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confronto tra corsi di studio

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  • confronto tra corsi di studio

    ciao a tutti sarei interessato a fare un giuoco ovvero ordinare i vari corsi di studio dal più difficile al meno difficile.
    in particolare sarei interessato ad un parere di dottore e antofacaldo ma chiunque altro voglia partecipare è il benvenuto.
    Sono conscio del fatto che esista anche una conponente soggettiva però proviamo a stilare una classifica che sia il più oggettiva possibile.
    in particolare sarei interessato a ordinare questi corsi di laurea, dal più difficile al meno difficile:
    • Economia
    • Ingegneria
    • Giurisprudenza
    • Lettere
    • Medicina
    • Scienze matematiche, fisiche e naturali
    • Scienze dell'educazione​​
    • Architettura
    • Psicologia
    • lingue (sia culture che la mediazione linguistica)
    • informatica

  • #2
    C'è un margine di soggettività e dipende anche dal piano di studi, dall'ateneo , in linea di massima secondo me dal più facile al più difficile così è:

    -Scienze dell'educazione
    -Lingue
    -Psicologia
    -Lettere
    -Economia (se marketing o management)
    -Scienze della terra
    -Archiettettura
    -Giurisprudenza
    -Economia (finanza)
    -Medicina
    -Informatica
    -Matematica e fisica
    -Ingenerie salvo gestionale

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    • #3
      Personalmente penso che la componente (con la m) soggettiva sia preponderante, non solo in termini di capacità ma anche di interesse e passione, che, insieme con le capacità (dipendenti dalle conoscenze pregresse, dalla forma mentis, dall'intelligenza in senso quali-quantitativo), fanno l'inclinazione.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
        C'è un margine di soggettività e dipende anche dal piano di studi, dall'ateneo , in linea di massima secondo me dal più facile al più difficile così è:

        -Scienze dell'educazione
        -Lingue
        -Psicologia
        -Lettere
        -Economia (se marketing o management)
        -Scienze della terra
        -Archiettettura
        -Giurisprudenza
        -Economia (finanza)
        -Medicina
        -Informatica
        -Matematica e fisica
        -Ingenerie salvo gestionale
        Se Medicina è più difficile di Giurisprudenza io sono Cicciolina.
        Poi fai confusione tra economia e studi aziendali; marketing e management sono studi aziendali, mentre l'economia è altra cosa e oramai in Italia quasi non si studia più.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          interessante questa cosa di medicina, prima di entrare in questo forum ho sempre pensato che fosse praticamente il corso di studi più difficile, invece ho letto spesso qui dentro che è solo lungo e corposo, ma per nulla difficile e tutti i medicandi si laureano anche con pieni voti. a questo punto ritengo che è molto più difficile biologia e chimica, comfermate?


          altre chicche: davvero scienze dell'educazione è addirittura la più facile? la pedagogia non dovrebbe essere una disciplina così facilmente afferrabile, o no?


          giurisprudenza mi hanno sempre detto che non è difficile perchè basta studiare a memoria, ma ho sempre diffidato di tale affermazione, confermate che è il classico l'uogo comune?

          architettura, matematica e fisica sono spendibili sul mercato di lavoro, oppure ci si laurea e poi si trovano gli stessi lavori che trovano i diplomati?

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          • #6
            giurisprudenza mi hanno sempre detto che non è difficile perchè basta studiare a memoria, ma ho sempre diffidato di tale affermazione, confermate che è il classico l'uogo comune?
            Se fosse vero a quest'ora mi sarei già laureato. Imparare a memoria è la cosa più sbagliata che di possa fare a Giurisprudenza.
            Infatti ho dovuto totalmente cambiare metodo di studio.

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            • #7
              Concordo, l'inclinazione personale gioca un ruolo fondamentale. Personalmente, trovo molto difficile lo studio e la comprensione del diritto rispetto a concetti matematici o fisici. Per molti e' vero il contrario.
              In linea generale ritengo Giurisprudenza molto sottovalutata.

              Collocherei poi statistica, matematica e fisica sopra i corsi di ingegneria in ordine di maggiore difficoltà. Per i corsi ingegnerieristici (tutti, non solo gestionale) ci sono tanti esami multidisciplinari che alleggerisco il carico.

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              • #8
                altre chicche sparse qua e la:

                -ma giurisprudenza, oltre ad essere così difficile, è utile o inutile? perchè io so che in italia ci sono tantissimi avvocati e ciononostante tanti continuano a volersi iscrivere a giurisprudenza, cosa fanno a fare se non gli avvocati?

                -informatica è davvero così difficile, serve una preparazione forte, oppure chiunque può farcela se studia molto?

                -perchè scienze dell'educazione e psicologia sono considerate spesso facili?

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                • #9
                  1) niente è inutile. Non prepara necessariamente per la professione di avvocato. Ho visto che nei concorsi pubblici e nelle aziende private è molto richiesta.

                  2) Il concetto di difficile dipende solo dall'attitudine e dalla voglia di impegnarsi.

                  3) Io non posso dire se qualcosa è più o meno difficile senza averla mai provata. Molto spesso siamo vittime dei pregiudizi.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                    interessante questa cosa di medicina, prima di entrare in questo forum ho sempre pensato che fosse praticamente il corso di studi più difficile
                    Medicina nonostante il numero chiuso (che poi è finto visto che ogni anno i tribunali amministrativi infornano sempre molta più gente oltre a quella utilmente collocatasi nelle graduatorie) rimane saldamente la laurea di gran lunga più diffusa in Italia; inoltre il corso ha un tasso di abbandono e di ritardo bassissimo e riscontra un successo negli studi molto elevato, anche in termini di valutazioni di profitto.

                    tutti i medicandi si laureano anche con pieni voti.
                    Medicandi
                    Pieni voti significa 99/110 (nove decimi dei punti a disposizione della commissione), mentre i pieni voti assoluti sono 110/110 (art. 43 R.D. 1269/1938). A Medicina si laureano quasi tutti con i pieni voti assoluti, altro che pieni voti!

                    a questo punto ritengo che è molto più difficile biologia e chimica, comfermate?
                    Confermo, con la n, che potrebbero risultare più impegnative, in particolare Chimica.

                    altre chicche: davvero scienze dell'educazione è addirittura la più facile? la pedagogia non dovrebbe essere una disciplina così facilmente afferrabile, o no?
                    Qui ci addentriamo in un campo minato. A Scienze dell'educazione il problema è la qualità dell'utenza, che è molto bassa. La didattica si adegua di conseguenza, con abbassamento del livello e delle pretese.

                    giurisprudenza mi hanno sempre detto che non è difficile perchè basta studiare a memoria, ma ho sempre diffidato di tale affermazione, confermate che è il classico l'uogo comune?
                    Magari se scriviamo «luogo» senz'apostrofo è meglio, comunque è un convincimento diffuso quanto sbagliato, e secondo me il fatto che i corsi giuridici sono quelli che registrano il maggior tasso di insuccessi e abbandoni è dovuto in parte a questo approccio.

                    architettura, matematica e fisica sono spendibili sul mercato di lavoro, oppure ci si laurea e poi si trovano gli stessi lavori che trovano i diplomati?
                    Architettura è preordinata all'esercizio della professione di architetto, che credo sia la più bistrattata di tutte dopo quella di avvocato ​ Anche perché un avvocato a chi più e a chi meno serve sempre nella vita, almeno una volta prima o poi, mentre un architetto, specie in un contesto in cui è regolamentata anche la professione di ingegnere e a lungo è stata fatta coincidere con quella di ingegnere edìle, con laureati in Ingegneria chimica, Ingegneria meccanica e Ingegneria gestionale che progettavano case, rischia di lavorare davvero poco.
                    Personalmente conosco un architetto che lavora nel servizio clienti di una grande compagnia telefonica (per anni è stato al front end telefonico; ora che questo è stato delocalizzato in Albania, Romania, Croazia etc. non saprei cosa faccia, ma è sempre alle customer operations) e un architetto iunior che lavora in uno studio di architettura il cui titolare, che è quello che firma i progetti e li spaccia per propri, lo paga una fesseria (infatti lui pur essendo abilitato si è cancellato dall'albo per risparmiare qualche soldino). Ah, prima che qualcuno se ne esca con i soliti luoghi comuni, preciso che quest'ultimo vive e lavora in Piemonte.
                    I laureati in Matematica e Fisica sono pochi ma è inutile che ci giriamo intorno: anche se si dice sempre che in Italia mancano laureati STEM, la maggior parte di essi prosegue gli studi nei corsi di laurea magistrale e finisce con il riversarsi sull'insegnamento secondario.

                    Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                    Personalmente, trovo molto difficile lo studio e la comprensione del diritto rispetto a concetti matematici o fisici.
                    Tu lo ammetti perché sei una persona matura e non presuntuosa. Con quasi tutti i laureati in Medicina e Ingegneria che conosco io, è meglio non affrontare l'argomento: si dividono tra coloro che pretendono di saperne più di te sulle materie che tu hai studiato e loro no e coloro che, pur ammettendo di non saperne, sono comunque convinti di poter essere in grado di laurearsi in quello in cui ti sei laureato tu senza alcuno sforzo poiché le materie difficili sono le loro. Non aggiungo altre considerazioni offensive, anche estremamente, per carità di patria.

                    Collocherei poi statistica, matematica e fisica sopra i corsi di ingegneria in ordine di maggiore difficoltà. Per i corsi ingegnerieristici (tutti, non solo gestionale) ci sono tanti esami multidisciplinari che alleggerisco il carico.
                    Statistica in realtà dipende. Alcuni corsi di laurera in Statistica sono infarciti di esami di sociologia, scienza politica, economia qualitativa e anche diritto. Il che non significa in senso assoluto che siano più facili, ma richiedono un approccio molto diverso.

                    In linea generale ritengo Giurisprudenza molto sottovalutata.
                    In realtà ni, nel senso che se ne parli tra studenti universitari, professionisti, specie nelle grandi e medie città, senti fare sempre i soliti discorsi (troppi avvocati, fanno la fame, è facile perché si impara tutto a memoria etc.). Se invece ti rivolgi a persone di estrazione sociale più bassa, studiare Giurisprudenza diventa «studiare da avvocato», hanno un'idea del tutto immaginifica e scollata della realtà del reddito medio e del prestigio di cui gode un avvocato (e quando gli fai osservare che non è come dicono loro ti rispondono «quelli che conosco io hanno tutti il macchinone». Peccato che loro ne conoscano due o tre, tu invece ne conosci mille dei quali 997 sono talmente poveri che loro mai si immaginerebbero che sono avvocati incontrandoli per strada) e pensano che solo per essere entrato a «studiare da avvocato» tu debba essere un genio perché c'è il numero chiuso (addirittura una recentemente mi ha detto «Ma forse al Sud o dove stai tu si potrà iscrivere chi vuole. Qui al Nord, perlomeno a Milano e hinterland, non si entra facilmente», mettendo a dura prova la mia pazienza ​).
                    Sicuramente è sottovalutata dalle imprese, che continuano a impiegare persone laureate in tutt'altro su funzioni che richiederebbero conoscenze giuridiche di livello approfondito, anche se non necessariamente avanzato, infatti la laurea in Scienze giuridiche non serve a niente perché tipicamente i giuristi d'impresa sono laureati in Economia o Ingegneria, quando non laureati affatto. Magari non vengono chiamati giuristi d'impressa ma quello fanno; ad esempio io ne conosco uno in una multinazionale che si occupa di conformità normativa (solo che viene chiamata compliance) e affari regolatorî (o regolamentari) e istituzionali che è laureato in Filosofia, mentre le case farmaceutiche cercano regulatory affairs managers laureati in Farmacia e non ho mai capìto il perché. Poi anche nello stesso mondo delle imprese ci sono quelli che fanno l'equazione Giurisprudenza = avvocato, tant'è che nei rari casi in cui si cerca una persona con competenze giuridiche (le figure di cui sopra, ma anche addetti alle relazioni sindacali, alla churn prevention etc.: che poi sono tutte figure che richiedono anche abilità relazionali e rispetto alle quali l'interdisciplinarità caratterizzante profili come quelli dei laureati in Scienze politiche e Scienze dell'amministrazione pure potrebbe risultare utilissima) tipicamente lo vuole abilitato alla professione di avvocato, senza sapere che per poter firmare il contratto di lavoro subordinato non dev'essere iscritto all'albo.​

                    Originariamente inviato da JMaskelyne
                    Collocherei poi statistica, matematica e fisica sopra i corsi di ingegneria in ordine di maggiore difficoltà. Per i corsi ingegnerieristici (tutti, non solo gestionale) ci sono tanti esami multidisciplinari che alleggerisco il carico.
                    Statistica in realtà dipende. Alcuni corsi di laurera in Statistica sono infarciti di esami di sociologia, scienza politica, economia qualitativa e anche diritto. Il che non significa in senso assoluto che siano più facili, ma richiedono un approccio molto diverso.

                    Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                    -ma giurisprudenza, oltre ad essere così difficile, è utile o inutile? perchè io so che in italia ci sono tantissimi avvocati e ciononostante tanti continuano a volersi iscrivere a giurisprudenza, cosa fanno a fare se non gli avvocati?
                    Questa "chicca" è un concentrato di ignoranza perché, se pure Giurisprudenza consentisse di accedere unicamente alle professioni legali, tra di esse non esiste solo l'avvocato, ma anche il magistrato e il notaio. Ma capisco che per gente abituata ai processi in TV i giudici non hanno ragion d'essere.
                    In ogni caso, che i laureati in Giurisprudenza siano così tanti è un luogo comune. Col vecchio ordinamento la laurea in Giurisprudenza era solo quarta tra quelle più diffuse: il podio era stabilmente occupato da Medicina (nonostante il numero chiuso), dal gruppo Economia (Economia e commercio, Economia aziendale etc.) e dal gruppo Ingegneria. Con il nuovo non è che sia cambiato molto.
                    Sono invece tanti gli avvocati, nonostante l'equazione Giurisprudenza = avvocato non valga come invece vale quella Medicina = medico (prima che, con l'emergenza CoViD, divenisse abilitante, i laureati in Medicina che si abilitavano alla professione di medico-chirurgo rasentavano il 100%), e in particolare i cassazionisti. Mentre invece i magistrati sono molti meno rispetto alla media europea.
                    Ora per capire come mai gli avvocati sono tanti dovremmo andare indietro nel tempo per capire come si è arrivati alla saturazione del mercato. Sino al 1992 la situazione era completamente diversa. I laureati in Giurisprudenza riuscivano a essere assorbiti dal mercato del lavoro perché chi non faceva l'avvocato, il magistrato o il notaio andava a fare il funzionario nella pubblica amministrazione (ipotesi che la casalinga di Voghera non contempla perché è convinta che per lavorare nella PA ci vogliano la licenza media e la raccomandazione di un politico). Qualcuno insegnava, più che altro per scelta, e tipicamente faceva ancora l'avvocato (stante l'eccezione alla regola generale dell'incompatibilità). Poi sono arrivati il trattato di Maastricht e il conseguente patto di stabilità e le assunzioni nella pubblica amministrazione sono state bloccate, rimanendo sostanzialmente bloccate sino al 2019, quando il blocco è stato sospeso (ma non abolito, e ora siamo in regime di proroga della sospensione). L'unico comparto esente, a parte le forze armate (ma è evidente che quelle sono un caso a parte), è la scuola, che conseguenetemente si è saturata. Per questo motivo il tasso di coloro che sceglievano di abilitarsi alla professione di avvocato è cresciuto vertiginosamente, creando la situazione che ben conosciamo. A quel punto il legislatore è ricorso ai ripari più volte: dapprima aggravando i titoli richiesti per l'accesso all'insegnamento (in particolare a me la cosa che fa più ridere, tra le tante fortemente discutibili, che è i laureati magistrali in Giurisprduenza che hanno maturato magari 15 crediti in Diritto costituzionale devono maturarne 12 in Istituzioni di diritto pubblico per poter insegnare), poi impedendo i praticantati fittizi (che con le attuali norme sono impossibili) e infine rendendo obbligatoria, da parte degli avvocati iscritti all'elenco ordinario dell'albo, l'apertura di una posizione contributiva alla Cassa nazionale forense, da alimentare con un minimo annuo. Questo ha stimolato le cancellazioni, che da anni oramai non sono pienamente compensate dai nuovo ingressi.
                    Va detto, poi, che Giurisprudenza più di tutto sta subendo oramai da una decina d'anni un calo di immatricolazioni, che in alcune sedi (vedi Firenze) è stato proprio un crollo, mettendo a rischio l'esistenza stessa di scuole o dipartimenti dedicati. Se escludiamo la Pegaso, il decremento riguarda anche i pochi atenei in controtendenza rispetto alla diminuzione generale delle matricole (vedi Foggia, Parthenope, Suor Orsola Benincasa), con un aumento degli abbandoni de facto e dei fuoricorso che si è oramai attestato ai livelli del previgente ordinamento, se non sopra, anche se c'è da dire che nel percorso a ciclo unico il fenomeno è più contenuto rispetto alle lauree di classe L-14 (i laureati fuori corso sono in ogni caso quasi in tutte le sedi maggioranza rispetto a quelli in corso sia per i corsi L-14 sia per i corsi LMG/01, mentre sono molti meno sui corsi LM-SC/GIUR).

                    informatica è davvero così difficile, serve una preparazione forte, oppure chiunque può farcela se studia molto?
                    Serve una buona preparazione in matematica e soprattutto deve piacere.

                    perchè scienze dell'educazione e psicologia sono considerate spesso facili?
                    A mio avviso l'elemento che incide di più è la qualità dell'utenza, che pone un limite intrinseco alla qualità della didattica erogata.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      e come mai medicina ha dei tassi così alti? perchè forse c'è bisogno di medici e quindi promuovono tutti agli esami?

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                      • #12
                        Per curiosità dove posizionereste comunicazione (l-20), scienze politiche (l-36) e filosofia (l-5)?

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                        • #13
                          Voglio dire la mia su Medicina, essendone stato per diversi anni studente(anche se poi ho fatto la rinuncia). Se a Scienze dell'educazione e psicologia il livello dell'utenza è molto basso in Medicina è l'opposto, perchè il metodo di selezione è un filtro enorme(non a caso se andate a vedere la media dei voti di diploma di chi fa Medicina è circa 90, in tutte le altre facoltà è semplicemente più basso). In Medicina c'è un livello di competitività assurdo(che in altri corsi si manifesta solo dopo la laurea per accedere alle posizioni lavorative), inoltre la materia è mnemonica all'inverosimile. Avendo studiato diritto per un concorso che ho superato per una regione, posso dire che esso si basa molto sul ragionamento, cosa che in Medicina è presente solo negli esami propedeutici, tranne anatomia. Gli esami clinici sono un insieme di liste da imparare e ripetere a mo di elenco telefonico. Tuttavia non mi sento di dire che essa sia più difficile dei corsi di laurea scientifici puri o di Giurisprudenza, ma è a mio modo di vedere il corso di laurea che richiede più ore di studio. Gli studenti di Medicina studiano tutto l'anno a ritmi folli, raggiungendo picchi anche di 12 ore durante la sessione d'esame. Quindi sicuramente è la più logorante di tutte, che poi se accetti la sua follia riesci a laurearti e dopo, a differenza degli altri laureati, la vita lavorativa è in discesa, questo è vero. Probabilmente se sei intelligente e appassionato a Giurisprudenza e nei corsi di laurea scientifici non devi ammazzarti allo stesso modo, ma a Medicina essere intelligente non conta nulla purtroppo.

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                          • #14
                            Se non mi credete provate a cercare una dispensa su internet di un esame dal terzo anno in poi e cercate di studiarla.

                            Commenta


                            • #15
                              Originariamente inviato da camtut22 Visualizza il messaggio
                              è a mio modo di vedere il corso di laurea che richiede più ore di studio.
                              Emh... credo che gli studenti di Algebra, Geometria, Analisi 1/2/3, Fisica 1/2/3, Scienza delle Costruzioni, Elettrotecnica (quindi CDL in Matematica, Fisica, Ingegneria, ... ), potrebbero avere qualcosina da ridire a riguardo.

                              Oltre ad una quantità infinita di cose da imparare a memoria, c'è anche tutto il ragionamento dietro che a volte rasenta la filosofia (se lo conoscete, chiedete ad un matematico puro di cosa stiamo parlando), pur dovendo mantenere un rigore assoluto.

                              Secondo me, il "problema" di medicina non è la difficoltà, bensì la durata. Perché si dimentica di dire che dopo i 6 anni del CDL, c'è la specializzazione... quindi è facile arrivare a 10 anni di studio "solo per iniziare".

                              Ovviamente è il mio modesto parere
                              Bachelor Business Administration @John Cabot University
                              CV Dettagliato: https://www.gallinaro.org

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