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    Buonasera a tutti,

    Sarei grato se mi deste un consiglio, una direttiva, un chiarimento.


    Da una laurea in scienze politiche, c'è coerenza, chiarezza se opto per uno di questi percorsi LM? Con una LM del genere, quali sbocchi professionali concreti (nel settore privato, pubblico o anche accademico) possono esserci? Mi potreste dare degli esempi? Soprattutto per quanto riguarda le LM 81 E 90.
    Non so ancora bene cosa fare, il mio obiettivo è rimanere in quest'area di studi, avere un percorso di studio il più possibile lineare o almeno "coerente" nel settore (o facoltà  di una volta)
    Oppure optare per Unitelma sapienza LM a ciclo unico in Giurisprudenza /percorso: relazioni internazionali ricominciando tutto da capo?

    Ho inserito inoltre, le università  statali che mi interessano di più e che offrono questi corsi.

    - LM 81 Sviluppo locale e globale(area socio politica, giuridica, sviluppo locale) : Uni Bologna

    - LM 52 Relazioni internazionali (area politologica, giuridica, diplomatica):
    Uni: Napoli, Roma, Bologna in inglese o in italiano.

    - LM 90 European Studies (area giuridica europea, cooperazione): Uni Sapienza Roma, Uni Napoli,Uni Torino

    - LM 50 (area educazione, formazione , pedagogia, lavoro, risorse umane) Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi: Uni Torino


    Tante grazie in anticipo per ogni vostro pensiero in merito che mi darete!
    Ultima modifica di dante23; 03-05-2020, 19:39.

  • #2
    Buongiorno, benvenuto.

    Comincio col dire che in accademia ciò che conta è il dottorato di ricerca (divenuto obbligatorio con la legge 240/2010), che non necessariamente ha direttamente a che fare con i titoli precedentemente conseguiti (per dire, un mio conoscente si sta addottorando in Statistica economica a distanza di anni da una laurea v.o. in Agraria).

    Le facoltà  erano dei contenitori amministrativi, che non necessariamente garantivano coerenza dei corsi di studio al loro interno. Faccio degli esempi:
    - all'Università  degli studi di Firenze, il corso di laurea in Educazione professionale e il corso di laurea in Scienze motorie erano incardinati nella facoltà  di Medicina e chirurgia (accanto a Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Infermieristica, Ostetricia, Fisioterapia”¦);
    - corsi di laurea denominati Scienze della comunicazione, o afferenti a tale classe, erano incardinati nelle facoltà  di Lettere e filosofia (ad esempio Bologna, Siena, Roma Tor Vergata, Catania, uno dei due corsi di Firenze, uno dei tre corsi della Statale di Milano), Scienze politiche (un altro corso della Statale di Milano), interfacoltà  tra Scienze politiche e Scienze della formazione (l'altro corso di Firenze), interfacoltà  tra Lettere e filosofia e Scienze politiche (Perugia, Padova), Sociologia (Sapienza prima dell'istituzione della facoltà  di Lettere e filosofia), Scienze della formazione (Palermo, Napoli Suor Orsola Benincasa, uno dei due corsi di Milano Bicocca), Scienze della comunicazione (Iulm, Sapienza, Macerata), Economia (Università  di Modena e Reggio Emilia), Psicologia (l'altro corso della Bicocca) e perfino Scienze matematiche, fisiche e naturali (Insubria, un altro corso della Statale di Milano). A Cassino il corso di laurea in Scienze della comunicazione era interfacoltà  tra tutte le facoltà  dell'ateneo, compresa Ingegneria. In altri atenei era a Lingue. Alla eCampus, che è ancora suddivisa in facoltà , il corso è passato da Psicologia a Giurisprudenza. Alla Mercatorum, che ha un'unica facoltà , Economia, presso tale facoltà  sono attivi anche corsi di studio in area ingegneristica e in area psicologica; alla Pegaso i corsi di Ingegneria afferiscono alla facoltà  di Giurisprudenza e il corso di laurea in Scienze motorie alla facoltà  di Studi umanistici.
    Spero che quanto sopra sia sufficiente a farti capire che la facoltà  di afferenza del corso aveva una rilevanza meramente amministrativa e non scientifico-didattica, o quantomeno non era di per sé idonea a incidere in misura determinante sulla sostanza del corso (tanto prima dei paletti introdotti dalla Moratti si poteva ricorrere anche al 100% di docenti a contratto per coprire gli insegnamenti). L'importanza non era nemmeno formale, poiché il valore legale di un titolo di studio non dipende dall'ateneo e nemmeno dalla facoltà  che lo hanno rilasciato.

    Tanto premesso:
    1. a Giurisprudenza non devi cominciare da capo poiché ti convalidano gli esami. Probabilmente conseguendo prima un master riesci ad accedere al quarto anno (dunque in tre anni consegui master e LM), o anche al quinto se hai sostenuto molti esami giuridici (Scienze politiche di per sé vuol dire poco; dipende molto da come era impostato il corso laddove hai conseguito la laurea: alcuni hanno dei curricula estremamente simili a Scienze dell'amministrazione, che è a sua volta simile a Scienze dei servizi giuridici).
    2. a Napoli ci sono sei università ; non esiste una «Università  di Napoli» dato che tutte hanno un nome (comprese le quattro statali).
    3. Le classi LM-81, LM-52 e LM-90 si equivalgono quanto a sbocchi. Sono anche tutte idonee per l'accesso alla carriera diplomatica (concorso di segretario di legazione), come del resto lo è la LMG/01. Tutte queste classi consentono anche l'insegnamento secondario sulla classe di abilitazione A-46 (Scienze giuridico-economiche), a condizione di possedere 96 crediti formativi universitari distribuiti tra determinati settori scientifico-disciplinari (eventualmente maturabili anche dopo il conseguimento della laurea magistrale, poiché valgono tutti gli esami sostenuti in qualsiasi carriera accademica, ivi compresa la laurea che già  possiedi, nonché master universitari e insegnamenti singoli).
    4. In realtà  la classe relativa alla cooperazione è la LM-81. LM-90 è più sull'integrazione europea. Questo stando alle epigrafi (denominazioni sintetiche) e alle declaratorie delle classi; poi i piani di studio variano molto da un ateneo all'altro.
    5. La classe LM-50 consente di accedere all'insegnamento secondario sulle classi A-18 (Filosofia e scienze umane, con almeno 96 crediti distribuiti tra determinati settori) e A-19 (Filosofia e storia, con almeno 60 crediti distribuiti tra determinati settori).

    Faccio presente, infine, che nel settore privato (e ”“ ahimè ”“ non solo in quello privato, visto che ci sono svariate normative scritte con i piedi e non correttamente raccordate con l'ordinamento universitario) nel 90% dei casi vale l'assioma sbagliato magistrale = quinquennale, quindi nessuno si accorge dell'eventuale incoerenza dei percorsi formativi. Conosco diverse persone (alcune sono su questo forum) che hanno conseguito lauree magistrali di à mbito economico o economico-aziendale dopo una laurea in Scienze politiche, Scienze della comunicazione e perfino Lettere o Lingue, con esiti identici a coloro che hanno conseguito gli stessi titoli dopo lauree apparentemente più coerenti, e paradossalmente loro possono fare i dottori commercialisti, mentre chi è laureato in Economia e commercio o in Economia aziendale e dopo ha proseguito gli studi in Finanza non può farlo.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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