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Perito Industriale o Ingegnere Junior?

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  • Perito Industriale o Ingegnere Junior?

    Salve,

    ho 28 anni e sono uno studente di Ingegneria Meccanica.
    Ho incominciato l'università in ritardo rispetto al diploma (mi sono diplomato in regola nel 2012) e sto facendo una fatica immane a superare gli esami matematici della triennale in Ingegneria Meccanica.

    Però sono un Perito Industriale (quindi prima della riforma Gelmini) diplomato con 80/100 e il mio desiderio è quello di ricoprire un ruolo da Progettista all'interno di un Ufficio Tecnico di una grossa e solida realtà industriale.

    Vorrei porre una domanda ai laureandi e laureati in Ingegneria Meccanica: oggigiorno vale la pena laurearsi (3+2) oppure potrei diventare Progettista anche come "semplice" Perito Industriale?

    Da notare che TUTTE le esperienze lavorative che ho sono come Operaio Specializzato, nella fattispecie al Controllo Numerico. Il problema mio è di orgoglio: non voglio arrivare a cinquant'anni ed essere un umile Operaio bensì vorrei ambire a qualcosa di più "importante", non tanto come soldi ma come status sociale.

    Cosa ne pensate?

  • #2
    Buonasera.

    1. Tu non sei un perito industriale; casomai hai un diploma di perito industriale. Perito industriale è solo chi è regolarmente iscritto all'albo tenuto da uno degli appositi collegi territoriali, che sono enti pubblici non economici a struttura associativa e federale afferenti a quest'altro ente pubblico. Per potersi iscrivere a quest'albo è necessario superare un esame di Stato, per candidarsi al quale il solo diploma non basta: è necessario un praticantato di 18 mesi, ridotti a 6 (assolvibili durante il percorso universitario) in caso di conseguimento di una laurea.
    Per la cronaca, la legge non punisce il solo esercizio abusivo della professione (art. 348 cod. pen.), ma anche la mera usurpazione di del titolo professionale (art. 498 cod. pen. in combinato con l'ordinamento professionale).

    2. Non c'è stata nessuna riforma Gelmini della scuola. La riforma Gelmini, legge 240/2010, riguarda la governance (non l'ordinamento didattico) delle università. Con ogni probabilità ti confondi con la riforma Moratti, legge 53/2003, che però è entrata in vigore dopo la Gelmini, e che bisognerebbe chiamare riforma ex Moratti dato che prima di entrare in vigore è stata talmente modificata, soprattutto dai governi di centro-sinistra (che vi sono intervenuti addirittura per decreto a pochi giorni dall'insediamento), da risultare totalmente snaturata.

    3. «Laurearsi (3+2)» cosa vorrebbe dire? Laurearsi è quello che stai facendo tu. Dopodiché, se vuoi, puoi proseguire gli studi per conseguire un altro titolo, come per esempio un master universitario o una laurea magistrale; entrambi questi titoli saranno distinti e separati dalla laurea. C'è gente che si laurea in Ingegneria e poi consegue una laurea magistrale in Economia o Psicologia.

    Quanto allo status sociale, tieni presente che attualmente sei sotto-occupato rispetto alle finalità del tuo corso di studi. Potresti già ambire a molto di più con il solo diploma, per esempio mansioni da impiegato tecnico. Oppure potresti partecipare a concorsi per la carriera di concetto nella PA (categoria C regioni ed enti locali, sanità, università; categoria B o area II ministeri e agenzie fiscali) con profili tecnici. Sono molto più rari rispetto ai profili amministrativi, ma i concorrenti sono molti meno e pertanto è molto più facile vincerli. Ci sono anche i concorsi per profili amministrativi in cui va bene qualsiasi diploma (oramai sono quasi tutti), ma per quelli, ovviamente, dovresti ripartire da zero con lo studio personale e non credo che la cosa ti interessi.
    La retribuzione lorda per la carriera di concetto nella PA è di circa 1700 euro lordi al mese per 13 mensilità.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Sono consapevole che sono sotto occupato ma il mercato del lavoro italiano, quasi ovunque nella metalmeccanica, non permette ai diplomati Periti Industriali di accedere a un percorso professionale da Impiegato Tecnico. Lo so per esperienza: è circa un anno che cerco di "sfondare" in Ufficio ma vengo sempre messo da parte a favore di laureati (anche triennali).

      Con riforma Gelmini intendo l'abolizione degli Istituti Tecnici Industriali e la creazione degli Istituti Tecnici Tecnologici. Io sono pre-riforma, perchè ho fatto quello che fu l'ITI che rilasciava il diploma da Perito Industriale. Non mi risulta che questo diploma esista ancora nell'attuale ordinamento.

      Parlo di laurearsi 3+2 nella stessa classe di laurea per il semplice fatto che - parere personale - non trovo molto sensato prendere il bachelor in Ingegneria Meccanica e il master degree in Economia o Psicologia.

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      • #4
        Originariamente inviato da Askyfullofstars Visualizza il messaggio
        Sono consapevole che sono sotto occupato ma il mercato del lavoro italiano, quasi ovunque nella metalmeccanica, non permette ai diplomati Periti Industriali di accedere a un percorso professionale da Impiegato Tecnico. Lo so per esperienza: è circa un anno che cerco di "sfondare" in Ufficio ma vengo sempre messo da parte a favore di laureati (anche triennali).
        I laureati triennali non esistono. Esistono i laureati. E la laurea si consegue di norma in 3 anni. Esistono poi i laureati magistrali, che sono più che laureati.
        Il tuo discorso invece è all'inverso: i laureati sarebbero i laureati magistrali sarebbero i laureati veri e propri e poi ci sarebbero laureati «triennali», cioè laureati a metà o comunque incompleti. Niente di più sbagliato.

        Con riforma Gelmini intendo l'abolizione degli Istituti Tecnici Industriali e la creazione degli Istituti Tecnici Tecnologici.
        Non è la riforma Gelmini quella.

        Io sono pre-riforma, perchè ho fatto quello che fu l'ITI che rilasciava il diploma da Perito Industriale. Non mi risulta che questo diploma esista ancora nell'attuale ordinamento.
        No, perché non è più possibile accedere alle professioni regolamentate senza laurea (salvo periodo transitorio prorogato un'ultima volta per scongiurare procedura di infrazione da parte dell'Unione europea), ragion per cui non ha più senso rilasciare i relativi diplomi.

        Parlo di laurearsi 3+2 nella stessa classe di laurea
        Il che non è tecnicamente possibile, visto che la classificazione delle lauree e quella delle lauree magistrali sono distinte, separate e indipendenti l'una dall'altra. Le classi delle lauree magistrali sono circa il doppio di quelle delle lauree.

        per il semplice fatto che - parere personale - non trovo molto sensato prendere il bachelor in Ingegneria Meccanica e il master degree in Economia o Psicologia.
        Io invece non trovo molto sensato frequentare una scuola secondaria superiore diversa da un liceo e iscriversi all'università, eppure – guarda un po' – c'è gente che inopinatamente lo fa, e – ahinoi – sono sempre di più da quella scellerata riforma del 1969. In Svizzera, Germania, Austria, Spagna e Grecia se lo potrebbe giusto sognare.
        Ultima modifica di dottore; 22-05-2022, 10:22.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          I laureati triennali non esistono. Esistono i laureati. E la laurea si consegue di norma in 3 anni. Esistono poi i laureati magistrali, che sono più che laureati.
          Il tuo discorso invece è all'inverso: i laureati sarebbero i laureati magistrali sarebbero i laureati veri e propri e poi ci sarebbero laureati «triennali», cioè laureati a metà o comunque incompleti. Niente di più sbagliato.
          Questo è un tuo parere personale e tale rimane. Il vero Ingegnere è quello Magistrale, non di certo il triennale. Non lo dico io, lo dice il mercato del lavoro: un Ingegnere triennale ha chance quasi nulle di competere - a parità di seniority - con un Ingegnere Magistrale e il bagaglio culturale è decisamente differente.

          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Il che non è tecnicamente possibile, visto che la classificazione delle lauree e quella delle lauree magistrali sono distinte, separate e indipendenti l'una dall'altra. Le classi delle lauree magistrali sono circa il doppio di quelle delle lauree.
          Ovviamente mi riferivo al caso di laurea triennale in Ingegneria Meccanica e Magistrale in Economia. Non ha senso. Ma proprio per niente.

          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Io invece non trovo molto sensato frequentare una scuola secondaria superiore diversa da un liceo e iscriversi all'università, eppure – guarda un po' – c'è gente che inopinatamente lo fa, e – ahinoi – sono sempre di più da quella scellerata riforma del 1969. In Svizzera, Germania, Austria, Spagna e Grecia se lo potrebbe giusto sognare.
          E' un discorso senza senso, visto che sia all'Istituto Tecnico che al Liceo le materia di base sono praticamente identiche. Anzi, chi ha fatto il tecnico dovrebbe essere più preparato ad affrontare una facoltà legata all'indirizzo di studi della scuola superiore.

          Io ho un esempio in casa: mia madre ha studiato ragioneria per poi frequentare medicina e specializzarsi pure E' un ottimo medico senza deficienza alcuna rispetto a chi ha studiato al Ginnasio o allo Scientifico.

          Visione completamente priva di senso logico e pratico.

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          • #6
            Originariamente inviato da Askyfullofstars Visualizza il messaggio
            Questo è un tuo parere personale e tale rimane.
            Non è un mio parere personale. La normativa vigente definisce "laurea" quella che si consegue normalmente in 3 anni dopo il diploma e "laurea magistrale" quella che si consegue di norma in 2 anni dopo la laurea. Tertium non datur. Non esistono legalmente né la laurea breve né la laurea triennale né la laurea di primo livello. Se tu non capisci niente di diritto, questo non ti autorizza a parlare di pareri personali con chi ne capisce, anzi dovresti astenerti dall'esprimere pareri su ciò che palesemente non sai. Poi se sei così presuntuoso da voler contestare anche la Cassazione senza aver mai aperto un manuale di diritto in vita tua, fa' pure: non sarò di certo io a impedirtelo. Ma sappi che ti rendi ridicolo.

            Il vero Ingegnere è quello Magistrale
            Il vero ingegnere è, sempre per legge e non perché lo stabilisco io, colui che ha superato l'esame di Stato e si è iscritto all'albo degli ingegneri. Per accedere all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere potrebbe anche avere una vecchia laurea in Scienze dell'informazione (4 anni).

            Non lo dico io, lo dice il mercato del lavoro
            Si tratta di una professione regolamentata e, come tale, è disciplinata dalla legge e non dal mercato del lavoro.

            un Ingegnere triennale ha chance quasi nulle di competere - a parità di seniority - con un Ingegnere Magistrale e il bagaglio culturale è decisamente differente.
            Gli ingegneri magistrali non esistono, come non esistono gli ingegneri triennali.
            Esistono gli ingegneri, che sono quelli iscritti alla sezione A dell'albo (compresi spagnoli, francesi, svizzeri e britannici che sono diventati ingegneri in 3 anni e vengono a esercitare la professione in Italia), e gli ingegneri iuniores, che sono quelli iscritti alla sezione B dell'albo.
            Quanto al bagaglio culturale, non credo che tu abbia le credenziali per parlare di cultura, onestamente. E infatti è evidente che non sai di cosa stai parlando: la laurea magistrale in fotocopia non accresce minimamente il bagaglio culturale di nessuno. Probabilmente il problema è a monte del processo e non a valle, cioè si fermano alla laurea i più svogliati e/o meno preparati e/o meno appassionati e quindi risultano mediamente meno colti e/o meno capaci (che è cosa diversa). Cioè stai confondendo la causa con l'effetto.

            Ovviamente mi riferivo al caso di laurea triennale in Ingegneria Meccanica e Magistrale in Economia. Non ha senso. Ma proprio per niente.
            Il senso c'è; sei tu che sei incapace di coglierlo.

            E' un discorso senza senso, visto che sia all'Istituto Tecnico che al Liceo le materia di base sono praticamente identiche.
            Quest'affermazione è talmente ridicola che devo solo scegliere se commentarla con un mi faccia il piacere! alla Totò o con un pernacchio alla Eduardo de Filippo.

            Anzi, chi ha fatto il tecnico dovrebbe essere più preparato ad affrontare una facoltà legata all'indirizzo di studi della scuola superiore.
            A parte che le facoltà non esistono praticamente più, questa è una sonora sciocchezza.

            Io ho un esempio in casa: mia madre ha studiato ragioneria per poi frequentare medicina e specializzarsi pure E' un ottimo medico senza deficienza alcuna rispetto a chi ha studiato al Ginnasio o allo Scientifico.
            Al ginnasio dove, in Germania? ;D
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Originariamente inviato da Askyfullofstars Visualizza il messaggio
              Salve,

              ho 28 anni e sono uno studente di Ingegneria Meccanica.
              Ho incominciato l'università in ritardo rispetto al diploma (mi sono diplomato in regola nel 2012) e sto facendo una fatica immane a superare gli esami matematici della triennale in Ingegneria Meccanica.

              Però sono un Perito Industriale (quindi prima della riforma Gelmini) diplomato con 80/100 e il mio desiderio è quello di ricoprire un ruolo da Progettista all'interno di un Ufficio Tecnico di una grossa e solida realtà industriale.

              Vorrei porre una domanda ai laureandi e laureati in Ingegneria Meccanica: oggigiorno vale la pena laurearsi (3+2) oppure potrei diventare Progettista anche come "semplice" Perito Industriale?

              Da notare che TUTTE le esperienze lavorative che ho sono come Operaio Specializzato, nella fattispecie al Controllo Numerico. Il problema mio è di orgoglio: non voglio arrivare a cinquant'anni ed essere un umile Operaio bensì vorrei ambire a qualcosa di più "importante", non tanto come soldi ma come status sociale.

              Cosa ne pensate?
              Oh come ti capisco. Ma forse arrivo tardi.

              Io conosco un laureato al PoliMi (laurea in architettura + 2 anni di Ingegneria Elettronica poi abbandonata) che fa esattamente l'operatore CNC come si suol dire. Macchine Heidenhain, programmazione in Klartext.

              Ed è inquadrato come operaio.

              Di recente poi il CCNL Metalmeccanico ha subito una revisione nei livelli di categoria tale percui gli inquadrati di 4° liv (laureati) di fatto ora sono declassati al terzo (cosa palese anche se hanno sostituito i numeri con le lettere dell'alfabeto per fare più fumo)

              In ufficio a progettare con Solidworks c'è un dipendente che forse non è nemmeno diplomato.
              E che spesso sbaglia progetti col rischio di danneggiare gli attrezzi in macchina.

              Detto questo, per quel che so io, il diplomato ITIS iscritto all'albo può fregiarsi del titolo di Perito, mentre l'Ingegnere Junior iscritto all'albo, si definisce Perito Laureato (o Ing. junior).

              La dicitura Ingegnere "tout court" va di diritto al laureato magistrale.

              potrei diventare Progettista anche come "semplice" Perito Industriale?
              Come detto sopra puoi diventare progettista anche senza diploma se qualcuno ti mette a progettare ugualmente.
              E puoi rimanere operatore CNC a vita anche se laureato al Poli e con dimestichezza accademica di disegno tecnico geometria/matematica e programmazione.

              So che capisci cosa intendo, i fondamentali, molti comuni a Arch e Ing, Analisi I e II, Fisica I e II, Meccanica, e così via...

              E' scandaloso ma in Italia succede.

              Se il titolare non ha studiato o è solo diplomato, magari anche per il rotto della cuffia, non gli par vero di poter umiliare il laureato del Politecnico.

              Che dirti per rincuorarti?

              Se vuoi progettare aggiungi al tuo CV anche corsi pratici di Autocad e Solidworks indicandoli come "aggiornamenti", la tua dei macchinari sul campo potrà solo agevolarti, ma soprattutto proponiti da laureato in altre aziende (non la tua) e nel tuo CV non scrivere operaio CNC e nemmeno operatore CNC, inventati una perifrasi più accattivante.

              Altrimenti in Italia il primo lavoro che fai ti rimane attaccato come la lebbra.



              Ti faccio un esempio:

              Io sono stata operaia turnista per 12 anni da giovane, a 30 anni volevo scrollarmi di dosso sto marchio.
              Tra le mie mansioni da operaia c'era anche il "controllo qualità".

              Mi sono diplomata seralmente e superati due IFTS in materie IT (sistemista e programmatore) quei 12 anni sul mio CV sono diventati "controllo qualità su macchinari computerizzati".

              Non ho dichiarato il falso. Ho semplicemente omesso le altre mansioni che non mi avrebbero mai fatta crescere e che non volevo portare avanti.

              Da lì ho avuto il mio primo ruolo impiegatizio.

              Quale potrebbe essere la tua perifrasi accattivante?

              Io ho imparato dagli sboroni milanesi, non ridere, ma quando lavoravo in presenza sul treno sentivo ruoli roboanti, a parole erano tutti/e:

              "responsabile di..." "funzionario di..."

              Tutti infighettati. Tipo amministratore delegato.

              Mi sentivo una m*...

              Poi grattando la superficie scoprivi banalmente: impiegati commerciali, impiegati di contabilità, operatrici paghe e contributi...

              E lì ti chiedi: ma io sono proprio così pirla?


              Cosa fai alle macchine CNC? Leggi disegni meccanici? Inserisci programmi che traducono il disegno? Fai modifiche a quei programmi?

              Metti in risalto le mansioni meno banali, aggiungi dei corsi di progettazione pratica, e se vuoi finisci ingegneria.

              Poi venditi bene, fatti un CV sintetico su Canva.com, creati un profilo Linkedin dove cercare lavoro, e segui le 5 mosse:

              https://www.repubblica.it/economia/m...81073-P4-S8-T1




              Coraggio puoi farcela, ma sii determinato come se andassi alla guerra.

              Vinci una battaglia alla volta, ma avanza inesorabile.


              Mi scuso per lo spiegone, volevo provare a rendermi utile...

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              • #8
                Originariamente inviato da Aleron Visualizza il messaggio
                Detto questo, per quel che so io, il diplomato ITIS iscritto all'albo può fregiarsi del titolo di Perito, mentre l'Ingegnere Junior iscritto all'albo, si definisce Perito Laureato (o Ing. junior).
                Intervengo come moderatore. Quando non sapete le cose e non siete in grado di verificarle sul web perché non sapete selezionare le fonti, evitate di parlare per sentito dire, perché rischiate, come in questo caso, di dire baggianate! Su questo forum teniamo alla qualità, dunque non vogliamo che qualcuno càpiti qui per caso e legga una sciocchezza convincendosi che sia vera.
                Per carità, un errore può capitare a tutti, ma parlare sulla base di ciò che si è sentito dire è un errore in radice: e quelli non si possono tollerare.

                Allora, innanzitutto un diplomato ITI (non ITIS perché non è necessario che l'istituto in cui ha conseguito il titolo sia statale) non può iscriversi a nessun albo. L'iscrizione all'albo era consentita previo superamento di un apposito esame di Stato che serve per l'abilitazione professionale ed è diverso da quello per conseguire il titolo. Chi non abbia conseguito l'abilitazione, mediante il superamento di tale esame, non detiene il titolo di perito industriale, la cui spendita è, peraltro, consentita solo in costanza di iscrizione all'albo. Dunque non può dire «sono perito industriale», ma «sono diplomato perito industriale», «ho un diploma di perito industriale». Peraltro il periodo transitorio in cui era possibile ancora conseguire l'abilitazione col diploma dovrebbe essere scaduto in virtù del combinato disposto tra le modificazioni apportate dall'articolo 1-septies del decreto-legge 42/2016, così come convertito dalla legge 89/2016, alla legge 17/1990 e il DPR 328/2001. Dico «dovrebbe» perché probabilmente nel consueto decreto milleproroghe o da qualche altra parte hanno infilato qualche proroga o qualche deroga di cui non sono a conoscenza; dovrei fare qualche ricerca.
                Vieppiù, il sostenimento dell'esame di abilitazione non è consentito immediatamente, ma occorre un praticantato che non so quanto e se possa essere anticipato durante il corso di studi (scolastico o universitario). Dovrei studiarmi tuta la normativa, anche quella sulle nuove lauree professionalizzanti, per poter dare al riguardo una risposta precisa. Se l'interesse è concreto, posso fare una ricerca.
                Ah, dimenticavo: l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di perito industriale o perito industriale laureato si tiene presso le scuole, non le università.

                La dicitura Ingegnere "tout court" va di diritto al laureato magistrale.
                Stai facendo confusione.
                L'albo dei periti industriali e dei periti industriali laureati è tenuto dall'omonimo collegio (non ordine; di solito si chiamavano collegi quelli relativi alle professioni per le quali bastava un diploma secondario) ed è un albo unico nel quale confluiscono diplomati e laureati con le medesime attribuzione.
                L'albo degli ingegneri è tenuto dall'omonimo ordine ed è suddiviso in due sezioni; ciascuna di queste sezioni è suddivisa in settori, con differenti attribuzioni professionali. La sezione A è per laureati magistrali, la B per laureati semplici. Questi ultimi hanno il titolo di ingegnere iunior. Secondo una parte della giurisprudenza di Cassazione, nel fregiarsi del titolo non è obbligatoria la specificazione dell'aggettivo "iunior", secondo un'altra parte invece è perfino obbligatorio riportarla per esteso. Certo che usare «ingegnere iunior» come apposizione suona quantomeno ridicolo e non mi pare neanche grammaticalmente corretto.

                "responsabile di..." "funzionario di..."
                Il termine "funzionario" nel mondo del lavoro privato non serve a niente però.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Intervengo come moderatore. Quando non sapete le cose e non siete in grado di verificarle sul web perché non sapete selezionare le fonti, evitate di parlare per sentito dire, perché rischiate, come in questo caso, di dire baggianate!
                  Bene, ma visto che entrambe le informazioni mi sono state fornite qualche anno fa sia da un ITIS che dal PoliMI, in sede di orientamento, o abbiamo degli incapaci nelle Segreterie o direi che ambasciator non porta pena.

                  E ora che ci penso ricordo che anche il nostro prof. di Diritto negli anni 90 all'ITC ci disse "ricordate che ora che vi diplomate potrete 'fregiarvi' del titolo di Ragionere, e indicarlo anche nel documento di identità". Poi se qualcuno lo fece non lo so.
                  So però che un mio ex compagno titolare di agenzia immobiliare, scrive ovunque nel sito, sulle pagine bianche e sui biglietti da visita 'RAG. Tizio Caio.'

                  Ci fa sorridere. Forse lo fa sentire più autorevole.

                  La sezione A è per laureati magistrali, la B per laureati semplici. Questi ultimi hanno il titolo di ingegnere iunior. Secondo una parte della giurisprudenza di Cassazione, nel fregiarsi del titolo non è obbligatoria la specificazione dell'aggettivo "iunior", secondo un'altra parte invece è perfino obbligatorio riportarla per esteso. Certo che usare «ingegnere iunior» come apposizione suona quantomeno ridicolo e non mi pare neanche grammaticalmente corretto.
                  Questo intendevo.
                  Ma la società di consulenza multinazionale dove lavora uno dei miei figli laureato (non magistrale) pur non iscritto all'albo degli Ing. Inf. (pur avendone diritto se volesse superarne l'esame, in quanto Informatico=Ingegnere del Software - confermato da UNIMIB) lo ha comunque inquadrato come "perito laureato".

                  Il termine "funzionario" nel mondo del lavoro privato non serve a niente però.
                  Sono d'accordo ma quando lavoravo per "Microsoft Italia" mi dovevo presentare in qualità di 'funzionario commerciale' su richiesta az.le.
                  Milano secondo me è un altro pianeta, parlano un'altra lingua.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Aleron Visualizza il messaggio

                    Oh come ti capisco. Ma forse arrivo tardi.

                    Io conosco un laureato al PoliMi (laurea in architettura + 2 anni di Ingegneria Elettronica poi abbandonata) che fa esattamente l'operatore CNC come si suol dire. Macchine Heidenhain, programmazione in Klartext.

                    Ed è inquadrato come operaio.

                    Di recente poi il CCNL Metalmeccanico ha subito una revisione nei livelli di categoria tale percui gli inquadrati di 4° liv (laureati) di fatto ora sono declassati al terzo (cosa palese anche se hanno sostituito i numeri con le lettere dell'alfabeto per fare più fumo)

                    In ufficio a progettare con Solidworks c'è un dipendente che forse non è nemmeno diplomato.
                    E che spesso sbaglia progetti col rischio di danneggiare gli attrezzi in macchina.

                    Detto questo, per quel che so io, il diplomato ITIS iscritto all'albo può fregiarsi del titolo di Perito, mentre l'Ingegnere Junior iscritto all'albo, si definisce Perito Laureato (o Ing. junior).

                    La dicitura Ingegnere "tout court" va di diritto al laureato magistrale.



                    Come detto sopra puoi diventare progettista anche senza diploma se qualcuno ti mette a progettare ugualmente.
                    E puoi rimanere operatore CNC a vita anche se laureato al Poli e con dimestichezza accademica di disegno tecnico geometria/matematica e programmazione.

                    So che capisci cosa intendo, i fondamentali, molti comuni a Arch e Ing, Analisi I e II, Fisica I e II, Meccanica, e così via...

                    E' scandaloso ma in Italia succede.

                    Se il titolare non ha studiato o è solo diplomato, magari anche per il rotto della cuffia, non gli par vero di poter umiliare il laureato del Politecnico.

                    Che dirti per rincuorarti?

                    Se vuoi progettare aggiungi al tuo CV anche corsi pratici di Autocad e Solidworks indicandoli come "aggiornamenti", la tua dei macchinari sul campo potrà solo agevolarti, ma soprattutto proponiti da laureato in altre aziende (non la tua) e nel tuo CV non scrivere operaio CNC e nemmeno operatore CNC, inventati una perifrasi più accattivante.

                    Altrimenti in Italia il primo lavoro che fai ti rimane attaccato come la lebbra.





                    Mi scuso per lo spiegone, volevo provare a rendermi utile...
                    Ragazzi questo thread è veramente una miscela di inesattezze miste a "sentito dire", cerchiamo di non sparare cose a caso:
                    1. Non hanno declassato nessuno, semmai hanno rimosso il 1 livello cambiando la nomenclatura, nessuno è stato assolutamente declassato, anzi i minimi tabellari sono aumentati, anche se poco e non hanno fatto "più fumo" quanto piuttosto il contrario;
                    2. I laureati aventi titolo di studio "attinente" alla mansione DOVREBBERO da CCNL essere inquadrati all' ex 5 livello, non al 4 come il tuo amico, chiaramente la mansione di OPeratore CNC non ha niente a che vedere con una laurea in architettura, per cui di lauree avrebbe potuto averne pure 3;
                    3. L'ingegnere iunior, come lo chiami tu non si definisce "perito laureato", ma Ing. Iunior, iscritto a tutt'altro albo, completamente distinto da quello dei Periti e Periti industriali laureati, semplicemente un laureato in ingegneria L7/8/9 può scegliere di abilitarsi come perito industriale laureato (cosa insensata a mio parere) o come ingegnere iunior.
                    4. I diplomati negli ITIS che più ITIS non sono, non possono più accedere al percorso per diventare periti senza laurea, come non possono più i diplomati negli ex istituti per geometri, ragioneria et similia.

                    Per cortesia smettiamola di sparare tutte quelle che ci vengono in mente perché al posto di fare informazione facciamo caciara.

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                    • #11
                      Ripeto: le informazioni mi sono state date da segreterie statali (IIS e Bicocca) nel 2018.
                      Poi se sono cambiate non ne ho idea.
                      Circa il CCNL Met il mio amico ha ricevuto tali info dalla Fiom CGIL poi se abbia capito male non posso saperlo.
                      Io sono Filcams, Commercio, servizi e terziario. E onestamente lo preferisco.

                      Pace e bene.

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                      • #12
                        Ragazzi, se continuate a scrivere fregnacce cancello direttamente il thread visto che in questi giorni non ho ancora trovato il tempo di rettificarle.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        Sto operando...
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