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Obbligo di frequenza per esami singoli ?
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Obbligo di frequenza per esami singoli ?
Una mera e pura curiosità : ma la frequenza obbligatoria a medicina per le lezioni prettamente teoriche (ma anche in qualunque altra laurea del settore sanitario)si deve rispettare anche per coloro che si iscrivono agli insegnamenti singoli oppure ci possono essere delle eccezioni (anche per determinati tipi di categorie) ?Tag: Nessuno
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Per esempio nella università della mia città non viene sottolineato l' obbligo di frequenza degli insegnamenti singoli, ma dicono che se un' iscritto al corso di laurea di medicina (ed affini) è soggetto a tale obbligatorietà , dovrà esserlo anche chi si iscrive agli esami singoli come di riflessoOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioBuonasera,
dipende dai regolamenti dei singoli atenei.
Secondo lei, nel caso un professore ritiene di non ammetterti all' esame non avendo l' attestazione di frequenza (che lo stesso consegna alla segreteria), si potrebbe fare ricorso ?
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1. «L'università della mia città » non significa niente. Le università non sono delle città , anche se ne hanno il nome. Ci sono città dove ci sono tantissime università (Napoli, Roma, Milano), città dove ce n'è una sola, città dove non ce n'è nessuna. Spesso hanno lo stesso nome della città in cui si trovano, ma non sempre: alcune hanno nomi geografici (vedi Piemonte orientale, Molise, Basilicata, Calabria), altre nomi di fantasia o intitolazioni al fondatore o a personaggi storici (Bocconi, Pegaso, Luiss, Unint, UniLink) altre una combinazione tra attributo geografico e intitolazione o denominazione (Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Napoli L'Orientale) etc.. Alcune non si trovano neanche nella città a cui sono intitolate (Salerno).
2. Un iscritto, senz'apostrofo. Ma lo dicono a voce o è scritto in un regolamento?
3. L'attestazione di frequenza viene ufficialmente registrata? Se non la si ha e il docente fa comunque sostenere l'esame, la segreteria lo annulla?BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Non saprei, so che ci sarebbero docenti abituati a non prendere le firme alle lezioni quindi non saprei alla fine cosa attestino alla segreteria per far accedere lo studente all' esameOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio1. «L'università della mia città » non significa niente. Le università non sono delle città , anche se ne hanno il nome. Ci sono città dove ci sono tantissime università (Napoli, Roma, Milano), città dove ce n'è una sola, città dove non ce n'è nessuna. Spesso hanno lo stesso nome della città in cui si trovano, ma non sempre: alcune hanno nomi geografici (vedi Piemonte orientale, Molise, Basilicata, Calabria), altre nomi di fantasia o intitolazioni al fondatore o a personaggi storici (Bocconi, Pegaso, Luiss, Unint, UniLink) altre una combinazione tra attributo geografico e intitolazione o denominazione (Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Napoli L'Orientale) etc.. Alcune non si trovano neanche nella città a cui sono intitolate (Salerno).
2. Un iscritto, senz'apostrofo. Ma lo dicono a voce o è scritto in un regolamento?
3. L'attestazione di frequenza viene ufficialmente registrata? Se non la si ha e il docente fa comunque sostenere l'esame, la segreteria lo annulla?
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Mi scusi per gli errori frettolosi della forma...Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio1. «L'università della mia città » non significa niente. Le università non sono delle città , anche se ne hanno il nome. Ci sono città dove ci sono tantissime università (Napoli, Roma, Milano), città dove ce n'è una sola, città dove non ce n'è nessuna. Spesso hanno lo stesso nome della città in cui si trovano, ma non sempre: alcune hanno nomi geografici (vedi Piemonte orientale, Molise, Basilicata, Calabria), altre nomi di fantasia o intitolazioni al fondatore o a personaggi storici (Bocconi, Pegaso, Luiss, Unint, UniLink) altre una combinazione tra attributo geografico e intitolazione o denominazione (Napoli Federico II, Napoli Parthenope, Napoli L'Orientale) etc.. Alcune non si trovano neanche nella città a cui sono intitolate (Salerno).
2. Un iscritto, senz'apostrofo. Ma lo dicono a voce o è scritto in un regolamento?
3. L'attestazione di frequenza viene ufficialmente registrata? Se non la si ha e il docente fa comunque sostenere l'esame, la segreteria lo annulla?
Implicitamente mi sta dicendo che se comunque il docente non consegna l' attestazione io potrei svolgere l' esame. Ma avendolo tenuto ed eventualmente superato, la segreteria potrebbe scoprire la mancanza di tale documento che attesti la frequenza e successivamente annullarlo ? Ma in questo caso la responsabilità ricadrebbe al docente e non dovrei avere ripercussioni di annullamento o sbaglio ?
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All'Università di Firenze finché ci sono stato io non è esistita nessuna attestazione che il docente doveva consegnare in segreteria. Le attestazioni di frequenza si riferiscono alla c.d. frequenza amministrativa, che è cosa diversa dalla frequenza effettiva.
Funzionava così: spettava al docente verificare l'osservanza dell'obbligo, punto. Il docente non era tenuto a tenere alcun registro. Ergo se ti ammetteva all'esame voleva dire che tu secondo lui eri in grado di sostenerlo.
Potrebbe essere cambiato qualcosa, ma francamente ne dubito.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Ok la ringrazio per la delucidazione, anche se per l' università di firenze sarebbe necessario trovare informazioni sui docenti che effettivamente in questo momento non siano abituati a verificare la presenza dello studente anche perchè qualche (o diversi) docente/i che si impunta/impuntano sulla attestazione reale della frequenza ci sarà /saranno di sicuroOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioAll'Università di Firenze finché ci sono stato io non è esistita nessuna attestazione che il docente doveva consegnare in segreteria. Le attestazioni di frequenza si riferiscono alla c.d. frequenza amministrativa, che è cosa diversa dalla frequenza effettiva.
Funzionava così: spettava al docente verificare l'osservanza dell'obbligo, punto. Il docente non era tenuto a tenere alcun registro. Ergo se ti ammetteva all'esame voleva dire che tu secondo lui eri in grado di sostenerlo.
Potrebbe essere cambiato qualcosa, ma francamente ne dubito.
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