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Scelta Laurea Magistrale per un Funzionario Economico

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  • Scelta Laurea Magistrale per un Funzionario Economico

    Salve, volevo consigli sulla scelta di una Laurea Magistrale.

    Premesse:
    - sono laureato in Economia Aziendale L-18;
    - lavoro in qualità di Funzionario Economico in un Ente Locale;
    - la Laurea Magistrale mi servirebbe esclusivamente per ampliare il mio ventaglio di possibilità future e per soddisfazione personale;
    - sono interessato ad una classe di laurea che mi possa aprire le più ampie possibilità nei concorsi pubblici (Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e Monopoli, INPS, INAIL, Ministero Interno, Ministero Giustizia, Ministero Economia e Finanze, Ministero Istruzione, Banca d’Italia, Enti Locali) e nella carriera dirigenziale;
    - mi piacerebbe scegliere un piano di studi che mi consenta di approfondire, almeno in parte, le materie che hanno a che fare con il mio attuale lavoro di Funzionario nella Pubblica Amministrazione, così da motivarmi nello studio che peraltro dovrò conciliare con il lavoro.
    Osservazioni:
    - le classi di laurea LM-56 e LM-77, che sarebbero la naturale prosecuzione del mio percorso universitario, le vedo un pò astratte e poco vicine alla mia quotidianità lavorativa.

    Sulla base di tali considerazioni, cosa mi consigliereste di valutare?

  • #2
    Amico, non è che ci sia tanto altro su cui puntare viste le condizioni al contorno: LMG01 o LM77(o56), fine.

    Di certo non una LM59, per esempio

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    • #3
      LM 63 cioè scienze delle pubbliche amministrazioni?

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      • #4
        Benvenuto nel forum, FunzionarioCapCoe.

        Per accedere ai concorsi per funzionario la laurea è titolo sufficiente ed è vero che càpita qualche bando in cui viene richiesta la laurea magistrale, richiesta a mio avviso illegittima a meno che non sia giustificata dal reclutamento di una risorsa abilitata a una professione il cui ordinamento la richieda (poiché in quel caso l'ordinamento professionale funge da lex specialis), ma è anche vero che rispetto al passato ciò accade sempre più raramente.

        In particolare (e forse ne ho già parlato nel forum), dopo la riforma universitaria possiamo individuare quattro fasi:
        • una breve fase iniziale in cui semplicemente molti enti non conoscevano la riforma (nel senso che non sapevano proprio che ci fosse stata, non se n'erano accorti), sulla quale potrei raccontare aneddoti incredibili (esempio: due persone laureate col nuovo ordinamento, una delle quali presenta la domanda con scritto «laurea» e viene tranquillamente e pacificamente ammessa al concorso senza riserva, l'altra che scrive «laurea triennale» e viene esclusa con la motivazione «la legge 341/1990 prevede che i corsi di laurea debbano durare legalmente almeno 4 anni; se il candidato è in possesso di un titolo rilasciato all'esito di un corso di durata legale inferiore, non può trattarsi di laurea, bensì di diploma universitario»).
        • una lunga fase intermedia in cui, nonostante plurimi circolari, note e pareri interpretativi del Dipartimento della funzione pubblica, dell'Aran e della Ragioneria generale dello Stato, molte amministrazioni, soprattutto quelle locali, non si volevano convincere che la laurea nuova non è una mezza laurea e non era necessario completarla con la laurea specialistica (antesignana della laurea magistrale) per portarla al livello della laurea vecchia, che spesso continuava a essere l'unica contemplata nei bandi. Tale fase fu acuita dai decreti ministeriali sulle equiparazioni tra titoli di diversi ordinamenti, tuttora misinterpretati a favore dei laureati ante reformam. Questa fase è stata caratterizzata da notevole disomogeneità comportamentale tra gli enti, ma possiamo dire certamente che proprio quelli da te citati — Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Inps —, cui aggiungerei l'Aci, si sono sempre comportati bene, richiedendo correttamente sempre la laurea e mai la laurea magistrale. Molti enti di funzioni centrali hanno chiesto la laurea semplice anche per posti di posizione dirigenziale (su cui c'è più resistenza malgrado il DPR 70/2013 sia chiarissimo nello stabilire che la laurea magistrale serve solo per il corso-concorso SNA).
        • una fase matura, quella attuale, in cui la laurea magistrale viene richiesta occasionalmente, o da parte di enti di minuscole dimensioni che non indicevano concorsi da cinquant'anni (o non ne avevano mai indette essendo nati per 'gemmazione' da altre amministrazioni) e che non sanno di cosa parlano oppure per esigenze specifiche; in particolare i ministeri (vedi MASE) l'hanno chiesta solo per posti qualificati come di elevata professionalità o qualificazione, sulla base di un presupposto di legge, molto border line dal punto di vista costituzionale visto che, nonostante la distinzione e l'introduzione della quarta area, prevedeva l'inquadramento sempre in area III. L'Agenzia delle entrate e l'Inps l'hanno richiesta solo in tre concorsi complessivamente in 25 anni (l'Agenzia delle entrate per il concorso da 2700 posti di funzionario giuridico-tributario indetto con bando prot. 290773/2025, l'Agenzia delle entrate per il concorso da 350 posti di funzionario giuridico-tributario indetto con bando prot. 187311/2025, mentre l'Inps per il concorso di 1858 posti di funzionario "consulente per la promozione sociale" indetto nell'ottobre 2021, espletato nel luglio 2023 e con graduatoria rettificata nel luglio 2024). L'unico concorso indetto successivamente dall'Inps non è particolarmente indicativo in quanto è relativo agli uffici situati nel territorio della Provincia autonoma di Bolzano, che ha una situazione particolare per cui si rende necessario allargare la platea dei partecipanti (infatti hanno previsto lauree che spaziano da Filosofia a Informatica, da Ingegneria a Beni culturali, da Matematica a Sociologia, il tutto per mansioni amministrativo-gestionali), mentre l'Agenzia delle entrate non ha indetto più concorsi (va detto peraltro che nell'avviso preventivo il concorso da 2700 posti e quello da 350 non erano previsti e tutti i concorsi previsti per funzionari prevedevano la sola laurea).
        È invece apprezzabile un orientamento a non prevedere più la tradizionale triade Scienze politiche - Giurisprudenza - Economia quanto, piuttosto, differenziare le classi dei corsi di studio in maniera più specifica in funzione di profili, famiglie professionali o mansioni previste (anche se la struttura funzionale di destinazione non è praticamente mai specificata e sovente il mansionario previsto nel bando, laddove previsto, è non è effettivamente rispettato), in controtendenza rispetto alla contrattazione collettiva, che in cui si riscontra un accorpamento dei profili pressoché generalizzato. Sebbene su questo non si possano fare previsioni di lungo periodo poiché anche i comportamenti dello stesso ente possono risultare piuttosto ballerini (lo stesso ente per profili come funzionario amministrativo può aver previsto la triade classica una volta, poi la volta dopo qualsiasi laurea di area sociale, poi la volta dopo ancora addirittura qualsiasi laurea, per poi restringere nuovamente il campo alla tornata successiva), tutto sommato il mio suggerimento strategico resta il solito che vado dispensando nel forum da anni, cioè di diversificare, dunque nel tuo caso ti consiglierei di conseguire una LM-63, una LM-62 o una LMG/01 (per il momento eviterei ancora la LM/SC-GIUR in quanto, a dispetto del fatto che siano passati oramai ben 7 anni dalla sua istituzione, rimane sconosciuta ai più, anche se, dopo la nota della Direzione generale Ordinamenti del MUR prot. 7748/2025, sono fiducioso che qualcosa stia cominciando a muoversi). La LM-63 e la LM-62 sono le soluzioni migliori in quanto generalmente sono contemplate (o almeno una delle due lo è: a naso direi più spesso la LM-63, ma se indicata la laurea v.o. in Scienze politiche, che invece figura quasi sempre mentre quella in Scienze dell'amministrazione quasi mai, vanno bene entrambe in virtù dell'equiparazione disposta dal DI 09/07/2009. La LM-52 figura più raramente e occasionalmente fanno capolino la LM-81 e la LM-88 o solo una delle due) sia per i profili economici, finanziari e contabili sia per quelli giuridico-amministrativi e legislativi, laddove invece per i primi sempre più spesso sono previste lauree e lauree magistrali economiche (L-18 e/o L-33, LM-56 e/o LM-77 e poi Economia e commercio v.o., rispetto alla quale per effetto dell'equiparazione vanno bene sia la LM-56 sia la LM-77; la LM-16 non appare quasi mai) ma sono escluse L-14 e LMG/01 e viceversa. Anche la L-16, più raramente la L-36, solitamente va bene per entrambi.
        Quindi conseguendo una LM-62 o una LM-63 tu avresti certamente la possibilità di partecipare alla maggior parte dei pochi concorsi per funzionario che richiedono tassativamente la laurea magistrale sia in àmbito economico/finanziario/contabile (qualche volta anche statistico!) sia in àmbito amministrativo più generale (che poi tipicamente vuol dire giuuridico), mentre, per quanto riguarda i concorsi per i quali vanno bene sia la laurea sia la laurea magistrale, con la LM-62 e la LM-63 allargheresti il campo delle opportunità poiché con la laurea magistrale potresti concorrere per profili ai quali non potresti accedere con lauree a indirizzo economico, laddove invece, conseguendo una LM-56 o una LM-77, replicheresti le stesse possibilità di partecipazione che già hai. Laddove dovessero andar bene sia lauree e lauree magistrali giuridiche sia lauree e lauree magistrali economiche e aziendali, e dunque certamente anche lauree e lauree magistrali di area politologica, qualora il concorso non sia per soli esami bisogna di volta in volta adottare la tattica che consente di massimizzare il punteggio ipotizzando i vari scenari possibili in funzione della singola disciplina concorsuale come delineata dal bando (e.g. il bando prevede un punteggio in funzione del voto del titolo di accesso e in questo caso dichiaro come titolo di accesso quello dei due in cui ho conseguito il voto più elevato; il bando prevede nessun punto per il titolo di accesso e 2 punti per l'eventuale aggiuntiva laurea magistrale e in questo caso dichiaro la laurea come titolo di accesso e la laurea magistrale come titolo aggiuntivo).

        In ogni caso, se sei interessato a transitare sempre come funzionario in un ente delle funzioni centrali, specie dopo la parziale liberalizzazione delle procedure relative tracciata dal decreto-legge 80/2021 e dalla relativa legge di conversione, ti consiglio di valutare procedure di mobilità.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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