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Medicina e D.A.M.S. mediante doppia iscrizione: opinioni?

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  • Medicina e D.A.M.S. mediante doppia iscrizione: opinioni?

    Buongiorno a tutti,

    ho quasi 25 anni, sono uno studente (pluri)ripetente del II anno di medicina a Bari, con metà esami del I anno ancora da sostenere per vari motivi di salute che mi hanno colpito negli ultimi anni (ho dato solo fisica, scienze umane e biologia 4 anni fa, mi mancano chimica, biochimica1 e istologia).

    Ora, da qualche mese, le mie condizioni di salute mi hanno consentito di riprendere gli studi: il primo obiettivo è quello di passare chimica, ultimo esame del primo semestre del I anno.

    Tuttavia, al tempo stesso, è giusto che sappiate che la più grande passione della mia vita sia il cinema e che mi piacerebbe poterla sviluppare in simultanea a medicina. Per questo motivo, mi piacerebbe dare una svolta di tipo 'motivazionale' alla mia vita, combattendo i problemi che in questi anni mi hanno afflitto in modo tale da riempire le mie giornate di cose da fare, di voglia di farcela, di mettersi in gioco, di combattere anche le delusioni o le bocciature, senza farsi prendere ostaggio da paranoie, panico, tensioni o cose del genere che per troppo tempo mi hanno minato nel profondo. Un esame all'università è solo un esame all'università, non è la trincea, non è una malattia terminale.

    Alla luce di questo, sto valutando l'idea di aprire una seconda iscrizione al CdL Discipline delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda - L-3 (DM270) attivo presso l'Università del Salento. (Io sono di Lecce e mi sarebbe più comodo rispetto al DAMS di Bari). Sono perfettamente consapevole che l'offerta formativa preveda anche esami che col cinema in sé e per sé hanno poco o nulla a che fare (radio, teatro, letteratura inglese, musica etc.), ma sono convinto che respirare un ambiente che sento più affine alla mia sensibilità possa contribuire a motivarmi a 360° in tutti gli ambiti della mia vita. Combatto contro la solitudine da tanti anni (ho perso tante amicizie per vari motivi) e credo che possa servirmi per ridare linfa vitale alle mie giornate, per conoscere nuove persone e per non restare fermo in una stanzetta a rimuginare sul passato, senza assolutizzare o idealizzare un ambiente (un motivo per cui mi ero allontanato dagli studi era anche la disillusione circa le potenzialità relazionali coi coetanei di medicina... dopo un'adolescenza solitaria, mi sembrava che nulla fosse cambiato nella mia vita ed è stato psicologicamente devastante per me: per me è inconcepibile che chi studia medicina parli tutto il tempo solo e soltanto di medicina... c'è tanto altro nella vita).

    Ora, vorrei chiedervi: lo reputate fattibile, sostenibile, compatibile?

    So che è impossibile rispondere, ma magari se qualcuno tra voi sta frequentando due corsi di laurea in contemporanea, magari può darmi qualche lume... insomma quello che cerco è un po' di confronto a livello umano. E qualche consiglio spassionato magari da qualcuno che ha qualche in più di me e che magari è più lucido rispetto a me

    Grazie mille in anticipo

  • #2
    Ciao,
    Premesso che con forza di volontà, pianificazione e sacrificio si arriva ovunque, il corso di laurea in medicina e' molto impegnativo in termini di ore da dedicare allo studio. Hai 25 anni non 20, sei praticamente al primo anno e, verosimilmente, termineresti a 30. La multidisciplinarieta e' sempre affascinante, arricchisce la mente e può essere formativa, ma nella tua situazione mi concentrerei esclusivamente su medicina.

    Musica e moda, sono passioni che possono essere coltivate nel tempo libero, senza la necessità di veicolarle in un ulteriore corso di laurea che, parer mio, e' l'ultima cosa di cui hai bisogno.



    ​​​​​​

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    • #3
      Ciao,
      grazie per il feedback e per la sincerità, lo apprezzo.

      Guarda, io lo farei per motivi puramente motivazionali: in questi anni mi sono bloccato proprio perché non riuscivo a trovare la molla giusta per affrontare le asperità di un percorso del genere. La pandemia e altri problemi di salute hanno fatto il resto. Ma questo è stato dovuto anche alla scoraggiante consapevolezza che i primi due anni (e mezzo) di medicina siano ricolmi di scienze di base che poi col mestiere in sé e per sé hanno poco a che fare. Ma da cui comunque bisogna passare. Io, in questo periodo, necessito di mettermi in gioco, buttarmi nella mischia, senza drammatizzare o enfatizzare gli esiti. Mettere fuori dalla porta parole come 'attacchi di panico' o crisi dovute ad ansia, tensione, preoccupazioni. Così come necessito di rinfocolare la mia vita relazionale, che sento che un percorso come il DAMS, più affine alla mia sensibilità, possa fare in maniera molto più efficace di medicina

      Mi rendo conto che sia una pazzia o un modo per complicarsi la vita, ma quello di cui io ho bisogno è smettere di pensare, smettere di overthinkare e semplicemente agire: non mi interessa la media voti, mi interessa semplicemente andare avanti, ottenere risultati. Poi, non mi disturba terminare gli studi a 30 o a 35 anni. Ho perso talmente tanto di quel tempo che sarebbe una questione di lana caprina... dopo anni di 0 risultati, quello che mi serve adesso è andare avanti, costi quel che costi. Ma farlo a 360°, anche socialmente, relazionalmente, incanalando una passione enorme come il cinema (come si può intuire dal mio nickname ahahah) in qualcosa che - ok, è poco o nulla spendibile senza proseguire con una magistrale in CITEM (e che con medicina c'entra come i cavoli a merenda) - possa costituirmi una seconda chance in tutti i sensi

      Soprattutto alla luce di questo illuminante post https://www.xn--universit-y1a.com/fo...3546#post33546 di cui mi ha colpito molto il punto 4. Poi, non so se dottore voglia rettificare, ma tendenzialmente mi fiderei di quanto da lui scritto poco più di un anno fa

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      • #4
        Avevo letto questa discussione ma ero rimasto perplesso e non me la sono sentita di rispondere subito. Lo avrei fatto comunque dopo qualche giorno ma saresti stato più tranquillo se qualcuno fosse intervenuto prima di me, come in effetti è accaduto. A volte attendo qualcuno che mi dia il la per inserirmi nella discussione già avviata per evitare d risultare brutale, però francamente stavolta mi sa che ci vuole una terapia d'urto.

        Cominciamo con una semplice domanda rivolta all'autore della discussione: caro The Great Train Robbery, quanti personaggi famosi conosci che sono laureati in Dams? Ti rispondo io: gli unici due sono Milena Gabanelli, giornalista neanche particolarmente brava (anche se Report dopo di lei è perfino peggiorato, il che è tutto dire), e l'oramai deceduto Carlo Mazzacurati, regista neanche particolarmente celebre.
        Considerando che il corso di laurea in Dams è stato attivato per la prima volta nell'anno accademico 1971-1972, direi che i risultati da esso ottenuti sono piuttosto scarsi.
        Tu poi addirittura vorresti farti del male proseguendo gli studi con un corso LM-65, ma no, non un corso LM-65 qualsiasi, bensì il corso in Citem dell'Alma mater studiorum Università di Bologna, perché «la laurea in Dams da sola non serve a niente senza Citem» (ipse dixit). Spoiler: la laurea in Dams non serve a niente con o senza Citem, e la laurea magistrale in Citem non serve a niente con o senza Dams. I dati di AlmaLaurea sono raccapriccianti: e poco importa se l'Ansa ha definito dati perfino peggiori di quelli attuali definisce «buoni» (peraltro l'Ansa sbaglia in maniera grossolana poiché nell'articolo parla di Dams, o meglio di classe L-3 spacciata per Dams, ma poi prende i dati occupazionali delle due classi di lauree magistrali più scelte da chi è laureato in classe L-3, cioè LM-65 e LM-89, commettendo un duplice errore: da un lato dà per scontato che tutti i laureati in Dams proseguano gli studi in un corso di laurea magistrale e pertanto analizza quelli più rappresentativi, quando in realtà coloro che proseguono in un corso di laurea magistrale sono poco più del 50% e di questi meno del 50% prosegue su LM-65, poco più del 15 su LM-89, il 7% su LM-59 e quasi il 28% su altre classi; dall'altro presume che tutti gli iscritti ai corsi di classe LM-65 e tutti gli iscritti di corsi di classe LM-89 siano laureati in Dams o comunque in L-3, quando in realtà nel primo caso sono poco più del 47% e addirittura risultano in numero statisticamente irrilevante nel secondo).
        La stragrande maggioranza dei personaggi dello spettacolo non è laureata e chi è laureato lo è nelle materie più disparate: Annalisa addirittura è laureata in Fisica, tanto per fare l'esempio forse più estremo tra quelli della tua generazione.

        Se per te il cinema è una passione così grande che vorresti farla diventare un lavoro, sono altre le strade da percorrere, non un corso di laurea che a Bologna è frequentato in maximam partem da fricchettoni e fancazzisti vari e per la restante quota da illusi che pensano di poter approdare al mondo dello spettacolo sostenendo esami come Storia del teatro e Semiologia del cinema. Oltretutto la tua età è veramente troppo alta per poter pensare di rimandare ulteriormente, a dopo la laurea e addirittura la laurea magistrale, il tentativo di intraprendere una carriera nel cinema o nel mondo dello spettacolo in generale. Molto più facile fare il medico, anche se da quello che racconti non mi sembra esattamente nelle tue corde. Del resto, solitamente con i primi stipendi ci si abitua
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Ciao dottore , grazie per la risposta precisa e puntuale

          Veramente difficile obiettarti qualcosa, la tua analisi lavorativa è scientificamente rigorosa e inappuntabile. Il motivo per cui io vorrei fare questa pazzia è legato a motivi fondamentalmente motivazionali/mentali/psicologici: uno sprone a non temere esami, scadenze, impegni, uno sprone ad organizzare la propria giornata in maniera rigorosa ma prioritaria (es.: 8 ore al giorno di studio di medicina, 1 ora al giorno di studio di DAMS). Capisco che qualsiasi persona dotata di senno arriverebbe a dirmi 'Ma se ti sei fatto bloccare da una facoltà, come pensi di affrontarne due, di cui una peraltro piena di cose slegate dalla passione per il cinema, come musica o radio o teatro?' Ed è effettivamente così. Però, guardando alla mia storia, alla mia mentalità, a quello che mi è accaduto in questi anni in cui ne ho passate di ogni e in cui ho veramente sprecato troppo tempo dietro spauracchi insensati, sono convinto che non possa non farmi bene. A livello mentale e di giusto approccio con cui vivere gli impegni universitari. E anche per rinvigorire la mia sfera relazionale.

          So che, messa su un piano così personale, nessuno possa realmente rispondermi: è una mia decisione, dipende solo e soltanto da me e solo io conosco fino in fondo quello che mi è successo e che cosa possa effettivamente servirmi a rialzarmi.

          A questo punto, mi sento di chiederti: fermo restando che i dati lavorativi/occupazionali di facoltà del genere siano quelli che siano e fermo restando che, ad ogni modo, io non aspiri a diventare "famoso", ma semplicemente a vivere un ambiente - quale quello del cinema - che adoro alla follia da qualsiasi punto di vista lo si possa pretendere (sia creativo sia di studi teorici/critici/analitici), quale potrebbe essere un'altra scelta magari più idonea? Intendo un corso di laurea magari più 'stringente' del DAMS sul mondo cinema (un'accademia di regia o sceneggiatura?) oppure più riferito ad un approccio teorico/analitico/interpretativo che possa essere più utile su un piano giornalistico/comunicativo/professorale (la butto lì, in maniera estremamente ingenua e ridicola, a rischio di essere perculato: mica a me dispiacerebbe poter aver un titolo con cui poter divenire critico cinematografico o docente di cinema, magari se non in un'università - cosa che mi pare impossibile - in una scuola non statale)

          La mia volontà, in fondo, è quella di creare nella mia vita un sistema di vasi comunicanti: medicina come garanzia lavorativa, cinema (DAMS o quello che sarà) come passione da incanalare in un titolo di studio magari carta straccia ma che può servirmi come molla motivazionale a darmi da fare in ogni ambito della mia vita. Poi, tra 5 anni, se ne riparlerà. Ma almeno in questi 5 anni qualcosa avrò fatto. Quello che io desidero è darmi da fare, non avere buchi nelle mie giornate in cui poter rimuginare sul passato e sui problemi che ho avuto lungo tutta la mia vita. E vorrei fare questo conciliando l'utile (medicina) al dilettevole (come DAMS o qualcosa del genere)

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          • #6
            The Great Train Robbery, ho l'impressione che tu sia qui per cercare conferme, più che consigli. A me non costerebbe nulla darti ragione, ma devo essere intellettualmente onesto e dunque ti dico che quello che dici mi lascia oltremodo perplesso.
            Secondo me se non riesci a sostenere esami la motivazione va cercata altrove, non incrementando il tuo carico di lavoro all'università. Tu sei convinto che studiare ciò che ti appassiona ti motiverebbe, ma io non sono mica sicuro che studiare Dams ti appassionerebbe: magari ti renderesti conto presto che ha poco o punto a che fare con la tua passione e ti renderesti conto di esserti semplicemente illuso, all'illusione seguirebbe disillusione e in breve tempo (si spera) ti ritroveresti al punto di partenza.
            Il problema è a che a Medicina c'è l'inutile obbligo di frequenza, sennò ti direi di impegnarti in un'attività lavorativa: quella sì che sarebbe in grado di darti una bella spinta motivazionale!

            Piuttosto, a dire la verità secondo me l'affermazione secondo cui sei appassionato di cinema suggerisce che non sei appassionato di medicina, quindi ti chiedo: è scritto nella pietra che tu debba diventare medico? Ci sono mille carriere appaganti alle quali potresti ambire non dico laureandoti in Dams, che non serve a niente, ma conseguendo una laurea dell'area delle scienze sociali, in particolare scienze economiche, aziendali, giuridiche e, in ultima analisi, politiche. Perfino con Scienze della comunicazione, con un po' di impegno, si riesce a lavorare (e parliamo di una laurea che ha anche alcuni sbocchi in comune con quella din Dams). D'accordo, non avresti né la retribuzione né, probabilmente, la stabilità di un medico. Ma la tua salute mentale non è più importante? Pensaci.

            Per quanto concerne le scuole, ci sono indirizzi legati all'aspetto "pratico" del cinema presso le accademie di belle arti, che pure ammettono la contemporanea iscrizione a Medicina, ma servono a poco pure quelle. Solo questa conduce dritto dritto nel mondo dello spettacolo, ma è a frequenza obbligatoria e assai impegnativa. Vi si accede per concorso.
            Ultima modifica di dottore; 10-09-2023, 20:49.
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