In Italia con la sola laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, oggi divenuta abilitante (ma non è che prima fosse molto diverso: aspettavi un mese per sostenere un esame di Stato che oscillava a seconda della sessione tra il 99.6 e il 100% di promossi; quando lo ha sostenuto mio fratello, ci fu un solo respinto in tutta Italia per un errore formale sul foglio d'esame, tipo che aveva scritto il suo nome rendendosi riconoscibile o una cosa del genere), in costanza di iscrizione all'albo si è legittimati a esercitare in tutte le branche della medicina ad eccezione di quelle attività, funzioni e specialità rispetto alle quali specifiche norme di legge dispongano l'obbligatorietà del possesso di diplomi di specializzazione e/o qualificazioni ulteriori, che sono le seguenti:
- radiologia (è riservato il solo utilizzo dei raggi X ai titolari di diploma di specializzazione in Radiodiagnostica, afferente alla classe delle specializzazioni Diagnostica per immagini e radioterapia, facente parte delle specializzazioni mediche dell'area dei servizi clinici, mentre la diagnostica per immagini che non comporti l'utilizzo di raggi X, come l'ecografia, sebbene afferente allo stessa scuola di specializzazione, è esercitabile da qualsiasi medico);
- anestesiologia (N.B.: è vietata ai non titolari di apposita specializzazione la somministrazione di anestesie, ma tutto il resto afferente a quella branca specialistica è ammesso, anzi la rianimazione rientra tra gli obblighi deontologici);
- attività del medico competente in materia di sorveglianza sanitaria per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
La professione di odontoiatra è stata oramai definitivamente separata da quella di medico-chirurgo e quindi i medici non possono altresì operare nel campo dell'odontoiatria.
Ora, cosa vuol dire in concreto quanto sopra? Che i medici appena laureati, anche parallelamente al corso di specializzazione, possono fare e fanno quel che vogliono, dopodiché ci sono quelli che, sprezzanti del pericolo, si gettano nella medicina o peggio nella chirurgia estetica, per poi fare danni e finire sui giornali e in tribunale (e teoricamente rischiare la radiazione dall'albo, che però per queste cose non avviene quasi mai: quelle rare volte che è stata disposta, è stato per ragioni prettamente ideologiche), e quelli che, come mio fratello e i miei cugini, si mettono a fare i prelievi di sangue sui furgoni dell'Avis nei centri commerciali, le sostituzioni in guardia medica e altre cose del genere, che comunque con un po' di impegno orario garantiscono a un mese dalla laurea un reddito, aggiuntivo rispetto alla borsa di specializzazione, non inferiore a 1500 euro netti (dopodiché ci sarebbero i divieti di cumulo previsti dai regolamenti universitari, ma se ne fottono allegramente tutti quanti e chi s'è visto s'è visto). Ne conosco diversi che si sono aperti la partita IVA il giorno stesso in cui si sono iscritti all'albo e prima di iniziare la specializzazione.
La borsa di specializzazione ammonta a 22700 euro di parte fissa + una parte variabile di 2300 euro per i primi due anni di corso e una di 3300 per l'anno o i due anni successivi (a seconda della durata). È importante sapere che tale importo è esente da imposta sui redditi, nonché dal computo dell'imponibile (cioè non si cumula con eventuale percepito altrove); sono a carico del lavoratore solo alcuni contributi, quindi la busta paga lorda corrisponde quasi a quella netta e lo stipendio effettivo è dunque almeno pari a quello di un dipendente dell'area dei funzionari e degli specialisti della salute (categoria nella quale rientrano infermieri, infermieri pediatrici, ostetrici, fisioterapisti, dietisti, educatori professionali, assistenti sociali, avvocati, ingegneri, architetti, geologi, dottori agronomi e forestali oltre che funzionari amministrativi e contabili, insomma qualsiasi laureato, abilitato o meno a una professione regolamentata comprese quelle che richiedono la laurea magistrale, che non sia un medico, un odontoiatra, un veterinario e pochi altri assimilati, tra cui lo psicologo clinico psicoterapeuta e il sociologo, tutti inquadrati nella dirigenza). In alcune regioni l'importo, in base a disposizioni legislative e regolamentari regionali e/o accordi decentrati, potrebbe anche essere più elevato.
Durante il periodo CoViD, inoltre, con il pretesto dell'emergenza è stato consentito ai medici specializzandi dei penultimi e ultimi anni dei rispettivi corsi di cumulare con la specializzazione perfino il lavoro dipendente e quello di specialista ambulatoriale interno (che è un medico che lavora presso una struttura sanitaria o ospedaliera pubblica con un rapporto convenzionale, cioè di parasubordinazione, simile a quello del MMG e del PLS). L'assunzione poteva avvenire senza concorso. Un mio parente stretto è stato assunto come specialista ambulatoriale in questo modo, e ovviamente dopo, come ampiamente prevedibile, è stato stabilizzato. Dopo l'assunzione fu esonerato dal recarsi in ospedale per le attività cliniche della propria specializzazione, mentre le (francamente ridicole) attività didattiche e i relativi esami (autentiche farse) si svolgevano a distanza su piattaforma telematica (mi pare usassero MS Teams).

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