Sono nato nel 1980. Ho studiato al Liceo Scientifico fino al 1998 e poi mi sono iscritto nell'ultimo anno disponibile come scelta al Vecchio Ordinamento (poi divenne solo triennale) di Economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali all'Università di Ferrara. Avevo 18 anni ed ero in regola con il percorso da studente (mai un anno perso). Avrei a 18 anni voluto tanto iscrivermi ad Architettura. A quel tempo ovviamente le mie scelte si scontravano per forza di cose con le decisioni familiari e se mia sorella aveva preso anni prima la via della Sanità, un Avvocato o un Commercialista in casa mancava, anche perché i soldi per pagare tutto non li portavo di certo a casa io. Giurisprudenza proprio no...non ci vedevo nulla di interessante. Così tra le due ho scelto Economia o meglio, prima ho litigato con tutta la famiglia in un'estate che mi ha visto trovarmi un lavoro per mantenermi gli studi di Architettura (salvo poi non essere ammesso nei 250 che potevano entrare ad Architettura...) e poi scegliere Economia per provare a riappacificarmi. Ormai la frittata era fatta così nei successivi 5 anni ho studiato e lavorato , mi sono mantenuto, mi sono trasferito, mi sono quasi sposato ho fatto mille esperienze, ma ho continuato per inerzia quella Facoltà che avevo intrapreso all'inizio perché mi sembrava "brutto" interrompere a pochi esami dalla fine etc etc... Poi gli eventi, anche grazie (o per colpa) di un progetto universitario per laureati e laureandi dell'Università di Ferrara mi ha dato la possibilità di un lavoro (un lavoro "vero" non quelli che svolgevo consapevole e speranzoso fossero solo temporanei da studente). Ho iniziato così la gavetta come han fatto tutti, lavorando in una Società. Il lavoro era a tempo pieno, ho iniziato a percepire stipendi che mi consentivano di vivere meglio, ho iniziato ad impegnarmi molto sul lavoro (come fanno tutti i neolaureati che devono farsi notare...ma senza aver ancora concluso gli ultimi due esami e la tesi che avevo già chiesto in mercato mobiliare) e da lì in poi per i successivi 5/6 anni mi sono gettato a capofitto nel lavoro. Ho cambiato società, ruolo, mansioni, stipendio etc...ed oggi mi trovo felicissimo della mia vita con un lavoro ben pagato, due figli piccoli, una moglie Dirigente Medico, una casa etc etc...ma quei due esami e la tesi sono là...fermi nel 2003/2004...
Complice una grossa riflessione post-pandemica però ho maturato l'idea di prendermi "il pezzo di carta". Ovviamente a 42 anni e fuori dal giro da molto non saprei nemmeno da dove iniziare.
Chiedo a voi quindi qualche consiglio.
Il cuore mi direbbe di iscrivermi a qualcosa che mi appassiona solo per il piacere personale di farlo(sono un gran lettore, un appassionato di arte, il pallino dell'Architettura e del Design mi è rimasto e da collezionista amo tutto ciò che è bello),prendo un pezzo di carta e provo ad investire in un secondo lavoro di pura passione preventivando anche di buttare temmpo e soldi. Il portafoglio mi direbbe invece, finisci Economia, sbatti in faccia all'Ufficio del Personale il pezzo di carta e chiedi un aumento. Oppure finisci Economia e partecipa a qualche concorso per un posto pubblico che con questi chiari di luna lavorare nel privato è sempre un rischio (questo ragionamento non l'ho veramente mai fatto). Oppure, finisci Economia e specializzati ancora di più e magari apri P. Iva (facendo i conti a quasi 50)...
Insomma, sono pieno di voglia e di idee, ma non sono più a contatto con la realtà Universitaria reale o di quelle On-line, non so più come funziona, se serve frequentare, se quelle telematiche sono al pari delle altre, quanto costa per un lavoratore (che studierà la notte e nei weekend) ...ho guardato la pagina dell'Università di Ferrara e qualche anno fa avevo chiesto una valutazione per recuperare gli esami, ma credo che per finire una triennale anche se ero a due esami dalla laurea al Vecchio Ordinamento non mi avrebbero passato chissà quanti esami...insomma... Mi servono consigli da "esperti"...
Grazie a chi vorrà rispondere.

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