Mi ritrovo qua a scrivere a seguito del mio carattere purtroppo tendente alla procrastinazione.
In particolare, questa mia sgradevole attitudine a guardar il tempo scorrere senza agire in alcun modo sotto ad un profilo pratico, mi ha portato ad oggi con un nulla di fatto.
Ho 20 anni, quest'anno ho frequentato il primo anno di biotecnologie. Fino ad ora ho sostenuto 5 esami e purtroppo sono andati tutti bene. Dico "purtroppo" perché al termine dell'assegnazione del voto non ho provato assolutamente nulla, neanche la più mera soddisfazione... E questo penso possa dipendere dal fatto che questo corso di laurea sia molto lontano dalle mie attitudini.
Ora mi ritrovo qua a dover scegliere se continuare questa rotta o cambiare radicalmente. Ma penso che il problema maggiore sia al momento la mia testa: non potrò mai avere un pensiero razionale e misurato, poiché io sono tutto fuorché questo. E per quanto io possa andar bene qua, mi sento snaturare esame dopo esame.
Allora ho iniziare a vagliare delle ipotesi: scienze della comunicazione, beni culturali o scienze politiche. Come potete ben vedere, in quel caso, il passaggio sarebbe ben radicale.
In molti mi dicono che mi potrei drammaticamente pentire di un passaggio da una facoltà scientifica ad una umanistica, per quanto riguarda le prospettive occupazionali.
Ho anche considerato l'idea di prendere un anno sabbatico per comprendere meglio me stessa, ma non credo faccia al caso mio.
Scusate per il mio lungo sproloquio, voi cosa ne pensate?
Devo continuare qua nonostante l'idea di lavorare in un laboratorio potrebbe con il tempo addirittura far ribrezzo, o cambiar facoltà e magari ritrovarmi con direttamente un nulla di fatto in mano? Lavoro o inclinazioni?
Grazie.

Commenta