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Forte Crisi

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  • Forte Crisi

    Salve a tutti,
    Sono una ragazza di 21 anni rientrata quest‘ anno a medicina...dopo due anni di sofferenza ce l‘ho fatta.
    Eppure ora mi ritrovo con mille dubbi, dubbi che però non riesco neppure tanto a capire. Da sempre ho voluto fare questo, fare il medico, ma ora penso seriamente a questo mestiere e mi viene da pensare che sia una specie di auto imposizione che mi sono posta. ( i miei genitori non mi hanno messo mai alcuna pressione). Prima del test fantasticavo su questa facoltà  con aria sognante e con gli occhi dell‘amore, ora penso di considerare il tutto con più razionalità , forse anche troppa.
    Quest‘anno ero rientrata a Logopedia, ma neanche mi sono posta il dubbio e mi sono iscritta a Medicina. Eppure ora ripenso che abbia fatto una scelta sbagliata, troppi anni, troppo di tutto. Questa scelta sta influenzando negativamente anche la mia salute. Lasciare significherebbe ancora essere dei perdenti...ora che ho raggiunto una meta così difficile... anche se è ancora tutto in salita. Vedo i miei compagni super felici, pieni di vita, energici per il futuro. Io li guardo e mi chiedo cosa c‘è che non vada in me...e poi mi sento tremendamente fuori posto.
    Vorrei svoltare, cambiare...sembra che questa facoltà  sia stata una maledizione. Oppure è solo paura della mole di studio ma sopratutto del tipo di lavoro?
    Secondo voi cosa dovrei fare? A qualcuno è capitato?
    So che per alcuni può sembrare strano...neanch‘io avrei mai pensato che dopo tutto questo tempo, una volta rientrata sarei stata catapultata giù verso una lenta depressione ( purtroppo mi sta accadendo questo...grazie a Dio c‘è la terapia)
    Vi ringrazio anticipatamente e spero che qualcuno possa aiutarmi

  • #2
    Originariamente inviato da Feffe Visualizza il messaggio
    Vedo i miei compagni super felici, pieni di vita, energici per il futuro.
    E dove li vedi? Su facebook dove c'è gente che perde delle ore a postare cose inutili per far credere di vivere chissà  che vita?
    L'università  è fatta sostanzialmente di tanto studio ed enormi sacrifici, pensa che c'è pure gente che lavora e nelle ore che restano passa il tempo a studiare in modo forsennato, altro che cazzeggio e bellavita.
    E poi che dire di quelli che escono dall'università  col massimo dei voti, dopo aver studiato come matti per anni, per ritrovarsi alla fine con una laurea svalutata in mano e quindi costretti a fare i colloqui ed essere pure derisi da gente che ha un centesimo della loro cultura? Almeno tu con medicina hai un futuro pressochè assicurato ed un lavoro prestigioso, ammirato e rispettato da tutti. Se sei stressata, ti basta trovare un hobby da fine settimana che ti permetta di stare accanto ad altra gente, per il resto basta forza di volontà  e spirito di sacrificio.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
      E dove li vedi? Su facebook dove c'è gente che perde delle ore a postare cose inutili per far credere di vivere chissà  che vita?
      L'università  è fatta sostanzialmente di tanto studio ed enormi sacrifici, pensa che c'è pure gente che lavora e nelle ore che restano passa il tempo a studiare in modo forsennato, altro che cazzeggio e bellavita.
      E poi che dire di quelli che escono dall'università  col massimo dei voti, dopo aver studiato come matti per anni, per ritrovarsi alla fine con una laurea svalutata in mano e quindi costretti a fare i colloqui ed essere pure derisi da gente che ha un centesimo della loro cultura? Almeno tu con medicina hai un futuro pressochè assicurato ed un lavoro prestigioso, ammirato e rispettato da tutti. Se sei stressata, ti basta trovare un hobby da fine settimana che ti permetta di stare accanto ad altra gente, per il resto basta forza di volontà  e spirito di sacrificio.
      Ti ringrazio innanzitutto per avermi risposto. So bene quanto siano importanti, anzi necessarie, forza di volontà  e sacrificio. In questi due anni l‘ho compreso pienamente.
      Ora non sto qui ad elencare i miei problemi psicofisici perché non vorrei sembrare melensa e non credo siano importanti ai fini di questa discussione. Li cito solo perché quel che mi sta succedendo ha un significato più profondo dell‘essere “stressati”.
      Questa domanda che ho posto è semplicemente una richiesta di consiglio sano, amichevole e soprattuto puramente disinteressato da fattori esterni.
      A me poco importa di avere un lavoro prestigioso o rispettato da tutti. Cosa te ne fai del rispetto se stai male dentro? Se non sai più cosa voglia dire essere sereni o vivere ?
      Però mi spiego meglio...non ho intenzione di non fare sacrifici, di essere negligente. Lungi da me. Ho dei dubbi riguardanti la professione che oggi non vedo affine a me e alla mia personalità . Ho dei dubbi che molti miei compagni gioiosi non si pongono e mi fa riflettere.
      A me di fare la bella vita non me ne importa proprio nulla, non l‘ho mai fatta e non so neanche cosa voglia dire.
      Questo lavoro mi affascina, questo da sempre...però la professione mi preoccupa, anzi mi disturba. Applicare la medicina, l‘aiuto alla sofferenza con un‘altra professione come quella della Logopedista, mi rasserena. Stare a contatto con i bimbi e allo stesso tempo aiutarli. Ma abbandonare per gli altri vuol dire, non apprezzare un posto prestigioso come questo. Traspare dalle tue parole questo, ma sopratutto dagli altri che ho intorno (fortunatamente non da chi mi vuole bene davvero)

      Grazie comunque ancora della risposta esaustiva.

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      • #4
        Due cose al volo che continuiamo a ripetere sul forum da anni, ovviamente non so se questo è il caso di Feffe.

        1. I medical drama come Grey's Anatomy e Dr. House, ma anche le serie criminologiche come CSI, hanno fatto il lavaggio del cervello a molti ragazzi e hanno dato una versione romanzata della professione medica da una parte e la convinzione che con la criminlogia ci si possa sfamare dall'altra.
        Palle, palle, palle.
        La gavetta a medicina spesso è fatta da sfilare catateri e quando sei arrivato vieni pestato o minacciato dai pazienti, non è una vita semplice, ma come dice Bmastro attualmente è il dipartimento n. 1 in Italia.
        Io non parlerei di "prestigio": ci sono più prospettive, questo sì.

        2. La media di età  dei laureati magistrali in Italia è 28 anni: puoi ricominciare da capo un altro corso di laurea (magari scienze dell'educazione), puoi continuare, puoi iniziare subito a lavorare. Probabilmente arriveresti prima della maggioranza degli studenti.

        Feffe, fa in modo che questa "forte crisi" diventi un'opportunità : fermati un paio di settimane, prova a farti fare orientamento per scienze della formazione e dell'educazione, ma per noi è meglio se rimani iscritta a medicina.
        Segui il tuo cuore, ma anche le prospettive, buona fortuna!

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        • #5
          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
          Due cose al volo che continuiamo a ripetere sul forum da anni, ovviamente non so se questo è il caso di Feffe.

          1. I medical drama come Grey's Anatomy e Dr. House, ma anche le serie criminologiche come CSI, hanno fatto il lavaggio del cervello a molti ragazzi e hanno dato una versione romanzata della professione medica da una parte e la convinzione che con la criminlogia ci si possa sfamare dall'altra.
          Palle, palle, palle.
          La gavetta a medicina spesso è fatta da sfilare catateri e quando sei arrivato vieni pestato o minacciato dai pazienti, non è una vita semplice, ma come dice Bmastro attualmente è il dipartimento n. 1 in Italia.
          Io non parlerei di "prestigio": ci sono più prospettive, questo sì.

          2. La media di età  dei laureati magistrali in Italia è 28 anni: puoi ricominciare da capo un altro corso di laurea (magari scienze dell'educazione), puoi continuare, puoi iniziare subito a lavorare. Probabilmente arriveresti prima della maggioranza degli studenti.

          Feffe, fa in modo che questa "forte crisi" diventi un'opportunità : fermati un paio di settimane, prova a farti fare orientamento per scienze della formazione e dell'educazione, ma per noi è meglio se rimani iscritta a medicina.
          Segui il tuo cuore, ma anche le prospettive, buona fortuna!
          Grazie mille per queste parole!
          Quando scelsi che il mio futuro dovesse prendere la strada di Medicina ero in realtà  convinta che Solo questa potesse darmi grandissime soddisfazioni. Ho sempre avuto una grandissima curiosità  per la materia ma allo stesso tempo incline ad essere sopraffatta emotivamente dall‘idea di avere a che fare direttamente con la malattia.
          Con il tempo, dopo i fallimenti al test, in realtà  ho iniziato a nutrire una sorta di maniacale ossessione verso questo obiettivo tanto da aver oscurato la reale motivazione e determinazione con le quali uno studente si da forza per poter passare un test come questo, ovvero rientrare e poi finalmente fare quel che ti piace. Io non pensavo più a quel che sarebbe venuto dopo, la mia mente è stata annebbiata per moltissimo tempo ed ora qualcosa è cambiato.
          Voi giustamente mi dite, la medicina offre prospettive che nessun altro corso di studi potrebbe dare, vero.
          Ma è vero anche che bisogna essere sinceri con se stessi a volte, capire nel profondo cosa sia giusto e cosa si voglia per davvero.
          Tu dici “ per noi è meglio se rimani iscritta a Medicina”, e lo capisco.
          Su questo mi scervello da parecchio, chissà  magari è solo una fase di confusione, ma spero vivamente mi porti a qualcosa di concreto.
          Grazie ancora

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          • #6
            Personalmente ritengo che non ci sia niente di male a "tradirsi" per qualche giorno.
            Quando abbiamo un'attività  da anni che fa parte delle nostre giornate non entriamo nell'ottica che potrebbe esserci qualcosa di sbagliato. Spesso non siamo noi ad avere problemi reali, spesso è la routine che frega.
            Io andrei in qualche "statale" e "privata" e mi farei fare orientamento per qualche altro corso di laurea, magari proprio "tradendoti" capisci che quella sarebbe la strada più sbagliata per via di esami incompatibili col tuo modo di essere e un corso di laurea che non ti ispira.
            Puoi anche provare a cambiare ateneo e rimanere a medicina: a volte qualche piccolo fallimento è dovuto al fatto di non essere in un ambiente stimolante con persone stimolanti.
            Non mi ringraziare, io sono qua dal 2014 e mi diverto a partecipare al forum.

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            • #7
              Buongiorno

              1. Non usiamo il termine "facoltà " a sproposito.

              2. Domandiamoci come mai in Italia tutti vogliono studiare Medicina. Io ho molti medici in famiglia e dunque potete immaginare che casa mia è sempre stata frequentata da medici. Al proposito non ho alcun dubbio:
              • specie al Sud, garanzia di mantenimento del prestigio sociale per le famiglie piccolo-borghesi di provincia (mentre il figlio di borghesotti che scelga ”“ che so ”“ in Economia, Giurisprudenza e perfino Ingegneria, per non parlare di Scienze della comunicazione o Lettere, è destinato alla mobilità  sociale discendente), considerando che al Sud i piccolo-borghesi di provincia sono tipicamente le coppie medico+insegnante, avvocato+insegnante, molto in voga negli anni '70-'80, mentre il piccolo-borghese brianzolo è quello che ha la fabbrichetta e il macchinone;
              • ascensore sociale per le famiglie di estrazione che Marx avrebbe definito proletaria.

              I medici non fanno alcuna fatica a inserirsi nel mondo del lavoro in quanto il Servizio sanitario nazionale (che in Italia, se escludiamo l'odontoiatria, copre almeno il 90% della sanità ) li assorbe praticamente in automatico, e non certamente perché c'è il numero chiuso, visto che ogni anno grazie alle sentenze dei tribunali amministrativi accedono a Medicina orde di persone in soprannumero e medici disoccupati non si sono mai visti, nemmeno nel profondo Sud (sì, è vero: c'è tantissimo precariato. Ma anche a me piacerebbe fare il precario in guardia medica a 27.90 euro all'ora mentre mi faccio il corso di specializzazione a 1750 euro mensili esenti da imposte sui redditi in quanto trattati come borsa di studio).
              In tutto questo i medici, malgrado siano gli esercenti una professione regolamentata in assoluto più numerosi di questo paese (non sono gli avvocati come comunemente si crede! E i medici sono più degli infermieri e di tutti gli esercenti le altre professioni sanitarie messi insieme), non fanno altro che strepitare che sono troppo pochi, che dovrebbero essere sempre di più, con addirittura esponenti di spicco della federazione dei loro ordini che vanno frignando in televisione contro l'accesso programmato a Medicina, laddove, al contrario, tutti gli altri professionisti chiedono una restrizione degli accessi (cioè il numero chiuso).
              Siamo proprio sicuri che tutta questa gente sia animata da una genuina vocazione? O magari vogliono fare tutti i medici solo per sistemarsi oppure mantenere il tenore di vita a cui erano abituati da bambini?
              A tutto ciò si aggiunga la visione romantica della professione, come giustamente e correttamente denunciato da Marika.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                Almeno tu con medicina hai un futuro pressoché assicurato ed un lavoro prestigioso, ammirato e rispettato da tutti.
                Ecco. Gli unici dipendenti pubblici venerati come fossero dèi
                Ah, dimenticavo: per legge possono essere assunti solo come dirigenti (e poi svolgono comunque la libera professione oltre all'attività  di lavoro subordinato nel pubblico, visto che il divieto di cumulo è una barzelletta; anzi, c'è pure l'intra moenia, mentre a tutti gli altri dipendenti pubblici è proibito svolgere attività  di lavoro autonomo, figuriamoci sfruttando locali e attrezzature dell'ente di cui sono dipendenti). Oppure in regimi di convenzione quali lo specialista ambulatoriale e le convenzioni di assistenza primaria, cioè medico di medicina generale (il cosiddetto, impropriamente, medico di base o medico di famiglia) oppure pediatra di libera scelta. I pediatri guadagnano uno sproposito. I medici di medicina generale, se massimalisti e aderenti a gruppi per la medicina associata, con tutte le identità  arrivano a sfiorare i seimila euro al mese netti. Circa un terzo di questi soldi è a carico delle imprese attraverso la famigerata Irap (imposta regionale sulle attività  produttive).
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  attualmente è il dipartimento n. 1 in Italia.
                  Che vuol dire «è il dipartimento n. 1 in Italia»?
                  Medicina un corso di studi (per la precisione Medicina e chirurgia, corso di laurea magistrale), non un dipartimento.
                  Il dipartimento è la struttura amministrativa, didattica e di ricerca alla quale nella maggior parte degli atenei afferiscono i corsi di studio; a seconda dell'ateneo, il corso di studi suddetto può afferire a uno o più dipartimenti e non è detto che nel caso sia uno solo si chiami Medicina (ad esempio alla UniFi il corso è promosso dal dipartimento di Scienze della salute, il quale, insieme con altri dipartimenti tra cui uno che si chiama Medicina sperimentale e clinica, concorre alla scuola di Scienze della salute umana). Poi sicuramente allo/i stesso/i dipartimento/i afferiscono altri corsi di studio, tra cui magari Educazione professionale, che è ben lungi da essere il «numero 1».
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                    Puoi anche provare a cambiare ateneo e rimanere a medicina
                    Questo è estremamente complicato da quando c'è la graduatoria unica nazionale.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      Buongiorno

                      1. Non usiamo il termine "facoltà " a sproposito.

                      2. Domandiamoci come mai in Italia tutti vogliono studiare Medicina. Io ho molti medici in famiglia e dunque potete immaginare che casa mia è sempre stata frequentata da medici. Al proposito non ho alcun dubbio:
                      • specie al Sud, garanzia di mantenimento del prestigio sociale per le famiglie piccolo-borghesi di provincia (mentre il figlio di borghesotti che scelga ”“ che so ”“ in Economia, Giurisprudenza e perfino Ingegneria, per non parlare di Scienze della comunicazione o Lettere, è destinato alla mobilità  sociale discendente), considerando che al Sud i piccolo-borghesi di provincia sono tipicamente le coppie medico+insegnante, avvocato+insegnante, molto in voga negli anni '70-'80, mentre il piccolo-borghese brianzolo è quello che ha la fabbrichetta e il macchinone;
                      • ascensore sociale per le famiglie di estrazione che Marx avrebbe definito proletaria.

                      I medici non fanno alcuna fatica a inserirsi nel mondo del lavoro in quanto il Servizio sanitario nazionale (che in Italia, se escludiamo l'odontoiatria, copre almeno il 90% della sanità ) li assorbe praticamente in automatico, e non certamente perché c'è il numero chiuso, visto che ogni anno grazie alle sentenze dei tribunali amministrativi accedono a Medicina orde di persone in soprannumero e medici disoccupati non si sono mai visti, nemmeno nel profondo Sud (sì, è vero: c'è tantissimo precariato. Ma anche a me piacerebbe fare il precario in guardia medica a 27.90 euro all'ora mentre mi faccio il corso di specializzazione a 1750 euro mensili esenti da imposte sui redditi in quanto trattati come borsa di studio).
                      In tutto questo i medici, malgrado siano gli esercenti una professione regolamentata in assoluto più numerosi di questo paese (non sono gli avvocati come comunemente si crede! E i medici sono più degli infermieri e di tutti gli esercenti le altre professioni sanitarie messi insieme), non fanno altro che strepitare che sono troppo pochi, che dovrebbero essere sempre di più, con addirittura esponenti di spicco della federazione dei loro ordini che vanno frignando in televisione contro l'accesso programmato a Medicina, laddove, al contrario, tutti gli altri professionisti chiedono una restrizione degli accessi (cioè il numero chiuso).
                      Siamo proprio sicuri che tutta questa gente sia animata da una genuina vocazione? O magari vogliono fare tutti i medici solo per sistemarsi oppure mantenere il tenore di vita a cui erano abituati da bambini?
                      A tutto ciò si aggiunga la visione romantica della professione, come giustamente e correttamente denunciato da Marika.
                      La ringrazio per le risposte, delle quali però , a mio malgrado, non riesco a capirne il significato. Su questo sito ho posto una domanda nella “speranza” di trovare risposte da persone che sicuramente hanno una esperienza tale da permettere ad una studentessa di riflettere e porsi domande.
                      Non faccio parte di nessuna schiera e categoria sociale che mi hanno spinta o motivata a seguire questo Corso di Studi tale chiamato Medicina e Chirurgia.(mi scuso per l‘uso improprio del termine facoltà ). Mi fa ribrezzo e pena solo il pensiero che qualcuno possa usare questo come ascensore sociale. Ma bando alle ciance. Conosco le ragione che mi hanno convinta a “sudare sangue” per rientrare ad un Test, conosco le ragioni che mi motivano per continuare ma di contro conosco le nefaste previsioni che mi pongo davanti all‘idea di esercitare questa professione in futuro. Io non credo nella vocazione, non credo che bisogna essere schizofrenici all‘idea di fare il medico, ci deve essere puro interesse nell‘aiutare l‘altro e passione per quel che si studia (questo sempre a prescindere). Lo stato psichico purtroppo annebbia la mente ma allo stesso tempo ti induce a riflessioni non di poco conto che forse son meglio da fare ora, poi sarà  troppo tardi. Sono d‘accordo sulla visione romantica, ed è questo disincanto poi che si scontra con alla cruda realtà . Ora ragiono su questioni molto pratiche, mi domando se oltre all‘estremo interesse per lo studio ci sia soltanto quello. Questo Corso di Studi ha di positivo che è indirizzato verso una professione ben precisa e delineata, ma di contro è anche un aspetto negativo. Se smetti di pensare che quel che fa per te è fare il medico per tutta la vita, cosa ti resta?
                      Ovunque mi giri , a chiunque io chieda, la risposta è la stessa. <<Non lasciare o te ne pentirai>> Beh si, ma bisogna sempre porsi la domanda : <<a chi la sto dicendo una cosa così?>>. A un mio amico o a uno sconosciuto? Io ascolto e leggo, ma non leggo argomentazioni che vanno oltre lo stipendio base di un Medico o il privilegio dato dai signori di paese.
                      Ps: mi scuso per eventuali errori di battitura.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Feffe Visualizza il messaggio
                        La ringrazio per le risposte, delle quali però , a mio malgrado,
                        Si dice «mio malgrado». Senza «a».

                        non riesco a capirne il significato.
                        «Non riesco a capire». Senza «ne». Visto che è specificato «delle risposte», il pronome non serve. O forse tu dici «a me mi»?

                        Mi fa ribrezzo e pena solo il pensiero che qualcuno possa usare questo come ascensore sociale.
                        Parliamoci chiaro: anche a me piacerebbe fare sostituzioni a 30 euro l'ora. Tanto prendono i sostituti in continuità  assistenziale; in questo periodo di emergenza 40 nei reparti ordinari e 45 in quelli maggiormente esposti a rischio CoViD-19. In guardia medica pediatrica si prendono 60 euro. Il tutto al netto delle indennità  per le visite a domicilio, aggiuntive rispetto al rimborso chilometrico (percepito anche all'interno dello stesso comune). Non parliamo poi della guardia medica turistica. E stiamo parlando di roba che fanno gli specializzandi appena abilitati (anzi, grazie alla genialata di decreto dell'altro ieri tra poco potremo dire appena laureati).
                        I medici di medicina generale, che sulla carta sono liberi professionisti (devono avere la partita IVA), nelle regioni a statuto ordinario (non parliamo di quelle a stauto speciale) prendono quasi 38 euro annui per assistito, e i pediatri ancor di più. A questo aggiungi le indennità  (percepiscono una indennità  perfino per l'utilizzo di strumentazioni informatiche, nel 2020!) e vedrai che un medico di medicina generale massimalista arriva a 6000 (seimila) euro al mese fissi, il tutto per fare in modo che a te sembri di non pagarlo quando ci vai, e magari lo ringrazi pure, anzi lo ringrazi due volte se ti ha fatto gratis un certificato a pagamento (senza sapere che se lo avessi pagato lo avresti pagato due volte, una con le imposte e una con il versamento nelle sue mani, o meglio in quelle della segretaria. A proposito, anche per quella c'è un'indennità . E c'è un'indennità  anche per la medicina di gruppo, in base alla quale dovresti poterti rivolgere a un medico diverso dal tuo quando il tuo non c'è, ma che nei fatti viene utilizzata solo per condividere la segretaria, per la quale tutti percepiscono l'indennità . E magari si lamentano pure se l'Agenzia delle entrate manda loro a chiedere l'IRAP).
                        Se ignoravi tutto ciò, puoi consultare gli accordi collettivi nazionali per le convenzioni su agenas.it, sisac.info medicoeleggi.com, nonché i contratti collettivi nazionali relativi alla dirigenza medica su aranagenzia.it. Dirigenza medica, sì, perché i medici ”“ non si capisce chi lo abbia stabilito ”“ possono essere assunti solo come dirigenti, e prendono 43mila euro annui solo di stipendio tabellare base.
                        Ah, dimenticavo: i medici e gli odontoiatri in formazione specialistica a seconda della regione percepiscono dai 1500 ai 1800 euro annui, esenti da imposta sui redditi in quanto fiscalmente trattati come borse di studio; ciononostante, i biologi e i farmacisti e i laureati magistrali in Biologia, Farmacia, Scienze dell'alimentazione, Fisica etc. iscritti alle medesime scuole di specializzazione non percepiscono un centesimo e devono pure pagare le tasse e i contributi per l'iscrizione ai corsi. Un dipendente amministrativo di categoria D (quella più elevata) in posizione economica iniziale (che potrebbe rimanere tale anche durante tutto l'arco della carriera se l'ente in cui è incardinato non ha i soldi per fare le progressioni) del comparto Sanità  a 1500 euro netti non arriva, e il suo stipendio non è molto più elevato rispetto a quello dei C, benché per l'accesso alla categoria C sia sufficiente il diploma mentre per la D sia richiesta la laurea. Anche il contratto di quest'ultimo è sul sito dell'Aran.
                        Ora forse ti è è più chiaro per quale motivo in Italia vogliono fare tutti i medici? I figli degli operai hanno così l'opportunità  di migliorare moltissimo la condizione di partenza. I figli degli insegnanti la migliorano certamente dal punto di vista economico, anche se magari non nel prestigio. I figli dei piccoli imprenditori possono mantenere lo stesso status economico e certamente incrementare il prestigio sociale ottenendo peraltro stabilità  e sicurezza. I figli di avvocati, dottori commercialisti, ragionieri commercialisti, geometri, ingegneri, architetti facendo i medici perlomeno mantengono lo status quo, mentre seguendo le orme dei genitori si possono scordare il tenore di vita cui i genitori stessi li avevano abituati.
                        E non mi venire a parlare di vocazione. Quelli che parlano di vocazione sono dei grandissimi ipocriti, a meno che non si possa davvero pensare che la ragione per cui in Italia si sfornano diecimila nuovi medici ogni anno (i posti sono molti di meno, sì, ma grazie alle magie della magistratura diventano il doppio) perché siamo geneticamente vocati ad aiutare il prossimo, mentre Germania e UK abbiano bisogno di assumere medici italiani perché i tedeschi e i britannici sono senza cuore

                        Conosco le ragione che mi hanno convinta a “sudare sangue” per rientrare ad un Test
                        Il test, con l'iniziale maiuscola, costituisce una prova concorsuale. Tu non hai fatto un test, ma hai partecipato a un concorso. Concorso completamente inutile perché tanto se fossi finita fuori graduatoria sarebbe bastato mettere duemila euro (a volte anche meno, molto meno per gli studi che fanno ricorsi di gruppo) in mano a un avvocato per essere ammessa in sovrannumero.

                        ci deve essere puro interesse nell‘aiutare l‘altro
                        Non esiste, a meno che non ti chiami Anjezà« Gonxhe Bojaxhiu.

                        Ti do un consiglio spassionato, da fratello maggiore: cresci. Affronta la realtà . E prendi atto dell'unica motivazione concreta che ti può spingere a studiare Medicina: la prospettiva di un'occupazione certa (o di un precariato molto ben retribuito) e di un'ottima posizione sociale.

                        PS
                        Impara a scrivere decentemente. Qualche maiuscola in meno altresì sarebbe d'uopo.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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