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Cosa ne pensate dell'università di Scienze e tecnologie multimediale di Udine?

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  • Cosa ne pensate dell'università di Scienze e tecnologie multimediale di Udine?

    Salve, volevo avere più informazioni su questa università, risulta essere valida? Ho visto le materie affrontate e sono parecchio interessanti!
    Inoltre, volevo avere più informazioni possibili su questa università e se ha delle buone opportunità di lavoro.
    Un'ultima cosa... ma facendo questa laurea triennale si potrebbe fare una magistrale in informatica oppure no?Troverei parecchie difficoltà in caso?
    Aspetto una vostra risposta, grazie! :)

  • #2
    Buongiorno, benvenuto nel forum.
    Fa' attenzione, perché a Udine esiste un solo ente del sistema di istruzione universitario italiano ufficiale, che si chiama Università degli studi di Udine, in breve Università di Udine. Questa sedicente università di Scienze e tecnologie multimediale (sic!) sarà nella migliore delle ipotesi un intermediario di una qualche università telematica, se non un'organizzazione che rilascia titoli farlocchi.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Strano! Io ho cercato direttamente dal sito dell'Università di studi di Udine e facendo una ricerca mi è comparso questo corso, sei sicuro di quello che stai dicendo?
      Non lo dico per male, è solo che mi sembra strano! Ovviamente se sei certo di questa cosa ti ringrazio per il consiglio e per avermi fatto chiarezza sulla situazione. :)

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      • #4
        Scienze e tecnologie multimediali è un Corso di laurea Interclasse (L-31e L-20) con sede a Pordenone.
        Università di studi di Udine è l'università

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        • #5
          Si lo so! Io già sapevo della sede a Pordenone ma non fa comunque parte dell'Università degli studi di Udine? Scusate se sbaglio
          ma sono un po' confuso ahahah. Ma comunque è un'università valida o no?

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          • #6
            Se ti riferisci a questo

            https://www.uniud.it/it/didattica/co...e-multimediali

            non è un ateneo, ma un corso di laurea dell'Università di Udine.
            180 crediti, durata 3 anni, classi L20 ed L31.

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            • #7
              Credo sia abbastanza evidente che la classe da eventualmente scegliere tra le due sia la L31 perché la L20 vale meno di niente, poi personalmente per come la vedo io, in base a come è composta è praticamente lontana anni luce da una qualsiasi L31 "normale" di conseguenza, indipendentemente dai requisiti di accesso delle LM18 in altri atenei ( o di quella in informatica dell'ateneo stesso), non vedo nessuna possibilità di prosecuzione degli studi verso una LM 18 se non quella direttamente proposta dallo stesso, che sembra essere un cdl magistrale in comunicazione cammuffato a mo' di LM18.

              In altre parole se vuoi fare l'informatico scegli una L31 classica (presente nello stesso ateneo), diversamente se conseguissi questa proseguendo su una LM18 "classica", sarebbe un bagno di sangue; se invece ti interessa studiare comunicazione, con una rivedibilità leggermente migliore delle classi L/LM di comunicazione, puoi scegliere questo percorso.

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              • #8
                Ho capito! Quindi se volessi proseguire con una magistrale mi converrebbe andare alla laura magistrale "Comunicazione multimediale e tecnologie dell'Informazione"(all'università di Udine) dato che potrei trovare molte difficoltà in un'università magistrale di Informatica, giusto?
                Secondo voi sembra un corso valido? E si trovano tanti sbocchi professionali? Purtroppo ho paura di fare la scelta sbagliata dell'università e avrei il terrore di rimanere senza lavoro finita l'università. Fatemi capire se ne vale la pena scegliere questo corso!

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                • #9
                  Caro clausC,

                  nel tuo primo messaggio avevi chiesto (come da titolo della discussione, peraltro) informazioni sulla «università di Scienze e tecnologie multimediale [sic di Udine». Ti ribadisco che non esiste una istituzione così denominata.
                  Altra cosa è il corso di laurea in Scienze e tecnologie multimediali attivato dal dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell'Università degli studi di Udine, con sede didattica a Pordenone.
                  L'università è l'istituzione che rilascia il titolo, il dipartimento è la struttura all'interno dell'università che ha proposto l'attivazione del corso, lo coordina e lo gestisce e, infine, il corso di laurea in Scienze e tecnologie multimediali è il corso che conduce a conseguire la laurea omonima.

                  Nel merito, ti spiego un po' cosa ti hanno detto gli altri, perché credo che tu, non avendo palesemente familiarità con il lessico universitario, non abbia compreso appieno la problematica che ti è stata segnalata.

                  Il corso di laurea in questione rappresenta il classico esempio in cui la classe viene usata come mero contenitore formale, svuotato completamente di significato concreto.
                  Le classi sono dei contenitori ministeriali che raggruppano corsi di studio dello stesso ciclo al fine di garantirne il valore legale. In sostanza le università stabiliscono tutto di un corso di studi (denominazione, contenuti e programmi, solitamente demandati ai singoli docenti) – in realtà hanno qualche vincolo in termini di settori scientifico-disciplinari dei crediti per attività formative di base e caratterizzanti ma sono vincoli di fatto piuttosto blandi, considerando che le tabelle delle classi prevedono degli intervalli di crediti per gruppi di settori (che già di per sé sono abbastanza ampi) plurimi eterogenei tra loro, dunque le combinazioni generabili sono praticamente infinite – e lo riferiscono a una classe al fine di attribuirgli valore legale, che che non è il valore accademico bensì la capacità del titolo di produrre effetti giuridici.

                  Ora, negli anni abbiamo assistito svariate volte a usi distorti

                  Nella fattispecie questo non è altro che un corso di informatica umanistica. Di Scienze della comunicazione a dire il vero ha molto poco, di informatica – nel senso di sistemistica e programmazione – ancora meno. Però chi lo ha progettato ha avuto questa genialata di collocarlo interclasse nelle classi L-20 (Scienze della comunicazione) e L-31 (Scienze e tecnologie informatiche). A questo punto che dire? Sicuramente sarà più efficace di Informatica umanistica all'Università di Pisa (classe L-10, Lettere) e del fu (è stato disattivato) Linguaggi multimediali e informatica umanistica all'Orientale di Napoli (vecchia classe 3, Scienze della mediazione linguistica, corrispondente all'attuale L-12).
                  I problemi però sono i seguenti:
                  - considerato che devi scegliere la classe entro conseguire il titolo (non è possibile conseguirlo in entrambe le classi in virtù del divieto di contemporanea iscrizione), se scegli la classe L-20 puoi partecipare ai concorsi per le funzioni di cui alla legge 150/2000 che richiedano la laurea, ma tali concorsi sono rarissimi e questo corso non offre la formazione adeguata a parteciparvi e a vincerli (in verità quasi nessun corso di classe L-20 la offre, ma questo è proprio sui generis). Se scegli la classe L-31 puoi sostenere l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere, sezione B dell'albo, settore informazione, ed è vero che tale esame statisticamente costituisce poco più di una formalità, ma è quel «poco più» il problema: vengono promossi quasi tutti perché tutti sono preparati quel minimo che serve, non per partito preso. E se non integri con molto studio individuale è evidente che tra i pochi bocciati potresti esserci tu.
                  - anche con la classe L-31, con o senza l'abilitazione professionale, la prospettiva è lavorare nella pubblica amministrazione. Nessun privato infatti prenderebbe in considerazione un laureato in Informatica che non sa fare l'informatico, né un ingegnere iunior che è diventato tale senza neanche sapere come. Nel pubblico sicuramente i concorsi per i profili tecnici della carriera direttiva sono molti di più che quelli per i profili legati alla comunicazione e all'informazione, ed è più facile vincerli perché i candidati sono molti meno rispetto ai tradizionali concorsi per amministrativi (per i quali sono richieste le lauree della tradizione triade giuridico-politico-economica). Ma, ammesso che tu vinca il posto, va' a fare il sistemista nella P.A. sulla base della preparazione ottenuta in un corso di laurea del genere. Auguri!
                  - se hai intenzione di proseguire gli studi, con la classe L-20 potresti proseguire gli studi senza o con pochi obblighi formativi aggiuntivi su una grande varietà di corsi: sicuraente tutti (o quasi) i corsi delle classi LM-19, LM-59 e LM-92 e anche qualche corso per ciascuna classi LM-62, LM-76, LM-77, LM-88 e LM-93, ma con quale preparazione di base? Invece potresti accedere a tutti (o quasi) i corsi di laurea magistrale delle classi LM-18, Informatica, e LM-66, Sicurezza informatica, ma come ti hanno detto al di fuori del corso ad hoc dell'Università di Udine sarebbe un bagno di sangue: mentre saresti perfettamente in grado di conseguie una laurea magistrale di area sociale senza avere le basi (supereresti gli esami mantenendo le lacune, ma di per sé riusciresti a superarli), in questo caso non avresti neanche le basi per affrontare gli studi, perché la matematica è una disciplina nella quale bisogna necessariamente procedere per gradi. Non ti rimarrebbe che scegliere il corso ad hoc di Udine (quello dal quale non è possibile mutuare esami a scelta; che poi, detto fra noi, è anomalo e contrario alla ratio della riforma che in un corso di laurea si consenta di selezionare esami a scelta dai corsi di laurea magistrale), che avrebbe senso solo se il titolo di primo ciclo è stato conseguito nella classe L-20, nel qual caso sarebbe una (inutile) duplicazione di contenuti ma non di valore: nel secondo caso replicheresti anche il problema della cesura tra il valore legale e la sostanza degli studi, talmente distanti da alterare invariabilmente il valore percepito (oppure indirizzarti su àmbiti lavorativi completamente distanti da quello che concretamente saprai fare, con esiti disastrosi).

                  Un corso del genere, che ha un chiaro intento professionalizzante visto che fornisce scarsi strumenti culturali e un'ampia gamma di skills pratiche, può essere valido solo se è progettato in stretta collaborazione con potenziali datori di lavoro e sulla base di precise esigenze da loro espresse nei consessi adeguati, cioè se risponde a una domanda formativa in funzione occupazionale. In questo caso dovrebbe prevedere concrete iniziative di inserimento nel mondo del lavoro, e invece mi pare che non preveda neanche uno stage. Cosa che sarebbe comunque inutile se non retribuito (e per quelli curricualri non sussiste obbligo di rimborso spese), in quanto è solo se le imprese ci debbono mettere dei soldi, anche pochi, che si responsabilizzano e dunque selezionano e formano (e dopo vogliono tenere): diversamente può diventare un peso, una formalità, un favore che ti fanno per farti conseguire i crediti, un modo di avere bassa manovalanza a costo zero, ma sicuramente non ti apporterà alcun beneficio concreto per il tuo futuro.


                  PS
                  La «università magistrale» non esiste. Inoltre vale la pena DI.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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