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Riflessioni sui possibili utilizzi di una laurea (in data science)

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  • Riflessioni sui possibili utilizzi di una laurea (in data science)

    Ho già un lavoro (che al momento non ho nessun interesse a cambiare) e ho del tempo libero che vorrei impiegare per seguire un CdLM in statistica/data science o simili (utilizzando magari anche i permessi studio).

    Ho già conseguito una laurea magistrale (LM-77) e l'interesse che ho a conseguire questo ulteriore titolo sarebbe, di base, dato dalla personale…"simpatia" verso gli insegnamenti oggetto di questi corsi di laurea. Insegnamenti che ho incontrato nei miei precedenti studi e che sono stati quelli che mi sono piaciuti di più. Insomma quindi per diletto (e una potenziale futura passione).

    Ma tutto questo non mi basta, mi chiedo se posso in qualche modo declinare le conoscenze acquisite in qualcosa da realizzare che mi permetta di applicare quanto studiato (integrato ovviamente con altre risorse), per dare uno scopo al corso stesso e concretizzare il tutto in un prodotti finiti.

    Provo a schiarire la cosa: ok mi piace diciamo analizzare dati, mi faccio un bel corso di laurea (integrato con quanto necessario) e poi però voglio davvero analizzare dati, in qualche modo e in qualche forma, nel tempo libero, realizzando/producendo qualcosa di concreto, che abbia valore, significato.

    Ho le idee un po' confuse, spero di essere riuscito a trasmettere il tutto.

    Qualche idea/suggerimento?

  • #2
    Ciao,

    conseguire un'altra laurea non ha senso; sarebbe meglio concentrarsi su una laurea magistrale o su un master.
    ​​​​​​Per poterti dare dei suggerimenti dobbiamo sapere quale laurea hai conseguito per capire se poter utilizzare quella come titolo di accesso e la LM già posseduta per abbreviare la nuova carriera.

    ​​
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Ciao,

      conseguire un'altra laurea non ha senso; sarebbe meglio concentrarsi su una laurea magistrale o su un master.
      ​​​​​​Per poterti dare dei suggerimenti dobbiamo sapere quale laurea hai conseguito per capire se poter utilizzare quella come titolo di accesso e la LM già posseduta per abbreviare la nuova carriera.

      ​​
      Ho sbagliato a scrivere nel titolo, ma mi riferivo ad un laurea magistrale, come poi scritto inizialmente sul corpo del topic.
      Ho conseguito una laurea in science economiche (L-33) e una laurea magistrale in scienze economico-aziedali (LM-77).

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      • #4
        Ok. Hai visto la discussione sui corsi di laurea magistrale in data science? La trovi evidenziata. Ti conviene sceglierne una al cui corso hai accesso con L-33, così puoi chiedere abbreviazione sulla base della LM-77.
        ​​​​​​
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Si, la stavo già leggendo, grazie.
          E questa mi sa è la parte più facile. La parte più difficile è quella relativa alla seconda parte del mio post iniziale. Ma forse qui servirebbe qualcuno che abbia già affrontato un tale percorso e abbia qualche anno di esperienza...

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          • #6
            Originariamente inviato da Library&Coffee Visualizza il messaggio
            Si, la stavo già leggendo, grazie.
            E questa mi sa è la parte più facile. La parte più difficile è quella relativa alla seconda parte del mio post iniziale. Ma forse qui servirebbe qualcuno che abbia già affrontato un tale percorso e abbia qualche anno di esperienza...
            Qui qualche idea te la posso dare io.

            Una volta conseguita la tua nuova laurea magistrale potresti specializzarti in Data Journalism settore di nicchia del giornalismo che offre diverse opportunità interessanti (basta una veloce ricerca su Google per saperne di più) e che potresti fare, nel tuo tempo libero, come freelance.
            Se riesci poi a specializzarti in qualche campo particolare in modo da spiccare tra la comunque poca concorrenza le opportunità di guadagno potrebbero essere molto buone.

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            • #7
              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio

              Qui qualche idea te la posso dare io.

              Una volta conseguita la tua nuova laurea magistrale potresti specializzarti in Data Journalism settore di nicchia del giornalismo che offre diverse opportunità interessanti (basta una veloce ricerca su Google per saperne di più) e che potresti fare, nel tuo tempo libero, come freelance.
              Se riesci poi a specializzarti in qualche campo particolare in modo da spiccare tra la comunque poca concorrenza le opportunità di guadagno potrebbero essere molto buone.
              Grazie davvero, sembra interessante, cerco subito sul web.

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              • #8
                Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                Una volta conseguita la tua nuova laurea magistrale potresti specializzarti in Data Journalism settore di nicchia del giornalismo che offre diverse opportunità interessanti (basta una veloce ricerca su Google per saperne di più) e che potresti fare, nel tuo tempo libero, come freelance.
                Se riesci poi a specializzarti in qualche campo particolare in modo da spiccare tra la comunque poca concorrenza le opportunità di guadagno potrebbero essere molto buone.
                Credo che tu sopravvaluti parecchio il mercato del giornalismo. Ai miei tempi i giornali erano riempiti da ragazzi che lavoravano gratis o quasi gratis in attesa di un posto al sole e magari riuscivano a essere assunti solo grazie a una causa di lavoro. Io stesso ho lavorato gratis per alcuni importantissimi quotidiani; in altri prendevo meno di 20 euro lordi ad articolo e oltretutto, con una scusa o un'altra, nemmeno me li pagavano tutti. Quando mi è andata di lusso, ho racimolato 450 euro netti in un mese.
                Oggi ci si è messa pure l'intelligenza artificiale; inoltre molti quotidiani online già usavano traduttori automatici per fare click baiting.
                Il data journalism in Italia è fatto di un paio di siti amatoriali, ai quali collaborano volontari, e poi di Milena Gabanelli, che tutto è tranne che specializzata. È laureata in Dams. Altri presunti data journalists sono quelli di Report, il migliore dei quali ha la rogna (ed è laureato in Lettere). Molti non sono nemmeno laureati.
                Lavorare come free lance, salvo entrare nelle grazie di qualcuno in Rai Spa, significa fare la fame (e comunque entrare nelle grazie significa avere la garanzia di produrre servizi che poi vengono mandati in onda, altrimenti comunque non si naviga nell'oro). Peraltro in Italia essere free lance nel 90% dei casi significa solo essere precari, visto che comunque le testate, o quantomeno gli editori, pretendono l'esclusività.
                Al massimo si può fare il giornalista per hobby, come seconda attività, se non incompatibile, come fanno moltissimi miei amici insegnanti.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                  Credo che tu sopravvaluti parecchio il mercato del giornalismo. Ai miei tempi i giornali erano riempiti da ragazzi che lavoravano gratis o quasi gratis in attesa di un posto al sole e magari riuscivano a essere assunti solo grazie a una causa di lavoro. Io stesso ho lavorato gratis per alcuni importantissimi quotidiani; in altri prendevo meno di 20 euro lordi ad articolo e oltretutto, con una scusa o un'altra, nemmeno me li pagavano tutti. Quando mi è andata di lusso, ho racimolato 450 euro netti in un mese.
                  Oggi ci si è messa pure l'intelligenza artificiale; inoltre molti quotidiani online già usavano traduttori automatici per fare click baiting.
                  Il data journalism in Italia è fatto di un paio di siti amatoriali, ai quali collaborano volontari, e poi di Milena Gabanelli, che tutto è tranne che specializzata. È laureata in Dams. Altri presunti data journalists sono quelli di Report, il migliore dei quali ha la rogna (ed è laureato in Lettere). Molti non sono nemmeno laureati.
                  Lavorare come free lance, salvo entrare nelle grazie di qualcuno in Rai Spa, significa fare la fame (e comunque entrare nelle grazie significa avere la garanzia di produrre servizi che poi vengono mandati in onda, altrimenti comunque non si naviga nell'oro). Peraltro in Italia essere free lance nel 90% dei casi significa solo essere precari, visto che comunque le testate, o quantomeno gli editori, pretendono l'esclusività.
                  Al massimo si può fare il giornalista per hobby, come seconda attività, se non incompatibile, come fanno moltissimi miei amici insegnanti.
                  In linea di massima ti devo dare ragione per tutte le considerazioni che hai fatto, ma occorre poi sempre fare i dovuti approfondimenti.

                  Sto per raggiungere i 30 anni di iscrizione all'Ordine dei Giornalisti, cosa che in alcune regioni è festeggiata con diplomi, medaglie e patacche varie (come pure i 25 anni) e da me al massimo ti sputano in faccia.

                  Anche io all'inizio ho fatto collaborazioni pagate 15.000 o 20.000 lire al pezzo (ai tempi) e fortunatamente per poco tempo, ma la cosa la vedevo come investimento per raggiungere il numero minimo di pezzi per l'iscrizione all'Ordine, cosa che una volta ottenuta ti offre una serie infinita di vantaggi o privilegi (io ora i 100 euro di quota annuale me li ritrovo restituiti, moltiplicati per 20 o per 30, sotto forma di agevolazioni come convenzioni di tutti i tipi, ingresso gratuito in quasi tutti i musei, eventi sportivi, fiere, saloni, sagre paesane, sconti con compagnie aeree, hotel, crociere, tour operator, ecc.).

                  Spero che anche tu, dopo la gavetta di cui hai parlato, sia finalmente riuscito ad iscriverti all'OdG

                  Il giornalista l'ho sempre fatto come secondo lavoro, e per questo non mi sono mai potuto iscrivere all'albo come professionista ma solo come pubblicista, ma invece di occuparmi di cose generaliste come la maggior parte di coloro che erano nelle mie condizioni e che purtroppo hanno sempre fatto la fame, ho sempre cercato di ritagliarmi i miei spazi di specializzazione fino a diventare una figura di riferimento nel mio campo, con pochissima concorrenza. Alla fine riuscivo a farmi pagare anche 200 o 300 euro per un pezzo e a fine mese spesso e volentieri racimolavo un secondo stipendio. E posso dire con piacere che ad un certo punto non ero più io che dovevo proporre mie collaborazioni come freelance ma erano i giornali a cercarmi per propormi pezzi da fare o inchieste da condurre.
                  Oggi la situazione per chi vuole iniziare a fare il giornalista è peggiorata, i giornali tradizionali sono quasi spariti e i media si stanno orientando sull'online, con compensi che definire irrisori è un eufemismo.

                  Per quanto riguarda il data journalism ti posso dire che vi sono ancora ampi spazi per lavorare, e con guadagni ottimi. Proprio poche settimane fa ho fatto alcuni corsi dell'OdG, in uno dei quali ho avuto come docente una giornalista specializzata in data journalism e mi ha confermato che vi sono molte possibilità di costruirsi una carriera nel settore, come ha fatto lei, che lavora come freelance, da casa, con grandissima soddisfazione, sia dal punto di vista economico che della gestione del tempo libero. Fondamentale però, come avevo già scritto in precedenza, crearsi una propria nicchia di ulteriore specializzazione all'interno della specializzazione in data journalism.

                  Se l'OP vuole vedere questa attività come un hobby, e ha le capacità di uscire dalla massa creandosi il suo settore di specializzazione, non posso escludere che possa avere le sue soddisfazioni professionali.

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