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  • #16
    Originariamente inviato da F3d3r1c0 Visualizza il messaggio
    Secondo me, il "problema" di medicina non è la difficoltà, bensì la durata. Perché si dimentica di dire che dopo i 6 anni del CDL, c'è la specializzazione... quindi è facile arrivare a 10 anni di studio "solo per iniziare".
    Questo è un falso mito. È così in Francia, dove il titolo ti viene dato dopo la specializzazione e dunque prima di 9 o 10 anni di corso (a seconda della durata della specializzazione dopo i 6 anni di corso base) non puoi lavorare.
    In Italia con la sola laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia, oggi divenuta abilitante (ma non è che prima fosse molto diverso: aspettavi un mese per sostenere un esame di Stato che oscillava a seconda della sessione tra il 99.6 e il 100% di promossi; quando lo ha sostenuto mio fratello, ci fu un solo respinto in tutta Italia per un errore formale sul foglio d'esame, tipo che aveva scritto il suo nome rendendosi riconoscibile o una cosa del genere), in costanza di iscrizione all'albo si è legittimati a esercitare in tutte le branche della medicina ad eccezione di quelle attività, funzioni e specialità rispetto alle quali specifiche norme di legge dispongano l'obbligatorietà del possesso di diplomi di specializzazione e/o qualificazioni ulteriori, che sono le seguenti:
    • radiologia (è riservato il solo utilizzo dei raggi X ai titolari di diploma di specializzazione in Radiodiagnostica, afferente alla classe delle specializzazioni Diagnostica per immagini e radioterapia, facente parte delle specializzazioni mediche dell'area dei servizi clinici, mentre la diagnostica per immagini che non comporti l'utilizzo di raggi X, come l'ecografia, sebbene afferente allo stessa scuola di specializzazione, è esercitabile da qualsiasi medico);
    • anestesiologia (N.B.: è vietata ai non titolari di apposita specializzazione la somministrazione di anestesie, ma tutto il resto afferente a quella branca specialistica è ammesso, anzi la rianimazione rientra tra gli obblighi deontologici);
    • attività del medico competente in materia di sorveglianza sanitaria per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
    A differenza di alcune leggende circolanti, l'attività di medicina legale e delle assicurazioni ‒ incredibile ma vero ‒ non è riservata, mentre su quella di oftalmologo ho qualche dubbio (molti dicono di sì ma non trovo riscontro nella legislazione).
    La professione di odontoiatra è stata oramai definitivamente separata da quella di medico-chirurgo e quindi i medici non possono altresì operare nel campo dell'odontoiatria.

    Ora, cosa vuol dire in concreto quanto sopra? Che i medici appena laureati, anche parallelamente al corso di specializzazione, possono fare e fanno quel che vogliono, dopodiché ci sono quelli che, sprezzanti del pericolo, si gettano nella medicina o peggio nella chirurgia estetica, per poi fare danni e finire sui giornali e in tribunale (e teoricamente rischiare la radiazione dall'albo, che però per queste cose non avviene quasi mai: quelle rare volte che è stata disposta, è stato per ragioni prettamente ideologiche), e quelli che, come mio fratello e i miei cugini, si mettono a fare i prelievi di sangue sui furgoni dell'Avis nei centri commerciali, le sostituzioni in guardia medica e altre cose del genere, che comunque con un po' di impegno orario garantiscono a un mese dalla laurea un reddito, aggiuntivo rispetto alla borsa di specializzazione, non inferiore a 1500 euro netti (dopodiché ci sarebbero i divieti di cumulo previsti dai regolamenti universitari, ma se ne fottono allegramente tutti quanti e chi s'è visto s'è visto). Ne conosco diversi che si sono aperti la partita IVA il giorno stesso in cui si sono iscritti all'albo e prima di iniziare la specializzazione.
    La borsa di specializzazione ammonta a 22700 euro di parte fissa + una parte variabile di 2300 euro per i primi due anni di corso e una di 3300 per l'anno o i due anni successivi (a seconda della durata). È importante sapere che tale importo è esente da imposta sui redditi, nonché dal computo dell'imponibile (cioè non si cumula con eventuale percepito altrove); sono a carico del lavoratore solo alcuni contributi, quindi la busta paga lorda corrisponde quasi a quella netta e lo stipendio effettivo è dunque almeno pari a quello di un dipendente dell'area dei funzionari e degli specialisti della salute (categoria nella quale rientrano infermieri, infermieri pediatrici, ostetrici, fisioterapisti, dietisti, educatori professionali, assistenti sociali, avvocati, ingegneri, architetti, geologi, dottori agronomi e forestali oltre che funzionari amministrativi e contabili, insomma qualsiasi laureato, abilitato o meno a una professione regolamentata comprese quelle che richiedono la laurea magistrale, che non sia un medico, un odontoiatra, un veterinario e pochi altri assimilati, tra cui lo psicologo clinico psicoterapeuta e il sociologo, tutti inquadrati nella dirigenza). In alcune regioni l'importo, in base a disposizioni legislative e regolamentari regionali e/o accordi decentrati, potrebbe anche essere più elevato.
    Durante il periodo CoViD, inoltre, con il pretesto dell'emergenza è stato consentito ai medici specializzandi dei penultimi e ultimi anni dei rispettivi corsi di cumulare con la specializzazione perfino il lavoro dipendente e quello di specialista ambulatoriale interno (che è un medico che lavora presso una struttura sanitaria o ospedaliera pubblica con un rapporto convenzionale, cioè di parasubordinazione, simile a quello del MMG e del PLS). L'assunzione poteva avvenire senza concorso. Un mio parente stretto è stato assunto come specialista ambulatoriale in questo modo, e ovviamente dopo, come ampiamente prevedibile, è stato stabilizzato. Dopo l'assunzione fu esonerato dal recarsi in ospedale per le attività cliniche della propria specializzazione, mentre le (francamente ridicole) attività didattiche e i relativi esami (autentiche farse) si svolgevano a distanza su piattaforma telematica (mi pare usassero MS Teams).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      Se invece ti rivolgi a persone di estrazione sociale più bassa, studiare Giurisprudenza diventa «studiare da avvocato», hanno un'idea del tutto immaginifica e scollata della realtà del reddito medio e del prestigio di cui gode un avvocato (e quando gli fai osservare che non è come dicono loro ti rispondono «quelli che conosco io hanno tutti il macchinone». Peccato che loro ne conoscano due o tre, tu invece ne conosci mille dei quali 997 sono talmente poveri che loro mai si immaginerebbero che sono avvocati incontrandoli per strada)
      Beh insomma, penso che ormai pure le persone di estrazione sociale più bassa abbiano un'idea infima della situazione degli avvocati. Ricordo benissimo quando, anni fa, matricola di Giurisprudenza (qui qualcuno sa che poi ho abbandonato per virare verso altri studi, dato che è un corso di laurea che mi fece soffrire moltissimo in quanto non incline alle mie reali passioni, ai tempi non l'avevo ancora capito), l'addetta alla reception della palestra mi chiese cosa studiavo; alla mia risposta mi fece "Ah, un altro avvocato!". Ormai non godono di alcun rispetto da parte di nessuno: "sono troppi", "fanno la fame" e via dicendo sono le classiche frasi.
      ​​​​​​
      A quel punto il legislatore è ricorso ai ripari più volte: dapprima aggravando i titoli richiesti per l'accesso all'insegnamento (in particolare a me la cosa che fa più ridere, tra le tante fortemente discutibili, che è i laureati magistrali in Giurisprduenza che hanno maturato magari 15 crediti in Diritto costituzionale devono maturarne 12 in Istituzioni di diritto pubblico per poter insegnare), poi impedendo i praticantati fittizi (che con le attuali norme sono impossibili) e infine rendendo obbligatoria, da parte degli avvocati iscritti all'elenco ordinario dell'albo, l'apertura di una posizione contributiva alla Cassa nazionale forense, da alimentare con un minimo annuo. Questo ha stimolato le cancellazioni, che da anni oramai non sono pienamente compensate dai nuovo ingressi.
      A ciò che hai correttamente detto, aggiungerei anche il fatto che ormai l'esame da avvocato è diventato davvero un terno al lotto rispetto a prima; non che prima fosse una formalità come l'esame per abilitarsi a medico, ma poco ci mancava. Adesso le varie commissioni d'esame persino "ruotano". Ci sono persone molto preparate che non lo passano.

      Comunque, in merito alla discussione in generale, io conosco fior di somari laureati in Giurisprudenza. Il punto essenziale è che è un corso di laurea accessibile a tutti, a differenza di Medicina. dottore giustamente afferma che i voti sono più alti a Medicina e che ci si laurea nei tempi e son d'accordo, ma è anche vero che l'utenza (inteso come "qualità") a Giurisprudenza è davvero calata moltissimo, con persone spesso poco motivate o che rimangono iscritte per anni e anni, dato che a lungo è stata considerata una laurea che permetteva l'ascesa nella mobilità sociale.

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      • #18
        Ciao! È sempre difficile stilare una classifica oggettiva perché molto dipende dalle proprie attitudini, ma generalmente si riconosce questa difficoltà crescente:

        1. Medicina
        2. Ingegneria
        3. Scienze matematiche, fisiche e naturali
        4. Architettura
        5. Informatica
        6. Giurisprudenza
        7. Economia
        8. Psicologia
        9. Lingue
        10. Lettere
        11. Scienze dell’educazione

        Ovviamente, per alcuni possono cambiare le posizioni! Ognuno ha le proprie "bestie nere". Curioso di leggere altri pareri!

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        • #19
          Originariamente inviato da Szuba Visualizza il messaggio
          Ciao! È sempre difficile stilare una classifica oggettiva perché molto dipende dalle proprie attitudini, ma generalmente si riconosce questa difficoltà crescente:

          1. Medicina
          2. Ingegneria
          3. Scienze matematiche, fisiche e naturali
          4. Architettura
          5. Informatica
          6. Giurisprudenza
          7. Economia
          8. Psicologia
          9. Lingue
          10. Lettere
          11. Scienze dell’educazione

          Ovviamente, per alcuni possono cambiare le posizioni! Ognuno ha le proprie "bestie nere". Curioso di leggere altri pareri!
          Difficoltà crescente e metti all'undicesimo posto Scienze dell'educazione? Forse volevi dire difficoltà DEcrescente. In questo caso, mettere Medicina come corso di studi più difficile e Psicologia più difficile di Lettere è semplicemente ridicolo.
          Scienze matematiche, fisiche e naturali non è un singolo corso di studi. Nelle ex facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali c'era di tutto, da Scienze della comunicazione a Biologia molecolare, da Scienze ambientali a Chimica industriale, da Scienze motorie a Fisica teorica.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Ingegneria forse la più complessa perché richiede capacità analitiche ma anche mnemoniche. Gli esami hanno tutti esercitazioni e parti di teoria.
            Giurisprudenza affascinante e davvero complessa. Non capisco perché sia così sottovalutata. Per me, più difficile di medicina.
            Economia e' un corso che ho trovato davvero semplice.
            Scienze dell'educazione e Psicologia penso siano più semplici di un percorso in un istituto tecnico.

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            • #21
              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
              Per me, più difficile di medicina.
              Chiedo ancora una volta cosa vi induce a ritenere che Medicina sia difficile, perché i numeri indicano tutt'altro.

              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #22
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Chiedo ancora una volta cosa vi induce a ritenere che Medicina sia difficile, perché i numeri indicano tutt'altro.
                Non saprei, forse per la quantità di termini da memorizzare.
                Personalmente, mi spaventerebbe di più preparare diritto penale o commerciale rispetto a patologia o microbiologia.

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                • #23
                  Giurisprudenza e Medicina sono assolutamente simili in termini di difficoltà, in quanto entrambe mnemoniche all'inverosimile. Forse qualche punto in più in merito alla difficoltà ce l'ha Medicina, per via degli esami propedeutici come chimica e biochimica, che sono gli unici non esclusivamente basati sulla memoria e sono lo scoglio di moltissimi.

                  Alla fine, anche un cretino si può laurearsi in Giurisprudenza o Medicina; ma lo stesso non si può mica dire per Ingegneria, per capirci. Attenzione perché i numeri non significano niente e possono risultare estremamente fuorvianti, dato che Giurisprudenza è stata per anni un refugium peccatorum per moltissimi.

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                  • #24
                    Conosco svariati cretini laureati in Ingegneria. Poi bisogna vedere cosa si intende per cretino.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                      Difficoltà crescente e metti all'undicesimo posto Scienze dell'educazione? Forse volevi dire difficoltà DEcrescente. In questo caso, mettere Medicina come corso di studi più difficile e Psicologia più difficile di Lettere è semplicemente ridicolo.
                      Scienze matematiche, fisiche e naturali non è un singolo corso di studi. Nelle ex facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali c'era di tutto, da Scienze della comunicazione a Biologia molecolare, da Scienze ambientali a Chimica industriale, da Scienze motorie a Fisica teorica.
                      Lettere più difficile di psicologia secondo te? Per il sentire comune non è così.

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                      • #26
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Poi bisogna vedere cosa si intende per cretino.
                        È un ottimo esempio di come parole nate in ambito medico siano diventate offese, come idiota, imbecille o deficiente.
                        Il significato può spaziare molto a seconda degli ambiti e dei punti di vista. E' un termine molto insidioso.
                        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                        • #27
                          credo indichi un abitante di Creta

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                          Sto operando...
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