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    Chi di voi ha esperienze in lm-77 scienze economico-aziendali oppure in lm-82 scienze statistiche ? Quale consigliate?
    Essendo indeciso in quale delle due iscrivermi per concludere il mio ciclo universitario 3+2 , sarei curioso di sentire qualche esperienza, e soprattutto che sbocchi lavorativi poi riscontrati

  • #2
    Benvenuto nel forum.

    Devo cominciare a bannare chi parla di 3+2.
    Se ti sei laureato, hai già  concluso un ciclo universitario. Ora ne cominci un altro, che pure (si spera) concluderai. Il 3+2 è un'invenzione giornalistica.

    Le classi LM-82 e LM-83 sono molto di nicchia e stando a quanto si legge nelle statistiche (neanche a dirlo) i laureati e laureati magistrali in à mbito statistico non conoscono disoccupazione (i miei riscontri personali non corrispondono, ma magari ho beccato gli unici sfortunati).
    Tuttavia parliamo di roba molto settoriale, per la quale devi essere portato e soprattutto appassionato. Se lo sei approfittane, ché (aferesi di perché) si prevede che con i big data ci sarà  molto lavoro nei prossimi anni.
    Se non ti interessa lavorare con la statistica, ti consiglio invece di optare per la LM-77, che ti dà  un ventaglio di possibilità  più ampio.
    Tieni presente che con la LM-77 puoi accedere, previo praticantato, all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di dottore commercialista, mentre con la LM-82 all'esame di Stato per la professione di attuario.

    In cosa sei laureato?
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Intanto ringrazio del commento.

      Sulla parte iniziale, nonostante mi trovi in disaccordo, non potendo personalmente paragonare ne soprattutto equiparare un corso di laurea triennale con un corso di laurea magistrale a ciclo unico, ne prendo atto e non ribadirò in altri post ne in altri commenti la voce " 3+2 " .

      Per quanto riguarda me, sono laureato nella l-41 scienze statistiche, curr. economia e gestione d'impresa, però purtroppo avendo perso un po' la voglia e lo "spirito" di star troppo dietro a materie prettamente scientifiche e di particolare difficoltà , oltre al fatto che lavorando full time non riuscirei a seguire corsi a frequenza obbligatoria di tale corso di laurea magistrale, sarei più orientato verso la lm-77 , nonostante sia abbondantemente d'accordo con il discorso da te descritto.

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      • #4
        Originariamente inviato da Andre_trots92 Visualizza il messaggio
        Sulla parte iniziale, nonostante mi trovi in disaccordo, non potendo personalmente paragonare ne soprattutto equiparare un corso di laurea triennale con un corso di laurea magistrale a ciclo unico, ne prendo atto e non ribadirò in altri post ne in altri commenti la voce " 3+2 " .
        Innanzitutto «ne» e «né» sono due cose diverse; in secondo luogo nessuno sta dicendo che la laurea (si chiama solo laurea) e la laurea magistrale a ciclo unico sono la stessa cosa. Si sta semplicemente dicendo che la laurea e la laurea magistrale sono (e non si può essere in disaccordo perché si tratta di un fatto oggettivo e incontrovertibile in quanto stabilito a livello normativo) due titoli distinti e non la seconda il completamento o un continuum della prima. Oltretutto il sistema universitario si compone di 3 cicli, non 2, e il processo di Bologna non prevede che il primo ciclo debba durare 3 anni e il secondo ciclo 2 anni. Che il primo ciclo abbia una durata normale di 3 anni è una scelta dell'Italia, che ha deciso di attribuirgli 180 crediti ECTS in un range consentito di 180-240, mentre l'Italia medesima nel secondo ciclo ha previsto due titoli differenti: il master universitario di primo livello, che consta di almeno 60 crediti ECTS, e la laurea magistrale, che consta di 120 crediti ECTS.
        Nel resto d'Europa solitamente il primo ciclo ha durata normale di 3 anni e il secondo ciclo di 1 anno oppure 3 semestri (1.5 anni).

        Per quanto riguarda me, sono laureato nella l-41 scienze statistiche, curr. economia e gestione d'impresa, però purtroppo avendo perso un po' la voglia e lo "spirito" di star troppo dietro a materie prettamente scientifiche e di particolare difficoltà , oltre al fatto che lavorando full time non riuscirei a seguire corsi a frequenza obbligatoria di tale corso di laurea magistrale, sarei più orientato verso la lm-77 , nonostante sia abbondantemente d'accordo con il discorso da te descritto.
        Mi sa che usi il termine "scientifico" impropriamente per riferirti in realtà  ai metodi quantitativi.
        Ordunque, prima di poterti dare un consiglio ho bisogno di capire alcune cose:
        1. sei eventualmente interessato al praticantato per diventare attuario iunior oppure, successivamente, attuario?
        2. sei eventualmente interessato a diventare dottore commercialista?
        3. i praticantati professionali sono compatibili con il lavoro che svolgi attualmente (intendo compatibile legalmente, a prescindere dall'organizzazione dei tempi)?
        4. nel caso in cui non fossi interessato a nessuna professione regolamentata, come mai sei intenzionato a conseguire una laurea magistrale? Qui sono possibili più risposte, tutte di carattere qualitativo, ad esempio per migliorare la tua posizione attuale, ovvero per perseguire obiettivi professionali non raggiungibili con la sola laurea, o per cambiare lavoro, per concorsi nella P.A., per l'insegnamento. Non è ammessa la risposta «tanto per prendermela»: se l'idea è quella di conseguirla per mettere fine a un complesso di inferiorità  dovuto alla percezione psicologica tutta italiana del bachelor's degree come un titolo parziale, allora è proprio inutile stare qui a discutere.


        La mia idea è evitare, ove possibile, di conseguire lauree magistrali che ripropongano in formato ridotto contenuti già  affrontati per conseguire la laurea. Sulla base di ciò ti consiglierei la classe LM-77 (o magari, se sei interessato a temi economici e non aziendali, la LM-56, che sul mercato del lavoro ha un impatto molto simile e dunque presumibilmente la stessa efficacia). Però magari vuoi fare l'attuario e, nel caso, questo cambia tutto.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Il né accentato viene utilizzato solamente nelle frasi in cui esso assume un'eccezione di negazione, mentre il ne senza accento come avverbio di luogo, pronome e valore rafforzativo.

          Accertato ciò, e quindi ammettendo un precedente errore grammaticale, rispondo che la mia reale motivazione è inclusa nel tuo quarto punto, ovvero nel poter migliorare la mia attuale posizione lavorativa, oltre che per poter partecipare successivamente ad alcuni concorsi nella P.A. e per l'insegnamento.

          Ringraziandoti per le tue risposte, ed esser stato il solo ad avermele effettuate, concludo con una piccola perla di saggezza di un'imprenditore statunitense ricordata dopo il tuo ultimo post di risposta
          "l'errore ci dona semplicemente l'opportunità  di iniziare a diventare più intelligenti"

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          • #6
            Originariamente inviato da Andre_trots92 Visualizza il messaggio
            Ringraziandoti per le tue risposte, ed esser stato il solo ad avermele effettuate, concludo con una piccola perla di saggezza di un'imprenditore statunitense ricordata dopo il tuo ultimo post di risposta
            "l'errore ci dona semplicemente l'opportunità  di iniziare a diventare più intelligenti"
            Quindi tu diventerai intelligentissimo.
            Sto scherzando, eh! Comunque se vuoi diventare un insegnante devi essere più attento ai dettagli.
            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
            digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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            • #7
              Originariamente inviato da Andre_trots92 Visualizza il messaggio
              Il né accentato viene utilizzato solamente nelle frasi in cui esso assume un'eccezione di negazione, mentre il ne senza accento come avverbio di luogo, pronome e valore rafforzativo.
              Sono proprio due parole diverse. La negazione è una congiunzione copulativa con valore negativo, equivalente a «e non». Il clitico (cioè monosillabo atono) è un pronome (una volta i clitici pronominali venivano chiamati particelle pronominali). Non è solo una questione di significato, dunque.

              la mia reale motivazione è inclusa nel tuo quarto punto, ovvero nel poter migliorare la mia attuale posizione lavorativa, oltre che per poter partecipare successivamente ad alcuni concorsi nella P.A. e per l'insegnamento.
              Praticamente hai inserito tutto. Allora io ti chiedo in primo luogo se per migliorare la tua posizione lavorativa una laurea magistrale vale l'altra. Se è così, ti consiglio la LM-77 per due motivi. Il primo è che ti dà  maggiori possibilità  di insegnamento (è vero che con la LM-82 si può insegnare sulla classe A-26, Matematica, ma con 80 crediti nei settori MAT che certamente non possiedi né possiederai dopo averla conseguita). Il secondo è che per l'accesso alle posizioni apicali non dirigenziali del pubblico impiego è sufficiente la laurea. Ora, la classe L-41 è una classe raramente richiesta nel pubblico impiego e quasi mai da sola (solitamente la si trova rappresentata accanto alla L-18 e alla L-33 e/o la L-31 o addirittura classi ingegneristiche), mentre le classi L-18 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale) e L-33 (Scienze economiche) sono richieste quasi sempre in alternativa a quelle giuridiche ed economiche. Con una magistrale di classe LM-82, non faresti altro che replicare le possibilità  che nel pubblico impiego ti offre la L-41, mentre con la LM-77 potresti partecipare ai concorsi in cui è richiesta la L-18 (anche se non espressamente citata in alternativa, per il principio, consolidato a livello giurisprudenziale, secondo cui un titolo superiore certifica una conoscenza più approfondita in un determinato à mbito disciplinare).


              PS
              L'errore ci sprona a diventare più intelligenti se se ne prende atto e vi si pone rimedio.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Sono proprio due parole diverse. La negazione è una congiunzione copulativa con valore negativo, equivalente a «e non». Il clitico (cioè monosillabo atono) è un pronome (una volta i clitici pronominali venivano chiamati particelle pronominali). Non è solo una questione di significato, dunque.


                Praticamente hai inserito tutto. Allora io ti chiedo in primo luogo se per migliorare la tua posizione lavorativa una laurea magistrale vale l'altra. Se è così, ti consiglio la LM-77 per due motivi. Il primo è che ti dà  maggiori possibilità  di insegnamento (è vero che con la LM-82 si può insegnare sulla classe A-26, Matematica, ma con 80 crediti nei settori MAT che certamente non possiedi né possiederai dopo averla conseguita). Il secondo è che per l'accesso alle posizioni apicali non dirigenziali del pubblico impiego è sufficiente la laurea. Ora, la classe L-41 è una classe raramente richiesta nel pubblico impiego e quasi mai da sola (solitamente la si trova rappresentata accanto alla L-18 e alla L-33 e/o la L-31 o addirittura classi ingegneristiche), mentre le classi L-18 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale) e L-33 (Scienze economiche) sono richieste quasi sempre in alternativa a quelle giuridiche ed economiche. Con una magistrale di classe LM-82, non faresti altro che replicare le possibilità  che nel pubblico impiego ti offre la L-41, mentre con la LM-77 potresti partecipare ai concorsi in cui è richiesta la L-18 (anche se non espressamente citata in alternativa, per il principio, consolidato a livello giurisprudenziale, secondo cui un titolo superiore certifica una conoscenza più approfondita in un determinato à mbito disciplinare).


                PS
                L'errore ci sprona a diventare più intelligenti se se ne prende atto e vi si pone rimedio.
                Mi scusi ma per poter arrivare all' apice dei livelli dirigenziali della pubblica amministrazione quali titoli sarebbero consigliabili, invece ? Scienze Statistiche non permette di arrivare agli apici dei livelli dirigenziali ? Solo giurisprudenza oppure anche le Magistrali di Scienze economiche aziendali/Scienze Economiche permettano di effettuare la scalata ? Per arrivare a tali livelli ci sono solo degli interpelli in base ai titoli e agli anni di servizio (per chi è già  inserito nella P.A.) oppure è necessario comunque svolgere i relativi concorsi con le relative prove scritte e orali?

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                • #9
                  Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                  Le classi LM-82 e LM-83 sono molto di nicchia e stando a quanto si legge nelle statistiche (neanche a dirlo) i laureati e laureati magistrali in à mbito statistico non conoscono disoccupazione (i miei riscontri personali non corrispondono, ma magari ho beccato gli unici sfortunati).
                  Tuttavia parliamo di roba molto settoriale, per la quale devi essere portato e soprattutto appassionato. Se lo sei approfittane, ché (aferesi di perché) si prevede che con i big data ci sarà  molto lavoro nei prossimi anni.
                  Scusate se mi intrometto; oltre al settore informatico, ci sono altri sbocchi per cui una laurea in statistica può essere preferibile a una laurea economica o aziendale?

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                  • #10
                    Originariamente inviato da ingkratos Visualizza il messaggio
                    Mi scusi ma per poter arrivare all' apice dei livelli dirigenziali della pubblica amministrazione quali titoli sarebbero consigliabili, invece ?
                    Ai sensi degli artt. 28 sgg. del d.lgs. 165/2001 (anche noto come TUPI, testo unico del pubblico impiego), così come modificato da ultimo da uno dei tre decreti attuativi della c.d. riforma Madìa, per l'accesso al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione che consente di ottenere la qualifica dirigenziale è necessaria la laurea magistrale seguìta da 5 anni di esperienza in una posizione funzionale richiedente la laurea (c.d. triennale), ridotti a 4 per i candidati in possesso di dottorato di ricerca o di titoli di terzo ciclo previsti con DPCM (in buona sostanza, master universitario di secondo livello specifico).
                    Esistono tuttavia tantissime norme speciali applicabili a singole amministrazioni, anche emanate successivamente alla riforma universitaria, che non prevedono la laurea specialistica o magistrale. Ai sensi del testo unico degli enti locali (d.lgs. 267/2000 e ss.mm.ii.), ad esempio, non è necessaria la laurea magistrale per l'iscrizione all'albo dei segretari comunali e provinciali (il segretario generale è il massimo dirigente possibile), così come, ai sensi del combinato disposto dalla legge 150/2000 e dal DPR 422/2001, la laurea in Scienze della comunicazione o in Relazioni pubbliche sarebbe sufficiente da sola a dirigere le strutture di vertice relative alla comunicazione.
                    In effetti ci sono decine di dirigenti con la laurea semplice (ne conosco io personalmente svariati), e non si tratta di persone divenute dirigenti attraverso le progressioni verticali ante-riforma come quel famoso direttore generale della Sapienza diplomato geometra. Tuttavia, purtroppo, sul tema la giurisprudenza è molto controversa e dunque è sempre meglio avere la laurea magistrale, che oggettivamente costa meno di un ricorso, dall'esito peraltro incerto.

                    Scienze Statistiche non permette di arrivare agli apici dei livelli dirigenziali ?
                    Ut supra.

                    Solo giurisprudenza oppure anche le Magistrali di Scienze economiche aziendali/Scienze Economiche permettano di effettuare la scalata ?
                    La scalata nella P.A. non esiste. Nel c.d. pubblico impiego privatizzato (cioè contrattualizzato) non esistono promozioni o progressioni di carriera. A qualsiasi qualifica si accede per concorso e se lo si vince, oppure si viene chiamati per scorrimento della graduatoria degli idonei, ci si dimette dal contratto precedente e se ne firma uno nuovo.

                    Per arrivare a tali livelli ci sono solo degli interpelli in base ai titoli e agli anni di servizio (per chi è già  inserito nella P.A.) oppure è necessario comunque svolgere i relativi concorsi con le relative prove scritte e orali?
                    Ut supra.
                    Fanno eccezione le sole amministrazioni a ordinamento speciale, in particolare quelle rimaste con il previgente regime pubblicistico (ma anche la scuola), oppure gli enti pubblici ma non della P.A..
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                      Quindi tu diventerai intelligentissimo.
                      Sto scherzando, eh! Comunque se vuoi diventare un insegnante devi essere più attento ai dettagli.
                      Quest'ultima frase me la disse un professore qualche anno fa ai giochi logici nazionali pristem ...che bei ricordi.

                      In realtà  sono già  insegnante🤣 , solo che ambisco ad altri settori e livelli. Detto ciò, per esperienza, un insegnante, o ancor meglio educatore, oltre a questo deve possedere ben altre qualità , come l'umiltà  per esempio (pregio oramai raro). Concordo comunque nel soffermarsi sui dettagli, ma bisogna anche essere bravi nel riconoscere quelli che valgano davvero la pena rimarcare.

                      Grazie del consiglio.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Sono proprio due parole diverse. La negazione è una congiunzione copulativa con valore negativo, equivalente a «e non». Il clitico (cioè monosillabo atono) è un pronome (una volta i clitici pronominali venivano chiamati particelle pronominali). Non è solo una questione di significato, dunque.


                        Praticamente hai inserito tutto. Allora io ti chiedo in primo luogo se per migliorare la tua posizione lavorativa una laurea magistrale vale l'altra. Se è così, ti consiglio la LM-77 per due motivi. Il primo è che ti dà  maggiori possibilità  di insegnamento (è vero che con la LM-82 si può insegnare sulla classe A-26, Matematica, ma con 80 crediti nei settori MAT che certamente non possiedi né possiederai dopo averla conseguita). Il secondo è che per l'accesso alle posizioni apicali non dirigenziali del pubblico impiego è sufficiente la laurea. Ora, la classe L-41 è una classe raramente richiesta nel pubblico impiego e quasi mai da sola (solitamente la si trova rappresentata accanto alla L-18 e alla L-33 e/o la L-31 o addirittura classi ingegneristiche), mentre le classi L-18 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale) e L-33 (Scienze economiche) sono richieste quasi sempre in alternativa a quelle giuridiche ed economiche. Con una magistrale di classe LM-82, non faresti altro che replicare le possibilità  che nel pubblico impiego ti offre la L-41, mentre con la LM-77 potresti partecipare ai concorsi in cui è richiesta la L-18 (anche se non espressamente citata in alternativa, per il principio, consolidato a livello giurisprudenziale, secondo cui un titolo superiore certifica una conoscenza più approfondita in un determinato à mbito disciplinare).


                        PS
                        L'errore ci sprona a diventare più intelligenti se se ne prende atto e vi si pone rimedio.

                        Praticamente.
                        Comunque molto probabilmente farò proprio così, preferendo la LM-77 .

                        ps: concordo con la frase finale😉

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Andre_trots92 Visualizza il messaggio
                          In realtà  sono già  insegnante🤣
                          Insegni nel sistema di istruzione formale italiano? Se così, come fai senza laurea magistrale?
                          Forse sei un ITP?

                          deve possedere ben altre qualità , come l'umiltà  per esempio (pregio oramai raro).
                          L'umiltà  è un valore sopravvalutato.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Originariamente inviato da Luchi Visualizza il messaggio
                            Scusate se mi intrometto; oltre al settore informatico, ci sono altri sbocchi per cui una laurea in statistica può essere preferibile a una laurea economica o aziendale?
                            Guarda, io una volta ho trovato un concorso per dipendente di categoria D tecnico, profilo funzionario informatico, che prevedeva tra le classi delle lauree ammesse la L-20, Scienze della comunicazione. Nei concorsi per i profili di categoria D per funzioni disciplinate dalla legge 150/2000, dato che la norma parla di «laurea in scienze della comunicazione, relazioni pubbliche o discipline assimilate» e si ritiene che quel «discipline assimilate» vada a discrezione della singola amministrazione, vedo la laurea in Scienze della comunicazione accostata spesso alle lauree più improbabili e quasi mai a quelle che effettivamente potrebbero somigliarle (Sociologia, Scienze politiche). Tutto questo ha una ragione: le amministrazioni non conoscono i contenuti dei corsi di studio; non hanno veramente idea di cosa parlano.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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