Vi racconto un po' la mia storia, sperando di non annoiarvi, con la speranza di ottenere qualche utile opinione/consiglio.
Io sono di Venezia, mi sono iscritto a Giurisprudenza a Padova (sede Treviso) nel 2020 dove ho conseguito circa 120 CFU con buoni voti. Ho vinto il concorso in Polizia di Stato (lavoro che ho sempre desiderato fare) e ho dovuto sospendere tutto per i 6 mesi di corso (+2 di tirocinio). Appena concluso il corso, essendo assegnato per 1 anno a Novara, non potendo in alcun modo frequentare presso l'università di Padova e non potendo dare gli esami a distanza, ho deciso di iscrivermi alla Guglielmo Marconi in L-14 Scienze Giuridiche.
Bene, mi mancano 2 esami e tesi; penso che a breve avrò concluso. Allo stesso tempo, avendo terminato il mio anno lavorativo "fuori sede", sto per tornare a vivere e lavorare a Venezia (da Gennaio 2025). E qui sorgono i miei dubbi, cosa fare in futuro per la magistrale?
L'obiettivo è certamente quello di finire gli ultimi due anni di università e ottenere la laurea magistrale in Giurisprudenza (così da poter fare carriera con concorsi interni o esterni). Molti sicuramente diranno: "sei nel pubblico, fregatene del blasone e rimani alla Marconi, che è comunque una buona università". La verità però è che non mi dispiacerebbe affatto tornare a studiare a Padova come qualche anno fa e il fatto di essere di nuovo nella mia città mi alletta; poi, le sensazioni che mi trasmetteva (nonostante la sofferenza degli esami) erano impareggiabili (e si, sono anche molto ambizioso).
Ora vi chiedo:
- Secondo voi è realmente possibile conciliare un lavoro come il mio con lo studio in una università come quella di Padova con lezioni e gli esami solo in presenza?
- L'iscrizione a tempo parziale può essere un buon alleato?
- La possibile (o meglio, discussa) rimozione del valore legale è da tenere in considerazione?
Ma si sa, il cuore spesso fa parecchi danni.

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