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Laurea in Servizi Giuridici con impronta criminologica. Come proseguire?

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  • Laurea in Servizi Giuridici con impronta criminologica. Come proseguire?

    Salve a tutti,

    apro questa discussione premettendo di essere un neo-iscritto a questa community e scusandomi anticipatamente qualora dovessi commettere qualche violazione del regolamento.

    Scrivo per chiedere un consiglio a qualcuno con maggiore conoscenza del settore universitario. Recentemente ho conseguito una laurea triennale in Servizi Giuridici (L-14) che, a causa della mia inesperienza e ignoranza, scelsi senza valutare correttamente il piano di studi. Ora mi trovo in un vicolo cieco: non so bene come muovermi né per il lavoro, né per un’eventuale master o magistrale, per questo affidandomi a qualcuno con più esperienza vorrei chiedere quali possibili sbocchi potrei intraprendere
    Ringrazio anticipatamente tutti delle risposte

    Per maggiore chiarezza vi elenco di seguito gli esami del mio corso:

    1º ANNO:

    SECS-P/01 — Economia politica;
    IUS/01 — Diritto privato;
    IUS/08 — Diritto costituzionale;
    IUS/18 — Diritto Romano;
    IUS/19 — Storia del diritto italiano;
    IUS/20 — Filosofia del diritto;

    2º ANNO:

    IUS/14 — Diritto dell'unione europea;
    IUS/17 — Diritto penale;
    IUS/17 — Criminologia;
    IUS/17 — Criminologia investigativa;
    IUS/17 — Tecniche investigative;
    M-PSI/02 — Psicopatologia forense e profiling;
    BIO/18 — Genetica forense;
    SPS/08 — Comunicazione e public speaking;
    INF/05 — Abilità informatiche;

    3º ANNO:

    IUS/15 — Diritto processuale civile;
    IUS/16 — Diritto processuale penale;
    IUS/16 — Cybercrime;
    M-PSI/05 — Psicologia della dipendenza effettiva;




  • #2
    Originariamente inviato da Roselle Gustav Visualizza il messaggio
    un’eventuale master
    Buonasera. Un eventuale master, senz'apostrofo.

    Per poterti rispondere vorrei capire se sei interessato a proseguire in àmbito criminologico — mi pare di capire di no — oppure ad altro.

    Per quanto riguarda il lavoro, con la laurea che hai conseguito fondamentalmente puoi fare due cose:
    • concorsi nella pubblica amministrazione, area dei funzionari (profili giuridico-amministrativi e, talvolta, economico-finanziario-contabili);
    • praticantato di 18 mesi presso un consulente del lavoro per poi sostenere l'esame di Stato e, in caso di superamento, con l'abilitazione conseguita iscriversi all'albo e intraprendere la libera professione.
    Io proverei a cercare anche lavoro nel privato, in particolare nel settore delle risorse umane, tenendo però presente che è un settore cui concorrono laureati in discipline letterarie, linguistiche, storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche. Ricordo che anni fa l'Associazione italiana direzione del personale tentava di professionalizzare la direzione del personale legandola alla laurea in Scienze politiche, ma è chiaro che la cosa non ha funzionato e ancora oggi è un lavoro per il quale una laurea vale l'altra.

    Dopodiché, se vuoi proseguire gli studi, io al tuo posto lo farei anche in funzione della carriera intrapresa.
    In linea generale per l'accesso ai corsi di master universitario di primo livello va bene qualsiasi laurea; è raro che vengano previste lauree specifiche. Per i corsi di laurea magistrale, invece:
    • in tutte le università d'Italia in cui siano attivi, puoi accedere a corsi di classe LM-SC/GIUR;
    • in molte università italiane puoi accedere senza obblighi formativi a corsi delle classi LM-62, LM-63, talvolta (ad esempio alla Vanvitelli) anche LM-52, alla LM-49 (Vanvitelli) e alla LM-88 (soprattutto a orientamento criminologico: vedi Bologna e GdA);
    • in taluni altri atenei puoi accedere a corsi di altre classi;
    • in molti atenei puoi accedere al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, classe LMG/01, con abbreviazione della carriera pari a circa 3 anni di corso, che possono diventare 4 se aggiungi un master.
    Per corsi di altre classi bisogna valutare caso per caso in base ai regolamenti didattici (potresti rientrarvi in virtù dei crediti maturati nei vari settori scientifico-disciplinari; ti dico subito che per LM-56 e LM-77 tipicamente sono richiesti altri crediti economici nonché crediti aziendali e statistici che tu proprio non hai, però potresti rientrare in qualche corso della Unimore, che è l'ateneo con i requisiti di accesso che, sebbene siano stati ristretti nel tempo, rimangono i più generosi).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Buonasera. La ringrazio moltissimo per la risposta omnicomprensiva e per tutti i consigli forniti (nonché per la correzione; sfortunatamente non mi ero accorto del refuso).

      Per quanto riguarda il suo dubbio, mi sono espresso male. Non sarei disinteressato a proseguire nel campo criminologico; la mia preoccupazione principale era non poter proseguire in alcuna direzione a causa della natura ambigua del mio percorso di studi, ma qualora vi fosse la possibilità, intraprenderei volentieri la strada della criminologia.

      Rinnovo i miei ringraziamenti e valuterò tutte le opzioni che mi ha proposto.

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      • #4
        Originariamente inviato da Roselle Gustav Visualizza il messaggio
        Per quanto riguarda il suo dubbio, mi sono espresso male. Non sarei disinteressato a proseguire nel campo criminologico; la mia preoccupazione principale era non poter proseguire in alcuna direzione a causa della natura ambigua del mio percorso di studi, ma qualora vi fosse la possibilità, intraprenderei volentieri la strada della criminologia.
        Scusa Roselle Gustav, ma Scienze dei servizi giuridici L-14 ha sostanzialmente come unico sbocco solo i concorsi pubblici o il consulente del lavoro. Nel privato dubito serva a qualcosa, nel senso che viene (giustamente) percepita come una "mezza laurea" in Giurisprudenza, e a questo punto assumono un laureato in Giurisprudenza invece che te; ora vedo che le università cercano di rivenderla con curricula bizzarri, come quello che hai fatto te ad impronta criminologica, per renderla un po' più appetibile alle persone (ne so qualcosa perché anche una mia amica, che studiava Giurisprudenza, si è poi iscritta ad una telematica con una L-14 a stampo criminologico per unire l'utile al dilettevole, visto che le avrebbero convalidato diversi esami e avrebbe poi studiato per esami come psicologia forense et similia).

        Strada in ambito criminologico, che pensi di fare poi? Io sarò ignorante in materia, ma non esiste il "criminologo". C'è chi studia la criminologia, ma quella presumo sia ambito di sociologi, psicologi e psichiatri, esperti in diritto penale. E parliamo di tutte cose da salotto televisivo di "basso livello" tipo Chi l'ha visto o La vita in diretta; non è che si tratta di qualcosa dal risvolto pratico, se non per fare qualche deposizione o parere in tribunale nel caso in cui tu venga chiamato. Onestamente, se tu dovessi proseguire gli studi, valuterei altre strade.

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        • #5
          Ti ringrazio, gnugno , per la dritta e la spiegazione. Valuterò le opzioni che mi ha gentilmente proposto Dottore nel caso decidessi di proseguire gli studi e terrò a mente anche gli sbocchi lavorativi che entrambi avete evidenziato come gli unici realisticamente percorribili Grazie mille di nuovo a tutti e due.

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          • #6
            Due strade che posso consigliarti:

            - spedizioniere doganale
            ​​​​​​- consulente marchi e brevetti

            ​​​​​​Non posso entrare nel dettaglio perché non conosco le modalità di ingresso per queste posizioni lavorative, ma ho due amici le svolgono (con buoni guadagni) e hanno conseguito la l-14

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            • #7
              Due strade che posso consigliarti:

              - spedizioniere doganale
              ​​​​​​- consulente marchi e brevetti

              ​​​​​​Non posso entrare nel dettaglio perché non conosco le modalità di ingresso per queste posizioni lavorative, ma ho due amici che le svolgono (con buoni guadagni) e hanno conseguito la l-14

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              • #8
                Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                Due strade che posso consigliarti:

                - spedizioniere doganale
                ​​​​​​- consulente marchi e brevetti

                ​​​​​​Non posso entrare nel dettaglio perché non conosco le modalità di ingresso per queste posizioni lavorative, ma ho due amici che le svolgono (con buoni guadagni) e hanno conseguito la l-14
                Non sono "posizioni" (calco sull'inglese) lavorative.

                Quella di spedizioniere doganale (definito anche doganalista da una norma del 2010 che però risulta abrogata nel 2024) è una libera professione regolamentata dalla legge 1612/1960, che non la istituisce bensì la riconosce, segno che la professione si era già affermata attraverso il mercato. Per esercitare la professione è necessario superare un esame di Stato indetto dall'Agenzia delle dogane e dei monopolî e iscriversi all'albo unico nazionale degli spedizionieri doganali attraverso il consiglio territoriale competente per residenza o domicilio professionale (prima i consigli territoriali si chiamavano consigli compartimentali).
                Attenzione: sebbene il tesserino si chiami "patente" e il soggetto giuridico competente alla vigilanza e alla disciplina si chiami "consiglio" (non dissimilmente, peraltro, dal Consiglio nazionale forense e dal Consiglio nazionale degli ingegneri) e non "ordine" o "collegio", si tratta a tutti gli effetti di una professione ordinistica, il cui esercizio abusivo è punito dalla legge penale (art. 348 cod. pen. e disciplina speciale). L'usurpazione del titolo è invece punita ai sensi dell'art. 498 cod. pen..
                Per l'accesso all'esame di Stato bisogna essere maggiorenni, avere un titolo finale di istruzione secondaria di secondo grado e aver svolto un tirocinio di 12 mesi presso un altro spedizioniere con almeno 5 anni di anzianità di iscrizione all'albo. Sono inoltre richiesti la cittadinanza europea o la cittadinanza di uno Stato estero ove vi sia reciprocità e alcuni requisiti morali.
                Per come interpreto io la normativa, è possibile iniziare il tirocinio anche da minorenni e/o senza avere ancora conseguito il diploma, ma non so se nella prassi l'iscrizione al registro dei praticanti viene consentita (faccio presente che la legge non richiede, comunque, la maggiore età neanche per l'iscrizione all'albo: richiede 18 anni, che nel 1960 non corrispondevano alla maggiore età, che era 21).
                Il tirocinio è sostituibile con 24 mesi di servizio quali ufficiali o sottufficiali della Guardia di finanza oppure presso l'Agenzia delle dogane con mansioni direttive (area dei funzionari e nuova area EP, che esiste solo sulla carta), di concetto (area degli assistenti) ed esecutive (e qui la norma è un po' ambigua perché il sistema di classificazione del personale nel tempo è cambiato e i vecchi esecutivi sono stati dispersi tra l'area II e l'area I, che comprende anche gli ausiliari). Va da sé che vanno bene pure le mansioni dirigenziali (che all'epoca della legge non esistevano) in quanto assorbenti. Non mi è invece chiara la posizione di chi lavorava nell'AAMS prima della fusione di questa con l'Agenzia delle dogane.
                Dal 2000, vengono organizzati due esami di Stato differenti: uno aperto a tutti ogni tre anni, uno riservato ai laureati in discipline giuridiche o economiche, con cadenza annuale.
                L'esame aperto a tutti prevede una prova scritta, una pratica e una orale; l'esame aperto a laureati in discipline giuridiche o economiche prevede solo la prova orale. Le materie della prova scritta sono Istituzioni di diritto privato, Principî di scienza delle finanze, Nozioni di diritto tributario; le materie della prova orale sono le stesse della prova scritta e inoltre Nozioni di diritto amministrativo; Nozioni di diritto della navigazione marittima e aerea; Nozioni di merceologia; Nozioni di geografia economica e commerciale; Nozioni di statistica generale ed economica; Nozioni sulle disposizioni di carattere economico e valutario concernenti gli scambi con l'estero; Cenni generali sui trattati e sugli accordi doganali, commerciali e di navigazione, con particolare riguardo ai trattati istitutivi delle comunità europee; Disposizioni sulla compilazione della dichiarazione e adempimenti connessi alle singole operazioni doganali.
                La commissione d'esame è composta da: un presidente nominato tra i direttori centrali dell'Agenzia delle dogane e dell'Agenzia delle entrate (ex Dipartimento Dogane e imposte indirette dell'allora Ministero delle finanze); due spedizionieri doganali designati dal Consiglio nazionale, di cui uno svolge funzioni di vicepresidente; due dirigenti dell'Agenzia delle dogane o dell'Agenzia delle entrate (ex Dipartimento Dogane e imposte indirette) e uno dell'Agenzia delle entrate (ex Dipartimento delle entrate); un segretario nominato tra gli impiegati di ruolo della carriera direttiva almeno dell'ottava qualifica funzionale (cioè i funzionari e i futuri EP) dell'Agenzia delle dogane o dell'Agenzia delle entrate (ex Dipartimento dogane e imposte indirette).
                Nulla vieta di esercitare la professione di spedizioniere doganale in forma subordinata, purché il datore di lavoro rispetti l'autonomia professionale, in quanto si è comunque soggetti alla disciplina regolamentare della professione e dunque al potere disciplinare del consiglio territoriale e di quello nazionale, dal che deriva l'obbligo di far prevalere la deontologia professionale rispetto ai desiderata del datore di lavoro.

                Anche quella di consulente in proprietà industriale — questa è la sua denominazione ufficiale — è una professione regolamentata. Qui è obbligatoria la laurea (una qualsiasi ex art. 207 d.lgs. 30/2005 e art. 9 DI 342/1995) e la procedura per arrivare all'iscrizione all'albo, anch'esso tenuto da un ordine professionale, è a mio avviso assai più complessa. Il praticantato dura 18 mesi ma, se iniziato durante il corso universitario, è ridotto a 12; altrimenti è possibile svolgerlo nella PA dopo la laurea per 12 mesi, ma in virtù di una convenzione con il DFP che per quel che mi risulta non è mai stata stipulata. Gli esami di Stato vengono indetti dall'attuale Ministero delle imprese e del made in Italy, ma non riesco a vedere con quale cadenza periodica.

                Faccio presente che la professione di spedizioniere doganale è assai faticosa, poiché spesso integrata con la logistica, in particolare quella portuale. In altre parole il doganalista spesso non si limita a fare consulenza e a disbrigare formalità, ma partecipa materialmente alle operazioni. Non è dunque un lavoro per schizzinosi, né per persone che non intendono (legittimamente) spaccarsi la schiena.
                Ultima modifica di dottore; 14-03-2026, 16:00.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Grazie JMaskelyne per il consiglio ed estendo il mio ringraziamento a Dottore per il suo approfondimento. Grazie mille.

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