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Da Ingegneria Elettronica (Unicusano) a Magistrale al PoliMi/To o Pisa. Pareri?

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  • Da Ingegneria Elettronica (Unicusano) a Magistrale al PoliMi/To o Pisa. Pareri?

    Ciao a tutti, scrivo per chiedere un consiglio sincero a chi magari c’è già passato, perché ultimamente mi stanno venendo un po' di "paranoie" accademiche riguardo al mio futuro.

    Sono uno studente del terzo anno di Ingegneria Elettronica alla Unicusano. Premetto che mi sto trovando bene: l’organizzazione è ottima e le lezioni registrate sono la mia salvezza per gestire il tempo (anche se, ammetto, qualche prof si limita a leggere le dispense, ma immagino succeda ovunque). Ci tengo a precisare che non sto "comprando" la laurea: gli esami li ho fatti tutti scritti, in presenza a Roma e onestamente, a mio giudizio, sono stati tosti. Ho dovuto studiare parecchio per passarli.

    Il mio obiettivo è ambizioso: vorrei proseguire con la magistrale in Ingegneria dell'Automazione in un ateneo statale "forte", tipo Politecnico di Milano, Torino o Pisa.

    Il mio dubbio atroce nasce da due fattori:
    1. Il valore percepito e la preparazione reale: Spesso sento parlar male delle telematiche e ho paura di arrivare alla Magistrale e "schiantarmi" contro un muro perché magari mi mancano delle basi o una forma mentis che le università fisiche ti danno e la mia no.
    2. Le modalità d'ingresso: Ho iniziato a guardare i regolamenti di ammissione (media voti, requisiti curriculari, eventuali test/colloqui). Sulla carta dovrei avere i requisiti o poterci arrivare, ma temo che in fase di valutazione della carriera pregressa i miei CFU possano essere valutati diversamente o che ci siano ostacoli burocratici "nascosti" per chi proviene da una telematica (es. integrazioni o debiti formativi pesanti).

    La domanda è: C’è qualcuno che ha fatto questo passaggio (da telematica a statale impegnativa per ingegneria)? Come vi siete trovati con l'ammissione burocratica (vi hanno riconosciuto tutto)? E una volta dentro, avete sentito un gap incolmabile o studiando sodo ci si mette in pari?

    Accetto qualsiasi consiglio, anche critiche, purché costruttive. Grazie!


  • #2
    Ciao,
    A livello di ammissione e requisiti curricolari non dovresti avere alcun tipo di problema. I crediti e titoli acquisiti in atenei telematici sono analoghi a quelli acquisiti in atenei classici.
    Anche per la preparazione complessiva non intravedo grosse criticità per la magistrale, eventuali lacune potrai colmarle in autonomia.
    Quello che mi lascia perplesso sono le modalità d'esame molto più impegnative. Molti esami prevedono una parte scritta e, al superamento, una parte orale. Sono modalità che in Unicusano non avevi e ti costringono ad avere una certa flessibilità in termini di tempo difficilmente conciliabile con l'attività lavorativa.

    Per quanto riguarda la percezione dei titoli telematici in ingegneria esistono sicuramente tanti pregiudizi ma anche dei fondi di verità. Io ho conseguito tre titoli accademici e l'ultimo, in ingegneria gestionale, presso un ateneo telematico. La didattica e' valida e le modalità d'esame si avvicinano a quelle degli atenei tradizionali ma, a mio giudizio, la preparazione che forniscono quest'ultimi e' maggiore soprattutto in ottica esame di stato (io ho dovuto integrare parecchio..)

    Se hai la possibilità opta per Polimi e Polito.



    ​​​​​


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    • #3
      Originariamente inviato da R4ndal_Bridge Visualizza il messaggio
      Sulla carta dovrei avere i requisiti o poterci arrivare, ma temo che in fase di valutazione della carriera pregressa i miei CFU possano essere valutati diversamente o che ci siano ostacoli burocratici "nascosti" per chi proviene da una telematica (es. integrazioni o debiti formativi pesanti).
      Ciao,

      io non voglio essere cattivo, ma ti pare che si possano fare domande del genere?

      L'università è un ente pubblico e come tale è vincolata a leggi e regolamenti (che devono essere conformi alle leggi).
      La tua preoccupazione è dunque destituita di fondamento giuridico. L'azione amministrativa si basa infatti sul principio di legalità.
      Le università telematiche sono istituite dallo Stato (sebbene quelle non statali su impulso di privati) esattamente come quelle tradizionali. Non si tratta di un mero riconoscimento, ma di una creazione dello Stato stesso, che le abilita a rilasciare gli stessi titoli di quelle tradizionali in proprio nome. I titoli che esse rilasciano hanno dunque lo stesso valore legale di tutte le altre e una valutazione discriminatoria basata esclusivamente sulla provenienza del titolo sarebbe dunque un atto illegittimo, rispetto al quale un ricorso amministrativo (in autotutela o gerarchico) o un ricorso al giudice amministrativo per violazione di legge o eccesso di potere si vincerebbe a mani basse.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Ciao JMaskelyne , grazie mille per la risposta e per la franchezza, era proprio il tipo di riscontro "sul campo" che cercavo.

        Mi rincuora sapere che dal punto di vista burocratico/crediti non dovrebbero esserci ostacoli insormontabili. Mi interessa invece approfondire i punti critici che hai sollevato sulla didattica.

        Ti chiederei, se hai pazienza, qualche dettaglio in più:

        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        Ciao,
        Molti esami prevedono una parte scritta e, al superamento, una parte orale. Sono modalità che in Unicusano non avevi e ti costringono ad avere una certa flessibilità in termini di tempo difficilmente conciliabile con l'attività lavorativa.
        Per la magistrale conto di rivedere la mia situazione lavorativa per avere più tempo libero (o dedicarmi solo allo studio), ma vorrei capire meglio cosa intendi con "difficilmente conciliabile". Ti riferisci al fatto che c'è l'obbligo di frequenza alle lezioni, oppure è la calendarizzazione degli esami a essere molto rigida (es. orali in giorni molto distanti dagli scritti o in orari imprevedibili)?

        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        a mio giudizio, la preparazione che forniscono quest'ultimi e' maggiore soprattutto in ottica esame di stato (io ho dovuto integrare parecchio..)
        Potresti dirmi, nella tua esperienza, quali sono stati gli argomenti o le materie dove hai sentito maggiormente il "gap" e hai dovuto integrare? Si trattava più di basi teoriche (es. matematica/fisica) o di aspetti tecnici specifici del tuo indirizzo? Vorrei capire se posso iniziare a ripassare qualcosa in anticipo per non trovarmi spiazzato.

        Grazie ancora per l'aiuto!


        Ciao dottore giuridicamente il tuo discorso non fa una piega e ti ringrazio per la precisazione.

        Il mio dubbio però non verteva sulla validità legale del titolo (che so essere garantita), ma sulla discrezionalità accademica nella valutazione dei programmi (i sillabi). Il timore è che una commissione didattica, analizzando i contenuti effettivi degli esami, possa ritenerli non pienamente sovrapponibili ai prerequisiti del loro regolamento, assegnando quindi debiti formativi per "carenze sostanziali" e non formali.

        Era una preoccupazione pratica, più che giuridica.

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        • #5
          Nelle telematiche l'esame e' unico, scritto o orale. Lo sostieni e si attende l'esito.
          In molti atenei tradizionali, nei corsi di ingegneria, gli esami prevedono una parte scritta e, al superamento, una parte orale. Questo ti costringe a recarti in universita' almeno due giorni per esame e di attendere la convocazione all'orale a pochi giorni dall'esito dello scritto. Inoltre molti corsi magistrali prevedono lavori di gruppo che sono parte integrante degli esami di profitto. I corsi di ingegneria negli atenei classici sono frequenze obbligatorie "mascherate". Nulla di impossibile, ma lavorando full time ti troveresti in difficoltà. Anche sono in termini di organizzazione con le tue attività lavorative.

          Per quanto riguarda l'esame di stato, sono previste 4 prove (2 teoriche, una progettuale di durata mediamente dalle 6 alle 8 ore e una prova orale). Sono modalità che negli atenei classici affronti. Alle telematiche mi e' mancata la familiarità con l'orale, altri ragazzi "telematici" non avevano mai fatto prove progettuali (facendo esami magari solo a risposta multipla) e in generale la mia preparazione iniziale non aveva quel dettaglio e quella profondità che mi avrebbero permesso di preparare con più tranquillità le prove.
          Ma si tratta della mia esperienza, forse figlia del fatto che non sono più un ragazzino, ho un lavoro che mi impegna tantissime ore anche con trasferte extraUE (e il fuso si fa sentire..) e ho famiglia.
          Comunque la differenza la fa sempre la persona e il percorso pregresso incide solo il giusto. studiando e impegnandosi con dedizione e motivazione all'obiettivo si arriva sempre!

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          • #6
            Originariamente inviato da R4ndal_Bridge Visualizza il messaggio
            Ciao dottore giuridicamente il tuo discorso non fa una piega e ti ringrazio per la precisazione.

            Il mio dubbio però non verteva sulla validità legale del titolo (che so essere garantita), ma sulla discrezionalità accademica nella valutazione dei programmi (i sillabi). Il timore è che una commissione didattica, analizzando i contenuti effettivi degli esami, possa ritenerli non pienamente sovrapponibili ai prerequisiti del loro regolamento, assegnando quindi debiti formativi per "carenze sostanziali" e non formali.

            Era una preoccupazione pratica, più che giuridica.
            La tua preoccupazione continua a essere infondata; evidentemente non ti è chiaro che in questo, come in altri casi, la forma è sostanza.
            La commissione deve fare quello che è scritto nel regolamento e il regolamento dev'essere conforme ai regolamenti di livello via via più generale dell'Ateneo nonché ai regolamenti ministeriali e alla legge.
            Non credo che il regolamento preveda la valutazione dei programmi degli esami, innanzitutto perché che sia legale è tutto da vedere (secondo me non lo è perché una volta conseguito il titolo il suo valore è blindato dalla legge e non è dunque possibile entrare nel merito del percorso che legittimamente ha condotto a conseguirlo) e in secondo luogo perché sarebbe un lavoro immane per le commissioni e altamente contestabile, a causa dell'intrinseca disomogeneità dei raffronti (non è detto che due corsi di laurea della stessa classe, anche con identica denominazione, abbiano gli stessi esami degli stessi settori scientifico-disciplinari; inoltre, pur volendo trovare un omologo o corrispondente per ogni singolo esame anche secondo larghi criteri di affinità, sicuramente non corrisponderanno i crediti e per forza di cose a un minor peso dovrà corrispondere minor programma). Praticamente sarebbe il modo migliore per tirarsi addosso una valanga di ricorsi, e non credo che siano così fessi da darsi la zappa sui piedi da soli. A questo devi aggiungere la sostanziale impossibilità di reperire tutti i programmi, e probabilmente anche solo la maggior parte, con possibilità di esporsi, oltre a che a molte contestazioni, anche a molti brogli, poiché le dichiarazioni sostitutive di atto notorio (e non di certificazione, poiché non esiste a monte un certificato da sostituire) non sarebbero in alcun modo verificabili nella maggior parte dei casi (e comunque gli accertamenti sarebbero insostenibili per modalità e tempi, con un altissimo rischio di dover annullare molte carriere già concluse dato che la legge non consente la sospensione dei procedimenti in attesa dei relativi esiti, ragion per cui nemmeno sarebbero possibili le ammissioni con riserva).
            L'iscrizione con debiti formativi non è consentita per i corsi attivati secondo il decreto MIUR 270/2004 e successivi e gli obblighi formativi aggiuntivi da colmare prima dell'accesso (mediante integrazioni curriculari) non possono essere assegnate ad mentulam canis, ma devono derivare da quanto stabilito dal regolamento. Tra l'altro, proprio perché non vi è esercizio di discrezionalità tecnica in molti atenei la verifica dei requisiti è in capo agli organi di gestione e non quelli di indirizzo (cioè se ne occupa il personale amministrativo, non il personale docente). Verificare il possesso dei requisiti di accesso è una cosa diversa che valutare una carriera universitaria ai fini di convalidare esami su una nuova: lì vi è effettivamente un esercizio di discrezionalità tecnica e non di semplice discrezionalità amministrativa, fermo restando che il concetto di discrezionalità in diritto amministrativo non corrisponde a quello di senso comune (non significa «faccio quello che voglio»).

            Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
            Nelle telematiche l'esame e' unico, scritto o orale. Lo sostieni e si attende l'esito.
            Dipende dalla telematica.

            In molti atenei tradizionali, nei corsi di ingegneria, gli esami prevedono una parte scritta e, al superamento, una parte orale.
            Dipende dal docente, comunque nei corsi ingegneristici effettivamente è prassi generalizzata (rimane comunque prassi, non consuetudine, dunque non rappresenta un obbligo).

            Questo ti costringe a recarti in universita' almeno due giorni per esame
            A meno che tu non aderisca al progetto PA110&lode, nel qual caso i docenti sarebbero tenuti a farti svolgere l'esame tutto insieme in una sola giornata. Il problema è che molti docenti neanche sanno che esiste (no, non sono ironico).

            Per quanto riguarda l'esame di stato, sono previste 4 prove (2 teoriche, una progettuale di durata mediamente dalle 6 alle 8 ore e una prova orale). Sono modalità che negli atenei classici affronti. Alle telematiche mi e' mancata la familiarità con l'orale, altri ragazzi "telematici" non avevano mai fatto prove progettuali (facendo esami magari solo a risposta multipla) e in generale la mia preparazione iniziale non aveva quel dettaglio e quella profondità che mi avrebbero permesso di preparare con più tranquillità le prove.
            Però per la sezione A il tasso di promossi è intorno al 90% e per la sezione B e di poco sotto l'80%: i bocciati sono tutti coloro che provengono da telematiche?
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              JMaskelyne Il discorso sulla logistica (scritto + orale in giorni diversi) mi preoccupa meno perché, come accennavo, per la Magistrale conto di lasciare il lavoro o ridurre drasticamente l'impegno proprio per dedicarmi allo studio. Quello che invece mi preme approfondire è il discorso sui lavori di gruppo e sulla mentalità progettuale.

              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
              Inoltre molti corsi magistrali prevedono lavori di gruppo che sono parte integrante degli esami di profitto. I corsi di ingegneria negli atenei classici sono frequenze obbligatorie "mascherate". Nulla di impossibile, ma lavorando full time ti troveresti in difficoltà. Anche sono in termini di organizzazione con le tue attività lavorative.

              ...altri ragazzi "telematici" non avevano mai fatto prove progettuali (facendo esami magari solo a risposta multipla) e in generale la mia preparazione iniziale non aveva quel dettaglio e quella profondità che mi avrebbero permesso di preparare con più tranquillità le prove.
              Visto che provengo da un percorso dove i progetti pratici erano assenti, questo è il "muro" che temo di più. Quando parli di gap sulla parte progettuale (che hai sentito poi all'Esame di Stato), ti riferisci all'uso di software specifici (tipo Matlab/Simulink avanzato, CAD, ecc.) o proprio all'impostazione mentale di dover risolvere un problema "aperto" in 6-8 ore?

              Te lo chiedo per capire se mi conviene sfruttare questi mesi per imparare qualche tool particolare o se il gap si colma "solo facendolo" una volta dentro.

              Grazie ancora per la disponibilità!

              dottore Grazie per la disamina tecnica molto approfondita.

              L'argomentazione sull'impossibilità pratica e giuridica di valutare i singoli programmi (e il conseguente rischio di ricorsi per l'ateneo) è un aspetto amministrativo che ignoravo e che, effettivamente, smonta la mia preoccupazione alla base. Ne prendo atto con piacere: una "paranoia" in meno a cui pensare.

              Grazie del chiarimento.

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              • #8
                Ciao,
                Per me ingegneria era una seconda laurea e stavo valutando la possibilità di conseguire una magistrale in un ateneo classico. Guardando i programmi didattici, le modalità d'esame e confrontandomi con I candidati dell'albo A durante l'esame di Stato ho capito che non fa per me. Ho valutato Bologna, Ferrara e Parma e tutte prevedono prove orali dopo gli scritti e lavori di gruppo. Lato mio, e' incompatibile con gli impegni di lavoro.
                Quindi i dubbi esposti sono fondamentalmente I miei..

                Per quanto riguarda i progetti ed esami hai centrato il punto. Potrebbe essere richiesto di utilizzare software con velocità di apprendimento, gli esami potrebbero richiedere di svolgere esercizi con numerosi calcoli oppure dimostrazioni all'orale.
                Sono tutti elementi che nelle università telematiche sono assenti o presenti solo in parte.

                Leggo però che vorrai concentrarti solo sull'esperienza universitaria. In questo caso cambia tutto e dovrai solo impegnarti inizialmente di piu' per acquisire un metodo nuovo.

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                • #9
                  Ciao JMaskelyne , grazie mille, questo messaggio è l'iniezione di fiducia che mi serviva. Sapere che, eliminando la variabile "lavoro" e mettendo in conto un periodo di adattamento iniziale "a testa bassa", la vedi come una strada percorribile cambia davvero la prospettiva. Mi hai convinto a provarci seriamente.

                  Mi ha incuriosito il tuo accenno ai tre titoli accademici: visto che hai un occhio molto clinico sugli aspetti tecnici (calcoli complessi, dimostrazioni, gap pratici), provieni da un background "hard" (tipo Ingegneria Meccanica/Elettronica/Informatica) prima di Gestionale, o ti riferivi ad altri percorsi? Te lo chiedo solo per capire meglio da quale "angolazione" hai vissuto il confronto con l'Esame di Stato.

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