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Cosa fare dopo L3?

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  • Cosa fare dopo L3?

    Ciao a tutti! Mi sono laureata nel 2018 in L3 a Pisa ed ho scelto questa facoltà  inizialmente per far della mia passione un lavoro, ma le cose non sono andate come mi aspettavo dopo la laurea.
    Una volta laureata ho deciso di iniziare a lavorare, ma vivo in una zona che praticamente vive d'estate e per due inverni consecutivi non sono riuscita a trovar un lavoro stabile, se non piccole stagioni. Non so se la colpa è per la qualità  del corso di laurea non appetibile o se semplicemente non è un qualcosa di richiesto nella mia zona, ma dopo due anni ho deciso di continuare gli studi anche per completare il mio percorso di studi senza lasciarlo a metà  e poter ottenere anche i famosi 24 cfu per l'insegnamento per aprirmi più strade possibili.
    Adesso la mia domanda però è, conviene continuare con il proseguimento dei miei studi (ovvero LM 65) oppure conviene specializzarmi in una magistrale dal carattere più definito ed appetibile? Cosa mi consigliate, vedendo un po' il mondo del lavoro di questi ultimi anni? Cercando sempre a Pisa ho visto due corsi interessanti, Informatica umanistica LM 43 e Comunicazione d'impresa e politica delle risorse umane L-59. Secondo voi sono valide? Quale delle due potrebbe aprirmi più porte nel mondo del lavoro?
    Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e spero mi possiate dare una mano, visto che la scadenza è a breve e sono davvero indecisa sul da farsi

  • #2
    Ciao! Mi permetto di scriverti da NON pisano (ci ho studiato ma non per una laurea magistrale) che ha deciso di iscriversi alla laurea magistrale in Informatica Umanistica proprio a Pisa.

    Di norma cercare di variare un po' il tuo percorso non è mai una cattiva idea; tieni conto inoltre che se ti interessa l'insegnamento LM-43 e LM-65 all'incirca si equivalgono (in realtà  non è vero, ma sto escludendo che tu sia interessata a insegnare latino e greco, e quindi a queste cattedre dalle quali accedi solo con la LM-43).
    LM-43 di norma ti offre più sbocchi (addirittura potresti provare ad accedere all'albo degli ingegneri, fai conto) e avendo una discreta dose d'informatica è sicuramente più versatile e apprezzata sul mondo del lavoro. I laureati sono poi meno come numero, altro elemento da non sottovalutare. Per quanto riguarda il mondo del lavoro privato, non saprei dirti quale sia l'impatto di una LM-43 (credo che la maggioranza non sappia neanche cosa sia), ma credo sia comunque migliore rispetto alla LM-65, più inflazionata e spesso considerata poco.

    Se posso esserti utile anche con info su piano studi e su altro, scrivimi qua o via MP se lo preferisci. Ci sto ragionando da settimane, ho già  contattato alcuni docenti e la segreteria, quindi non farti problemi. Per quel che posso, cercherò di esserti utile e di condividere quanto ho scoperto

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    • #3
      Benvenuta nel forum.

      L-3 non è una facoltà  ma una classe. Ed è una classe inutile, sic et simpliciter e senza girarci intorno.

      Tanto premesso, non hai lasciato nessun percorso a metà  in quanto la laurea è un titolo finito. Se prosegui gli studi nel secondo ciclo conseguirai un altro titolo di studio, non completerai lo stesso percorso. E se proseguirai gli studi sulla classe LM-65 conseguirai una laurea magistrale fotocopia, dunque inutile. Forse va un po' meglio con LM-59 (L-59 non esiste e se esistesse sarebbe una laurea e non una laurea magistrale), ma tu fai riferimento al PF24/FIT24 e dunque credo sia interessata all'insegnamento... oppure ti interessa un lavoro qualsiasi? Perché in quest'ultimo caso avresti pure potuto partecipare agli ultimi concorsi (vedi apposita sezione, ma ne sono usciti altri di cui non si è parlato, come per esempio all'Aci).
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Benvenuta nel forum.

        L-3 non è una facoltà  ma una classe. Ed è una classe inutile, sic et simpliciter e senza girarci intorno.

        Tanto premesso, non hai lasciato nessun percorso a metà  in quanto la laurea è un titolo finito. Se prosegui gli studi nel secondo ciclo conseguirai un altro titolo di studio, non completerai lo stesso percorso. E se proseguirai gli studi sulla classe LM-65 conseguirai una laurea magistrale fotocopia, dunque inutile. Forse va un po' meglio con LM-59 (L-59 non esiste e se esistesse sarebbe una laurea e non una laurea magistrale), ma tu fai riferimento al PF24/FIT24 e dunque credo sia interessata all'insegnamento... oppure ti interessa un lavoro qualsiasi? Perché in quest'ultimo caso avresti pure potuto partecipare agli ultimi concorsi (vedi apposita sezione, ma ne sono usciti altri di cui non si è parlato, come per esempio all'Aci).



        Sì hai ragione e lo ammetto che è una classe inutile, peccato essermene accorta solo dopo la laurea! Proprio per questo sto valutando come "migliorare" la situazione.
        E grazie per il chiarimento, purtroppo in giro c'è tanta cattiva informazione perché più di una persona mi ha detto che è come non aver completato l'università  visto che probabilmente tra qualche anno vogliono togliere la 3+2 (tipo fermarsi al terzo anno di un professionale senza conseguire la maturità ). Questo un po' mi tranquillizza!
        Una professoressa mi ha appunto consigliato qualche mese fa di buttarmi sull'insegnamento, come lavoro sicuro e stimolante e sto valutando anche questa opzione, solo che posso accedervi solo con questi 24 cfu e quindi mi conviene a prescindere avere anche una magistrale. Correggimi se sbaglio ovviamente, ho solo da imparare! Nel mentre ho già  fatto anche domanda per un concorso per ITP.
        Quindi boccerei subito l'opzione LM 65, visto che ha materie identiche a quelle già  sostenute. A questo punto mi rimane da capire se è meglio diramarmi nel digitale umanistico, che comunque puoi applicare a più settori ed a più occasioni oppure nel ramo un po' più "economico" e aver anche più rilievo all'interno delle aziende, come nelle risorse umane. In entrambe avrei da recuperare qualche debito.

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        • #5
          Per l'insegnamento è necessaria obbligatoriamente la laurea magistrale a cui si sommano i 24 CFU; è però vero che la maggioranza dei corsi di laurea prevedono la possibilità  di inserirli nel proprio piano studi in maniera da non dover sostenere troppi esami sovrannumerari. Mi sembra che fra triennale e magistrale (se dovessi scegliere IU) potresti averli tutti senza aggiunte.

          Per quanto riguarda l'amletica questione, economia o informatica? Domanda molto difficile. Entrambe se gestite bene hanno un certo appeal, ma dipende anche dai tuoi interessi e dalle tue attitudini, perché possono anche essere ostiche...

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          • #6
            Per gli insegnamenti tecnico-pratici, classi B, serve diploma di istituto tecnico o professionale. Per gli insegnamenti sulle classi A serve la laurea magistrale. Vai su classidiconcorso.it, individua le classi di insegnamento secondario di tuo interesse e sulla base di quelle, compatibilmente coi requisiti di accesso, valuta quale magistrale prendere. Poi magari ne parliamo qui e cerchiamo anche di minimizzare gli obblighi formativi aggiuntivi e massimizzare i crediti conseguibili per l'insegnamento (magari mettendoci un master in mezzo).
            Sono anni che circola la leggenda che vogliono eliminare il 3+2. É appunto una leggenda, anche perché il 3+2 non è mai esistito. Il processo di Bologna e lo Spazio europeo dell'istruzione superiore, cui aderiscono più di 40 stati, prevedono 3 cicli di studi accademici:
            - il primo ciclo, bachelor, che può pesare dai 180 ai 240 crediti;
            - il secondo ciclo, master, che può pesare dai 60 ai 120 crediti;
            - il terzo ciclo, dottorato.
            Siccome la durata normale degli studi viene misurata in semestri e ogni semestre pesa 30 crediti, il primo ciclo può durare 3 anni, 3.5 anni o 4 anni, mentre il secondo può durare 1 anno, 1.5 anni o 2 anni (lasciamo perdere il terzo per il momento).
            L'Italia per tutta una serie di ragioni ha deciso di dare al primo ciclo una durata fissa di 3 anni, al termine dei quali si consegue un titolo chiamato laurea, e di diramare il secondo ciclo in un corso di tipo professionalizzante, della durata minima di un anno (non c'è un massimo) e al termine del quale si consegue un titolo denominato master universitario di primo livello, e un corso di tipo teorico-metodologico, della durata fissa di 2 anni e al termine del quale si consegue un titolo denominato laurea magistrale. A livello di processo di Bologna nonché European qualification framework il master universitario e la laurea magistrale sono sempre master's degrees.
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