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Report e la macchina del fango

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  • Report e la macchina del fango

    Qualcuno spiega ai signori di Report che anche la statalissima Università Bicocca è proprietaria di una squadra di calcio, anzi due? Non sto parlando della squadra università, ma delle due squadre iscritte alla FIGC, una maschile e l'altra femminile.
    Non aggiungo altro per carità di patria, a parte che il Consiglio universitario nazionale non è lìorgano consultivo del MUR che si occupa delle università telematiche e che il MUR non ha sede all'interno dell'edificio con su scritto «Ministero della pubblica istruzione», che ospita il MIM.


    PS
    Trovo veramente curioso che a esprimere pareri sulle università siano persone che non vi hanno mai messo piede, alle quali bene ha risposto un professore della Cusano.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Sentito cosa ha detto il presidente dell'Anvur? Per l'area dell'ingegneria industraile e dell'informazione (area, non facoltà, ma Ranucci non conosce la differenza), Cusano è al secondo posto per qualità della ricerca, il Politecnico di Milano al terzo e Politecnico di Torino al quindicesimo.
    Ricordo altresì che una delle migliori università italiane per qualità della ricerca è la San Raffaele di Roma, altra telematica.
    Non aggiungo altro, stavolta veramente.
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    • #3
      Per far capire l'argomento della discussione, chiarisco che ieri sera Report su Rai3 ha trasmesso l'inchiesta "Mister B", incentrata sul presidente della Ternana Calcio nonchè sindaco di Terni Stefano Bandecchi e i suoi rapporti economici con l’università telematica Niccolò Cusano, di cui è fondatore e presidente del Consiglio di Amministrazione.

      Personalmente non ho visto la puntata e quindi non ho altro da aggiungere, se non che nemmeno Stefano Bandecchi si è mai laureato.
      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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      • #4
        Ho visto il servizio e non entro nel merito delle inesattezze menzionate ma quello che ho capito io del servizio è che sostanzialmente il presidente dell unicusano usa i soldi esentasse delle rette universitarie per attività commerciale o comunque diverse da quelle inerenti l'ambito accademico. Effettivamente non mi sembra corretto.
        poi non ho nemmeno idea se sia legale o meno eh

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        • #5
          Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
          Ho visto il servizio e non entro nel merito delle inesattezze menzionate ma quello che ho capito io del servizio è che sostanzialmente il presidente dell unicusano usa i soldi esentasse delle rette universitarie per attività commerciale o comunque diverse da quelle inerenti l'ambito accademico. Effettivamente non mi sembra corretto.
          Temo che questo fosse esattamente quello che volevano farti capire, ma non corrisponde al vero.
          Il presidente del CdA dell'UniCusano non ha accesso ai fondi dell'UniCusano. L'UniCusano è semplicemente socia di capitali di una lunga serie di società, operanti nei campi più svariati, e l'accusa è quella di aver utilizzato i soldi nelle rette per investire nelle stesse. Secondo quello che viene riferito, vi è un'indagine in corso su tutto ciò (che viene ammesso dallo stesso Bandecchi con la massima trasparenza, dal momento che i legali suoi e dell'Ateneo lo ritengono legittimo) e un esperto intervistato sostiene che queste attività non siano compatibili con le tre missioni dell'università previste dalla legge 240/2010, che sono ricerca, didattica e trasferimento tecnologico. Tradotto dai giornalaî non sia compatibile con la natura giuridica dell'università di ente (aggiungo io di diritto pubblico) privo di scopo di lucro, ma questo non è vero perché non è vietato ai soggetti privi di finalità lucrative avere partecipazioni in società da cui eventualmente trarre profitto (tanto per fare un esempio sotto gli occhi di tutti, il Ministero dell'economia e delle finanze ha tratto beneficio dalla decisione di Poste italiane di staccare i dividendi, e penso che sulla natura no profit di un dicastero siamo tutti d'accordo). Viepiù, è l'università che deve fare ricerca, didattica e trasferimento tecnologico, non i soggetti in cui l'università detiene partecipazioni; anche le università statali ne hanno, tantissime (vedi gli spin off universitari). Ovviamente il tutto era condito da insinuazioni e illazioni, comprovate secondo loro attraverso dialoghi con telecamera nascosta con altri studenti e orientatori che non vogliono dire semplicemente niente (per non parlare della fantomatica ex professoressa), finalizzate a dimostrare che l'università de qua si comporta come se fosse un'impresa commerciale.
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          • #6
            Capisco, ma anche qualora non fosse illegale il mio parere è che sia comunque scorretto usare profitti esentasse realizzati dall università per finanziare società di calcio o altre cose di questo genere. Indipendentemente dal fatto che sia responsabilità del presidente del cda o chicchessia non pagare le tasse sui profitti e usare quei profitti per attività non inerenti università mi sembra ingiusto tutto qua

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            • #7
              Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
              Capisco, ma anche qualora non fosse illegale il mio parere è che sia comunque scorretto usare profitti esentasse realizzati dall università per finanziare società di calcio o altre cose di questo genere.
              Bandecchi non usa un centesimo dell'università per finanziare nessuno; non sono soldi suoi. Se distraesse fondi dell'ateneo per uso persoaanale allora sì che sarebbero cavoli amari.
              L'Università Niccolò Cusano è una persona giuridica e come tutte le persone giuridiche può costituire altre persone giuridiche. I comuni sono soci di società che gestiscono impianti fieristici e centrali del latte e una università non può essere socia di una società operante nel settore agroalimentare? Quanto alle società e associazioni sportive, devo farti l'elenco delle università italiane che sono socie di almeno una? Ti risulta che le altre università (oppure i comuni, i ministeri… o magari l'Aci, ente pubblico non economico, che è socio di Sara assicurazioni) paghino le imposte (e non tasse) sui loro proventi? Tra l'altro io all'università pago le tasse per avere in cambio un servizio, dunque non vedo perché i soldi avanzati non possano essere usati per costituire (che è diverso da finanziare) società. Invece agli enti locali, alle regioni e ai ministeri pago imposte, e loro usano quelle imposte per salvare Ama, Atac, Ilva, Alcoa, Alitalia, Ita, Embraco, Sammontana: quello sì che è immorale, oltre che vietato dal diritto comunitario.

              ingiusto tutto qua
              «Ingiusto» non è una categoria giuridica.
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              • #8
                ok, comprendo che se si tratta di una pratica diffusa e quindi puntare il dito solamente contro unicusano è scorretto.
                Rimane però che ritengo non sia consono per un'università che sì sarà una società e una persona giuridica e quant'altro ma trattandosi di una società che ha un ruolo sociale e per questo gode di benefici come l'esenzione dalle tasse sui profitti non può operare come una qualsiasi holding

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                • #9
                  Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
                  Rimane però che ritengo non sia consono per un'università che sì sarà una società
                  Di grazia, dove avrei scritto che le università sono società?
                  Ho scritto che le università hanno personalità giuridica di diritto pubblico, mentre per definizione le società hanno personalità giuridica di diritto privato.
                  Le università sono enti pubblici non economici, non società.
                  Poi c'è la Pegaso, che è un caso a parte costituente un'anomalia basata su un vulnus normativo.

                  trattandosi di una società
                  Non è una societa.

                  l'esenzione dalle tasse sui profitti non può operare come una qualsiasi holding
                  Nei miei interventi precedenti ho scritto in italiano o in un'altra lingua?
                  ​​​​​​Innanzitutto quelle che tu, come Report, chiami tasse sono in realtà imposte; l'imposta è un prelievo coattivo di ricchezza il cui presupposto è la capacità patrimoniale, mentre le tasse sono il corrispettivo di servizi pubblici (ad esempio quelle che tu paghi per esser iscritta all'università sono tasse). Le tasse di solito sono soggette a IVA, cioè imposta sul valore aggiunto; in questo caso non lo sono, ma i procedimenti amministrativi a istanza di parte delle università sono soggetti a imposta di bollo.
                  Dopodiché l'università, in quanto ente senza scopo di lucro, non è soggetta a imposte sui redditi che produce, che possono essere utili ma di certo non si possono definire profitti, non essendo distribuibili (altrimenti non sarebbe un ente senza scopo di lucro).
                  Funzionano nello stesso e identico modo tutti gli enti pubblici, ma non mi sembra che tu sia scandalizzato per il fatto che il Ministero dell'economia e delle finanze detiene partecipazioni dirette e indirette in società che si occupano di ogni, da servizi bancari e finanziari e di emissione di moneta elettronica sino al confezionamento di gelati e lievitati da ricorrenza, passando per trasporti aerei, marittimi e ferroviari, servizi postali e fabbriche di armi, per non parlare delle partecipazioni di enti locali e regioni. Giusto per la cronaca, è l'ente pubblico che non paga imposte sui redditi, mica le società che esso controlla, le quali sono persone giuridiche distinte e hanno bilanci propri.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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