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Dubbi dopo L5

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  • Dubbi dopo L5

    Ciao a tutti.

    Sono iscritto al secondo anno di Filosofia. Mi sono in parte pentito della scelta di corso e dell'ateneo (UniFi), ma non si torna indietro. Il problema è questo: sono a oltre metà del percorso, a poco meno di dieci esami dalla fine, avendo già trovato un relatore che mi ha approvato l'argomento proposto per la tesi, e non ho idea di cosa fare.

    Avevo guardato il piano di studi di Semiotica a Bologna, ma mi pare praticamente uno schema Ponzi in cui puoi solo - abbandonandoci al velleitarismo - sperare di insegnare ad altri studenti di Semiotica. Ho conosciuto una persona che è riuscita con quel percorso a lavorare in editoria, che è ciò che mi ha spinto a cercare informazioni sul corso. Ma credo sia più un'eccezione che una regola, e che non sia necessario quel percorso in particolare per lo scopo. E so che non é semplice.

    Mi sento bloccato: sono insoddisfatto dalla qualità degli insegnamenti, mi sento impreparato alla scelta di una LM e soprattutto all'approccio col mondo del lavoro. Ero consapevolissimo della poca spendiblità del corso, ma ero così entusiasta che non ci ho dato peso. Ora molte cose sono cambiate.

    Tra incertezza e vari problemi di salute, è un periodo tosto e mi sento completamente lasciato a me stesso - come è giusto che sia, naturalmente, ma se finora mi sono sempre sbrigato ogni problema da solo, in questo momento di fragilità gradirei dei consigli. Finora ho ricevuto solo risposte zeppe di luoghi comuni senza capo né coda ("Ah vabbe, lavora al McDonald's o insegna, che altro vuoi fare?" o "Ma dai, le aziende vogliono un sacco di filosofi!").

    Magari qualcuno di voi sa darmi degli spunti. Lo apprezzerei molto.

    Vi ringrazio per aver letto fin qui. Saluti!

  • #2
    Buonasera,

    ovviamente non ti risponderò con luoghi comuni, men che meno quelli di imbecilli che pensano che chi si laurea in Filosofia è un filosofo, ma sappi che la laurea magistrale in Semiotica dell'Alma mater studiorum è proprio il prototipo delle lauree magistrali inutili, surclassata solo solo da quelle in Studi di genere (cioè minchiate allo stato puro mescolate a pseudoscienza marxista e superstizioni femministe).

    Per lavorare in editoria una laurea non serve; poi dipende da cosa intendi per lavorare in editoria.

    Premesso che proseguire gli studi nel tuo caso è necessario, le tre strade che puoi valutare sono le seguenti:
    • prosecuzione su una classe che ti consenta l'insegnamento di discipline umanistiche, in funzione della classe di abilitazione cui aspiri, ovviamente da scegliere strategicamente anche in base alla disponibilità di posti (incredibile ma vero, tra quelle che offrono maggiori sbocchi ci sono la LM-1 e la LM-85);
    • prosecuzione sulla classe LM-77, cosa attualmente possibile senza bagni di sangue, per te che sei laureato in Filosofia, solo alla Università di Modena e Reggio Emilia e all'Universitas Mercatorum;
    • prosecuzione sulla classe LM-62 (Scienze della politica), sulla classe LM-81 (Scienze per la cooperazione allo sviluppo) o sulla classe LM-88 (Sociologia), per le quali c'è maggiore scelta e che consentono accesso a carriere amministrative (e non solo) nella PA.
    Di contro ti sconsiglio candidamente di proseguire sulla classe LM-78 perché è la scelta più scontata e non ti darebbe quel vantaggio competitivo derivante dalla differenziazione dalla massa dei tuoi colleghi.

    Nel frattempo puoi buttarti su quei concorsi per funzionario amministrativo per i quali, anziché una laurea giuridico-politico-economica come da prassi prevalente, l'amministrazione che indice la procedura si accontenta di una laurea qualsiasi (è stato così, per esempio, per questo concorso della Regione Toscana). Una volta che sei dentro, ti prendi con tutta calma la laurea magistrale in maniera tale da essere pronto per quando, dopo 5 anni di servizio, potrai ambire alla dirigenza. E ancor prima di vincere un concorso potresti candidarti a supplenze nella scuola secondaria attraverso la messa a disposizione, così da verificare se l'insegnamento fa per te.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      dottore

      Innanzitutto ti ringrazio davvero moltissimo per la risposta gentilissima e limpida.

      Guarderò per LM-1 e LM-85, chissà che un giorno non cambi idea sull'insegnamento, la cui idea - per ora - mi repelle.

      La terza opzione mi sembra molto interessante. Data la (immagino) enorme concorrenza, non credevo tentare la carriera in PA fosse un percorso raccomandabile. Anzi, mi è sempre stato detto che i concorsi sono "una perdita di tempo". Non che mi fidi, considerando che sono gli stessi che credono mi possa definire filosofo dopo una laurea. Comunque, mi documenterò bene in modo da sapere come procedere quando avrò in mano "il pezzo di carta".

      Non vorrei approfittare della disponibilità, chiaramente, ma se hai consigli su quali atenei prediligere per LM-62, LM-81 o LM-88, sono tutt'orecchi. Naturalmente sto confrontando i piani di studio offerti dai "soliti noti" (Torino / Milano / Bologna), ma magari c'è qualche ateneo più piccolo di cui dovrei sapere che passa sotto il mio radar.

      Molte grazie ancora, e buona giornata.

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      • #4
        1. La scuola è PA.

        2. I concorsi non sono una perdita di tempo. Semplicemente, a differenza che nella scuola (e, in parte, nella sanità), negli altri comparti della pubblica amministrazione le selezioni sono vere e non possono entrare cani e porci trascindandosi avanti contratti a tempo determinato per decennî senza essere valutati da nessuno.

        Non vorrei approfittare della disponibilità, chiaramente, ma se hai consigli su quali atenei prediligere per LM-62, LM-81 o LM-88, sono tutt'orecchi. Naturalmente sto confrontando i piani di studio offerti dai "soliti noti" (Torino / Milano / Bologna), ma magari c'è qualche ateneo più piccolo di cui dovrei sapere che passa sotto il mio radar.
        Ti faccio osservare che la Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli sono atenei più grandi di quelli da te citati e oltretutto internazionalmente ben più noti (perlomeno dell'Università di Torino e della Statale di Milano).
        Il tuo problema sono i requisiti di accesso, però. A naso con una laurea in Filosofia credo tu possa accedere senza obblighi formativi aggiuntivi, o recuperando poco o niente, solo alla LM-62 "Mass media e politica" dell'Alma mater studiorum, alla LM-88 "Scienze criminologiche per l'investigazione e la sicurezza" dell'Alma mater studiorum medesima, alla LM-77 "Management della comunicazione d'impresa" dell'Unimore (ma anche alla interclasse LM-63+LM-77 "Economia e diritto per le pubbliche amministrazioni" sempre dell'Unimore) e alla LM-81 "Scienze per la Pace: cooperazione internazionale e trasformazione dei conflitti" dell'UniPi. Le università del Sud, e da qualche anno anche la Sapienza, sono generalmente molto più rigide quanto a criteri di accesso.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          dottore

          Non credo di aver implicato in alcun modo che la scuola non faccia parte della PA, quindi sono un po' confuso sul perché della precisazione.

          Riguardo l'osservazione su Sapienza e Federico II, in realtà con "i soliti noti" non mi riferivo prettamente alla grandezza (ma neanche alla qualità o fama all'estero): era un riferimento scherzoso alla triade delle città al momento più popolari tra i fuorisede della mia età e provenienza (tant'é che ho sentito usare il portmanteau "tomibo").

          Aggiungo alla lista la LM-62 di UniTo. Inoltre presso UniMi, Politics, Philosophy and Public Affairs (LM-62/LM-78) e Global Politics and Society (LM-62) permettono l'accesso con una laurea in Filosofia senza ulteriori requisiti (a parte una certificazione in inglese maggiore o uguale al B2, naturalmente). Stesso vale per Management of Human Resources (LM-77, sempre presso UniMi).

          Comunicazione pubblica e d'impresa (UniMi) accetta una laurea L-5, ma appartiene a LM-59. Magari può servire a qualche collega che capita qui.

          Ti ringrazio per gli ulteriori riferimenti, buona serata!

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