annuncio
Comprimi
Ancora nessun annuncio.
Scienze politiche ...Dove ?
Comprimi
X
-
Scienze politiche ...Dove ?
Salve a tutti sono una studentessa di scienze umane uscita con 110 e lode , che quest'anno dovrà scegliere in quale università andare. Ho già deciso di intraprendere il percorso di Scienze Politiche ..Il problema ora è dove. Tutta questa estate mi sono preparata per entrare nel collegio Lamaro Pozzani che mi avrebbe dato la possibilità di studiare alla Sapienza a costo 0 . Evidentemente ,però non era destino , il giorno della prova (svoltasi in via telematica) ho avuto migliaia e pesanti problemi di connessione che mi hanno impedito di svolgere al meglio la provo . Comunque dopo essermi demoralizzato e aver consumato lacrime su lacrimo ho deciso di intraprendere l'università nella mia regione: la Campania. Ora il problema è quale, Io sarei propensa a scegliere L' Orientale con curriculum Asia-Africa,poiché sono sempre stata affascinata dall'Oriente , e un mio obbiettivo futuro é poter visitare un gran numero di paesi Orientali , primo fra tutti il Giappone( da qui si capisce la scelta della seconda lingua). A questo punto mi direte :allora perché non hai scelto direttamente il dipartimento di lingua e cultura orientale ? Bè credo che Scienze Politiche nella sua multidisciplinarietà mi possa dare una formazione più completa, inoltre l'obbiettivo sarebbe quello di poter lavorare nell'ambito internazionale , poter aiutare il maggior numero di persone possibili e poter esprimere opinioni e idee e possibili progetti futuri su questioni di carattere internazionale . Ma il tutto diciamo che ancora non ha fondamenta quindi pensavo che Scienze Politiche , con le sue varie discipline potesse indirizzarsi meglio. Comunque arriviamo al dunque riguardo L'università sarei indecisa tra L'Orientale come detto e la Federico II. So già che la prima dà una formazione più "umanistica" e la seconda più giuridico-economica .E sinceramente non ne faccio un problema abnorme ,il problema è che non so quale delle due formazioni sia di maggior qualità e mi possa tornare più utile . Riguardo me non ho paura di mettermi in gioco , ho una spiccata curiosità e la mia sete di conoscenza è quasi implacabile, mi piace scoprire e conoscere di tutto . Sono ambiziosa e determinata anche se di questo periodo penso di essermi trovata davanti ad un oo come diceva Kirkegaard , mi sento paralizzata dell'angoscia, la paura di fare un passo falso e non poter rimediare mi fa rabbrividire . Inizialmente ho pensato ad iscrivermi a Filosofia (mi piace molto questa materia ), ma poi la mia attenzione si è spostata su S.Politiche proprio per la varietà di discipline e la possibilità di unire ad un mio spiccato interesse per L'Oriente . Comunque ho bisogno di aiuto urgente , grazie a tutti coloro che risponderanno.Tag: Nessuno
-
Naniiii naniiii naniii ...
Comunque ho bisogno di aiuto urgente , grazie a tutti coloro che risponderanno.
La mia compagna studia alla Federico II lettere classiche e mi prega di dirti questo:
Se sei orientata più sullo studio delle lingue, l' Orientale è ottima .
Federico II va invece forte sul lato storico e umanistico.
La qualità didattica è buona in entrambe, quindi non ti fare problemi a sceglierne una a dispetto dell'altra.
Io invece nutro dei dubbi sulla tua scelta:- Il Giappone come prima scelta : perché ? mica per gli anime... sappi che i giapponesi sono moooolto restrittivi nel dare lavoro agli stranieri. Da come tira il vento sarebbe meglio cinese o indiano addirittura.
- Filosofia: Non so dirti se con Nietzsche sarà morto Dio, ma la filosofia sicuramente si...
- Reputo i tuoi obbiettivi utopistici, ti consiglio anche di preparare un piano B nel caso non potessi andare a lavorare in ambito diplomatico.
Un Saluto!
L-8 - Universitas Mercatorum
Commenta
-
Ciao Carnil, non ho ben chiaro se tu sia laureata in scienze umane oppure diplomata in scienze umane. Non ti abbattere, è giustissimo che tu abbia dei sogni ed è tuo diritto cercare di renderli concreti, posso dirti che non è cosi facile ne particolarmente remunerativo "lavorare nell'ambito internazionale, poter aiutare il maggior numero di persone possibili e poter esprimere opinioni e idee e possibili progetti futuri su questioni di carattere internazionale". Detto questo, se veramente senti che è quella la tua strada, ti invito a lasciare la tua città, e di studiare fuori sede questo ti aiuterà a conoscere realtà diverse, ti aiuterà ad aprire la mente (e forse comprenderai che si possono aiutare tante tante persone in Italia). Fossi in te studierei benissimo l'inglese, tralascerei il giapponese in favore del cinese o del francese (ancora ben diffuso in africa e nel sud est asiatico), lascia stare l'indiano che come lingua non esiste. Cerca un corso di laurea ricco di discipline economiche e sociali (tralascia percorsi umanistici), non vorrei sbagliarmi ma all'università di Trieste o di Venezia dovresti trovare il corso di laurea giusto per te. Trigun sei un pessimo motivatore.
Commenta
-
Lo studio del Giapponese deriva da una mia passione che ho fin da piccolina riguardo questo paese essenzialmente . Ho provato già quando ero alle medie a studiarlo da autodidatta ma diciamo che è stato un esperimento fallito , I molteplici impegni me lo hanno vietato
Commenta
-
Ho anche dei difetti, ma sono d'accordo con te in
Trigun sei un pessimo motivatore
Tuttavia, Carnil prima di scegliere l'espatrio con l'aggravio di ulteriori costi (trasferta, affitto, bollette) il mio consiglio primario è di guardare nelle università a te vicine. Napoli ha delle ottime eccellenze (E non sono campano...), non bisogna per forza andare al Norde. Non so se nelle Università Statali fanno ancora le giornate di orientamento con la pandemia(penso di no??), ma sicuramente un tentativo di guardarmi intorno lo farei.Cerca un corso di laurea ricco di discipline economiche e sociali (tralascia percorsi umanistici)
L-8 - Universitas Mercatorum
Commenta
-
Se punta ad un ruolo in ambito internazionale prima o poi dovrà uscire dal paesello (meglio prima che poi) e non è un discorso di andare al nord ma è un discorso di emancipazione e di confronto con realtà diverse, più ci si muove dal proprio paesello più ci si arricchisce. Come scrisse qualcuno “un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via”Originariamente inviato da Trigun Visualizza il messaggioTuttavia, Carnil prima di scegliere l'espatrio con l'aggravio di ulteriori costi (trasferta, affitto, bollette) il mio consiglio primario è di guardare nelle università a te vicine. Napoli ha delle ottime eccellenze (E non sono campano...), non bisogna per forza andare al Norde. Non so se nelle Università Statali fanno ancora le giornate di orientamento con la pandemia(penso di no??), ma sicuramente un tentativo di guardarmi intorno lo farei.
Questo lo devi capire tu, se vuoi aiutare le persone, puoi pensare alle professioni sanitarie, ai servizi sociali, ai servizi educativi, al mondo delle no profit (anche questa è una strada per andare all'estero), alle scienze agrarie (vedi le trasformazioni colturali indotte dal cambiamento del clima) o molto più banalmente a giurisprudenza.Originariamente inviato da Carnil Visualizza il messaggioSinceramente mi piacerebbe , ma come ho detto , essenzialmente non so ancora quale sia la mia strada .
Commenta
-
http://www.scienzepolitiche.unina.it/?p=490
E' una magistrale da prendere dopo la triennale in scienze politiche. Solo per ribadire il concetto che quello che cerchi non è poi così lontano.
Poi si, do ragione a Davidebu, con quell'obbiettivo dovrai partire !
http://www.unina.it/-/1484115-relazi...si-di-scenario (Link più completo)L-8 - Universitas Mercatorum
Commenta
-
Buonasera e un cordiale benvenuto alla nuova arrivata (anche se in alcuni passaggi parla al maschile e dunque non sono sicuro che sia una donna).
In estrema sintesi:
1. non si sceglie il dipartimento, come prima non si sceglieva la facoltà. Si sceglie il corso di studi. Per fare una prima scrematura, si parte della classe.
2. le classi eredi di Scienze politiche v.o. sono la L-16, la L-36 e la L-37. Un corso di classe L-37, o meglio della corrispondente classe dell'ordinamento di cui al decreto MURST 509/1999, era presente all'Orientale, ma è stato disattivato. In Campania corsi di classe L-16 sono presenti alla Federico II, alla Vanvitelli e alla Parthenope, corsi di classe L-36 alla Federico II, all'Orientale, alla Vanvitelli e all'Università di Salerno (Fisciano).
3. oramai per Scienze politiche e affini un ateneo vale l'altro; una volta la Cesare Alfieri di Firenze era rinomata, ma grazie a una nomenclatura che per il 95% è andata in pensione. Credo sia fondamentale tener conto del fatto che si tratta di lauree con le quali lo sbocco principale è il pubblico impiego. Nel settore privato sono, se possibile, considerate peggio di Scienze della comunicazione. La scelta è dunque da effettuarsi in base a quale si ritiene l'ateneo che prepari meglio. Sulla base dei curricula del personale diplomatico in servizio (quello linkato è l'ultimo annuario disponibile; online si trovano facilmente, a occhio e croce, quelli dell'ultima decina d'anni) direi che l'Orientale è l'università che prepara meglio per la carriera diplomatica, visto che ben 56 diplomatici provengono da lì. I laureati alla Federico II (riprotata genericamente come «Università di Napoli») sono 54 e spesso lo sono in discipline diverse da Scienze politiche o Relazioni internazionali. I laureati a Firenze sono ben 73 e di questi 52 sono laureati in Scienze politiche v.o..
Si tenga comunque presente che le schede diplomatiche riportano il titolo di studio utilizzato per l'accesso al concorso, che può essere la laurea v.o. o una laurea specialistica o magistrale. Non sappiamo, tra chi ha conseguito quest'ultima, dove fosse stata conseguita la laurea precedente e in che materia fosse.
4. prima di farsi affascinare dalla carriera diplomatica, si tenga presente che ad essa è possibile accedere con una vasta gamma di lauree magistrali che comprendono Giurisprudenza, tutta l'area economica, tutta l'area politico-sociale, tutta l'area statistica e perfino qualche classe di comunicazione.
5. se l'intenzione è quella di accedere alla carriera direttiva ordinaria nella P.A. (no carriera diplomatica o altre carriere speciali), un corso L-16 (che di suo dovrebbe essere a trazione giuridico-amministrativa) o un corso L-36 focalizzato sul diritto consente sicuramente di avere una preparazione più adeguata rispetto a un L-36 minestronico come quelli dell'Orientale, in cui si spazia dall'economia all'antropologia in maniera a mio avviso un po' troppo frammentaria. A mio modesto avviso, meglio qualche esame di amenità in meno e qualche esame di diritto in più, in particolare un bell'esame di diritto amministrativo serio, ché (aferesi di perché) nei concorsi pubblici oltre al diritto amministrativo di base chiedono cose, come il codice dei contratti pubblici, che all'università non si fano e che bisogna studiare per forza in autonomia, le quali potrebbero risultare incomprensibili senza avere una buona base di diritto amministrativo (e di diritto costituzionale).
Quindi il mio consiglio è quello di consultare bene i piani di studio e scegliere in base agli obiettivi che ci si prefigge, tenendo presente che oramai sul 'mercato' si trova di tutto (perfino corsi di laurea in Scienze politiche senza esami del settore SPS/04, Scienza politica!) e se prendete dieci persone laureate nominalmente nella stessa cosa non ne troverete due che avranno sostenuto gli stessi esami, e facilmente ne troverete due che hanno un solo esame in comune o al massimo due.
Considerato che per l'accesso alla carriera direttiva è sufficiente la laurea mentre per l'accesso alle carriere diplomatica e prefettizia occorre la laurea magistrale, è possibile pianificare un obiettivo di medio periodo e uno di lungo periodo e regolarsi di conseguenza.
6. certo che se vuoi scegliere come lingua straniera, in abbinamento all'inglese, una lingua orientale, non hai molta altra scelta che l'Orientale.Ultima modifica di dottore; 01-09-2021, 07:11.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Napoli è una metropoli, mentre il Piemonte è la regione d'Italia con il maggior numero di comuni sotto i 1000 (mille) abitanti. Giusto per la cronaca.Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
Se punta ad un ruolo in ambito internazionale prima o poi dovrà uscire dal paesello (meglio prima che poi) e non è un discorso di andare al nordBA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
La definizione di chi? La tua? Secondo l'attuale definizione di legge (56/2014), è una metropoli perfino Venezia (il cui comune comprende la città omonima, che non arriva a sessantamila abitanti, una serie di isolette poco abitate e poi Mestre, che è un nucleo urbano a sé stante, e altre frazioni di terraferma che gravitano su di essa, per un totale di poco più di 260mila).La definizione di metropoli prevede una popolazione di almeno 1 milione di abitanti e Napoli arriva a 940000 (dati istat).
Secondo la definizione ecclesiastica, è metropoli Benevento.
Napoli è certamente una metropoli secondo criteri urbanistici, demografici, geo-economici, geo-politici, geo-antropici e storico-geografici.
Roma invece non è una metropoli secondo i criteri urbanistici, poiché, anche se ha quasi 2.9 milioni di abitanti, li ha sparsi su un territorio immenso: se avesse una densità abitativa da metropoli (come Parigi, Londra, Milano, Napoli), su quello stesso spazio avrebbe non meno del quintuplo della popolazione. E infatti, con il 50% della superficie comunale destinata a usi agricoli, Roma capitale è il primo comune agricolo d'Italia.
Detto questo, Napoli è storicamente la maggiore città del Mediterraneo. A partire dal 1991 ha cominciato un decremento inesorabile, ma in passato ha superato il milione di abitanti, su un territorio pari o inferiore a quello attuale (gli attuali quartieri periferici prima del Fascismo erano comuni a sé o facevano parte di altri comuni) quando Torino ne aveva mezzo Milione, Milano 770mila e Roma 660mila (sempre su quel territorio gigantesco).
Ultima modifica di dottore; 01-09-2021, 07:08.
Commenta
-
Ma niente affatto, non per quanto riguarda Scienze politiche, che alla Federico II è sempre stato un surrogato di Giurisprudenza (anche perché, come in altri atenei, il corso di laurea in Scienze politiche era stato attivato in seno alla facoltà di Giurisprudenza, da una costola della quale nacque poi la facoltà omonima). Gli studi storici alla Federico II sono sviluppati unicamente in quel che deriva dalla ex facoltà di Lettere e filosofia.Originariamente inviato da Trigun Visualizza il messaggioFederico II va invece forte sul lato storico e umanistico.
Diciamo che se fossimo nel vecchio ordinamento ti avrei detto di scegliere la Federico II per l'indirizzo politico-amministrativo o per l'indirizzo politico-economico, l'Orientale per l'indirizzo storico-politico o per l'indirizzo politico-sociale. Per l'indirizzo politico-internazionale dipende: sicuramente la Federico II offriva una formazione migliore in diritto internazionale, ma all'Orientale avevi la possibilità di affrontare lo studio di storia, istituzioni e culture delle civiltà orientali. Altresì al Navale (attuale Parthenope) c'era il corso di laurea in Scienze dell'amministrazione, indirizzo politico-organizzativo, che era uguale all'indirizzo politico-amministrativo di Scienze politiche ma non aveva gli esami di lingue (aveva solo una idoneità di una singola lingua), mentre all'Orientale c'era il corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, che era uguale all'indirizzo politico-internazionale di Scienze politiche.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta

Commenta