Salve, ho iniziato l’università a 25 anni. Credevo di avere le idee chiare, di aver trovato la mia strada. E piano piano, mi sono accorto che quel corso di studi non faceva per me. Non ho esperienze lavorative dimostrabili, a causa di problemi di salute (ora vanno meglio grazie a nuove cure) non ho mai potuto fare lavori pesanti, e ho sempre vissuto in un piccolo paesino del sud. Ho deciso a 25 anni di iscrivermi a lingue, mi sono accorto tardi che non era la mia strada, rinunciando. E anche in quel periodo, gli studenti 18enni mi guardavano e dicevano “ah ma sei al primo anno!?”.. era mortificante. Quest’anno, mi sono trasferito a Roma, ho appena fatto 28 anni, e mi sono iscritto a “arti e scienze dello spettacolo”, e ho finalmente capito che era quello che avrei dovuto fare fin dall’inizio. È quello che mi piace, che mi prende, che cattura la mia attenzione. E ha sbocchi lavorativi interessanti. Ma l’idea di dover sudare sui libri, e poi non esser preso in considerazione a causa della mia età è straziante. Il problema è che iniziando a 28 anni, finirò sicuramente gli studi a 30/31 anni. E non ho la minima idea di come fare esperienza lavorativa in questo campo nel frattempo, dato che è un campo abbastanza particolare. So che alcuni settori preferiscono i ragazzi più giovani e non conosco le regole e i limiti adottati in questi contesti. Non so se un azienda televisiva assumerebbe uno sceneggiatore di 31 anni al posto di un 23 enne. O un macchinista, un critico della mia età. Provenendo da un contesto di paesino, per me è tutto nuovo. Dite che non avrei speranze in questo campo, alla mia età? Dovrei rinunciare ad una laurea in quello che mi piace, perché non mi offrirà lavoro? Ho letto tantissimi commenti in questo forum e non, di persone che dicevano che finire gli studi a 30 anni è praticamente inutile. E molte persone che ora lavorano in call center e vari. Ho pensato tanto in questo periodo, e mi sono detto “è difficile trovare un lavoro in qualunque caso, in qualunque settore. Non hai mai trovato nulla in passato, e probabilmente non troverai nulla in futuro, ma almeno ho una laurea nel mezzo” “se dovessi lasciare l’università oggi, ho un lavoro sicuro domani? No, continuerei la farsa di curriculum inviati senza risposta, allora tanto vale continuare” “ho 28 anni, fino a 31 anni potrei trovare un lavoro nei limiti delle mie possibilità fisiche, e continuare entrambe, penso sia un valore aggiunto alla laurea per un azienda?”. “Avendo una laurea, potrei lasciare l’Italia a 31 anni, e lavorare in un altro stato dove l’età viene calcolata meno, e per ottenere un permesso ci vuole un titolo di studio pari alla laurea”. “Potrei partecipare a concorsi con una laurea nonostante l’età?”. Sinceramente mi sento finito, morto, senza futuro già a 28 anni. Sento che ho sbagliato tutto e non posso più tornare indietro. E questo mi fa stare male, e potrebbe influire anche sul percorso di studi che sto facendo, potrei pensare “ma perché lo faccio, se sono già destinato a fallire in questo campo?”. Sono veramente perso. Voi cosa ne pensate?
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laurearsi a 30/31 anni, sono già spacciato?
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laurearsi a 30/31 anni, sono già spacciato?
Salve, ho iniziato l’università a 25 anni. Credevo di avere le idee chiare, di aver trovato la mia strada. E piano piano, mi sono accorto che quel corso di studi non faceva per me. Non ho esperienze lavorative dimostrabili, a causa di problemi di salute (ora vanno meglio grazie a nuove cure) non ho mai potuto fare lavori pesanti, e ho sempre vissuto in un piccolo paesino del sud. Ho deciso a 25 anni di iscrivermi a lingue, mi sono accorto tardi che non era la mia strada, rinunciando. E anche in quel periodo, gli studenti 18enni mi guardavano e dicevano “ah ma sei al primo anno!?”.. era mortificante. Quest’anno, mi sono trasferito a Roma, ho appena fatto 28 anni, e mi sono iscritto a “arti e scienze dello spettacolo”, e ho finalmente capito che era quello che avrei dovuto fare fin dall’inizio. È quello che mi piace, che mi prende, che cattura la mia attenzione. E ha sbocchi lavorativi interessanti. Ma l’idea di dover sudare sui libri, e poi non esser preso in considerazione a causa della mia età è straziante. Il problema è che iniziando a 28 anni, finirò sicuramente gli studi a 30/31 anni. E non ho la minima idea di come fare esperienza lavorativa in questo campo nel frattempo, dato che è un campo abbastanza particolare. So che alcuni settori preferiscono i ragazzi più giovani e non conosco le regole e i limiti adottati in questi contesti. Non so se un azienda televisiva assumerebbe uno sceneggiatore di 31 anni al posto di un 23 enne. O un macchinista, un critico della mia età. Provenendo da un contesto di paesino, per me è tutto nuovo. Dite che non avrei speranze in questo campo, alla mia età? Dovrei rinunciare ad una laurea in quello che mi piace, perché non mi offrirà lavoro? Ho letto tantissimi commenti in questo forum e non, di persone che dicevano che finire gli studi a 30 anni è praticamente inutile. E molte persone che ora lavorano in call center e vari. Ho pensato tanto in questo periodo, e mi sono detto “è difficile trovare un lavoro in qualunque caso, in qualunque settore. Non hai mai trovato nulla in passato, e probabilmente non troverai nulla in futuro, ma almeno ho una laurea nel mezzo” “se dovessi lasciare l’università oggi, ho un lavoro sicuro domani? No, continuerei la farsa di curriculum inviati senza risposta, allora tanto vale continuare” “ho 28 anni, fino a 31 anni potrei trovare un lavoro nei limiti delle mie possibilità fisiche, e continuare entrambe, penso sia un valore aggiunto alla laurea per un azienda?”. “Avendo una laurea, potrei lasciare l’Italia a 31 anni, e lavorare in un altro stato dove l’età viene calcolata meno, e per ottenere un permesso ci vuole un titolo di studio pari alla laurea”. “Potrei partecipare a concorsi con una laurea nonostante l’età?”. Sinceramente mi sento finito, morto, senza futuro già a 28 anni. Sento che ho sbagliato tutto e non posso più tornare indietro. E questo mi fa stare male, e potrebbe influire anche sul percorso di studi che sto facendo, potrei pensare “ma perché lo faccio, se sono già destinato a fallire in questo campo?”. Sono veramente perso. Voi cosa ne pensate?
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Oddio, non è che i neolaureati di adesso se la passino tanto meglio, eh! Lavoro ce n'è poco, siamo in piena crisi e le prospettive non è che siano ottimali, per dirla con un eufemismo.
Ti conviene impegnarti al massimo in quello che fai e lasciar perdere le pippe mentali. Hai scelto la tua strada e devi percorrerla, poi una volta laureato vedrai il da farsi.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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Buongiorno,
per essere uno che studiava lingue hai una sintassi alquanto strana, ma veniamo al dunque, tralasciando il disfattismo del momento, ritengo che tu non abbia scelto il miglior corso se ciò che ti serve principalmente è, de facto, un lavoro per iniziare a conoscere questo mondo.
Non so bene a che punto fossi del percorso precedente ma io mi organizzerei così:
- cercherei di capire se ho possibilità di abbreviare un cdl più spendibile con la convalida di esami già sostenuti (ammesso che ve ne siano), in modo da "accorciare" il tempo per il conseguimento di un nuovo titolo e conseguentemente l'ingresso nel mondo lavorativo;
- inizierei, da subito a cercare una esperienza lavorativa "in linea" con l'area di interesse/studio, o quantomeno in ottica di valorizzazione CV;
- è brutto da dire ma, come lasciato intendere sopra, quelle che funzionano tralasciando le "ingegnerie" sono sicuramente L18/33 o L36.
PS. Sono tutte riflessioni che potrebbero anche non calzare con le tue inclinazioni, ma se uno ha "fretta" non c'è molto altro da fare.
Il mondo dello spettacolo versa in in una crisi nera, difficile dire quando se ne uscirà con orizzonte temporale di breve-medio termine...
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Al privato non interessa che siano dimostrabili; anche un'esperienza in nero può essere utile in un CV. Nel pubblico ovviamente il discorso è diverso, ma al pubblico impiego non si accede per curriculum.Originariamente inviato da JohnReid Visualizza il messaggioNon ho esperienze lavorative dimostrabili
Studenti diciottenni all'università in Italia, a meno che non siano stranieri, non ci possono essere, visto che se sei in regola (e non un anno avanti) consegui il titolo finale di scuola secondaria di secondo grado, che consente l'accesso all'università, nell'anno solare in cui compi 19 anni.gli studenti 18enni mi guardavano e dicevano “ah ma sei al primo anno!?”.
Parliamo della classe L-3, dunque usare la locuzione "sbocchi lavorativi" mi sembra, come dire, piuttosto generoso.mi sono iscritto a “arti e scienze dello spettacolo”, e ho finalmente capito che era quello che avrei dovuto fare fin dall’inizio. È quello che mi piace, che mi prende, che cattura la mia attenzione. E ha sbocchi lavorativi interessanti.
Lo sarà anche dopo la laurea.E non ho la minima idea di come fare esperienza lavorativa in questo campo nel frattempo, dato che è un campo abbastanza particolare.
Il mondo dello spettacolo non è un mondo a cui si può pensare di accedere attraverso studi formali; le porte di accesso sono molteplici ma hanno tutte dinamiche molto complesse.
Innanzitutto un'impresa (con l'apostrofo) televisiva seria non assumerebbe mai uno sceneggiatore che scrive «un'azienda» senz'apostrofo. Detto questo, quanti sceneggiatori conosci che hanno una laurea di classe L-3 o simile? E, viceversa, quanti laureati in Dams, Arti e scienze dello spettacolo e simili sono andati a svolgere questa professione e lo hanno fatto in séguito alla laurea?Non so se un azienda televisiva assumerebbe uno sceneggiatore di 31 anni al posto di un 23 enne.
Ma il macchinista è un operatorre tecnico; cosa c'entra l'università? Una volta per questi mestieri ci si formava all'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato di Roma "Roberto Rossellini" (quello frequentato da Veltroni).O un macchinista
Il critico mica si assume. Non esistono mica imprese che hanno come dipendente un «critico».un critico
Premesso che avere una laurea è sempre meglio che non averla, dovresti predisporre un piano B, altrimenti finirai come la maggior parte di coloro che conseguono queste lauree: conseguirai anche una laurea magistrale ancora più inutile e poi farai la collezione dei crediti per poi accedere all'insegnamento.Dovrei rinunciare ad una laurea in quello che mi piace, perché non mi offrirà lavoro?
Su questo forum mai detto.Ho letto tantissimi commenti in questo forum e non, di persone che dicevano che finire gli studi a 30 anni è praticamente inutile.
Nell'Unione europea non è necessario avere alcun permesso.potrei lasciare l’Italia a 31 anni, e lavorare in un altro stato dove l’età viene calcolata meno, e per ottenere un permesso ci vuole un titolo di studio pari alla laurea”.
Di norma nei concorsi pubblici non è previsto limite di età, ma con una L-3 quali concorsi pensi di poter fare?“Potrei partecipare a concorsi con una laurea nonostante l’età?”
Hai ragione sulla sua sintassi, ma a questo punto guardiamo anche la tua:Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggioper essere uno che studiava lingue hai una sintassi alquanto strana, ma veniamo al dunque, tralasciando il disfattismo del momento, ritengo che tu non abbia scelto il miglior corso se ciò che ti serve principalmente è, de facto, un lavoro per iniziare a conoscere questo mondo.
«per essere uno che studiava lingue hai una sintassi alquanto strana, ma veniamo al dunque: tralasciando il disfattismo del momento, ritengo che tu non abbia scelto il miglior corso se ciò che ti serve principalmente è, de facto, un lavoro per iniziare a conoscere questo mondo».Ultima modifica di dottore; 10-03-2021, 13:00.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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ragazzi, a distanza di anni vi ringrazio per i chiarimenti, ma andateci piano. Ho origini italiane ma non ho trascorso la mia vita qui, quindi qualche errore lo faccio (prima che iniziate a commentare, sto già facendo un corso di italiano). L'università procede bene, grazie
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Giusta precisazione.Originariamente inviato da JohnReid Visualizza il messaggioragazzi, a distanza di anni vi ringrazio per i chiarimenti, ma andateci piano. Ho origini italiane ma non ho trascorso la mia vita qui, quindi qualche errore lo faccio (prima che iniziate a commentare, sto già facendo un corso di italiano). L'università procede bene, grazie
A parte questo, la situazione come si è evoluta? Quanto ti manca per concludere? Sei soddisfatto del percorso fatto?Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Io mi ero iscritto al test di architettura, che non ho fatto, a 18 anni. Mi sono iscritto anch'io al D.A.M.S. come te ma ho frequentato per sei mesi circa dando 4 esami in un anno. Ho fatto il cameriere dopo aver rinunciato agli studi. Nel 2016 ho tentato il test di medicina che non ho superato. Nel 2019 mi sono iscritto ad ingegneria gestionale che non ho concluso. Insomma, ho fatto delle scelte che denotano una tendenza: quella di voler fare degli studi che assicurassero degli sbocchi lavorativi. Ho cambiato totalmente prospettiva, soprattutto dopo la morte di mio padre. Mia madre sta invecchiando. Non potrà sostentarmi e non abbiamo rendite attraverso cui possa sostentarmi. Per questo d'ora in poi mi dedicherò alla preparazione di concorsi in alcuni enti che m'interessano e che assicurano una buona retribuzione con possibilità di scatti di anzianità appetibili. Una volta entrato potrò scegliere di iscrivermi ad un corso di laurea attraverso cui acquisire delle competenze funzionali alla mansione che svolgo o a funzioni che potrei svolgere in futuro dopo il superamento di concorsi. Comunque ti posso dire che il settore dello spettacolo è un settore molto complesso. Bisogna avere davvero talento per emergere o puntare a gestire un'agenzia di spettacolo, per esempio, o eventi, ma perché da queste attività tu possa avere un buon reddito c'è da lavorare molto e in alcuni casi dipende da conoscenze, agganci, contesti, dinamiche. Solo delle conoscenze teoriche nelle discipline delle arti, della musica e dello spettacolo ti porterebbero inevitabilmente, conseguendo una magistrale, all'insegnamento, a meno che tu non voglia entrare in alcuni settori ma sarebbe difficile a 31 anni. Io credo che tu pur di fare una scelta abbia fatto quello che rispecchiasse di più le tue attitudini. In questo mi sento di dirti che hai sbagliato. Hai mai pensato di andare a colloquio da uno psicologo perché ti aiuti ad affrontare il passaggio da età scolare a vita adulta? Credo che una persona debba anche sforzarsi di fare delle scelte che non sono vicine alle proprie attitudini (che poi si può essere anche molto versatili) intelligentemente. Io mi iscriverò all'università solo se supererò i concorsi che mi sono prefissato di superare e solo se le competenze che acquisirò saranno funzionali a una carriera nell'ente in cui entrerò. Purtroppo quando si innestano dei circoli viziosi bisogna capire che quel sé che fa alcune scelte può avere un comportamento un po' disfunzionale e bisogna lavorarci.Originariamente inviato da JohnReid Visualizza il messaggioSalve, ho iniziato l’università a 25 anni. Credevo di avere le idee chiare, di aver trovato la mia strada. E piano piano, mi sono accorto che quel corso di studi non faceva per me. Non ho esperienze lavorative dimostrabili, a causa di problemi di salute (ora vanno meglio grazie a nuove cure) non ho mai potuto fare lavori pesanti, e ho sempre vissuto in un piccolo paesino del sud. Ho deciso a 25 anni di iscrivermi a lingue, mi sono accorto tardi che non era la mia strada, rinunciando. E anche in quel periodo, gli studenti 18enni mi guardavano e dicevano “ah ma sei al primo anno!?”.. era mortificante. Quest’anno, mi sono trasferito a Roma, ho appena fatto 28 anni, e mi sono iscritto a “arti e scienze dello spettacolo”, e ho finalmente capito che era quello che avrei dovuto fare fin dall’inizio. È quello che mi piace, che mi prende, che cattura la mia attenzione. E ha sbocchi lavorativi interessanti. Ma l’idea di dover sudare sui libri, e poi non esser preso in considerazione a causa della mia età è straziante. Il problema è che iniziando a 28 anni, finirò sicuramente gli studi a 30/31 anni. E non ho la minima idea di come fare esperienza lavorativa in questo campo nel frattempo, dato che è un campo abbastanza particolare. So che alcuni settori preferiscono i ragazzi più giovani e non conosco le regole e i limiti adottati in questi contesti. Non so se un azienda televisiva assumerebbe uno sceneggiatore di 31 anni al posto di un 23 enne. O un macchinista, un critico della mia età. Provenendo da un contesto di paesino, per me è tutto nuovo. Dite che non avrei speranze in questo campo, alla mia età? Dovrei rinunciare ad una laurea in quello che mi piace, perché non mi offrirà lavoro? Ho letto tantissimi commenti in questo forum e non, di persone che dicevano che finire gli studi a 30 anni è praticamente inutile. E molte persone che ora lavorano in call center e vari. Ho pensato tanto in questo periodo, e mi sono detto “è difficile trovare un lavoro in qualunque caso, in qualunque settore. Non hai mai trovato nulla in passato, e probabilmente non troverai nulla in futuro, ma almeno ho una laurea nel mezzo” “se dovessi lasciare l’università oggi, ho un lavoro sicuro domani? No, continuerei la farsa di curriculum inviati senza risposta, allora tanto vale continuare” “ho 28 anni, fino a 31 anni potrei trovare un lavoro nei limiti delle mie possibilità fisiche, e continuare entrambe, penso sia un valore aggiunto alla laurea per un azienda?”. “Avendo una laurea, potrei lasciare l’Italia a 31 anni, e lavorare in un altro stato dove l’età viene calcolata meno, e per ottenere un permesso ci vuole un titolo di studio pari alla laurea”. “Potrei partecipare a concorsi con una laurea nonostante l’età?”. Sinceramente mi sento finito, morto, senza futuro già a 28 anni. Sento che ho sbagliato tutto e non posso più tornare indietro. E questo mi fa stare male, e potrebbe influire anche sul percorso di studi che sto facendo, potrei pensare “ma perché lo faccio, se sono già destinato a fallire in questo campo?”. Sono veramente perso. Voi cosa ne pensate?
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Aggiungo:Originariamente inviato da DaniloLB Visualizza il messaggio
Io mi ero iscritto al test di architettura, che non ho fatto, a 18 anni. Mi sono iscritto anch'io al D.A.M.S. come te ma ho frequentato per sei mesi circa dando 4 esami in un anno. Ho fatto il cameriere dopo aver rinunciato agli studi. Nel 2016 ho tentato il test di medicina che non ho superato. Nel 2019 mi sono iscritto ad ingegneria gestionale che non ho concluso. Insomma, ho fatto delle scelte che denotano una tendenza: quella di voler fare degli studi che assicurassero degli sbocchi lavorativi. Ho cambiato totalmente prospettiva, soprattutto dopo la morte di mio padre. Mia madre sta invecchiando. Non potrà sostentarmi e non abbiamo rendite attraverso cui possa sostentarmi. Per questo d'ora in poi mi dedicherò alla preparazione di concorsi in alcuni enti che m'interessano e che assicurano una buona retribuzione con possibilità di scatti di anzianità appetibili. Una volta entrato potrò scegliere di iscrivermi ad un corso di laurea attraverso cui acquisire delle competenze funzionali alla mansione che svolgo o a funzioni che potrei svolgere in futuro dopo il superamento di concorsi. Comunque ti posso dire che il settore dello spettacolo è un settore molto complesso. Bisogna avere davvero talento per emergere o puntare a gestire un'agenzia di spettacolo, per esempio, o eventi, ma perché da queste attività tu possa avere un buon reddito c'è da lavorare molto e in alcuni casi dipende da conoscenze, agganci, contesti, dinamiche. Solo delle conoscenze teoriche nelle discipline delle arti, della musica e dello spettacolo ti porterebbero inevitabilmente, conseguendo una magistrale, all'insegnamento, a meno che tu non voglia entrare in alcuni settori ma sarebbe difficile a 31 anni. Io credo che tu pur di fare una scelta abbia fatto quello che rispecchiasse di più le tue attitudini. In questo mi sento di dirti che hai sbagliato. Hai mai pensato di andare a colloquio da uno psicologo perché ti aiuti ad affrontare il passaggio da età scolare a vita adulta? Credo che una persona debba anche sforzarsi di fare delle scelte che non sono vicine alle proprie attitudini (che poi si può essere anche molto versatili) intelligentemente. Io mi iscriverò all'università solo se supererò i concorsi che mi sono prefissato di superare e solo se le competenze che acquisirò saranno funzionali a una carriera nell'ente in cui entrerò. Purtroppo quando si innestano dei circoli viziosi bisogna capire che quel sé che fa alcune scelte può avere un comportamento un po' disfunzionale e bisogna lavorarci.
Io mi iscriverò all'università solo se supererò i concorsi che mi sono prefissato di superare e solo se le competenze che acquisirò saranno funzionali a una carriera nell'ente in cui entrerò, praticamente solo se dimostrerò di meritare di poter acquisire delle competenze funzionali alla mansione che svolgo o alla funzione che svolgerò. Questo perché, non voglio essere brutale, ma mi sembra che dopo diverse scelte abbia avuto più occasioni, così come te dopo aver già frequentato un corso di laurea, di formarmi per competere in un settore in cui avrei desiderato far parte. Quindi qualsiasi obiettivo abbia d'ora in poi deve essere quanto meno un obiettivo che è proprio di una persona più competitiva in generale, più solida a livello di percezione della realtà, quindi più simili agli obiettivi di medicina e ingegneria gestionale. Ho l'impressione che architettura e D.AM.S. fossero un po' un modo di vedere la mia vita in una chiave estetica, quindi più leggera e meno lucida da un punto di vista di percezione dell'importanza di una buona retribuzione e di un lavoro, cosa molto difficile in questi settori. Ad una certa età bisogna ragionare in chiave lavorativa, quindi lavorare ed eventualmente se formarsi, formarsi contemporaneamente al lavoro, un po' piegarsi alle logiche del mondo del lavoro piuttosto che alle proprie. E' triste ma è così. Una carriera nella P.A. è un obiettivo molto più ragionevole e concreto rispetto ad obiettivi come lo spettacolo o l'architettura.
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Guarda, se le tue ambizioni sono lavorare nella PA ti consiglio di abbassare le aspettative. La carriera dall'interno, senza concorso, è stata abolita nel 1993 e periodicamente i ministri promettono di reintrodurla (alla faccia del fatto che è stata dichiarata incostituzionale), ma nessuno lo ha mai fatto. Io sono funzionario da 7 anni, dunque ho maturato da 2 il requisito per poter accedere ai concorsi per dirigenti. L'amministrazione di cui sono attualmente dipendente non li indice. Sto girando l'Italia per farli, nella quasi totalità dei casi hanno un solo posto e sistematicamente tale posto viene vinto – che combinazione – da un dipendente della stessa amministrazione che lo indice il quale è già dirigente a tempo determinato ex art. 19, c. 6, d.lgs. 165/2001 oppure ex art. 110 d.lgs. 267/2000. Praticamente sono stabilizzazioni mascherate di gente raccomandata da politici. Poco male, se almeno le commissioni dessero l'idoneità. E invece sistematicamente fanno vincere il designato con il minimo e bocciano tutti gli altri mettendo un punto (e spesso nemmeno un punto intero) al di sotto della sufficienza. In un caso, invece, ho avuto il massimo a tutto, però il concorso era per titoli ed esami e tra i titoli aveva un peso rilevante – molto più dei titoli di studio – il servizio già prestato ex art. 19, c. 6, d.lgs. 165/2001 (alla faccia della giurisprudenza che dice che il servizio prestato a tempo determinato intuitu personæ non dovrebbe valere); inoltre per aggirare l'impossibilità di prevedere riserve a favore degli interni (è un ente con soli 6 dipendenti in tutto di cui solo 2 funzionari e uno di questi era quello che aveva il contratto di dirigente ex art. 19, c. 6, dunque non potevano prevedere la riserva; N.B.: rappresenta un'anomalia perché di solito gli enti con pochi dipendenti, sino a 30, non hanno dirigenza) ha previsto il raddoppio del punteggio per chi aveva prestato servizio non in quello stesso ente (che sarebbe stato contestabile) ma in enti della stessa tipologia. Risultato: con il mio massimo agli scritti e all'orale sono risultato idoneo ma non vincitore… La graduatoria scade tra 2 anni e sinora non sono riuscito a trovare l'ente che sia disponibile a scorrerla. Quindi probabilmente scadrà infruttuosamente.Originariamente inviato da DaniloLB Visualizza il messaggioNon hai mai sentito espressioni come "fare carriera nella Pubblica Amministrazione"? Non capisco la tua perplessità.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Mi riferivo chiaramente a una carriera con concorso. Non sapevo che una senza si potesse fare prima del 1993. Spero per te che scorra la graduatoria. Io comunque per il momento sto guardando concorsi per diplomati in ARS, Camera dei Deputati, Autorità Indipendenti, Presidenza del Consiglio dei Ministri. Anche in quest'enti non c'è un criterio per cui dei concorsi vengano banditi periodicamente. Però, che vuoi fare, è la vita. Il merito è davvero merito. Nel senso che se un treno passa una volta sola e uno non riesce a salire perché gli manca un requisito significa che non lo merita.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioGuarda, se le tue ambizioni sono lavorare nella PA ti consiglio di abbassare le aspettative. La carriera dall'interno, senza concorso, è stata abolita nel 1993 e periodicamente i ministri promettono di reintrodurla (alla faccia del fatto che è stata dichiarata incostituzionale), ma nessuno lo ha mai fatto. Io sono funzionario da 7 anni, dunque ho maturato da 2 il requisito per poter accedere ai concorsi per dirigenti. L'amministrazione di cui sono attualmente dipendente non li indice. Sto girando l'Italia per farli, nella quasi totalità dei casi hanno un solo posto e sistematicamente tale posto viene vinto – che combinazione – da un dipendente della stessa amministrazione che lo indice il quale è già dirigente a tempo determinato ex art. 19, c. 6, d.lgs. 165/2001 oppure ex art. 110 d.lgs. 267/2000. Praticamente sono stabilizzazioni mascherate di gente raccomandata da politici. Poco male, se almeno le commissioni dessero l'idoneità. E invece sistematicamente fanno vincere il designato con il minimo e bocciano tutti gli altri mettendo un punto (e spesso nemmeno un punto intero) al di sotto della sufficienza. In un caso, invece, ho avuto il massimo a tutto, però il concorso era per titoli ed esami e tra i titoli aveva un peso rilevante – molto più dei titoli di studio – il servizio già prestato ex art. 19, c. 6, d.lgs. 165/2001 (alla faccia della giurisprudenza che dice che il servizio prestato a tempo determinato intuitu personæ non dovrebbe valere); inoltre per aggirare l'impossibilità di prevedere riserve a favore degli interni (è un ente con soli 6 dipendenti in tutto di cui solo 2 funzionari e uno di questi era quello che aveva il contratto di dirigente ex art. 19, c. 6, dunque non potevano prevedere la riserva; N.B.: rappresenta un'anomalia perché di solito gli enti con pochi dipendenti, sino a 30, non hanno dirigenza) ha previsto il raddoppio del punteggio per chi aveva prestato servizio non in quello stesso ente (che sarebbe stato contestabile) ma in enti della stessa tipologia. Risultato: con il mio massimo agli scritti e all'orale sono risultato idoneo ma non vincitore… La graduatoria scade tra 2 anni e sinora non sono riuscito a trovare l'ente che sia disponibile a scorrerla. Quindi probabilmente scadrà infruttuosamente.
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Prima del 1993 potevi entrare dalla prima qualifica funzionale e arrivare alla undicesima senza avere mai sostenuto un concorso (a parte i cosiddetti concorsi interni, che concorsi non erano). In questo modo un tizio che aveva il diploma di geometra è diventato direttore generale della Sapienza.
I concorsi per loro natura non possono essere indetti periodicamente, nemmeno ora che il blocco delle assunzioni sarà sospeso sino al 2028, in quanto il concorso serve per occupare dei posti che si siano resi vacanti, non per incrementare gli organici esistenti.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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