Una breve riflessione in risposta a chi ritiene le università telematiche poco serie perché ha trovato all'interno di esse programmi incoerenti con la denominazione delle materie e/o il settore scientifico-disciplinare di afferenza ad esse.
Nella mia esperienza, in realtà, mi sono imbattuto in moltissimi casi anomali. All'Università di Bologna nel corso di laurea in Scienze della comunicazione i programmi di Semiotica del testo (esame obbligatorio) e Semiotica narrativa (esame che risultava obbligatorio scegliendo un determinato percorso) erano identici, e la beffa era che non potevi neanche sostenere i due esami insieme poiché erano collocati in anni diversi e non era consentita l'anticipazione, mentre i programmi degli insegnamenti sdoppiati in base all'iniziale del cognome cambiavano profondamente, sia in senso qualitativo sia in senso quantitativo, a seconda del docente (esempi che ricordo bene: Diritto dell'informazione e della comunicazione con uno dei due aveva anche i fondamenti del diritto pubblico; Economia politica con uno dei due era solo micro e con l'altro anche macro). All'Università di Firenze, oltre ad esserci insegnamenti di peso differente con lo stesso programma, l'insegnamento di Istituzioni di sociologia per il corso di laurea in Relazioni industriali e sviluppo delle risorse umane prevedeva una parte speciale di socologia economica. Nel corso di laurea in Scienze politiche erano offerti diversi insegnamenti di Economia politica in funzione dell'iniziale del cognome degli studenti: a seconda del docente e dell'anno il programma era solo micro, solo macro, solo qualitativo, misto qualitativo-quantitativo o addirittura di storia economica, e anche le modalità di esaminazione erano completamente diverse.
Per la cronaca, Economia politica e Storia economica sono due settori scientifico-disciplinari differenti, come Sociologia generale e Sociologia economica.
Dulcis in fundo, lo stesso insegnamento di Luciano Matrone cambiava nome e settore scientifico-disciplinare a seconda di uno degli 8 corsi di laurea su cui era offerto. Ma era nei fatti sempre di statistica generale.
Alla scuola di Giurisprudenza, poi, per l'assurdo sistema di mutuazioni vigente a seconda del corso l'insegnamento può avere stessa denominazione e SSD differente, o stesso SSD e diversa denominazione. Addirittura si passa da Diritto amministrativo avanzato IUS/10 che diventa Diritto degli enti locali IUS/10, Diritto regionale e degli enti locali IUS/09 ma anche Diritto dell'economia IUS/05. Ed è sempre lo stesso insegnamento, con lo stesso docente e lo stesso programma.
Al dipartimento di Scienze politiche "Jean Monnet" della Università della Campania Luigi Vanvitelli, già Seconda università degli studi di Napoli, alcuni corsi di studi i moduli da 6 crediti cadauno di Scienza politica e Filosofia politica, che nei corsi di laurea magistrale diventano «Scienza politica – corso avanzato» e «Filosofia politica – corso avanzato», pur avendo SSD diverso, al fine di rispettare i limite di 20 esami per i corsi di laurea e 12 per i corsi di laurea magistrale sono rispettivamente accorpati in unico insegnamento integrato. Il quale però è affidato a un unico docente (quest'anno il direttore del Dipartimento, Diego Giannone, per le magistrali, mentre Antimo Cesaro per le lauree), il quale, ovviamente, tende a fare un corso unitario prevedendo un programma che dipende molto dalla propria estrazione culturale e dai propri interessi di ricerca. E così nel modulo di Filosofia politica finisce roba ascrivibile al settore di Scienza politica, se non addirittura a quello di Sociologia politica.
Oggi stavo cercando degli appunti su un sito e ho scoperto che due opere di Marcuse e Habermas, due grandi classici, sono usate come libri di testo in insegnamenti liceali di Filosofia e in insegnaemnti universitari di:
- Sociologia / Sociologia generale;
- Pedagogia / Pedagogia generale;
- Peagogia sperimentale;
- Storia della pedagogia;
- Psicologia sociale;
- Semiotica (Roberto Pellerey);
- Storia del pensiero politico / Storia del pensiero politico contemporaneo / Storia delle dottrine politiche;
- Filosofia politica;
- Filosofia teoretica;
- Etica;
- Bioetica;
- Storia (Accademia di belle arti di Roma);
- Storia dei media.
Trattasi di roba che ai tempi io ho studiato in Sociologia della comunicazione e Sociologia dei processi culturali, e che Sorrentino includeva nel programma di Sociologia dell'opinione pubblica.
Spaziamo dunque tra settori scientifico-disciplinari diversi anche di diversi raggruppamenti, diversi settori concorsuali e perfino diverse aree. E nessuno degli insegnamenti universitari di cui sopra è tenuto presso un ateneo telematico.
Chissà se un giorno finirà questo bias degli studenti delle telematiche che ogni qualvolta vedono qualcosa di strano ascrivono la stranezza al fatto che il proprio ateneo eroga didattica a distanza.
