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Laurearsi alla triennale a 25 anni!

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  • Laurearsi alla triennale a 25 anni!

    Buongiorno a tutti!
    Sono una ragazza di 25 anni, sono fuori corso e mi mancano 6 esami per finire.
    Sto studiando Disegno Industriale e ho intenzione di proseguire i studi una volta terminata la triennale.

    Premetto che mi sono iscritta tardi all'università , e poi a causa del lavoro (cameriera) e problemi come la depressione sono rimasta indietro.

    Mi chiedevo se riuscirò a trovare lavoro una volta conclusi i studi, probabilmente verso i 30 visto che voglio continuare, sarò in grado di trovare un lavoro.

    Qualcuno ha esperienze simili?

  • #2
    Benvenuta nel forum.

    Mi permetto un consiglio: non usare il verbo "premettere". Quando si prende l'abitudine a farlo, si rischia, come in questo caso, di adoperarlo a sproposito.

    25 anni comunque va benissimo. Ciò che va meno bene, a mio modesto avviso, è partire con l'idea di voler proseguire gli studi e rimandare al conseguimento della laurea magistrale il momento di cercare un lavoro. Questo, oltre che poco coerente con lo spirito del processo di Bologna, rischia di frustrare ulteriormente il proprio ego, poiché dopo la laurea magistrale nella maggior parte dei casi ci si ritrova a fare lo stesso lavoro che si sarebbe potuto iniziare qualche anno prima con la sola laurea (e la laurea magistrale conseguita lavorando avrebbe magari consentito di crescere professionalmente, dunque il ritardo sarebbe doppio). Questo sia perché alla lunga le opportunità  diminuiscono e si tende ad accontentarsi, sia perché in Italia non esiste un mercato del lavoro così maturo da distinguere tra posizioni in ingresso per laureati e posizioni per laureati magistrali. Molti dopo la laurea magistrale per trovare lavoro conseguono master di primo livello (in molti settori esistono solo di primo e comunque la maggior parte è di primo, dunque le probabilità  che quello di proprio interesse siano di primo sono elevate), commettendo un triplo errore (visto che conseguendo il master tra la laurea e la laurea magistrale avrebbero potuto conseguire i tre titoli in un anno in meno ed evitare di studiare le stesse cose, sovente poco utili sotto ogni punto di vista, per la terza volta). Tieni anche conto che si prospetta una crisi ancora più nera di quella del 2008, in parte già  in corso, pertanto già  trovare lavoro di questi tempi sarebbe un miracolo.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Tieni anche conto che si prospetta una crisi ancora più nera di quella del 2008, in parte già  in corso, pertanto già  trovare lavoro di questi tempi sarebbe un miracolo.
      Proprio per questo motivo chi cerca (seriamente) lavoro (inerente agli studi; la c.d. gig economy, che secondo me troppo spesso ormai rappresenta l'ultima spiaggia prima di dover ricorrere all'assistenzialismo statale, difficilmente è considerabile esperienza lavorativa) e studia (altrettanto seriamente) allo stesso tempo dovrebbe valutare attentamente se la ricerca di lavoro è fruttuosa o no, dato che una seria ricerca di lavoro rappresenta comunque un'importante quantità  di tempo sottratta allo studio.

      Cercare lavoro inutilmente (candidature fatte tanto per farle, senza nessuna ricerca e cura particolare dietro, a parte) mentre si studia, a mio sincero avviso, rischia di condurre al medesimo scenario che hai descritto.
      Ultima modifica di Al V; 01-06-2020, 14:32.

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      • #4
        Vorrei far sommessamente presente che lavorare nella pubblica amministrazione non è assistenzialismo.
        Per lavorare nella pubblica amministrazione bisogna superare durissimi concorsi in cui i candidati sono enne volte superiori ai posti messi a concorso e aumentano esponenzialmente all'aumentare dei posti.
        Assistenzialismo statale è il reddito di cittadinanza, oppure i lavoratori socialmente utili, o al massimo i lavoratori non qualificati (sino alla categoria B di regioni ed enti locali, ad esempio) che vengono assunti tramite liste di collocamento obbligatorio.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Non era assolutamente mia intenzione far passare l'idea che il lavoro statale fosse assistenzialismo.

          Mi riferivo chiaramente a misure di welfare come reddito di cittadinanza et similia. Anche in ragione degli introiti tipici di chi si trova a dover lavorare con la gig economy.

          Ogni lode possibile a chi serve con abnegazione lo Stato, e al tempo stesso massima comprensione per chi vuole servirlo con altrettanta abnegazione ma rimane tagliato fuori, così come per chi vuole svolgere una qualunque altra professione ma per diverse ragioni estranee alla propria volontà  si trova a dover essere mantenuto, chi dalla propria famiglia e chi dal welfare.

          In ogni caso, anche con i concorsi pubblici vale il medesimo principio che ho descritto prima: bisogna avere la maturità  di capire se si sta andando da qualche parte o si sta solo perdendo (o ancor peggio si sta solo facendo perdere ad altri) tempo e denaro.
          Che è ben diverso da demonizzare a prescindere il lavoro nella PA (o al contrario quello privato).
          Ultima modifica di Al V; 01-06-2020, 18:21.

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          • #6
            Innanzitutto pubblica amministrazione e Stato non sono sinonimi.

            Detto questo, finché si rimane nel nucleo familiare d'origine non è possibile accedere al reddito di cittadinanza (misura che io trovo immorale e indecente e abolirei subito insieme con chi l'ha fatta). Del resto, se si avevano i requisiti per accedervi li si possedeva anche mentre si studiava (a maggior ragione direi).

            Per la partecipazione ai concorsi di solito non si paga niente (alcune amministrazioni richiedono contributi intorno alla decina di euro).
            Ultima modifica di dottore; 02-06-2020, 07:39.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Per la partecipazione in sé non si pagherà  niente, però non tutti i concorsi pubblici hanno luogo vicino casa e limitandosi solo ed esclusivamente a quelli vicino casa ci si limita troppo, anche in ragione dell'aleatorietà  dovuta al concetto della fortissima domanda a fronte di una scarsa offerta di posti.

              Occorrono quindi trasferte e spostamenti, e il tutto ha un costo che se il soggetto non sarà  in grado di sobbarcarsi autonomamente, dovrà  necessariamente sobbarcarsi qualcun altro (ad es. un famigliare).

              É per questo che è importante capire se il gioco vale la candela o se è meglio studiare e basta. Al netto di partecipazioni o candidature poco serie fatte tanto per hobby, tanto per rompere la monotonia.

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