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Scelta tra L-36 e L-37

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  • Scelta tra L-36 e L-37

    Salve, sono una studentessa appena diplomata, e non so ancora se frequentare L-36 Scienze politiche e relazioni internazionali oppure L-37 Cooperazione e sviluppo per la pace. Svolgerei il corso di laurea nello stesso ateneo, ma in questa università la laurea L-37 viene considerata come laurea in Scienze della Comunicazione, e non Scienze politiche come in altri atenei. Vorrei anche specificare che intendo continuare il percorso di studi oltre la laurea triennale, perciò non si tratta di una questione di titoli ma di livello formativo.
    Le mie principali motivazioni per aver preso in considerazione il corso L-37 sono principalmente rivolte all’interesse che ho riguardo sviluppo internazionale e cooperazione politica ed economica tra nazioni, ma vorrei che la mia carriera lavorativa si concentrasse sulla diplomazia.
    Essendo quindi indirizzata verso una carriera diplomatica (si spera MAECI, ONU o altri), quale tra i due mi conviene frequentare? I pregiudizi che ci sono colloquialmente riguardo Scienze della Comunicazione sono presenti anche nell’ambito lavorativo e/o di selezione? E poi, a livello di formazione, quale potrebbe essermi più d’aiuto considerando le mie aspirazioni? Grazie mille per le risposte

  • #2
    Svolgerei il corso di laurea nello stesso ateneo, ma in questa università la laurea L-37 viene considerata come laurea in Scienze della Comunicazione, e non Scienze politiche come in altri atenei.
    Scusa, non ho capito. Che vuol dire quello che hai appena affermato? Il valore legale di una laurea dipende dalla classe d'appartenenza: se è una L-37 Scienze Sociali per la Cooperazione, lo Sviluppo e la Pace, dunque è una L-37 Scienze Sociali per la Cooperazione, lo Sviluppo e la Pace. Punto.

    Personalmente, ti sconsiglio vivamente la L-37. È davvero raramente presente nei concorsi pubblici, a differenza di L-36 Scienze politiche, quindi qualora ti interessasse fare concorsi dopo la laurea rimarresti fregata.

    Oltretutto, io sconsiglio sempre di fare cose ultraspecifiche a livello di laurea. Vuoi occuparti di cooperazione allo sviluppo? Bene, ma prima prendi una laurea in Scienze politiche, non serve buttarsi subito in una L-37. Poi, se uno vuole studiare quello che riguarda lo sviluppo internazionale, può benissimo farlo in un secondo ciclo.
    Tra l'altro, se uno pensa per esempio al Dipartimento di Scienze politiche di Roma Tre, tanto vale iscriversi alla L-36 a curriculum internazionalistico, perché il piano di studi è grosso modo lo stesso della L-37 offerta dallo stesso dipartimento.

    Essendo quindi indirizzata verso una carriera diplomatica (si spera MAECI, ONU o altri), quale tra i due mi conviene frequentare? I pregiudizi che ci sono colloquialmente riguardo Scienze della Comunicazione sono presenti anche nell’ambito lavorativo e/o di selezione? E poi, a livello di formazione, quale potrebbe essermi più d’aiuto considerando le mie aspirazioni? Grazie mille per le risposte
    Ti conviene per l'appunto una L-36 Scienze politiche, in quanto potresti accedere a tutti i concorsi pubblici, a differenza di L-37, come ti dicevo. Inoltre avresti un titolo più "neutro" e più facilmente spendibile.
    Per l'ONU sto facendo io al momento le domande per uno stage, tieni a mente che è un terno al lotto, lo stage non è manco pagato, e ad ogni modo pretendono (non in maniera esplicita, chiaro) una laurea di secondo ciclo (quello che all'estero chiamano semplicemente "master").

    Il problema di Scienze della comunicazione è che ci sono atenei che hanno dei buoni piani di studio (vedi la Sapienza), altri che la trattano a mo' di disciplina umanistica (vedi Roma Tre). La prima cosa da fare è vedere quale ateneo ti interessa.

    Sì, Scienze della comunicazione ha pessima reputazione, però se andiamo a vedere Scienze politiche, alla fin fine stiamo là a livello di valore nel privato, se non peggio, dato che Scienze politiche nel privato ha un valore che rasenta lo zero.

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    • #3
      Originariamente inviato da a.savio Visualizza il messaggio
      Salve, sono una studentessa appena diplomata, e non so ancora se frequentare L-36 Scienze politiche e relazioni internazionali oppure L-37 Cooperazione e sviluppo per la pace. Svolgerei il corso di laurea nello stesso ateneo, ma in questa università la laurea L-37 viene considerata come laurea in Scienze della Comunicazione, e non Scienze politiche come in altri atenei. Vorrei anche specificare che intendo continuare il percorso di studi oltre la laurea triennale, perciò non si tratta di una questione di titoli ma di livello formativo.
      Ciao,

      cosa intendi con il fatto che la laurea in Cooperazione nel tuo ateneo è considerata come la laurea in Scienze della comunicazione?
      Se la laurea in Cooperazione di tuo interesse fosse considerata come la laurea in Scienze della comunicazione, afferirebbe alla classe L-20, non alla L-37.
      Se poi intendi che è una specie di Cenerentola bistrattata da tutti, che dirti? Non che Scienze politiche se la passi molto meglio!

      Tra L-36 e L-37, L-36 tutta la vita: con la classe L-37 non fai letteralmente niente. Lascia perdere il fatto che sei sicura (adesso, perché le cose potrebbero cambiare) che proseguirai gli studi dopo la laurea: un titolo spendibile può sempre tornare utile anche se ne hai altri mille. Io, con i 7 che ho, proprio recentemente ho fatto domanda per un concorso cui non avrei potuto partecipare senza il primo.

      Inoltre, mi duole dirti che ho conosciuto centinaia di persone che non hanno voluto cercare lavoro dopo la laurea nel timore di procrastinare troppo se non essere costretti a interrompere gli studi per la magistrale e che poi, dopo la magistrale, si sono mangiati le mani perché i treni che avevano perso nel frattempo non sono più passati. Tra questi c'è la moglie di un mio collega, persona che a oltre quarant'anni di età non ha mai lavorato e che vorrebbe entrare nella PA (anche perché non ha altre speranze). Il mio collega mi aveva detto che ancora non poteva fare i concorsi perché non era laureata e quelli per assistenti/istruttori non le interessavano (legittimo). Dopodiché scopro che era laureata ed era iscritta al corso di laurea magistrale. Faccio presente al mio collega che sono in corso svariati concorsi ai quali la moglie può partecipare, tra cui uno indetto dalla nostra stessa amministrazione che le consentirebbe di venire a lavorare vicini, visto che lui mi ha detto che, anche se non hanno figli, nessuno dei due ha intenzione di spostarsi. Il mio collega. laureato con il vecchio ordinamento, mi risponde «ma ha solo la triennale; non è ancora laureata», e io strabuzzo gli occhi Gli spiego che la cosiddetta triennale in realtà si chiama laurea ed è una laurea ed è titolo sufficiente per partecipare ai concorsi per l'accesso a posti di funzionario; lui è molto scettico perché era convinto (e io mi chiedo sempre da cosa derivino queste convinzioni così bizzarre e vorrei avere un'immaginazione altrettanto fervida per elaborare pensieri così creativi e così darmi a una carriera nella pubblicità) che la «triennale» fosse un mero step per arrivare a un unico titolo di studio, non che fosse un titolo di studio a sé, tipo triennio e biennio delle scuole secondarie superiori dei tempi nostri per intenderci (in particolare il nostro caro vecchio liceo classico aveva il biennio iniziale che si chiamava "ginnasio superiore", con le classi quarta e quinta, e il triennio che si chiamava "liceo", con le classi prima, seconda e terza, ma alla fine il titolo conseguito era uno solo). A questa convinzione contribuiva il fatto che l'università dove si era laureata la moglie impiega anni per rilasciare le pergamene e dunque, non vedendo il titolo di studio materialmente, non si era proprio posto il problema della sua esistenza. Comunque alla fine si convince e mi chiede di segnalargli i concorsi. Io gli mando i bandi praticamente tutte le settimane per poi scoprire, dopo mesi, che lui alla moglie neanche li girava. Alla fine mi disse «eh, ma sai com'è, se quella si mette a partecipare a concorsi poi non si laurea più». Avrei dovuto mandarlo a quel paese se non altro per l'ingratitudine di fronte al mio aiuto e al tempo che mi aveva fatto perdere, ma ho lasciato correre. Oggi sua moglie ha conseguito la laurea magistrale e i concorsi non ci sono più; verrà il momento in cui gli dirò «te l'avevo detto!».

      Le mie principali motivazioni per aver preso in considerazione il corso L-37 sono principalmente rivolte all’interesse che ho riguardo sviluppo internazionale e cooperazione politica ed economica tra nazioni
      Tra Stati, non tra nazioni.

      vorrei che la mia carriera lavorativa si concentrasse sulla diplomazia.
      Per la carriera diplomatica occorre la laurea magistrale. La laurea che la precede può essere per assurdo anche in Scienze e tecnologie alimentari.

      Essendo quindi indirizzata verso una carriera diplomatica (si spera MAECI, ONU o altri)
      Stai facendo confusione tra
      • carriera diplomatica (che può essere per forza di cose solo per conto dello Stato di cui sei cittadino);
      • carriere internazionali (che è una cosa diversa da una missione presso l'Onu nell'àmbito di una carriera diplomatica presso lo Stato italiano);
      • carriere ordinarie presso il MAECI (quella diplomatica dipende dal MAECI ma è una carriera speciale, come quella prefettizia al Ministero dell'interno).
      I pregiudizi che ci sono colloquialmente riguardo Scienze della Comunicazione sono presenti anche nell’ambito lavorativo e/o di selezione?
      Scusami ma tu hai una vaga idea di cosa sia un concorso pubblico? Ti pare possibile che in un concorso pubblico possano impattare anche minimammente i pregiudizi? Oppure pensi che facendo un semplice colloquio tu possa andare a fare il diplomatico?
      Oltre a confondere i corsi di studio e le carriere, confondi anche le modalità di reclutamento del pubblico con quelle del privato.

      E poi, a livello di formazione, quale potrebbe essermi più d’aiuto considerando le mie aspirazioni? Grazie mille per le risposte
      Dipende dai piani di studio; di solito sono piuttosto simili. Per il concorso diplomatico serve conoscere benissimo l'inglese e un'altra lingua tra francese, spagnolo e tedesco, anche con riferimento ai lessici specialistici delle materie che sto per elencarti (i temi si devono redigere senza vocabolario), e poi:
      • storia moderna e contemporanea a menadito;
      • storia delle relazioni internazionali a partire dal congresso di Vienna;
      • terza lingua europea o extrauropea facoltativa;
      • diritto internazionale pubblico;
      • diritto dell’Unione europea;
      • politica economica e cooperazione economica, commerciale e finanziaria multilaterale;
      • diritto costituzionale italiano e comparato;
      • diritto amministrativo italiano;
      • contabilità di Stato (normativa italiana e principî contabili europei);
      • nozioni di diritto civile e di diritto internazionale privato (diciamo pure istituzioni più che nozioni; tra l'altro considera che il diritto civile già è una branca specialistica del diritto privato);
      • geografia politica ed economica.
      Nessun corso universitario e nemmeno la combinazione di una laurea + una laurea magistrale ti permette di studiare tutto quanto sopra e soprattutto se pure ci riuscissi non raggiungeresti mai, grazie solo a quelle, il livello di approfondimento necessario. La stesssa combinazione di L-36 con orinetamento internazionalistico o L-37 (fa lo stesso) + LM-52, che stando alle declaratorie delle classi è quella che dovrebbe prepararti alla carriera diplomatica (ma al concorso diplomatico si può partecipare anche con LM-62, LMG/01 e perfino LM-16, LM-59, LM-82, LM-83, LM-87 e LM-88; paradossalmente non con LM-SC/GIUR e non capisco perché a 'sto punto non ci mettano pure LM-91 e LM-data) probabilmente ti richiederà di studiare da capo diverse cose perché oramai quasi tutti gli atenei per attirare gli studenti più svogliati hanno eliminato dalla L-36 gli esami percepiti come più difficili: e così un esame di diritto privato non c'è, un esame di diritto amministrativo non è di solito presente negli indirizzi internazionali, un esame di contabilità di Stato o scienza delle finanze egualmente è presente solo negli indirizzi economici (e a volte nemmeno)… In tutto questo, gli studenti tendono a riempire i crediti a scelta con esami poco impegnativi per alzarsi la media, per cui spesso e volentieri le università tendono a disattivare questi insegnamenti anche come meri esami a scelta, dunque se vuoi studiare 'sta roba ti tocca andarla a mutuare da corsi di classi giuridiche ed economiche, sovente incardinati in altri dipartimenti, sempre che il regolamento applicabile lo consenta. La LM-52, poi, è quasi sempre una semplice ripetizione dei concetti già studiati in formato ridotto, ecco perché io sconsiglio sempre 'sti percorsi lineari e scontati, che servono solo per acquisire un titolo superiore senza accrescere di fatto la propria formazione.
      Diciamo che il vantaggio di frequentare 'sti corsi più che altro è abituarsi all'interdisciplinarità e alla contaminazione di saperi e al contempo a padroneggiare separatamente e senza fare confusione metodi scientifici differenti: ti assicuro che sostenere nella stessa sessione Scienza politica, Politica comparata, Sociologia generale, Teorie e tecniche della comunicazione pubblica e Diritto parlamentare o ti fa andare in burn out o ti rende invincibile, ed è utilissimo per superare molti concorsi pubblici, non solo quello diplomatico, oltre a farti maturare delle soft skills e una capacità di approccio ai problemi che possono tornare utili proprio per la vita. Però sostenere il concorso diplomatico pensando di superarlo significa: a) studiare 6 mesi full time dopo la laurea magistrale (full time significa veramente full time: non devi lavorare, non devi avere genitori o figli cui badare e devi scordarti la vita sociale, ivi compresi rapporti amorosi, sentimentali e sessuali); b) frequentare un corso di preparazione; c) studiare nuovamente dopo il corso di preparazione. Tenendo conto di ciò, e che al massimo si può tentare 3 volte nella vita, io mi preparerei un piano B, considerando che l'accoppiata L-36+LM-52 è la morte sul piano lavorativo nel settore privato e regolandomi di conseguenza.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Scusami ma tu hai una vaga idea di cosa sia un concorso pubblico? Ti pare possibile che in un concorso pubblico possano impattare anche minimammente i pregiudizi? Oppure pensi che facendo un semplice colloquio tu possa andare a fare il diplomatico?
        Oltre a confondere i corsi di studio e le carriere, confondi anche le modalità di reclutamento del pubblico con quelle del privato.
        Penso sia sottinteso che lei intendesse nel privato (almeno io ho inteso così), solo che non ha articolato bene la frase.

        Scienze politiche e Scienze della comunicazione stanno sulla stessa barca: la seconda avrà pure la reputazione peggiore di tutti, ma la prima nel privato, come dicevo, ha un valore prossimo allo zero, a tal punto che pure Scienze della comunicazione è messa meglio.
        ​​​​​​perché oramai quasi tutti gli atenei per attirare gli studenti più svogliati hanno eliminato dalla L-36 gli esami percepiti come più difficili: e così un esame di diritto privato non c'è, un esame di diritto amministrativo non è di solito presente negli indirizzi internazionali, un esame di contabilità di Stato o scienza delle finanze egualmente è presente solo negli indirizzi economici (e a volte nemmeno).
        Vero! Ormai pullulano corsi di Scienze politiche senza diritto privato (stavo vedendo ad UniBo ad esempio), o riducendo all'osso gli esami economici (almeno due esami economici in una L-36 Scienze politiche sono d'obbligo), o addirittura senza statistica (o con esami molto facili di statistica). Vero pure che ormai in una laurea di durata triennale non è che riesci a infilarci tutto, quindi è comprensibile che in una L-36 a curriculum internazionalistico non ci sia diritto amministrativo o che non sia presente un esame di scienza delle finanze, però quelli che ho citato sono essenziali in una L-36.
        ​​​​​​Però sostenere il concorso diplomatico pensando di superarlo significa: a) studiare 6 mesi full time dopo la laurea magistrale (full time significa veramente full time: non devi lavorare, non devi avere genitori o figli cui badare e devi scordarti la vita sociale, ivi compresi rapporti amorosi, sentimentali e sessuali); b) frequentare un corso di preparazione; c) studiare nuovamente dopo il corso di preparazione. Tenendo conto di ciò, e che al massimo si può tentare 3 volte nella vita, io mi preparerei un piano B, considerando che l'accoppiata L-36+LM-52 è la morte sul piano lavorativo nel settore privato e regolandomi di conseguenza.
        Anche perché il concorso diplomatico si passa, diciamocelo senza girarci intorno, per raccomandazione. Io del pubblico ci capisco poco, ma credo che fare altri concorsi sia fattibile. Quello da segretario di legazione in prova è inutile anche solo stare lì a sperarci se non si hanno santi in paradiso, io non ci investirei mai né tempo né denaro considerando che serve la laurea+laurea magistrale+corso di preparazione+studio intensissimo.

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        • #5
          Considerando il tuo interesse per la diplomazia, ti consiglio L-36, perché il titolo è più riconoscibile a livello nazionale e internazionale come percorso verso le carriere diplomatiche, e spesso viene preferito nei concorsi MAECI. L-37 è molto interessante, ma nell’ambito lavorativo alcuni pregiudizi verso “Scienze della Comunicazione” purtroppo esistono. Per la formazione in diplomazia, L-36 ti offre una base più solida e specifica.

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          • #6
            Originariamente inviato da barteko2 Visualizza il messaggio
            Considerando il tuo interesse per la diplomazia, ti consiglio L-36, perché il titolo è più riconoscibile a livello nazionale e internazionale come percorso verso le carriere diplomatiche, e spesso viene preferito nei concorsi MAECI. L-37 è molto interessante, ma nell’ambito lavorativo alcuni pregiudizi verso “Scienze della Comunicazione” purtroppo esistono. Per la formazione in diplomazia, L-36 ti offre una base più solida e specifica.
            Vogliamo evitare di fornire al nostro prossimo informazioni sbagliate, peraltro entrando a gamba tesa nel forum, al quale non si era mai partecipato prima, appositamente per scrivere fesserie?
            Se parliamo di concorso diplomatico, non ha nessuna rilevanza la laurea conseguita, poiché conta unicamente la classe delle lauree magistrali (che per giunta può essere pure Scienze statistiche e attuariali o Servizio sociale e politiche sociali). Se parliamo di altri concorsi al MAECI, per i concorsi per funzionario amministrativo sono richieste le solite lauree che vengono richieste da tutti gli altri ministeri: a volte (quando hanno bisogno di reclutare quanta più gente possibile) qualsiasi laurea va bene, altre volte la lente viene ristretta all'area giuridico-politico-economica e altre volte si delimita il campo alle sole classi giuridiche.
            Altra cosa è affermare che, nell'ottica di una carriera diplomatica, il connubio L-36+LM-52, a patto di scegliere una L-36 a indirizzo internazionalistico, sia quello che prepara meglio al concorso di segretario di legazione, ferma restando l'indispensabilità di matto e disperatissimo studio individuale e che si tratta di un concorso veramente tremendo, il più selettivo in assoluto insieme con quello di consigliere parlamentare.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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