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Questo dimostra che lo studio paga

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  • Questo dimostra che lo studio paga

    Pensate che questo parlamentare è stato Presidente della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione della Camera e ora è Presidente della Commissione Politiche Ue, avendo la licenza della 3A media e piazzando nel curriculum 10 anni di commesso in un negozio di animali.
    Beh, con la laurea l'avrebbero nominato Imperatore dell'Universo!
    Studiate che farete carriera!

    Sergio Battelli, il rocker M5S con la terza media che vigilerà  sul Recovery Fund
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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  • #2
    Che pena questa Italia

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    • #3
      Distinguiamo comunque la politica dai ruoli apicali non politici.

      Un politico viene legittimato dalle votazioni e NON ha requisiti quanto a titoli di studio.
      Detto questo, per quanto comprenda come idealmente sarebbe meglio avere politici competenti anche nelle materie di cui si devono occupare, la cosa NON solo non è illegale ma neanche immorale o che altro.
      Abbiamo avuto politici (più o meno titolati) che negli anni hanno rimbalzato fra poltrone di tutti i tipi, passando agevolmente dall'agricoltura al bilancio, dall'istruzione alla difesa, senza porsi alcun problema. Lui non è il primo e non sarà  di certo l'ultimo.

      E' l'essenza stessa della democrazia. E, fra l'altro, se avessi il potere di cambiare in qualche modo le cose con una bacchetta magica, non so se metterei un limite di competenza minimo per gli eletti o se invece preferirei metterlo per gli elettori.

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      • #4
        Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
        Distinguiamo comunque la politica dai ruoli apicali non politici.

        Un politico viene legittimato dalle votazioni e NON ha requisiti quanto a titoli di studio.
        Detto questo, per quanto comprenda come idealmente sarebbe meglio avere politici competenti anche nelle materie di cui si devono occupare, la cosa NON solo non è illegale ma neanche immorale o che altro.
        Abbiamo avuto politici (più o meno titolati) che negli anni hanno rimbalzato fra poltrone di tutti i tipi, passando agevolmente dall'agricoltura al bilancio, dall'istruzione alla difesa, senza porsi alcun problema. Lui non è il primo e non sarà  di certo l'ultimo.

        E' l'essenza stessa della democrazia. E, fra l'altro, se avessi il potere di cambiare in qualche modo le cose con una bacchetta magica, non so se metterei un limite di competenza minimo per gli eletti o se invece preferirei metterlo per gli elettori.
        Capirai meglio di me che mettere incompetenti al comando è il modo migliore per far andare lo Stato a rotoli.
        Relativamente alle scarse competenze dei predecessori stenderei un velo pietoso vista la condizione in cui versano le casse statali e il fatto che almeno un terzo della nazione va in virtuale default ogni anno.
        Per quanto riguarda l'essenza della democrazia, mi pare abbastanza chiaro che più che limitare il diritto di voto ad una fetta della popolazione sarebbe meglio limitare l'eleggibilità  a chi ha le competenze minime necessarie per gestire le problematiche politiche, economiche e sociali.
        Capisco che dopo aver avuto un Ministro dell'Università  con la terza media possa sembrare normale avere un politico in posizioni apicali con lo stesso titolo di studio, ma andando avanti di questo passo finiremo presto nel baratro, se non stiamo già  precipitando.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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        • #5
          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
          Per quanto riguarda l'essenza della democrazia, mi pare abbastanza chiaro che più che limitare il diritto di voto ad una fetta della popolazione sarebbe meglio limitare l'eleggibilità  a chi ha le competenze minime necessarie per gestire le problematiche politiche, economiche e sociali.
          Capisco che dopo aver avuto un Ministro dell'Università  con la terza media possa sembrare normale avere un politico in posizioni apicali con lo stesso titolo di studio, ma andando avanti di questo passo finiremo presto nel baratro, se non stiamo già  precipitando.
          Concordo pienamente.
          Ed aggiungo che se abbiamo commesso errori per molti anni, non significa che dobbiamo perseverare.
          Oltretutto mettere dei requisiti d'accesso ad una carica pubblica in quanto se hanno requisiti d'accesso i concorsi, non capisco perche' sarebbe anti democratico mettere gli stessi requisiti a chi si propone per essere eletto.

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          • #6
            Perché un conto è un ruolo tecnico e un conto è un ruolo politico.

            Il ruolo tecnico non esprime la volontà  popolare, a differenza di quello politico.
            E' una differenza essenziale nella democrazia; ci saranno sicuramente degli stati dove sono previsti simili limiti ma la stragrande maggioranza ne pone solo di nazionalità , età  e godimento dei diritti civili.
            Viceversa, non ho mai sentito uno stato dove puoi essere medico, magistrato, professore, docente o altro senza un percorso di studi che te lo consenta.

            Quindi, per quanto sia auspicabile che un ministro della giustizia sia laureato in giurisprudenza o qualcosa di affine, la mancanza di laurea non è un problema. Un magistrato che non ha la laurea invece non può in alcun modo accedere.

            Se il popolo è sovrano (come dite, non sarebbe giusto limitare a solo alcuni il diritto di voto) allora perché volete limitarlo nelle scelte?
            Se la maggioranza della popolazione volesse solo laureati potrebbe far sentire il proprio peso: come il M5S ha dato vita a un partito che, almeno all'inizio e nelle intenzioni, era "antipolitico" e "non professionista", così si potrebbe costituire un partito di "competenti" per così dire. Ma non credo che la maggioranza delle persone sia interessato a questo.
            Inoltre ci sarebbe il problema di decidere quali siano i requisiti di competenza: ogni laurea? E che competenze avrebbe uno che ha frequentato il DAMS (per dire) sui trasporti? Nessuna... Ogni posizione competenze diverse? Ancora più macchinoso. E poi quali? Per il ministero dell'istruzione è meglio un candidato che sia docente alle superiori? E per il ministero dell'agricoltura un biologo? E perché non un economista o un giurista, visto che in realtà  la maggioranza delle posizioni, al di là  dei temi specifici, hanno più a che fare con diritto ed economia che con ogni altra cosa?

            Non è per nulla facile stabilire quali siano le competenze minime per ogni posizione: se invece se ne stabilisce una univoca e generica, siamo davvero sicuri che il livello di competenza cambi di molto rispetto a ora, soprattutto rispetto a un vulnus mica da ridere alla democrazia (se per esempio prendiamo solo i laureati per il Parlamento, hai tolto l'elettorato passivo a più di metà  della popolazione italiana)?

            PS Ovviamente il mio è un discorso semplificato al massimo, non intervengo sui temi delle strutture dirigenziali di vertice, degli atti di alta amministrazione etc... nei quali si mescola funzione politica e amministrativa.

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            • #7
              chiedo scusa ma nessuno ha votato il ministro.
              Sono nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio e sono responsabili, individualmente, degli atti adottati dai dicasteri loro affidati e, collegialmente, delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri.

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              • #8
                a me quello che non torna e' semplice: tu metti a gestire un'impresa X da un CDA composto da professionisti. Questa impresa, qualsiasi essa sia, fattura meno di quanto faccia lo Stato in quanto e' parte dello Stato.
                E metti a governare tale Stato, il quale governa anche sull'impresa X, dei totali incompetenti in qualsiasi materia.
                Non è per nulla facile stabilire quali siano le competenze minime per ogni posizione: se invece se ne stabilisce una univoca e generica, siamo davvero sicuri che il livello di competenza cambi di molto rispetto a ora, soprattutto rispetto a un vulnus mica da ridere alla democrazia (se per esempio prendiamo solo i laureati per il Parlamento, hai tolto l'elettorato passivo a più di metà  della popolazione italiana)?
                Come non e' facile stabilirlo nel pubblico e nel privato, ma tant'e. Credo che i fatti dimostrino che i nostri rappresentanti non stiano facendo un lavoro egregio, anzi..
                Comunque la questione titoli dei ministri e' gia' uscita piu' volte e aime' niente e' stato fatto.

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                • #9
                  Noto che, oltre a confondere la popolazione con il popolo (ed entrambi con il corpo elettorale) e la cittadinanza con la nazionalità , in questa discussione si confonde allegramente la competenza con il conflitto di interessi.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                    Perché un conto è un ruolo tecnico e un conto è un ruolo politico.

                    Il ruolo tecnico non esprime la volontà  popolare, a differenza di quello politico.
                    E' una differenza essenziale nella democrazia; ci saranno sicuramente degli stati dove sono previsti simili limiti ma la stragrande maggioranza ne pone solo di nazionalità , età  e godimento dei diritti civili.
                    Il fatto che la "stragrande maggioranza" degli Stati non preveda tali limitazioni mi pare ininfluente, non è che la maggioranza scelga sempre per il meglio. Tra l'altro io sarei a favore anche di un parlamento monocamerale, come è presente in una minoranza di Stati.

                    Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                    Se il popolo è sovrano (come dite, non sarebbe giusto limitare a solo alcuni il diritto di voto) allora perché volete limitarlo nelle scelte?
                    Di fatto ci sono già  delle limitazioni alla candidabilità , quindi non vedo perchè una preparazione scolastica minima non possa esserlo.

                    Dobbiamo ricordarci che il Parlamento non può essere lo specchio della società , ma piuttosto l'aggregazione delle migliori personalità  in grado di dare le giuste direttive al Paese.
                    Ai primi del '900 la metà  della popolazione italiana era analfabeta, ti pare che in Parlamento venissero eletti analfabeti?
                    Giustamente Marius ha già  fatto notare che ai concorsi si procede per selezione allo scopo di individuare le persone più capaci, motivo in più per seguire analoghi criteri di selezione anche per le posizioni apicali di comando.
                    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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                    • #11
                      Non ho tempo di intervenire ma faccio nuovamente sommessamente notare che il corpo elettorale è un sottoinsieme del POPOLO, non della popolazione. Il popolo è l'insieme dei cittadini (residenti in patria o all'estero), la popolazione è l'insieme degli abitanti (compresi i cittadini stranieri).
                      Aggiungo altresì che cittadinanza e nazionalità  sono due cose diverse e nel nostro ordinamento giuridico, così come nel diritto internazionale, rileva solo la prima (ragion per cui il secondo termine è talvolta usato come se fosse sinonimo del primo, ma ciò non è corretto). La cittadinanza è la condizione che lega una persona a un ordinamento statuale, il quale riconosce al consociato, chiamato appunto cittadino, la pienezza dei diritti civili e politici; la nazionalità  è invece caratteristica che accomuna un gruppo di persone per elementi culturali (lingua, etnia etc.), non necessariamente legandole a uno stato (vedi nazione curda o addirittura le nazioni nomadi). Quello di cittadinanza è cioè un concetto giuridico, quello di nazionalità  è un concetto politologico (che tuttavia in alcuni ordinamenti può acquisire rilevanza giuridica per tradizione o per scelta del legislatore).
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Ciao a tutti! Mi sono appena registrato e presentato al forum.
                        Inizio quindi la mia prima discussione. :)
                        In merito al topic, penso che giudicare la competenza da un titolo di studio non sia una cosa molto corretta, perché esistono numerose eccezioni. Essere laureato non garantisce competenza, così come non esserlo la esclude. Sono numerosi i casi che lo dimostrano come, ad esempio, Grazia Deledda (che ha frequentato solo le scuole elementari), Gabriele D'Annunzio (non laureato), Benedetto Croce (non laureato), Eugenio Montale (non laureato), Gugliemo Marconi (laureato solo honoris causa), Thomas Edison, ecc.
                        Non voglio fare cherry picking, sto scoprendo l‘acqua calda, lo so, ma voglio soltanto affermare che, se ci fosse per qualche motivo uno sbarramento che esclude i non laureati, avremmo escluso pure personaggi di tale calibro. Ci sono, per converso, molti casi di laureati che dimostrano una mediocrità  (o peggio) evidente.
                        Questo argomento mi sta a cuore, giacché giudicare le cose in maniera troppo netta è rischioso: si può cadere troppo facilmente in qualche trappola pregiudicante.
                        Stessa cosa per i geni: oltre a quelli non laureati, ce ne sono molti che hanno conseguito titoli accademici ma non nel proprio ambito di successo. Altri invece hanno avuto risultati non scarsi, ma nemmeno eccellenti: tra questi Einstein, che si laureò all'ETH di Zurigo soltanto quarto su cinque per punteggio finale. Prese 4.9/6 e fu l'unico dei laureati a non ottenere un posto come assistente. Aveva certamente dei colleghi strepitosi (come Marcel Grossmann), però stiamo pur sempre parlando di Albert Einstein. Sigmund Freud, altro esempio, invece aveva una pagella perfetta, come Kurt Gà¶del.
                        Insomma, non si può dire, se non con molta incertezza, chi siano gli altri in base al loro titolo di studio.

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                        • #13
                          nemmeno Giulio Cesare era laureato ed ha fondato e governato Roma*. Credo nemmeno Tutankhamon lo fosse ma forse mi sbaglio....
                          Ma parlando seriamente, vogliamo paragonare dei tempi cosi' diversi e semplificare dicendo "ah quello non era laureato e va che lavoro che ha fatto"?
                          Nessuno dice che un laureato e' piu' intelligente di un non laureato, ma una persona con la licenza di terza media non ha le competenze per vigilare su un fondo di circa 208,8 miliardi, di cui 81,4 a fondo perduto e 127,4 di prestiti.

                          Segue una provocazione:
                          Credo che nemmeno Grazia Deledda, Gabriele D'Annunzio, Benedetto Croce, Eugenio Montale, Gugliemo Marconi e Thomas Edison siano idonei al compito.
                          I tempi sono cambiati, se continuiamo a guardare al passato rimaniamo al palo!
                          L'Egitto era la piu' grande potenza economica, sociale e chi piu' ne ha piu' ne metta al mondo. Non per questo in Egitto pensano che un progresso non sia necessario e che non sia necessario studiare perche' i faraoni non erano laureati.

                          * Nota dell'Admin: La Roma Imperiale, diciamo.

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                          • #14
                            Originariamente inviato da Phil Visualizza il messaggio
                            Insomma, non si può dire, se non con molta incertezza, chi siano gli altri in base al loro titolo di studio.
                            Quindi per te non c'è problema se per caso tutti i parlamentari della prossima tornata elettorale hanno la sola licenza media?
                            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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                            • #15
                              Bmastro
                              Sono d‘accordo che mediamente avere studiato sia meglio di non averlo fatto, ci mancherebbe, infatti, nonostante il titolo di studio non sempre rappresenti il vero sapere, coeteris paribus preferisco un laureato. A parità  di condizioni, appunto.
                              Io sostengo tuttavia che soltanto attraverso i grandi numeri si possa dire che un laureato è meglio di un non laureato. Se fosse possibile, in altre parole, calcolare veramente la competenza in modo statistico, allora sì certamente la popolazione laureata sarebbe più competente di quella non laureata. Ma ci sono eccezioni importanti e non così rare che mi impediscono, soltanto in base a un titolo di studio, di preferire una persona a un‘altra in termini di competenza.
                              Il titolo di studio certifica delle conoscenze e, in questo senso, è sempre meglio prenderla, se possibile, la laurea. Perché se non ce l‘hai, devi dimostrare in altro modo quello che sai fare. Non sarà  il caso del ministro, che non vanta particolari esperienze, ma chi si è distinto in un campo dovrebbe avere la stessa importanza del laureato in quella materia: la laurea ad honorem ha anche questa funzione, laddove non perda significato quando è usata come mera pubblicità  dalle varie università .

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