annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Consulente del lavoro Unito o Scienze giurid. orient.consulente del lavoro Unimarconi

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Consulente del lavoro Unito o Scienze giurid. orient.consulente del lavoro Unimarconi

    Buongiorno, vorrei chiedervi un consiglio.
    Lavoro da tre anni in un Ente pubblico, nel settore Amministrazione del Personale e Legale ufficio Stipendi, e mi piacerebbe prendere una laurea triennale per approfondire gli argomenti e soprattutto per poter fare un avanzamento di carriera o perchè no intraprende il percorso come consulente del lavoro nel privato.
    Qui a Torino(Unito) c'è un Cdl sotto il Dipartimento di Giurisprudenza che si chiama Consulenza del lavoro e gestione delle risorse umane, non ha l'obbligo di frequenza e potrebbe fare al caso mio ma siccome lavoro a tempo pieno e ho 3 bambini in età 0-6 anni mi chiedevo quanto fosse possibile riuscire ad organizzarmi( preparazione esami etc).
    In alternativa ci sarebbe Unimarconi che propone un Cdl in Scienze dei Servizi Giuridici orientamento consulente del lavoro che mi permetterebbe di seguire online le lezioni e riuscire a gestire meglio l'iter in preparazione degli esami.
    Data la vostra esperienza cosa mi consigliate di fare? Io preferirei Unito, anche per il piano di studi, ma so anche che UniMarconi verrebbe più incontro alle mie esigenze.
    Grazie a tutti
    Ultima modifica di dottore; 12-07-2023, 14:21. Motivo: bonificata boldrinata

  • #2
    Ciao,

    puoi prendere la laurea, non la laurea triennale, che non esiste.

    Il consulente del lavoro è un libero professionista; la professione di consulente del lavoro è esercitabile solo in forma autonoma. Al praticantato per esercitarla si può accedere con lauree afferenti alle classi L-14, L-16, L-18, L-33 e L-36, oltre che con diverse lauree magistrali.

    Il dipartimento di Giurisprudenza della UniTo ha una offerta formativa online che contempla corsi delle classi di cui sopra, ma il contributo aggiuntivo per la didattica online che richiede è superiore all'importo complessivo di tasse e contributi che si pagano alla Marconi.
    L'Università di Torino aderisce però al programma PA 110 e lode, promossa dal Dipartimento della funzione pubblica. L'adesione all'iniziativa avviene mediante la stipulazione di singoli protocolli di intesa tra gli atenei (in persona dei rettori o di loro delegati) e il Dipartimento (in persona del suo titolare, che è un ministro senza portafoglio). I protocolli d'intesa sono a loro volta basati su un protocollo-quadro che prevede:
    • sconti sulla contribuzione (questi sono declinati diversamente a seconda dell'ateneo);
    • esenzione da eventuali propedeuticità previste dal piano di studi del proprio corso in base al proprio anno di regolazione e alla propria coorte (che comunque, come si può vedere qua, sono state fortemente ridimensionate negli anni);
    • obbligo per l'ateneo di registrare tutte le lezioni e di consentire agli iscritti aderenti al progetto di visionarle in modalità asincrona.
    L'offerta formativa non è dedicata agli aderenti al progetto, ma non tutti i corsi di studio sono eleggibili, bensì solo quelli specificamente indicati. Tra di essi, quelli che consentono l'accesso alla professione di consulente del lavoro, ci sono Scienze dell'amministrazione digitale (L-16) e Diritto agroalimentare (L-14); oltretutto entrambi dànno accesso al quarto anno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza. L'accesso è a numero chiuso e avviene per concorso (bando), ma i posti disponibili sono largamente superiori rispetto agli aspiranti, se pensiamo che ci sono corsi addirittura da 200 (duecento) posti e per l'anno corrente solo 16 studenti complessivamente tra corsi di laurea, di laurea magistrale, di master etc. hanno aderito (oltretutto dai numeri di matricola vedo che ci sono almeno tre vecchi studenti e di questi almeno due devono essere fuoricorso storici).

    In ogni caso niente impedisce di studiare per conto proprio e presentarsi direttamente agli esami, come ho sempre fatto io.

    L'Università di Torino ha solo due sessioni d'esame, una invernale, tra dicembre e febbraio, e una estiva, tra maggio e settembre escluso agosto, ma quella invernale prevede 4 appelli e quella estiva addirittura 5, per un totale di ben 9 appelli l'anno. Non vi è sospensione delle attività didattiche durante il periodo di esami. Per l'anno accademico 2021-2022 è stata altresì prevista una sessione straordinaria con ulteriori 4 appelli tra dicembre e febbraio, per un totale addirittura di 13 (TREDICI) appelli. Gli esami sono quasi tutti orali; talvolta vi sono degli scritti che di solito prevedono combinazioni tra risposte chiuse (personalmente ho visto quesiti con risposte di tipo binario vero/falso e con scelte multiple, nel qual caso le opzioni, che io ricordi, erano 3) e risposte secche o comunque molto sintetiche (una sola riga a disposizione). Scritti seguìti da orale, che io ricordi, non ce ne sono, comunque tutto dipende dai singoli docenti. Mi è capitato anche qualcuno che per un'integrazione chiedesse un saggio (tesina) preparato a casa e valutato in differita. I questionari sono sempre stati brevi, del tipo 3-4 domande a risposta aperta e 5-6 a risposta chiusa, non più di una decina di risposte in tutto.

    Tieni presente che la distinzione tra sessione e appello ricalca una vecchia organizzazione risalente al periodo fascista (o perlomeno cristallizzata in norme di quel periodo, in quanto probabilmente è precedente). In linea puramente teorica, lo studente all'interno della stessa sessione poteva fruire di un unico appello, cioè se veniva bocciato o si ritirava non poteva ripetere l'esame nell'appello successivo nell'àmbito della medesima sessione, ma doveva attendere la sessione successiva. Nei fatti questa regola è stata raramente applicata perché era generalizzata la prassi di non verbalizzare bocciature e ritiri (io in 82 esami di cui almeno 25 sostenuti quando ancora esistevano i verbali cartacei ho trovato solo due docenti che li verbalizzavano; le bocciature comunque, contrariamente alla vulgata, non facevano media, poiché il voto non veniva specificato). Anche se questa pratica, come quella del rifiuto del voto, è stata ritenuta illegale dalla dottrina (non ricordo giurisprudenza in materia), è divenuta talmente radicata da essere percepita come vera e propria consuetudine (come tale vincolante), tanto che l'applicativo Esse3 è stato progettato in maniera tale da non consentire la generazione del verbale elettronico se l'esame non è stato contrassegnato come superato e in caso di esiti diversi può essere registrato esclusivamente in forma anonima a fini statistici. Per il rifiuto del voto, sul quale non c'è unanimità di vedute, il software invece lascia la scelta alla singola sede(*). Per questo motivo oggi non ha nessuna importanza dire che ci sono 6 appelli, 3 sessioni da 2 appelli ciascuna oppure 2 sessioni da 3 appelli cadauna.

    La Marconi garantisce solo 5 appelli l'anno, dunque direi che il numero di appelli depone decisamente a favore dell'UniTo. Anche il fatto che alla UniTo è consentito l'anticipo ad libitum di esami degli anni successivi, semplicemente chiedendo alla segreteria di abilitarli sul libretto elettronico (non è neanche necessario aver completato quelli dell'anno in corso e dunque ad esempio lo si può fare se si intende sostenere contestualmente Diritto processuale civile I e II), depone a favore della UniTo, ove è inoltre possibile richiedere il conseguimento del titolo in anticipo (in questo caso occorre però autorizzazione scritta non ricordo se del presidente del corso di studi o del direttore del dipartimento, su proposta del proprio relatore).
    Inoltre alla UniTo, come in tutti gli atenei tradizionali o quasi, puoi sostenere esami sin da quando hai il numero di matricola e non sei soggetto ad alcuna limitazione circa gli esami sostenibili in un appello o sessione. Quasi tutte le università telematiche invece prevedono che tra la data di immatricolazione e il primo esame debba trascorrere un periodo minimo (alla Marconi una volta erano addirittura 90 giorni; sembra che tale regola sia stata abrogata nel 2014 ma non riesco a trovare quanti ne sono necessari adesso. Alla Mercatorum se no), non consentono di conseguire oltre 60 crediti per anno accademico (ultimamente un po' tutte si sono aperti ad anticipi, ma sono rigidamente regolamentati: alla Mercatorum, ad esempio devi aver maturato tutti i crediti dell'anno in corso e di quelli precedenti e nell'anno in corso devi avere la media del 29; inoltre devi anticipare il pagamento della prima rata dell'anno dopo e gli esami anticipabili, indipendentemente dal numero dei crediti, sono al massimo 2), non consentono di sostenere più di un certo numero di esami per sessione, appello, giorno o lasso di tempo; qualcuna prevede pure che un esame fallito non sia ripetibile prima di un certo periodo (e non sto a considerare gli aspetti finanziari). Sempre alla Marconi una volta c'era la regola che tutti gli insegnamenti di un anno erano propedeutici a quelli dell'anno successivo, sicché se eri iscritto al secondo anno e avevi in debito esami del primo non potevi affrontare quelli dell'anno in corso prima di avere terminato quelli dell'anno precedente. La telematica con condizioni più simili a quelle delle università tradizionali è Unitelma Sapienza, essendo di fatto un'emanazione della Sapienza.




    __________
    * In alcune non è ammesso e dunque una volta che il docente registra l'esame come superato viene contestualmente generato il verbale; in altre, lo studente può accettarlo seduta stante inserendo le sue credenziali oppure può differire la scelta entro il termine preimpostato (generalmente 7 giorni di calendario, solo 3 all'Università politecnica delle Marche, all'Università di Torino 5 prorogabili dal docente per i soli esami scritti, zero per gli esami orali, di cui è comunque consentito esplicitamente rifiutare l'esito mediante comunicazione orale) o addirittura, in alcune sedi, determinabile di volta in volta direttamente dal docente (che può anche non prevedere un termine, ma questo causa problemi tecnici: Esse3, per evitare di dover apporre decine di firme digitali, genera un verbale unico per l'intero appello, sicché il docente deve procedere a verbalizzazione dopo essersi accertato che le rispettive posizioni di tutti siano definite: se verbalizza prima che tutti abbiano accettato o prima che si sia generata l'accettazione automatica l'unico modo per verbalizzare chi è rimasto fuori è quello di creare un appello fittizio retrodatato con la stessa data di quello già verbalizzato, raccogliere nuovamente l'accettazione da parte dei candidati esclusi ed emettere nuovo verbale). In quasi tutte le sedi, in caso di inerzia del candidato vale il silenzio-assenso, cioè l'esame si intende accettato e viene generato il verbale; fa eccezione l'Università di Bari Aldo Moro, in cui vige, dall'8 settembre 2014 (data che credo coincida con l'adozione del sistema Esse3), il principio del silenzio-rigetto, cioè l'esame si intende rifiutato. Alla Statale di Milano addirittura è il docente a scegliere se l'esito è rifiutabile o meno, quindi la cosa potrebbe variare da esame a esame.
    Si noti che quando dico docente intendo la commissione, fermo restando che oramai in moltissime sedi le commissioni sono monocratiche e, comunque, quasi dappertutto è sufficiente la firma del solo presidente o comunque di un solo membro della commissione perché il verbale sia ritenuto valido.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Grazie per la risposta esaustiva!
      Dopo aver parlato con la Presidentessa del Corso Consulente del lavoro e gestione delle risorse umane di Unito è uscito chiaramente che se uno ha l’obiettivo di diventare consulente del lavoro non ha senso scegliere altri corsi di laurea che si ti permettono di fare l’esame di stato ma non hanno un piano di studi studiato apposta , con la collaborazione dell’ordine nazionale dei Consulenti del lavora, che ti permette di approfondire tutti gli aspetti utili al superamento dell’esame di stato, in più ci sono del laboratori molto interessanti. Quindi considerando quello appena detto se fosse che mi iscrivessi a Torino potrei riuscire a preparare gli esami in autonomia pur non frequentando? Grazie

      Commenta


      • #4
        Scusami ma i corsi hanno dei presidenti, non delle «presidentesse». Presidente è un participio presente e come tale è invariabile, a meno che tu non voglia prendere per i fondelli qualcuno. Viepiù, il presidente è un ufficio, come tale maschile, indipendentemente da chi lo ricopra.

        Tanto premesso, i laboratorî dovrebbero essere a frequenza obbligatoria, sennò che laboratorî sono? Inoltre, prima di accedere all'esame di Stato devi svolgere un praticantato di 18 mesi, sicché certe considerazioni sono valide sino a un certo punto.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta

        Sto operando...
        X