Ecco le ragioni:
Se si desidera trovare un lavoro subito dopo gli studi, l’unica opzione sicura è rappresentata dalle professioni sanitarie. Tuttavia, queste non sono adatte a tutti, non tanto per la difficoltà degli studi, quanto per le peculiarità del lavoro. Per esempio, gli infermieri devono lavorare anche di notte, e posso assicurarvi che distribuire turni notturni per tutto l’anno non è affatto semplice.
La laurea L-36 permette, qualora si decidesse di non proseguire gli studi, di ottenere un titolo autonomo e valido per partecipare a numerosi concorsi pubblici. Se invece si decide di continuare il percorso accademico, si può spaziare verso diversi ambiti. Tuttavia, è fondamentale intraprendere questa strada con obiettivi chiari e concreti, evitando approcci superficiali, come immaginare di lavorare in una ONG o viaggiare senza un piano preciso.
Ecco alcune possibili specializzazioni post-laurea:
LMG/01: per proseguire con Giurisprudenza e avere accesso alle professioni legali o a ulteriori concorsi pubblici;
LM-77/LM-56: per lavorare nel settore privato, puntare a grandi aziende o partecipare a selezioni per banche e Poste Italiane S.p.A.;
LM-1/LM-78/LM-64/LM-84: per insegnare italiano nella scuola secondaria, una classe di concorso non ancora satura (con l'integrazione dei CFU necessari);
LM-87: per intraprendere la professione di assistente sociale.
È fondamentale evitare distrazioni come lavori poco strutturati (ad esempio bar, crociere, Australia a raccogliere frutta) o viaggi privi di uno scopo dicendo che si va ad imparare una lingua (non si sa poi per cosa).
Tutto ciò che un giovane deve evitare sono lavori non professionalizzanti e studi strani all'estero. Poi se fa medicina ancora meglio, ma l'importante è almeno evitare le cose che ti portano alla Caritas (se la famiglia non provvede).

Commenta