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Curiosità relative agli stipendi netti medi in Italia

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  • #16
    JMaskelyne, senza offesa, la tua ignoranza giuridica è autoevidente. Ti prego, per correttezza, di limitarti a riferire quello che secondo te accade nella realtà, ma di astenerti da dedurre ingenuamente da ciò conclusioni di carattere legale, accettando che in materia c'è chi è più competente di te.

    Il mercato del lavoro in Italia non sarebbe rigido? È talmente rigido che nel mondo occidentale più rigido è solo in Brasile. Dopodiché, nella prassi esiste di tutto; a Milano ad esempio tutti i grandi studi legali, fiscali e simili hanno stuoli di schiavi pagati dai 1200 ai 1600 euro al mese per lavorare 12 ore al giorno a orari prestabiliti, i quali però sulla carta sono avvocati, dottori commercialisti, revisori legali, consulenti del lavoro ed esperti contabili che nel momento in cui ricevono lo stipendio lo fatturano come se fosse una prestazione libero-professionale. I titolari di tali studi aggirano anche la legge Fornero sul committente unico perché ogni mese fanno intestare la fattura a un professionista diverso. Aggiungo peraltro che il dipendente stesso non ha interesse a fare emergere il rapporto di lavoro subordinato di fatto perché altrimenti verrebbe radiato dall'albo. Quindi quello che fanno è legale? Neanche per sogno, eppur lo si fa. Su larga scala, sotto gli occhi di tutti, con annunci trasparenti (sarebbero illegali anche quelli).

    Nel pubblico non esiste la contrattazione individuale e dunque non è possibile avere stipendi diversi a parità di mansioni, se non nelle ipotesi previste dalla legge, vale a dire scatti di anzianità sino al 1993 (e per i comparti rimasti in regime pubblicistico) e progressioni economiche orizzontali a partire dal 1993. Viepiù, e' proprio nel privato che in caso di attribuzione di mansioni superiori si ha diritto all'adeguamento dell'inquadramento, mentre nel pubblico ti attacchi al tram (e infatti è proprio la norma che negli enti sprovvisti di dirigenza, che poi sono la stragrande maggioranza degli enti locali, il funzionario svolga, in aggiunta alle proprie, le mansioni del dirigente senza percepirne la retribuzione).

    So perfettamente che gli stipendi nel privato non sono pubblici; il giochino del superminimo ad personam si regge proprio su quello. Infatti avevo scritto «se lo scopri». Tanto è vero che la giurisprudenza in materia è limitatissima, ma perviene alla conclusione cui sono pervenuto io. Dopodiché esiste una dottrina che propende per un'altra tesi, ma è la stessa dottrina che ritiene la non vincolatività dei confetti collettivi, fondamentalmente per mancata attuazione dell'articolo 39 della Costituzione, e in questo non mi addentro perché risulterei troppo tecnico.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      ragazzi scusate, discussione molto interessante, volevo linkarvi il sito del dipartimento delle finanze https://www1.finanze.gov.it/finanze/...p?search_class[0]=cCOMUNE&opendata=yes

      Da qui è possibile estrapolare facilmente i dati sui redditi da lavoro dipendente ed autonomo, creare un istogramma e vederne a colpo d'occhio la distribuzione, avevo trovato anche quello ma ora non riesco a recuperare il link.

      Sostanzialmente la fetta più grande dichiara redditi imponibili inferiori a 25mila €. Poi vi è un grosso della fascia media che va dai 25 ai 35.
      Forse potrebbe essere scontato per alcuni ma a me ha davvero scioccato. Solo l'8% dei dipendenti ha un reddito IMPONIBILE superiore ai 40mila€.
      SOLO il 12% ha un reddito superiore ai 35mila€. Impressionante ragazzi davvero.

      Considerate che 35mila euro sono circa 1700/1800€ in base al numero di mensilità
      Solo un lavoratore su nove in Italia guadagna più di 1750€

      A me questo dato lascia veramente a bocca aperta.
      E mi getta nello sconforto più totale.

      Considerato il solo lavoro dipendente per raggiungere i =>60000€ lordi annui deve rientrare nel TOP 3%

      Voi cosa ne pensate?
      Più ci penso e più mi sembra FOLLE.

      In altri lidi infatti ogni volta che esce fuori questo discorso il grido unanime è sempre: scappa all'estero.


      Sarebbe interessante incrociare il numero di laureati con il massimo dei voti. Secondo me sono più del 3%.

      Pensare che ci sono persone che si laureano col massimo dei voti, che studiano si impegnano che si sbattono che sono pieni di competenze capacità voglia di fare e poi magari guadagnano 2000€ al mese

      La strada del dipendente è follia.

      Senza contare poi che la stragrande maggioranza dei redditi >50mila€ da lavoro dipendente è solo ed esclusivamente per la classe manageriale.
      Intendo dire in quel 5% top di redditi dipendenti la fetta più grande saranno manager.

      bah sgomento.

      Ditemi voi che pensate a riguardo

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      • #18
        Riassumendo quello che mi viene da pensare è semplicemente che l'Italietta è un paese che premia gli autonomi (CHE FANNO IL NERO). Probabilmente solo loro hanno dei redditi dignitosi
        Oppure come al solito i ricchi che hanno redditi da capitale

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        • #19
          Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
          SOLO il 12% ha un reddito superiore ai 35mila€. Impressionante ragazzi davvero.
          Io non sono impressionato perché lo sapevo. Sono redditi da paese povero.

          Considerato il solo lavoro dipendente per raggiungere i =>60000€ lordi annui deve rientrare nel TOP 3%
          E con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, i medici specialisti ambulatoriali e i dirigenti pubblici degli enti che pagano l'indennità di posizione e quella di risultato (perché lo stipendio tabellare del dirigente è di soli 43mila euro) abbiamo già esaurito, a spanne, il 50%, se non oltre, di quel 3%. I medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici (o odontoiatri) specialisti ambulatoriali (cui sono assimilati quelli inquadrati come professionisti da enti come Inps, Inail e Aci) sono formalmente liberi professionisti ma sono stipendiati, quindi di fatto, a differenza di chi esercita la professione privatamente, non possono evadere (la cosa bizzarra è che ricevono un cedolino paga come con tanto di trattenute fiscali e contributive fossero dipendenti). Però possono cumulare con la libera professione vera e propria; del resto in Italia i medici che lavorano solo nel privato sono pochissimi, anche perché fondamentalmente non conviene (è l'unico settore in cui il pubblico paga più del privato; inoltre sono gli unici dipendenti pubblici non soggetti a stringenti incompatibilità e avere un piede in due scarpe, se si fa sinergia anche sul filo del rasoio della legalità, può risultare molto redditizio)

          Sarebbe interessante incrociare il numero di laureati con il massimo dei voti. Secondo me sono più del 3%.
          Hai voglia, ma chi ti dice che in quel 3% rientrino solo laureati con il massimo dei voti? In quel 3% rientrano anche non laureati affatto, se non honoris causā, come Ferrero, Briatore, Della Valle, Armani e Vacchi, così come rientra un esercito di medici anche laureati con voti bassi (vabbe' che laurearsi con voti bassi a Medicina è pressoché impossibile, ma ci sono anche loro).

          Pensare che ci sono persone che si laureano col massimo dei voti, che studiano si impegnano che si sbattono che sono pieni di competenze capacità voglia di fare e poi magari guadagnano 2000€ al mese
          Abbassa, abbassa xD

          La strada del dipendente è follia.
          Ma spesso è l'unica strada percorribile.

          Senza contare poi che la stragrande maggioranza dei redditi >50mila€ da lavoro dipendente è solo ed esclusivamente per la classe manageriale.
          Intendo dire in quel 5% top di redditi dipendenti la fetta più grande saranno manager.
          Non so cosa intenda per manager; nel privato è uno stipendio cui sommato tutto arriva tranquillamente un quadro, oltre che un dirigente, ma nel privato i dirigenti sono pochissimi perché sono poche le imprese che li hanno. A dire la verità anche le pubbliche amministrazioni dotate di dirigenza sono una frazione minoritaria di quelle complessive, però sono comunque molte di più delle imprese dotate di dirigenza, e poi nella PA i rapporti tra le varie categorie sono diversi.

          Ditemi voi che pensate a riguardo
          Penso che fuori dall'Italia me ne sarei dovuto andare, ma vent'anni fa. Alla mia età non ha più senso.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Aggiungo una considerazione di carattere politico: secondo me l'eccessiva rigidità normativa, che determina costi elevati e burocrazia, è proprio l'elemento che favorisce in misura determinante il dilagare di forme di lavoro irregolare (e non mi riferisco al lavoro nero ma alla simulazione contrattuale e all'applicazione creativa del diritto). I bassi salari invece dipendono essenzialmente dalla bassa produttività. Poi esistono certamente altri fattori, ma questi due pesano come macigni, unitamente allo strapotere dei sindacati, che è un'altra faccia della stessa medaglia e che danneggia enormemente coloro che si sono affacciati sul mercato del lavoro dall'ultima dècade del secolo scorso in poi.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #21
              A livello generale non saprei dire è un discorso molto complesso e quindi non mi esprimo. Per quanto riguarda i Briatore di turno non credo rientrino in questa categoria in quanto avranno redditi da capitale dividendi o altre forme di ricchezza. Più che altro intendevo dire che la competizione per le posizioni che offrono stipendi superiori ai 40k è estrema e bisogna competere con geni, plusdotati, persone avvantaggiate da classe sociale di partenza (in mente i vari bocconiani. Ecc.), I raccomandati. E che le competenze tecniche sono svalutate a vantaggio delle competenze "manageriali" che per quella che è la mia esperienza spesso si parla di essere i classici stronzi che trattano di merda i dipendenti e li sfruttano, insomma più che capacità la chiamerei cattiveria.
              Insomma per una persona che si ritiene perfettamente nella media come capacità come mi considero io ambire a retribuzioni superiore ai 35 Mila significa avere aspettative irrealistiche ed eccessive.
              Eppure 35k con l'odierno costo della vita a me sembrano una cifra se non strettamente bassa sicuramente medio bassa bassa, con cui costruire una vita dignitosa è difficile.
              Per quanto riguarda la strada del libero professionista invece secondo me le possibilità esistono, bisogna essere creativi e capaci e fortunati ma il mondo dell internet offre ancora possibilità. Sicuramente è difficile ma con le prospettive che offre la carriera da dipendente, vale la pena provare qualcosa.

              Più specificatamente a te dottore invece vorrei chiederti in relazione a quello che hai scritto due cose 1) quanti anni hai che valuti expat come non conveniente 2) perché con i tuoi titoli non punti a dirigente in pa?

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              • #22
                Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
                Per quanto riguarda i Briatore di turno non credo rientrino in questa categoria in quanto avranno redditi da capitale dividendi o altre forme di ricchezza.
                Nella parte che ho commentato stavi parlando di redditi superiori a una certa soglia, non di retribuzioni superiori a una certa soglia.
                Inoltre, solitamente questi imprenditori percepiscono indennità di amministrazione delle loro società, che sono fiscalmente assimilate a redditi da lavoro, come se fossero stipendi. Contare solamente sui dividendi sarebbe alquanto rischioso, poiché se la società chiude il bilancio in rosso non si guadagnerebbe niente, e anche se la società chiude in attivo non è detto che decida di staccare i dividendi e in quale misura.

                Più che altro intendevo dire che la competizione per le posizioni che offrono stipendi superiori ai 40k è estrema e bisogna competere con geni, plusdotati
                Ma figurati. Parli come se l'Italia fosse la patria della meritocrazia.

                persone avvantaggiate da classe sociale di partenza
                Nemmeno questo è (più) vero.
                O meglio, è vero per chi ha una "filiera" familiare consolidata, per esempio dinastie di avvocati, notai, professori universitari, farmacisti, fermo restando che di solito l'efficacia della loro azione è limitata allo stesso settore professionale.
                Non è vero se sei figlio di persona agiata che però a sua volta proviene da una famiglia modesta, come nel mio caso, se è stato incapace di costruire una rete di relazioni al di fuori del suo parentado e della sua cerchia di amicizie storiche. In quel caso o erediti letteralmente il mestiere di tuo padre oppure sei invariabilmente condannato alla mobilità sociale discendente, e lo vedo in tutti i miei amici figli di medici che non hanno voluto fare i medici: in oltre il 90% dei casi sono laureati in Giurisprudenza ma non sono riusciti a ingranare come avvocati e sono stati costretti a riciclarsi nel pubblico impiego (e ti assicuro che c'è differenza tra chi vince un concorso e chi si butta nell'insegnamento oppure in posizioni funzionali della PA richiedenti la licenza media alle quali si accede senza concorso: questi ultimi molto probabilmente sono degli incapaci, i primi no), nel 5% dei casi sono laureati in Ingegneria e hanno trovato facilmente un'occupazione stabile con cui non se la passano male ma comunque non arrivano neanche lontanamente a eguagliare il reddito del padre, nel 5% dei casi varie ed eventuali.

                (in mente i vari bocconiani. Ecc.)
                Quelli non necessariamente sono di estrazione sociale elevata.

                I raccomandati.
                Diciamo i conosciuti.

                Eppure 35k con l'odierno costo della vita a me sembrano una cifra se non strettamente bassa sicuramente medio bassa bassa, con cui costruire una vita dignitosa è difficile.
                Guarda, io ne guadagno meno ma i miei genitori (che hanno studiato molto meno di me e di pensione complessivamente prendono 4 volte più di me, e di stipendio non ne parliamo) hanno diverse case di proprietà (ovviamente col cavolo che me ne danno una, costringendomi a vivere con loro) e non ho nessuno da mantenere se non me stesso, non avendo compagna (che comunque non manterrei perché mi rifiuto di concepire che un uomo debba mantenere una donna) né figli, quindi mi faccio bastare e avanzare i miei circa 1500 euro mensili (che quando avevo l'incarico di elevata professionalità erano diventati 1900, ma ora sono in congedo straordinario retribuito per il dottorato). Altrimenti me la passerei davvero male. E pensa che ho vissuto a Milano con 1450 euro: più della metà se ne andavano tra affitto, utenze e condominio.

                Per quanto riguarda la strada del libero professionista invece secondo me le possibilità esistono, bisogna essere creativi e capaci e fortunati ma il mondo dell internet offre ancora possibilità.
                Dell'Internet *
                Mi sa che confondi il libero professionista con il lavoratore autonomo (tutti i liberi professionisti sono lavoratori autonomi, ma non vale il contrario) e con l'imprenditore titolare di ditta individuale.

                valuti expat come non conveniente
                Quasi 40.

                2) perché con i tuoi titoli non punti a dirigente in pa?
                È da quando ho maturato i 5 anni di anzianità necessari che faccio domanda per praticamente tutti i concorsi per la dirigenza infatti, ma sono quasi tutti da 1 solo posto: hai idea di cosa significhi?
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #23
                  Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
                  Riassumendo quello che mi viene da pensare è semplicemente che l'Italietta è un paese che premia gli autonomi (CHE FANNO IL NERO). Probabilmente solo loro hanno dei redditi dignitosi
                  Sottolineo che ci sono pure gli autonomi che lavorano solo per altre partite iva e che devono dichiarare tutto sennò i clienti non si scaricano le spese. Quindi nero zero.
                  Il mondo delle partite iva è molto variegato.


                  Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                  digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

                  Commenta


                  • #24
                    Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                    Il mondo delle partite iva è molto variegato.
                    Basti pensare che anche le società, gli enti pubblici e perfino alcune tipologie di soggetti no profit hanno la partita IVA.

                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      dottore nessuna offesa, anzi. Sono qui per confrontarmi ed imparare da chi ne sa piu' di me, come in questo caso.

                      ​​​​​​@Gabrysa: purtroppo e' la realtà italiana. Cio' che incide e' l'elevata tassazione sul lavoro. Basti pensare che in Svizzera (Ticino) il minimo salariale corrisponde a 44.000 CHF lordi, con una tassazione del 20%..(contro l'oltre 40% in Italia).
                      Le RAL in Italia dipendono anche dal settore. In una multinazionale uno specialist (uso gli inglesismi per allinearmi agli annunci di lavoro) con 5-6 anni di esperienza può ambire a RAL comprese fra i 30k e i 40K, un manager con piu' di 6 anni di esperienza fra i 40k e i 65k.. Poi ci sono i benefit che sono reddito nascosto e non rientrano nella RAL ma pesano..

                      Francamente rimango stupito degli stipendi nel settore pubblico. E' uno dei motivi per quali non sara' mai attrattivo per le eccellenze.
                      Ultima modifica di JMaskelyne; 23-05-2023, 20:11.

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                      • #26
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                        Nemmeno questo è (più) vero.
                        O meglio, è vero per chi ha una "filiera" familiare consolidata, per esempio dinastie di avvocati, notai, professori universitari, farmacisti, fermo restando che di solito l'efficacia della loro azione è limitata allo stesso settore professionale.
                        Non è vero se sei figlio di persona agiata che però a sua volta proviene da una famiglia modesta, come nel mio caso, se è stato incapace di costruire una rete di relazioni al di fuori del suo parentado e della sua cerchia di amicizie storiche.

                        Quelli non necessariamente sono di estrazione sociale elevata.
                        Quello che intendevo dire per persone che appartengono a classi sociali agiate è che se hai un cuscino perenne di salvataggio per cui sei consapevole che anche un periodo di disoccupazione non ti porterà a vivere sotto un ponte le possibilità che ti puoi permettere si ampliano enormemente, dall'allungamento del periodo in cui studi solamente, a periodi sabbatici in cui ti riqualifichi a rischi maggiori quando si tratta di accettare contratti meno tutelanti, lanciarsi in libera professione e via dicendo. Se sai che bene o male puoi campare senza troppi danni con il patrimonio di famiglia, almeno per un periodo, non ti crucci come un poveretto proletario che non può permettersi più di 2 mesi senza stipendio.

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                        • #27
                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                          Guarda, io ne guadagno meno ma i miei genitori (che hanno studiato molto meno di me e di pensione complessivamente prendono 4 volte più di me, e di stipendio non ne parliamo) hanno diverse case di proprietà (ovviamente col cavolo che me ne danno una, costringendomi a vivere con loro) e non ho nessuno da mantenere se non me stesso, non avendo compagna (che comunque non manterrei perché mi rifiuto di concepire che un uomo debba mantenere una donna) né figli, quindi mi faccio bastare e avanzare i miei circa 1500 euro mensili (che quando avevo l'incarico di elevata professionalità erano diventati 1900, ma ora sono in congedo straordinario retribuito per il dottorato). Altrimenti me la passerei davvero male. E pensa che ho vissuto a Milano con 1450 euro: più della metà se ne andavano tra affitto, utenze e condominio.

                          Quasi 40.
                          Considerato questo periodo e le tue capacità rischierei molto di più che un comune impiego nel pubblico. cosa hai da perdere.
                          40 non sono pochi, ma se sei una persona che apprende così rapidamente suppongo un periodo di media durata all'estero potrebbe riservarti enormi soddisfazioni, parere personale da sconosciuto che sa nulla di te ovviamente.

                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                          È da quando ho maturato i 5 anni di anzianità necessari che faccio domanda per praticamente tutti i concorsi per la dirigenza infatti, ma sono quasi tutti da 1 solo posto: hai idea di cosa significhi?
                          certo posso immaginare

                          Commenta


                          • #28
                            Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                            dottore

                            ​​​​​​@Gabrysa: purtroppo e' la realtà italiana. Cio' che incide e' l'elevata tassazione sul lavoro. Basti pensare che in Svizzera (Ticino) il minimo salariale corrisponde a 44.000 CHF lordi, con una tassazione del 20%..(contro l'oltre 40% in Italia).
                            Le RAL in Italia dipendono anche dal settore. In una multinazionale uno specialist (uso gli inglesismi per allinearmi agli annunci di lavoro) con 5-6 anni di esperienza può ambire a RAL comprese fra i 30k e i 40K, un manager con piu' di 6 anni di esperienza fra i 40k e i 65k.. Poi ci sono i benefit che sono reddito nascosto e non rientrano nella RAL ma pesano..

                            Francamente rimango stupito degli stipendi nel settore pubblico. E' uno dei motivi per quali non sara' mai attrattivo per le eccellenze.
                            Sicuramente uno dei problemi è la tassazione troppo elevata. Sicuramente.
                            Diventare uno specialist in una grande multinazionale in italia è molto complicato, i posti sono limitati la competizione alta. E se poi vai a vedere un ingegnere caparbio meritevole capace, prende meno di 40k, dai veramente?

                            Sulla classe manageriale sono d'accordo, gli unici che per il mio vissuto se la passano bene. Spesso poi si tratta di una casta di incompetenti, ma sarà la mia esperienza limitata. Non ho dati.

                            Ad ogni modo riflettendo su questi dati quello che mi viene da pensare è che conviene fare il cosiddetto CASELLANTE. Un impiego che ti impegni il meno possibile e che ti lasci il tempo e le energie per fare qualcos'altro nella vita. Anche perchè alla fine per guadagnare 1250€ facendo poco nulla senza stress rispetto a guadagnarne 1700€ stress a mille senza tempo libero ecc non ne vale davvero la pena

                            Commenta


                            • #29
                              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                              ​​​​​​@Gabrysa: purtroppo e' la realtà italiana. Cio' che incide e' l'elevata tassazione sul lavoro. Basti pensare che in Svizzera (Ticino) il minimo salariale corrisponde a 44.000 CHF lordi, con una tassazione del 20%..(contro l'oltre 40% in Italia).
                              Considera peró che questo è un dato altamente fuorviante. Io vivo e lavoro in Svizzera e ti posso garantire che lo stipendio minimo qui è uno stipendio da fame. Quel lordo da te indicato equivale più o meno a 3000 franchi al mese netti (tassazione del Ticino) dai quali devi detrarre: l’affitto (a meno di mille franchi è molto molto difficile, tenendo anche conto che non è possibile affittare una casa se l’affitto su base annua è superiore a un terzo del tuo stipendio), la cassa malati (assicurazione sanitaria, minimo di legge quasi 300 franchi al mese con 2500 franchi di franchigia - che paghi tu), bollette (energia meno cara ma internet/telefono una discreta mazzata), tassa di circolazione, assicurazione auto. E un bel 15% forse in più sulla spesa alimentare.
                              Conviene se fai il frontaliere, quello certamente o forse devo dire che conveniva. La nuova legge sulla doppia imposizione probabilmente renderà conveniente il frontalierato a partire da una certo lordo annuale in su.

                              Quello che va considerato non è il netto mensile in busta, ma è il netto che ti rimane dopo aver pagato tutte le spese. La tua capacitá di risparmio. Quello è il dato che ha senso valutare se si fanno rapporti con la Svizzera che, ricordiamolo, è uno stato federale con geande autonomia dei cantoni e non fa parte dell’UE… e si, ha l’iva al 7.7 (diventerà 8.1 a gennaio).

                              Il vero vantaggio di questo paese è una burocrazia inesistente (rispetto agli standard italiani), uno stato che ti aiuta e non cerca di sabotarti a ogni passo, una mobilità lavorativa molto elevata con una buona rete sociale senza cadere nell’assistenzialismo, più lingue di quante immagini, la posta che consegna tutto (tutto) il giorno dopo, l’uso creativo dell’italiano, la rete del trasporto pubblico. E comunque, anche dopo anni, trovo sempre immorale una margherita a 15 franchi (quando va bene).

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                              • #30
                                Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                                dottore nessuna offesa, anzi. Sono qui per confrontarmi ed imparare da chi ne sa piu' di me, come in questo caso.
                                Diciamo che tu certamente hai più esperienza di me circa cosa accade in concreto, e io giustappunto ti posso dire quanto ciò sia conforme al diritto vigente.

                                Francamente rimango stupito degli stipendi nel settore pubblico.
                                Mi domando perché cadiate tutti dal pero. Si sa che gli stipendi sono bassi.

                                E' uno dei motivi per quali non sara' mai attrattivo per le eccellenze.
                                Questo è falso.
                                Il settore pubblico (che non sono solo la PA) comprende anche lavori di elevato prestigio (ad esempio consigliere, segretario e ragioniere parlamentare, carriera diplomatica, carriera prefettizia, magistratura, docenza universitaria), che sono ben remunerati e hanno buone prospettive di carriera; tali lavori prevedono retribuzioni iniziali più elevate rispetto alle retribuzioni iniziali nel privato (vedi ad esempio segretari degli enti locali, i segretari di legazione e i consiglieri prefettizi), che probabilmente si compensano con minori stipendi a fine carriera, ma stiamo parlando di carriere quasi certe con incrementi stipendiali automatici. Queste sono carriere che certamente attirano le eccellenze: di certo non chiunque può fare il diplomatico o il magistrato e i relativi concorsi richiedono una mole di studio, un impegno e anche una caparbietà non indifferenti (a parte che fare il diplomatico e il magistrato sono proprio scelte di vita). Per la docenza universitaria purtroppo il sistema concorsuale sovente serve a mascherare la cooptazione; in ogni caso non possiamo di certo dire che è una carriera da persone di basso profilo.
                                Dopodiché il settore pubblico comprende tutto il mondo delle uniformi civili e militari, che da sempre esercita un certo fascino su un sacco di gente disposta a guadagnare poco poiché gratificata dalla divisa. E comunque anche lì ci sono interessanti opportunità di carriere specie se si accede da funzionario per i corpi civili (Polizia di Stato, Polizia penitenziaria etc., alle cui dirigenze accedono i funzionari per carriere interne) o da allievo ufficiale per le forze armate.
                                Poi ci sono i medici, che sono i veri ricchi del settore pubblico (un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta e uno specialista ambulatoriale, che tecnicamente non sono dipendenti ma liberi professionisti con rapporti convenzionali, prendono più dei questori e dei prefetti, più dei professori ordinari, più dei magistrati e dei diplomatici di prima nomina; i medici dipendenti sono tutti dirigenti e prendono meno, ma possono cumulare l'attività di lavoro subordinato, anche a tempo pieno, alla libera professione intra mœnia o in studio proprio).
                                Ancora ci sono gli insegnanti, e qui arriviamo alle dolenti note. Sappiamo quanto sono frustrati, visto che tutti ci abbiamo avuto a che fare e le cronache ci riferiscono che si lamentano in continuazione. Quello che viene omesso è che le loro paghe apparentemente misere in realtà sono molto elevate se paragonate alle ore di lavoro (22 nella scuola dell'infanzia e poi a scendere sino a 18 nella scuola secondaria di secondo grado). Ovviamente loro obiettano sempre che il loro lavoro non si esaurisce in cattedra per tutte le ragioni che conosciamo, ma, a parte il fatto che anche io da funzionario ho fatto corsi fuori dall'orario di servizio e nessuno mi ha pagato lo straordinario, in realtà il loro stipendio è contrattualmente parametrato a 36 ore, infatti nel momento in cui vengono adibiti ad altre mansioni o distaccati al Ministero dell'istruzione (o a quello della cultura) in quanto dichiarati inidonei all'insegnamento vanno a fare 36 ore settimanali senza incrementi della retribuzione. Quando c'erano le qualifiche funzionali, l'insegnante laureato di scuola secondaria era di VII qualifica, quello diplomato di VI, mentre l'insegnante di scuola primaria era di V e quello di scuola dell'infanzia di IV (il direttore didattico era VII, il preside VIII).
                                Praticamente ho già esaurito più della metà dei dipendenti pubblici, se consideriamo come tali anche i militari, che costituiscono un ordine a parte.
                                Infine ci sono i dipendenti dei ministeri, degli enti territoriali e degli altri enti pubblici non economici. Questi effettivamente sono trattati economicamente malissimo e dal 2009 non hanno alcuna prospettiva di carriera, visto che il passaggio tra categorie passa per nuovi concorsi. Certo non sono come quelli per la magistratura o la carriera diplomatica, ma i concorsi per le categorie alte sono assai selettivi, e richiedono tipicamente conoscenze quantificabili in quelle acquisibili in 150 crediti formativi universitari e la capacità di collegarle tra loro (che l'università non insegna, a parte il fatto che c'è sempre qualche materia che all'università non si è studiata). Siccome il 90% dei profili richiede competenze giuridiche al 70-75% e di economia pubblica al 20-25% (il resto altre), che sono competenze di cui la micro, la piccola e sovente la media impresa non ha bisogno, le persone che eccellono in queste discipline sono spesso costrette a buttarsi nella PA, altrimenti non troverebbero lavoro.
                                C'è anche da dire che un vantaggio della PA è rappresentato dal fatto che si può accedere direttamente da un livello connesso al proprio grado di istruzione, cosa che spesso nel privato non è possibile.

                                Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
                                a periodi sabbatici in cui ti riqualifichi
                                In Italia se ti prendi un periodo sabbatico dopo è molto difficile che ritrovi lavoro, secondo me. Per molti imprenditori la formazione equivale a perdere tempo.

                                Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
                                cosa hai da perdere.
                                Se è una domanda, ti rispondo: circa 1500 euro per 39 mensilità, pari a poco meno di 60mila euro netti. Questo è quello che devo restituire all'amministrazione di appartenenza se non rientro in servizio nella PA il giorno dopo dal termine del congedo straordinario per il conseguimento del dottorato e ci rimango per almeno 2 anni. E sono fortunato che la legge è stata modificata nel senso che è possibile andare a lavorare anche in un ente diverso da quello che ti ha pagato gli stipendi: sino a pochi anni fa bisognava necessariamente tornare presso di esso e dunque era anche preclusa la carriera universitaria.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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