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Sono indecisa su cosa studiare

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  • Sono indecisa su cosa studiare

    ***NOTA DEL MODERATORE***
    POST ELIMINATO PER PROPAGANDA FEMMINISTA
    Ultima modifica di dottore; 20-08-2023, 21:47.

  • #2
    Ciao, Rosa.

    Le facoltà non esistono più da tempo. Attenzione ad incappare in questo errore.
    Ti dirò che anch'io, in principio, mi ero interessato alla Federico II, non per la magistrale a ciclo unico di Giurisprudenza, bensì per il corso di laurea L-14 (Scienze dei servizi giuridici, dalla durata di tre anni). Però ho preferito lasciar perdere a causa della quantità abnorme di opinioni negative relative all'organizzazione, all'ambiente e varie altre cose. Al maggiore ateneo di Napoli bisogna comunque dare atto di avere dietro di sé una grandiosa tradizione giuridica.
    Francamente non so quale sia la situazione negli altri dipartimenti.

    Comunque, se ambisci a diventare un avvocato, sappi che il mercato è più che saturo, affronteresti tantissima concorrenza, mentre la domanda è piuttosto scarsa. In Italia, nel 1985, vi erano poco meno di 50.000 avvocati; oggi sono circa 240.000. E già nella sola Campania vi sono tanti, troppi avvocati. Debbo ancora comprendere il motivo per cui, nel corso dei decenni passati, non si sia voluto imporre l'accesso programmato al corso, com'è avvenuto invece con Medicina. Infatti, a partire dal 1969 (quindi suppongo sull'onda delle proteste studentesche dell'anno prima), le allora facoltà di Medicina vennero aperte a chiunque avesse il diploma di maturità. Quel che successe dopo ricorda vagamente quello che succede oggi con Giurisprudenza. Nell'87, infine, per forza delle cose, venne introdotto l'accesso programmato a Medicina. A proposito, di recente il governatore De Luca si è reso alfiere della proposta di restaurare l'accesso libero a Medicina

    Al di là di questo breve excursus e tornando in topic, potresti considerare qualche ateneo più tranquillo e a misura di studente, come ad esempio l'Università del Sannio. Anche a Benevento è attivo il corso LMG-01. La città sannita è raggiungibile via treno sia tramite Trenitalia sia tramite E.A.V., ed i treni regionali per Benevento in partenza da Napoli Centrale fanno sosta anche nelle stazioni di Casoria-Afragola e Frattamaggiore. Nel caso volessi trasferirti in loco, anche perché il viaggio in treno non è brevissimo, troveresti, senza grosse difficoltà, una stanza in affitto ad un prezzo modico (200€, ma anche meno). Benevento, inoltre, è la prima città della Campania per qualità della vita.

    In bocca al lupo!
    ​​​​​

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    • #3
      Ma poi i criminologi che lavoro fanno? Chiedo... sono ignorante.
      Su YouTube e su diverse piattaforme streaming/podcast, sta spopolando il genere true crime e la criminologia sta diventando sempre più popolare presso il pubblico. Comunque, guardando qualche puntata de Un giorno in pretura ​​​​​​ed imbattendomi in qualche live YouTube di Roberta Bruzzone, mi è parso di capire che, in sede forense, il criminologo è un consulente di parte, utile tipo per le perizie, eccetera. La Bruzzone (psicologa), ad esempio, è stata consulente di parte civile nel processo di primo grado per l'omicidio di Serena Mollicone. Carmelo Lavorino (non so se sia laureato), altro criminologo, è stato consulente della difesa nel processo d'appello a carico di Pacciani. Qualche mese fa, durante una diretta nel suo canale YouTube, la Bruzzone diceva che per essere considerato come criminologo bisogna prima essere: psicologo, psichiatra, giurista, medico legale o sociologo.

      ​​​

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      • #4
        Ciao,
        Fra le due meglio Giurisprudenza. Se non dovessi riuscire a percorrere la carriera forense, potresti comunque rivederti nel privato.
        ​​​​​​

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        • #5
          Originariamente inviato da Rollercoaster_7 Visualizza il messaggio
          Le facoltà non esistono più da tempo.
          Anche quando esistevano, non ci si iscriveva alla facoltà, ma a uno specifico corso di studi offerto dalla facoltà (o anche da più facoltà in consorzio).

          Al maggiore ateneo di Napoli bisogna comunque dare atto di avere dietro di sé una grandiosa tradizione giuridica.
          Gli è rimasta solo quella.

          Debbo ancora comprendere il motivo per cui, nel corso dei decenni passati, non si sia voluto imporre l'accesso programmato al corso, com'è avvenuto invece con Medicina.
          Premesso che stai parlando con un fan del numero chiuso e dunque con me sfondi una porta aperta al riguardo, il motivo è che con Medicina fai solo il medico, con Giurisprudenza puoi fare l'avvocato ma tante altre cose, e di tutte queste cose solo la professione di avvocato e l'insegnamento di materie giuridiche sono saturi.

          Infatti, a partire dal 1969 (quindi suppongo sull'onda delle proteste studentesche dell'anno prima), le allora facoltà di Medicina vennero aperte a chiunque avesse il diploma di maturità.
          Qui casca l'asino. Il diploma di maturità fu creato proprio da quella scellerata riforma (decreto-legge 15 gennaio 1969, nº 9, convertito dopo svariate proroghe in legge 146/1971), nota come riforma Fiorentino-Sullo, con la quale il legislatore italiano – unico in Europa – si calò le braghe di fronte alla protesta accogliendo in toto le richieste dei comunisti – perlopiù studenti di estrazione socio-economica borghese (in qualche caso addirittura nobile) travestiti da operai – e andando anche oltre.
          Sino ad allora non c'era la maturità: c'erano la licenza liceale, il diploma magistrale e i vari diplomi di istituto tecnico, con il voto finale espresso in decimi sulla base della media dei voti riportati durante l'ultimo anno. Con la licenza liceale classica si poteva accedere ai corsi di laurea e di diploma di qualsiasi facoltà universitaria, con la licenza liceale scientifica a tutti tranne quelli della facoltà di Lettere e filosofia e della facoltà di Giurisprudenza, con il diploma di ragioniere solo ai corsi di laurea in Scienze economiche e commerciali, con il diploma magistrale ai soli corsi di laurea delle facoltà di Magistero e degli istituti universitari di magistero (N.B.: se lo stesso corso di laurea era offerto sia da una facoltà di Lettere e filosofia e/o di Lingue e letterature straniere sia da una facoltà di Magistero, era possibile accedere solo a quello attivo presso la facoltà di Magistero) e così via. Ad esempio mio zio, con il diploma di perito industriale capotecnico conseguito all'istituto tecnico industriale, poteva iscriversi solo a un corso della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali o della neonata facoltà di Ingegneria (le facoltà di Ingegneria nacquero dalla soppressione delle règie scuole di applicazione per ingegneri di ponti e strade e loro aggregazione alle viciniori università degli studi; sopravvissero solo quelle di Torino e Milano, che acquisirono la denominazione di politecnico. Stessa sorte seguirono le regie scuole di commercio e le accademie di architettura, mentre un iter più travagliato che non sto qui a riferire seguirono gli istituti di scienze sociali). Solo al corso di laurea in Sociologia istituito nel 1962 presso il Libero istituto universitario di scienze sociali di Trento (attuale Università degli studi di Trento, statizzata nel 1983) era possibile iscriversi con il titolo finale di un qualsiasi corso di scuola secondaria superiore di durata quinquennale.
          Inoltre, i diplomi già rilasciati vennero equiparati alla nuova maturità.
          Grossomodo così come è ancora oggi in Francia, Germania, Svizzera e quasi tutti gli stati dell'ex Impero austro-ungarico, Gli istituti professionali costituivano un ordine a parte, non considerato scolastico (un po' come l'attuale formazione professionale delle regioni).
          Con la riforma fu introdotto il diploma di maturità, da conseguire mediante un esame di Stato (il termine "maturità" sarebbe poi sparito di nuovo con legge 125/1997, sebbene rimasto nell'uso) furono spalancate le porte dell'università a tutti quelli che ne avessero uno. Gli istituti professionali furono assimilati a scuola, aggiungendo due anni di specializzazione post-qualifica che dessero accesso all'esame di maturità. Fu consentito a privati di istituire licei linguistici, che vennero riconosciuti per legge. Con la maturità magistrale rimase possibile iscriversi solo ai corsi delle facoltà di Magistero e con quella artistica di prima sezione solo all'Accademia di belle arti e quella di seconda sezione ai corsi delle facoltà di Architettura, ma per i titolari di queste maturità era possibile (e lo è stato sino a una decina d'anni fa) integrare il quadriennio con un corso annuale integrativo da potersi sostenere anche contemporaneamente all'iscrizione all'università (come hanno fatto molte persone che conoscono, al fine di transitare da Magistero a un'altra facoltà portandosi dietro gli esami sostenuti).
          La cosa incredibile è che i diplomi tecnici mantennero le loro prerogative, ad esempio la possibilità di accedere a professioni regolamentate e agli insegnamenti tecnico-pratici nella scuola secondaria, estesa poi ai diplomi professionali (che ancora sono sufficienti per insegnare nella scuola secondaria, mentre con i diplomi di liceo non si fa niente; a meno di ulteriori proroghe, comunque, dall'anno accademico 2024-2025 tali diplomi dovranno essere accompagnati da una laurea per i nuovi insegnanti tecnico-pratici).
          Dunque Medicina non ha mai avuto particolari restrizioni. Rientrò tra i corsi a programmazione nazionale degli accessi con legge 264/1999, ma l'accesso programmato era stato introdotto in via sperimentale nel 1987 a partire dall'anno accademico 1988-1989.

          Al di là di questo breve excursus e tornando in topic
          On topic.

          Casoria-Afragola
          https://www.youtube.com/watch?v=McMpsJq23pE

          Frattamaggiore.
          Anche Sant'Antimo-Sant'Arpino e Aversa.

          Benevento, inoltre, è la prima città della Campania per qualità della vita.
          Ecco perché io non ci vivrei mai
          Comunque non è la prima città della Campania per qualità della vita, ma il primo capoluogo di area vasta della Campania per qualità della vita. Cosa molto diversa. Ci sono città più o meno grandi (anche più del doppio) che non vengono prese in considerazione perché non sono capoluoghi di area vasta. Il tutto al di là dell'arbitrarietà e discutibilità dei parametri.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da Rollercoaster_7 Visualizza il messaggio
            Qualche mese fa, durante una diretta nel suo canale YouTube, la Bruzzone diceva che per essere considerato come criminologo bisogna prima essere: psicologo, psichiatra, giurista, medico legale o sociologo.
            ​​​
            La Bruzzone non ne azzecca una
            Cominciamo col dire che criminologia clinica e criminologia forense sono cose diverse e che non sono nemmeno le uniche due branche della criminologia che esistono, oltre al fatto che spesso la criminologia viene confusa con la criminalistica.
            Vi sono inoltre criminologi laureati in Scienze politiche.
            Infine, dire che un laureato in Giurisprudenza è un giurista equivale a dire che un laureato in Lettere è un letterato e un laureato in Filosofia è un filosofo.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Scusa Dottore, quindi pure io che studio Sociologia e ricerca sociale sarei Minus Habentes?

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              • #8
                Originariamente inviato da DwightFarfield Visualizza il messaggio
                Scusa Dottore, quindi pure io che studio Sociologia e ricerca sociale sarei Minus Habentes?
                Credo che il singolare sia "minus habens"

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                • #9
                  Originariamente inviato da F3d3r1c0 Visualizza il messaggio

                  Credo che il singolare sia "minus habens"
                  Si è vero. Grazie per la correzione.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Anche quando esistevano, non ci si iscriveva alla facoltà, ma a uno specifico corso di studi offerto dalla facoltà (o anche da più facoltà in consorzio).
                    Ok, ho solo risposto che "la facoltà" è qualcosa che non esiste più. ​​​


                    Gli è rimasta solo quella.
                    Mica male.

                    Qui casca l'asino. Il diploma di maturità fu creato proprio da quella scellerata riforma (decreto-legge 15 gennaio 1969, nº 9, convertito dopo svariate proroghe in legge 146/1971), nota come riforma Fiorentino-Sullo, con la quale il legislatore italiano – unico in Europa – si calò le braghe di fronte alla protesta accogliendo in toto le richieste dei comunisti – perlopiù studenti di estrazione socio-economica borghese (in qualche caso addirittura nobile) travestiti da operai – e andando anche oltre.
                    Sino ad allora non c'era la maturità: c'erano la licenza liceale, il diploma magistrale e i vari diplomi di istituto tecnico, con il voto finale espresso in decimi sulla base della media dei voti riportati durante l'ultimo anno. Con la licenza liceale classica si poteva accedere ai corsi di laurea e di diploma di qualsiasi facoltà universitaria, con la licenza liceale scientifica a tutti tranne quelli della facoltà di Lettere e filosofia e della facoltà di Giurisprudenza, con il diploma di ragioniere solo ai corsi di laurea in Scienze economiche e commerciali, con il diploma magistrale ai soli corsi di laurea delle facoltà di Magistero e degli istituti universitari di magistero (N.B.: se lo stesso corso di laurea era offerto sia da una facoltà di Lettere e filosofia e/o di Lingue e letterature straniere sia da una facoltà di Magistero, era possibile accedere solo a quello attivo presso la facoltà di Magistero) e così via. Ad esempio mio zio, con il diploma di perito industriale capotecnico conseguito all'istituto tecnico industriale, poteva iscriversi solo a un corso della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali o della neonata facoltà di Ingegneria (le facoltà di Ingegneria nacquero dalla soppressione delle règie scuole di applicazione per ingegneri di ponti e strade e loro aggregazione alle viciniori università degli studi; sopravvissero solo quelle di Torino e Milano, che acquisirono la denominazione di politecnico. Stessa sorte seguirono le regie scuole di commercio e le accademie di architettura, mentre un iter più travagliato che non sto qui a riferire seguirono gli istituti di scienze sociali). Solo al corso di laurea in Sociologia istituito nel 1962 presso il Libero istituto universitario di scienze sociali di Trento (attuale Università degli studi di Trento, statizzata nel 1983) era possibile iscriversi con il titolo finale di un qualsiasi corso di scuola secondaria superiore di durata quinquennale.
                    Inoltre, i diplomi già rilasciati vennero equiparati alla nuova maturità.
                    Grossomodo così come è ancora oggi in Francia, Germania, Svizzera e quasi tutti gli stati dell'ex Impero austro-ungarico, Gli istituti professionali costituivano un ordine a parte, non considerato scolastico (un po' come l'attuale formazione professionale delle regioni).
                    Con la riforma fu introdotto il diploma di maturità, da conseguire mediante un esame di Stato (il termine "maturità" sarebbe poi sparito di nuovo con legge 125/1997, sebbene rimasto nell'uso) furono spalancate le porte dell'università a tutti quelli che ne avessero uno. Gli istituti professionali furono assimilati a scuola, aggiungendo due anni di specializzazione post-qualifica che dessero accesso all'esame di maturità. Fu consentito a privati di istituire licei linguistici, che vennero riconosciuti per legge. Con la maturità magistrale rimase possibile iscriversi solo ai corsi delle facoltà di Magistero e con quella artistica di prima sezione solo all'Accademia di belle arti e quella di seconda sezione ai corsi delle facoltà di Architettura, ma per i titolari di queste maturità era possibile (e lo è stato sino a una decina d'anni fa) integrare il quadriennio con un corso annuale integrativo da potersi sostenere anche contemporaneamente all'iscrizione all'università (come hanno fatto molte persone che conoscono, al fine di transitare da Magistero a un'altra facoltà portandosi dietro gli esami sostenuti).
                    La cosa incredibile è che i diplomi tecnici mantennero le loro prerogative, ad esempio la possibilità di accedere a professioni regolamentate e agli insegnamenti tecnico-pratici nella scuola secondaria, estesa poi ai diplomi professionali (che ancora sono sufficienti per insegnare nella scuola secondaria, mentre con i diplomi di liceo non si fa niente; a meno di ulteriori proroghe, comunque, dall'anno accademico 2024-2025 tali diplomi dovranno essere accompagnati da una laurea per i nuovi insegnanti tecnico-pratici).
                    Dunque Medicina non ha mai avuto particolari restrizioni. Rientrò tra i corsi a programmazione nazionale degli accessi con legge 264/1999, ma l'accesso programmato era stato introdotto in via sperimentale nel 1987 a partire dall'anno accademico 1988-1989.
                    Siamo in un forum, ho cercato di essere sintetico ed il wall of text non è il mio forte. La prossima volta farò a meno di rispondere dato che sei così erudito.


                    On topic.
                    Tornando in argomento. Era quello il senso. Certo che sai essere leggermente ansiogeno con cotanta pignoleria


                    Anche Sant'Antimo-Sant'Arpino e Aversa.
                    Se per questo, alcuni treni fermano anche a Cancello. Ho citato due stazioni di comuni dell'immediato hinterland di Napoli.

                    ​​​​​
                    Ecco perché io non ci vivrei mai
                    Comunque non è la prima città della Campania per qualità della vita, ma il primo capoluogo di area vasta della Campania per qualità della vita. Cosa molto diversa. Ci sono città più o meno grandi (anche più del doppio) che non vengono prese in considerazione perché non sono capoluoghi di area vasta. Il tutto al di là dell'arbitrarietà e discutibilità dei parametri.
                    Accipicchia, questa non ci voleva. Dottore che non andrebbe mai a vivere a Benevento. Questa notte a Benevento perderanno il sonno a causa di questa tragica notizia, ah ah ah.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      La Bruzzone non ne azzecca una
                      Cominciamo col dire che criminologia clinica e criminologia forense sono cose diverse e che non sono nemmeno le uniche due branche della criminologia che esistono, oltre al fatto che spesso la criminologia viene confusa con la criminalistica.
                      Vi sono inoltre criminologi laureati in Scienze politiche.
                      Infine, dire che un laureato in Giurisprudenza è un giurista equivale a dire che un laureato in Lettere è un letterato e un laureato in Filosofia è un filosofo.
                      Dato che qui ci divertiamo a trovare il pelo nell'uovo...

                      Dalla Treccani:

                      “Giurista può essere anche un laureato in Giurisprudenza scelto come consulente, per esempio, da un’impresa, per svolgere attività di assistenza e consulenza su materie legali."

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                      • #12
                        ***NOTA DEL MODERATORE***
                        POST ELIMINATO PER PROPAGANDA FEMMINISTA

                        Un invito: prima di parlare a sproposito di evoluzione della lingua, studiare un po' di filologia e approfondire il concetto di economia linguistica. Inoltre il termine "boomer" utilizzato così come fanno i bambini quando imparano un termine nuovo non è gradito. Qui il moderatore non flamma. Viepiù, se per fare «sclerare» un «boomer» (in realtà un X) bisogna utilizzare termini giuridicamente impropri nello stesso post in cui si difendono gli studi giuridici, evidentemente non si è capìto granché di questi ultimi.
                        Ah, un'altra preghiera: non fornire informazioni non corrette sulle pubbliche carriere (e anche quelle private: la carriera di avvocata non esiste e alla professione di avvocato non si accede tramite concorso).
                        Ultima modifica di dottore; 20-08-2023, 22:19.

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                        • #13
                          ***NOTA DEL MODERATORE***
                          POST ELIMINATO PER PROPAGANDA FEMMINISTA
                          Ultima modifica di dottore; 20-08-2023, 22:20.

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                          • #14
                            ***NOTA DEL MODERATORE***
                            POST ELIMINATO PER PROPAGANDA FEMMINISTA
                            Ultima modifica di dottore; 20-08-2023, 22:20.

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                            • #15
                              [QUOTE=Rollercoaster_7;n39342]Ciao, Rosa.

                              Le facoltà non esistono più da tempo. Attenzione ad incappare in questo errore.
                              Ti dirò che anch'io, in principio, mi ero interessato alla Federico II, non per la magistrale a ciclo unico di Giurisprudenza, bensì per il corso di laurea L-14 (Scienze dei servizi giuridici, dalla durata di tre anni). Però ho preferito lasciar perdere a causa del***NOTA DEL MODERATORE***
                              POST ELIMINATO PER PROPAGANDA FEMMINISTA

                              i diritti dell'ambiente...
                              E con questo abbiamo detto tutto
                              Ultima modifica di dottore; 20-08-2023, 22:21.

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