Sono uno studente del terzo anno di Ingegneria Elettronica alla Unicusano. Premetto che mi sto trovando bene: l’organizzazione è ottima e le lezioni registrate sono la mia salvezza per gestire il tempo (anche se, ammetto, qualche prof si limita a leggere le dispense, ma immagino succeda ovunque). Ci tengo a precisare che non sto "comprando" la laurea: gli esami li ho fatti tutti scritti, in presenza a Roma e onestamente, a mio giudizio, sono stati tosti. Ho dovuto studiare parecchio per passarli.
Il mio obiettivo è ambizioso: vorrei proseguire con la magistrale in Ingegneria dell'Automazione in un ateneo statale "forte", tipo Politecnico di Milano, Torino o Pisa.
Il mio dubbio atroce nasce da due fattori:
- Il valore percepito e la preparazione reale: Spesso sento parlar male delle telematiche e ho paura di arrivare alla Magistrale e "schiantarmi" contro un muro perché magari mi mancano delle basi o una forma mentis che le università fisiche ti danno e la mia no.
- Le modalità d'ingresso: Ho iniziato a guardare i regolamenti di ammissione (media voti, requisiti curriculari, eventuali test/colloqui). Sulla carta dovrei avere i requisiti o poterci arrivare, ma temo che in fase di valutazione della carriera pregressa i miei CFU possano essere valutati diversamente o che ci siano ostacoli burocratici "nascosti" per chi proviene da una telematica (es. integrazioni o debiti formativi pesanti).
La domanda è: C’è qualcuno che ha fatto questo passaggio (da telematica a statale impegnativa per ingegneria)? Come vi siete trovati con l'ammissione burocratica (vi hanno riconosciuto tutto)? E una volta dentro, avete sentito un gap incolmabile o studiando sodo ci si mette in pari?
Accetto qualsiasi consiglio, anche critiche, purché costruttive. Grazie!

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