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Per Dottore : metodo di studio

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  • Per Dottore : metodo di studio

    Salve, non saprei se questa sezione sia adeguata per questa domanda, nel caso potete spostare la discussione. In particolare volevo chiedere direttamente a dottore, avendo notato solo in questo momento nella sua firma l' ottenimento di tre lauree con la lode (e molto probabilmente anche per il master), quali siano per lei gli accorgimenti, consigli o linee guida per un metodo di studio efficace per discipline giuridiche o quanto meno nell' ambito socio-politico ed umanistico
    So che i metodi di studio sono sempre molto personali e ciò che viene adottato per un individuo non è nello stesso modo efficace in un altro, però potrebbe essere preso come spunto da chi ha delle problematiche in tal senso, ma anche nell' organizzazione e nella concentrazione.

    Grazie per eventuali delucidazioni in merito

  • #2
    Credo che siano vent'anni che mi fanno questa domanda, ma non so rispondere. Io di solito leggo, e di solito lo faccio una sola volta. Sono apparentemente molto disordinato: non seguo un filo conduttore preciso, ma mi fisso spesso su particolari che mi colpiscono e cerco di approfondire attraverso la Rete. Uso tantissimo la Rete per le materie giuridiche e anche per quelle economiche: vi si trova tutto, ovviamente sapendo discernere.
    Ho iniziato l'università , però, quando la Rete non era quella di oggi, non esisteva neanche Facebook, i telefoni più diffusi andavano ancora in 2G (il 3G era in fase di lancio), a casa gli studenti avevano il telefono fisso a disco con il contascatti analogico per dividersi le spese, per navigare in Internet si andava in biblioteca e si doveva fare la fila. All'epoca, in cui acquistare i libri era obbligatorio poiché in Internet a stento trovavi i codici (non commentati), utilizzavo moltissimo il metodo del riassunto: da un lato il manuale e dall'altro un foglio o un quaderno su cui riassumevo, a penna, a mano a mano che leggevo. A volte effettuavo una ulteriore trascrizione al computer. I riassunti erano misti testuali e analitici; adoperavo spesso la forma dell'elenco.
    Faccio presente che, sebbene abbia avuto un gran numero di 30 nella mia carriera e anche molte lodi in qualsiasi tipologia di esame svolto con qualsiasi modalità  (dall'orale classico agli esami folli di Carlo Sorrentino con programmi sterminati e composti da due prove scritte e una orale), ho avuto anche io qualche voto relativamente basso e dopo più di 60 esami posso dire che il trend riflette la mia preparazione generale, ma ci sono stati singoli esami che non l'hanno riflettuta, sia in un senso sia in un altro. I motivi possono essere svariati e non li sto a elencare tutti. Devo ammettere tuttavia che sono state più numerose le volte che ho avuto la sensazione di avere avuto 30 o 30 e lode senza essermelo meritato appieno (è una sorta di bias di perfezionismo) che le volte che ho avuto voti più bassi ritenendo di meritarmi di più. Alla fine dei giochi mi sento di dire due cose: la prima è che ciò che conta è il risultato finale, la seconda è che se hai preso 27 (e talvolta pure 26) potevi prendere anche 28, 29 e 30. Il fatto è che in Italia la scala dei voti è troppo ampia e non da tutti i docenti è utilizzata nello stesso modo. Va anche detto che se la scala fosse in decimi probabilmente le bocciature sarebbero più frequenti.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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