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Medicina vs ingegneria biomedica

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  • Medicina vs ingegneria biomedica

    Vi di fare una panoramica su entrambi i corsi? Affinità, differenze, opportunità di lavoro etc.

  • #2
    Un Rolex contro un Casio...
    Con medicina hai lavoro assicurato, possibilità di arrotondare sia nel pubblico che nel privato, specializzazioni che ti permettono di guadagnare 6000 euro al mese in su senza sporcarti le mani (pediatra e medico di famiglia).
    Tornando indietro farei medicina...
    PS arrotondi talmente tanto che una domiciliare te la possono anche pagare 150 euro le assistenze private.

    Con ingegneria biomedica devi trovare l'impresa che ti assume e che ti paga uno stipendio...
    Auguri...

    Ti dirò, fra ingegneria biomedica e lettere tutta la vita lettere, almeno insegni e vivi tranquillo senza responsabilità...

    Altra cosa che non considera nessuno, con ingegneria biomedica si lavora tendenzialmente nel privato, ed a 50 anni stare nel privato come dipendente è 9 volte su 10 quanto meno pericoloso, anche in una grande impresa. Essere invece il medico della mutua a 50 anni significa essere sostanzialmente un re.
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    • #3
      Attenzione perché per insegnare ci vuole la magistrale. Per il resto concordo con Anto'facaldo. In Italia i medici guadagnano uno sproposito – un medico di medicina generale e un pediatra di libera scelta a inizio carriera guadagnano quanto un diplomatico e un magistrato a metà carriera, più di un dirigente, molto più di un docente universitario – e non solo per questo sono privilegiati tra i dipendenti pubblici. Per la maggior parte dei dipendenti pubblici esercitare un'attività di lavoro autonomo è vietato; inoltre i dipendenti delle agenzie fiscali hanno il divieto di esercitare alcune professioni addirittura dopo la cessazione del rapporto per un certo numero di anni. Per i medici dipendenti di enti e aziende del Ssn invece esercitare la libera professione non solo è consentito, ma non rappresenta una mera facoltà, bensì un diritto soggettivo, tanto che il datore di lavoro è tenuto a fornirgli locali e attrezzature per fargliela svolgere dopo l'orario di lavoro dipendente (c.d. attività intramuraria o, in latino, intra mœnia). Qualora ciò non sia possibile, può svolgerla al di fuori (extra mœnia) e non è difficile immaginare che è così solo sul piano formale perché sostanzialmente diventa una scelta. Nel caso scelga volontariamente di non esercitare la libera professione, ha diritto a una indennità di esclusiva.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Hai ragione ci, vuole la magistrale ed un percorso da 60 CFU dedicati dottore e lo so.
        in ogni caso fai bene a correggermi, oggi esser precisi e chiari è un valore.
        ​​​​​

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        • #5
          Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
          Hai ragione ci, vuole la magistrale ed un percorso da 60 CFU dedicati dottore e lo so.
          Se ci metti i crediti da recuperare i crediti per le singole classi di concorso, il percorso diventa più lungo di quello per diventare medico.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Probabilmente...
            ​​​​​​Oltre tutto pieno di insidie, perché la gran parte delle classi di concorso è satura o semi satura. Per lavorare occorre o provare il sostegno, con concorso per entrate al TFA , anno di specializzazione e poi graduatoria dedicata, oppure provare un concorso che solitamente esce ogni 2/3 anni in cui ci sono 3/4 posti nelle regioni non grandi, con migliaia di candidati...

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            • #7
              Concordo pienamente con l'analisi di dottore e Anto'facaldo.

              Quello che posso aggiungere riguarda la netta disparità di difficoltà dei 2 percorsi di studio. Medicina non è facile o una passeggiata al parco, ci mancherebbe altro, ma paradossalmente è più difficile entrare a medicina che superarne gli esami una volta dentro. Le statistiche riguardo il superamento degli esami e la percentuale dei laureati e le tempistiche parlano molto chiaro.

              A medicina ci saranno anche esami in cui il materiale da studiare è tanto come è tanto il tempo per preparare questi esami, esiste però una ''quasi'' certezza che se uno l'esame lo studia bene lo passa.

              Ad Ingegneria la musica è di tutto altro genere. Si potrebbe parlare di ufficio complicazione affari semplici ma gli affari non sono nemmeno poi così semplici. Più un ufficio complicazione affari medi.

              Se ne potrebbero citare centinaia di ragioni e motivi, mi limiterò a citare un caso soltanto tra le mille sventure che possono capitare.

              Esame di ingegneria da 10 Cfu. Diviso in 2 moduli da 5 Cfu ciascuno con un professore diverso. Per passare il primo modulo va fatto un esame scritto e poi un esame orale se lo scritto è superato. Poi si va a fare il secondo modulo, stessa storia, scritto e poi orale. Superato il secondo modulo si torna dal primo professore per convalidare il tutto. Ecco ottenuti 10 Cfu sul libretto.

              Inutile dire che anche fosse l'esame più semplice esistente in Italia (e non è lontanamente il caso) per fare 10 Cfu devi fare 2 esami scritti e 2 esami orali che di default portano via tempo e vanno organizzati in modo consono. Se aggiungi il fatto che l'esame in questione è probabilmente qualche ordine di grandezza più difficile di esami di medicina come Istologia o patologia generale, capisci chiaramente in che genere di guaio ti sei andato a cacciare.

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              • #8
                Originariamente inviato da ToughLuck Visualizza il messaggio
                Quello che posso aggiungere riguarda la netta disparità di difficoltà dei 2 percorsi di studio. Medicina non è facile o una passeggiata al parco, ci mancherebbe altro, ma paradossalmente è più difficile entrare a medicina che superarne gli esami una volta dentro. Le statistiche riguardo il superamento degli esami e la percentuale dei laureati e le tempistiche parlano molto chiaro.
                Percentuale di laureati in corso superiore all'80%. Il tempo effettivo è di fatto lo stesso che serve per una laurea in Lettere, con la differenza che la durata normale dei corsi di laurea è 3 anni.
                Voto finale superiore di 7-8 punti rispetto alla media delle lauree magistrali. In alcuni atenei, computato come 110 il 110 con lode, ci sono anni accademici in cui il voto medio è 112.
                Entrare è difficile, certo. Nessuno però dice che i posti rispetto a vent'anni fa con l'aumento a dismisura delle sedi sono aumentati di circa il 30%, a fronte di una platea potenziale che a causa della denatalità è men che dimezzata. Altra cosa che nessuno dice è che ogni anno grazie alle sospensive concesse dalla giustizia amministrativa vi sono infornate di centinaia di persone che non hanno ottenuto il posto e talvolta neanche l'idoneità al concorso di ammissione, e che nella maggior parte dei casi non si arriva a sentenza di merito per carenza di interesse perché praticamente tutti i governi (e a volte le università stesse) li sanano (oramai in via amministrativa e non più per legge).
                Un altro mito da smentire è che il motivo dell'alta percentuale di successo e l'eccellenza dei risultati sono dovuti alla selezione in ingresso. Questo discorso sarebbe valido se gli studenti fossero solo quelli che hanno superato il concorso. Ma allorquando in un determinato ateneo di cui non faccio nomi ne sarebbero dovuti entrare 400 e ne sono entrati di fatto 800 e i risultati sono omogenei per tutti, allora io mi faccio una domanda e mi do una risposta, in stile Pio XI però, non Marzullo.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Come sempre ti ringrazio sei sempre puntuale e preciso. Ne approfitto per chiederti. Come da topic quest’anno accademico ho conseguito una laurea magistrale lm77 ed il clil. Stante l’attuale situazione sul conseguimento dei titolo, sono bloccato o no? Grazie caro ????

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Dorello Visualizza il messaggio
                    Come sempre ti ringrazio sei sempre puntuale e preciso. Ne approfitto per chiederti. Come da topic quest’anno accademico ho conseguito una laurea magistrale lm77 ed il clil. Stante l’attuale situazione sul conseguimento dei titolo, sono bloccato o no? Grazie caro ????
                    Come credo di averti già spiegato, il CLIL non è un titolo di studio e dunque il problema della compatibilità con esso non si pone proprio. Dunque, sia che per iscrizione contemporanea si intenda per anno accademico o per periodo di calendario, puoi in ogni caso conseguire un altro titolo accademico (universitario o AFAMC).
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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