirocini (comunque ben retribuiti) sperando di entrare all'EBA o all'ESMA, naturalmente alle spalle ha una famiglia che le può permettere ciò che sta facendo.
                Il punto è proprio quello: nell'ambito forense o fai lo scalzacane o punti al massimo, non esiste una via di mezzo.

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  C'è anche da dire che quella è la strada del libero professionismo: non hai la paga mensile garantita e devi darti da fare.
                  Una mia carissima amica che è una specie di genio della giurisprudenza ed è avvocato si è imbattuta in quelle law firm, anche lei è durata pochissimo ed è andata all'estero per fare un'LLM a Londra. Ora vive di tirocini (comunque ben retribuiti) sperando di entrare all'EBA o all'ESMA, naturalmente alle spalle ha una famiglia che le può permettere ciò che sta facendo.
                  Il punto è proprio quello: nell'ambito forense o fai lo scalzacane o punti al massimo, non esiste una via di mezzo.
                  La tua amica era già  avvocato prima di imbattersi nelle law firm milanesi?

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                  • #10
                    mamma mia, anni e anni di studio e poi ci si ritrova ad essere trattati proprio come schiavi. Che amarezza

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                    • #11
                      che dire, io vi ringrazio per aver risposto e avermi dato il vostro parere. Il Master non è per niente una cattiva idea, tuttavia, come hai anche detto tu Marika, costa veramente tanto. Nel frattempo mi darò da fare e speriamo bene per il futuro, buona serata!

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Nearby Visualizza il messaggio
                        La tua amica era già  avvocato prima di imbattersi nelle law firm milanesi?
                        Ha iniziato da praticante in uno studio di medio livello, non saprei bene come definirlo: a misura d'uomo, ma con casi commerciali e vicende finanziarie.
                        Una volta avvocato è diventata schiava in una law firm milanese, non che la vita nello studio precedente fosse stata all'acqua di rose. Pensava di avere fatto la scelta azzeccata ma è rimasta scottata.
                        Alla fine direi decisione abbastanza giusta perchè pur andando avanti a tirocini in law firm londinesi (e ancora prima di arrivare alla graduation dell'LLM) si sta facendo un ottimo curriculum.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Jajo908 Visualizza il messaggio
                          che dire, io vi ringrazio per aver risposto e avermi dato il vostro parere. Il Master non è per niente una cattiva idea, tuttavia, come hai anche detto tu Marika, costa veramente tanto. Nel frattempo mi darò da fare e speriamo bene per il futuro, buona serata!
                          Prego, è stato un piacere sentirti.
                          Una cosa importante: un LLM non è propriamente "un master". Come dice Wikipedia (una delle sue poche pagine non faziose anche se con una ripetizione abominevole): "Generalmente, con il termine LL.M. è indicato il master in diritto conseguito in USA o in UK, ma il titolo, salvo eccezioni, non è generalmente paragonabile ai master di secondo livello europei o italiani".
                          Vorrei salvarti dal confondere un normalissimo post graduate degree con un prestigiosissimo LLM, è un pò come confondere San Marino con Montecarlo.

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