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Plagio e tesi di laurea

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  • Plagio e tesi di laurea

    Ciao, sto scrivendo la tesi triennale in comunicazione politica e mi sono venuti dei dubbi. La tesi è un lavoro, un elaborato originale che però si basa sullo studio di tesi di altri autori giusto? Io sto procedendo con la lettura dei libri suggeritimi dalla relatrice e appuntandomi in "schede di lettura" le informazioni che mi saranno utili. Il dubbio è il seguente: quanta originalità  c'è effettivamente? Io ho la mia tesi in mente, cioè ciò che voglio dimostrare ma per dimostrarlo è evidente che mi devo basare sul lavoro di altri autori perché dell'argomento non ho una così vasta conoscenza per scivere una tesi da sola. Ma quindi come fa a essere un lavoro autonomo? Le citazioni saranno molte immagino. Chiedendo in giro ho notato parecchia confusione a riguardo. Fermo restando che è chiaro che le citazioni parola per parola vanno riportate, va messo il nome dell'autore e la fonte ma per la parafrasi? Alcuni dicono che se si studia il pensiero di un autore e si rielabora con parole proprie allora non va messa la citazione mentre altri sostengono che anche così sarebbe plagio... come devo fare?”‹

  • #2
    Benvenuta nel forum.

    La legge che regola la questione è la 19 aprile 1925, nº 475. Contrariamente a quanto si crede comunemente, essa non punisce il plagio (che tutt'al più costituirebbe una violazione del diritto d'autore ex l. 633/1941), ma la falsa attribuzione del lavoro altrui, anche se originale, cioè la fattispecie criminosa si realizza anche se io mi faccio redigere la tesi dall'amico bravo o da un professionista e la presento come mia.
    Se citi puntualmente le fonti non si realizza né un plagio (perché stai rispettando il diritto morale dell'autore e non stai utilizzando la sua opera per fini commerciali senza corrispondergli i diritti) né una falsa attribuzione del lavoro altrui (perché non lo stai presentando come proprio).
    Ricorda comunque che la tesi non è un collage, dunque la mera compilazione della stessa attingendo da lavori altrui potrebbe essere invalida agli effetti accademici, poiché non sarebbe una tesi, cioè un'asserzione originale che ci si propone di dimostrare come vera di fronte alle obiezioni altrui, rispetto alla quale l'opera altrui costituisce un mezzo, non un fine: attraverso il lavoro compiuto da altri tu supporti e dunque difendi la tua tesi (ad esempio, io affermo che è stato scoperto un villaggio miceneo in una cittadina dell'entroterra della Campania, cosa sorprendente dato che i Greci tendevano a stanziarsi in prossimità  del mare, e adduco argomenti a suffragio di questa tesi difendendola insieme con il relatore, che mi introduce alla comunità  accademica aiutandomi a sostenerla in una discussione pubblica).

    Tanto premesso, con la riforma universitaria la tesi per i corsi di primo ciclo non è obbligatoria, pertanto bisogna consultare il regolamento relativo alla prova finale applicabile (nei grandi e medi atenei esso solitamente varia per la singola struttura didattica o addirittura per il singolo corso, mentre in atenei di dimensioni minori è centralizzato) per vedere qual è il genere di lavoro che viene richiesto. Spesso, anche se impropriamente qualificata come tesi, si tratta di una dissertazione a scopo non dimostrativo. In alcuni casi perfino una mera bibliografia ragionata.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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