annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Bisogna essere laureati con più di 105 per controllare le valigie sospette

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Bisogna essere laureati con più di 105 per controllare le valigie sospette

    Mi riferisco al concorso ENAC per ispettori aeroportuali.
    Un requisito colpisce più di altri.

    https://www.ticonsiglio.com/enac-con...i-aeroportuali

    Diploma di laurea vecchio ordinamento o laurea magistrale o laurea specialistica in Giurisprudenza, Economia e Commercio, Scienze Politiche e lauree equipollenti, con una votazione non inferiore a 105/110 o equivalente.

    Ehm, ho letto bene? 105 per fare un lavoro che è simile a quello di una guardia giurata in un aeroporto?
    Anche le materie consigliate sono strane: elementi di macroeconomia per controllare delle merci pericolose?
    Siamo alla follia, ragazzi.

  • #2
    Giusto un paio di giorni fa il bando di concorso per 253 funzionari giuridico-amministrativo-contabili al MIUR è stato rettificato nel senso che sono ammessi anche i laureati privi di laurea magistrale. Questo perché il titolo di studio è stabilito dalla legge e non può essere derogato, né al rialzo né al ribasso, dall'amministrazione che indice la procedura. Probabilmente già  sono fioccati i ricorsi, o perlomeno qualche diffida, e il MIUR per evitare che il Tar bloccasse tutto ha preferito correre ai ripari in autotutela (anche se io prevedo che ci sarà  comunqeu qualche ricorso perché ci sarà  gente che si lamenterà  che non aveva potuto partecipare e ha saputo solo all'ultimo momento di essere ammissibile; tuttavia hanno pensato pure a questo prorogando i termini).

    Per quanto concerne questo posto Enac, stiamo parlando di una categoria C, per la quale la legge prescrive il titolo finale di scuola secondaria di secondo grado. Questi chiedono ben due titoli di studio superiori. Non lo possono fare e dunque anche in questo caso mi auguro che la procedura sarà  invalidata da una valanga di ricorsi, anche se ogni volta che succedono queste cose nessuno può essere contento perché sono tanti soldi pubblici che vengono sprecati (organizzare concorsi ai quali partecipano più di ventimila persone ha i suoi costi).

    A livello di materie invece la cosa non mi sorprende; solitamente in tutti i concorsi sono richiesti i fondamenti delle materie che riguardano l'ente, anche se non strettamente attinenti al profilo bandito. Non cà pita di rado oltretutto che si vinca un concorso per una determinata mansione ma poi si venga collocati altrove. Ad esempio io avevo vinto un concorso per istruttore direttivo della comunicazione e, nonostante fossi vincitore e non semplice idoneo, quando fui assunto per i primi giorni stetti semplicemente a disposizione, poi al primo ordine di servizio che ricevetti fui staffato nell'ufficio di gabinetto del direttore generale. Questo per gli idonei cà pita molto più frequentemente perché, mentre i vincitori di norma vengono assunti subito, la graduatoria degli idonei rimane congelata per tre anni durante i quali l'amministrazione, se intende assumere personale afferente a quel ruolo, è vincolata ad attingere per scorrimento dalla graduatoria stessa. Naturalmente il tutto deve avvenire nel rispetto della categoria giuridica, quindi un dipendente di livello apicale (istruttore direttivo, funzionario) non potrà  mai essere collocato a svolgere mansioni proprie dell'operaio (e neanche dell'impiegato d'ordine o dell'impiegato di concetto), perché ciò costituirebbe un demansionamento; parimenti, il dipendnete di categoria inferiore non può essere chiamato a svolgere mansioni di livello superiore. Non rileva, invece, a tali fini, la posizione economica nel quale il dipendnete è inquadrato (di norma per concorso dall'esterno si accede sempre alla posizione iniziale, ad esempio A1, B1, C1, D1, DS1/EP1 ove previsto; tuttavia, se il dipendente per effetto delle progressioni orizzontali godeva di un trattamento economico più favorevole qando er di categoria inferiore, ha diritto a mantenere il differenziale come assegno ad personam sino ad assorbimento).
    In ogni caso non è richiesta una conoscenza approfondita delle materie, ma solo gli elementi fondamentali, concetto che, a mio avviso, è ancora al di sotto di quello delle istituzioni, attenendo proprio a un'infarinatura di base.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Una domanda: cosa fa un istruttore direttivo della comunicazione?

      Commenta


      • #4
        Premesso che istruttore direttivo e funzionario sono rispettivamente le due qualifiche apicali del previgente ordinamento (rispettivamente VII e VIII), entrambe confluite nella categoria D, il bando diceva che saremmo stati utilizzati per una nuova struttura, deputata alla comunicazione istituzionale dell'Ente, che poi in realtà  per mancanza di fondi non è mai stata istituita. Dalle chiacchiere emerse che tale struttura avrebbe dovuto essere una area (con a capo un dirigente) suddivisa in tre settori, cioè ufficio stampa, ufficio comunicazione e ufficio per le relazioni con il pubblico, a ciascuno dei quali noi tre assunti avremmo dovuto essere preposti.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta


        • #5
          Grazie della risposta, arrivo subito al nocciolo della questione.
          Secondo te perchè fanno un concorso per poi dire che non ci sono soldi?
          Non è ovviamente il tuo caso perchè si vede che sei preparato, ma non ti suona come una scusa per piazzare rampolli di buona famiglia e raccomandati in amministrazioni che non possono bandire propri concorsi?

          Commenta


          • #6
            Ma non è questo il caso di specie, perché i soldi per assumere nuovo personale, peraltro a tempo determinato, c'erano, anche se sul bando c'era la solita clausola secondo cui l'espletamento della procedura concorsuale e la formazione della graduatoria non vincolavano l'Ente alla chiamata in servizio, che comunque sarebbe stata subordinata all'iter di verifica della copertura finanziaria da parte delle strutture preposte.
            Noi fummo assunti subito. I denari che non c'erano furono quelli per costituire la struttura che avremmo dovuto andare a inaugurare, ma questa è una cosa che la struttura competente per reclutare il personale non poteva sapere in quanto spetta ad altri organi approvare il bilancio, e nel bilancio di previsione era stato effettivamente scritto che si rinviava all'anno successivo la costituzione materiale (attuazione) di tale struttura, che era già  stata istituita (nel senso di prevista).

            Le graduatorie per legge durano tre anni; certo, è vero che ci sono enti che se le tengono congelate anche per venti, ma lo fanno principalmente quando ci sono tantissimi idonei a fronte di tantissimi costi e pertanto, quando hanno bisogno di nuovo personale, costa meno attingere dalle graduatorie che indire una nuova procedura concorsuale (quelle delle agenzie fiscali e dei ministeri costano tantissimo perché vi partecipa un numero spropositato di candidati). Nel bando in parola era espressamente specificato che se non fossimo stati convocati entro 3 anni la graduatoria si sarebbe intesa decaduta.

            Non è attualmente possibile mediante procedure ordinarie assumere in un ente persone che hanno vinto un concorso presso un altro ente senza avervi mai prestato servizio. La Regione Toscana ha emanato una legge regionale che stabilisce che per i soli idonei non assegnatari di posto possano attingere dalle graduatorie regionali, per scorrimento, tutti gli enti della regione, ma, per una questione di competenza, attualmente le amministrazioni pubbliche statali situate sul territorio non applicano questa norma. Gli unici enti che la applicano con certezza sono quelli che sono emanazione della Regione o sono soggetti a direzione e coordinamento da parte della stessa, come quelli costitutivi del Servizio sanitario regionale (Agenzia regionale di sanità , aziende Usl, aziende ospedaliere etc.). Già  i comuni e gli enti locali di area vasta interpretano ognuno a suo modo.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

            Commenta


            • #7
              Volevo dire tantissimi idonei a fronte di pochissimi posti
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

              Commenta


              • #8
                Grazie della spiegazione, comunque ecco qua, CVD avevo ragione.

                Concorso Enac per 37 ispettori, per il Tar illegittimo il voto minimo di laurea

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Grazie della spiegazione, comunque ecco qua, CVD avevo ragione.

                  Concorso Enac per 37 ispettori, per il Tar illegittimo il voto minimo di laurea
                  Ma che ci azzecca?
                  Che il voto di laurea minimo sia illegittimo è un orientamento molto diffuso nella giurisprudenza amministrativa, ma mica perché bisogna controllare valigie. Questa del resto è una valutazione di merito che il Tar non può neanche fare.
                  L'articolo del resto dice proprio che quella del voto minimo «Una previsione che, oltre a mortificare il favor partecipationis, si pone in netto contrasto con quanto recentemente stabilito dalla giurisprudenza amministrativa». Questa è la tesi portata avanti da i ricorrenti e, se il Tar darà  loro ragione (per il momento ha concesso solo le sospensive, cioè i provvedimenti d'urgenza atti a far partecipare gli aspiranti al concorso, che però sono ammessi con riserva e, qualora vincitori, saranno assunti con riserva), questa sarà  la motivazione, per il principio il giudice non può pronunciarsi ultra petita, cioè non può eccedere rispetto a quello che gli è stato richiesto.
                  D'altro canto, se la categoria C dell'Enac corrisponde alla categoria C del mio comparto, nonché di altri comparti che conosco, allora la laurea non ci vuole proprio (figuriamoci la laurea magistrale, che in questo caso è richiesta ma non sarebbe necessaria in ogni caso), quindi questo concorso presenta ben altri profili d'abuso; solo che, evidentemente, nessuno ha fatto ricorso su questo (recentemente un altro bando è stato modificato poiché ai primi ricorsi l'Ente si è adeguato alle istanze dei ricorrenti adottando l'istituto dell'autotutela; la parte modificata riguardava proprio la rettifica del titolo di studio richiesto, che è passato da laurea magistrale o del previgente ordinamento a laurea semplice), o perlomeno non ce lo hanno fatto sapere.
                  EDIT
                  L'Enac ha un proprio CCNL, il quale prevede solo tre categorie giuridiche: funzionario, collaboratore e operatore. Il funzionario è C. Quindi il C dell'Enac corrisponde al D del mio comparto (che prevede 4 categorie). I titoli di studio nel contratto non sono previsti ma questo è normale, in quanto sono previsti per legge. Il pubblico impiego cosiddetto privatizzato è molto particolare in quanto ha contemporaneamente un regime pubblicistico e uno privatistico. Nella sfera privatistica rientrano la contrattazione, la retribuzione, lo svolgimento, la cessazione, il TFR (per chi è stato assunto prima della privatizzazione, c'era il TFS, trattamento di fine servizio e non di fine rapporto), i procedimenti disciplinari nella parte in cui incombono sul lavoratore (e non in quanto procedimenti amministrativi). Nella sfera pubblicistica rientrano le norme generali che regolamentano il pubblico impiego, le modalità  di reclutamento, la formazione, l'istruzione e l'emanazione di atti amministrativi. Tutto ciò che concerne la sfera pubblicistica può essere sindacato dal giudice amministrativo, mentre la restante parte del contenzioso è di competenza della magistratura civile (in prima istanza, tribunale ordinario nelle vesti di giudice del lavoro). Se devo impugnare un atto amministrativo, la giurisdizione è sempre amministrativa.

                  Comunque francamente mi meraviglio che le amministrazioni continuino a fare concorsi per titoli ed esami quando oramai è prassi dilagante farli per soli titoli parificando tutti all'accesso, cioè indipendentemente dal voto con cui sono stati conseguiti i titoli richiesti e senza considerare eventuali titoli ulteriori. Infatti così facendo si espongono solo a ricorsi che fanno spendere un sacco di soldi ai poveri malcapitati, ingolfano la macchina giudiziaria, vendono false speranze e spesso e volentieri inducono le amministrazioni, quasi per dispetto, ad annullare i procedimenti.
                  La mia amministrazione da tempo ha introdotto il principio per cui i candidati una volta ammessi sono tutti uguali e quindi saranno comparati unicamente sulla base delle prove del concorso. E prima ancora aveva abolito i limiti di età , altro elemento su cui si è abbattuta la spada di Damocle della giurisprudenza amministrativa.

                  Se poi mi viene richiesta una opinione personale, allora francamente sono dell'idea che uno stato che rilascia titoli di studio con una forbice di voti così ampia e poi si rifiuta di dare un significato a quel voto cade in un bel paradosso, perché in un certo senso sta ammettendo di non essere in grado di stabilire criteri docimologici non dico uniformi, ma ragionevolmente omogenei. Ma qui scatta una critica all'intero sistema universitario: l'Italia, con la concessione di una ampia autonomia agli atenei, che possono decidere il nome del titolo rilasciato e praticamente il suo intero contenuto, ma con la scelta di mantenere il valore legale del titolo stesso, ha deciso di stare con un piede in due scarpe, adottando contemporaneamente il sistema liberale e quello centralista. E così abbiamo situazioni bizzarre (per non dire aberrazioni) in cui un corso di laurea magistrale in Marketing e comunicazione d'impresa pur offrendo un progetto formativo paragonabile a quello di un'altra laurea magistrale omonima o quasi-omonima ha lo stesso valore legale di lauree magistrali con cui non condivide neanche un esame, consentendo pertanto l'accesso alla professione di dottore commercialista, cosa che il percorso omonimo o quasi-omonimo non consente in quanto afferisce ad altra classe; il tutto mentre una laurea magistrale in Finanza, Statistica attuariale o Scienze economiche per le arti e la cultura non consente di accedere alla professione di dottore commercialista, quando con il previgente ordinamento era possibile accedervi pure con una laurea in Economia del turismo, in Scienze politiche (e non solo di indirizzo politico-economico) o addirittura Scienze della comunicazione, se rilasciata da una facoltà  di Economia.
                  Quindi direi che per i concorsi pubblici, eccezion fatta per singole figure altamente specializzate e riconducibili a specifiche professioni regolamentate, bisognerebbe solamente distinguere tra gruppi di lauree, tenendo conto dell'attuale classificazione ministeriale, che raggruppa le classi in "area umanistica", "area sociale", "area scientifica" e "area sanitaria", magari con qualche aggiustamento. Del resto era quello che accadeva anche prima della riforma, in cui le lauree richieste erano sempre quelle tre, ma erano previste equipollenze a iosa. In questo caso la mancata presa in considerazione del voto sarebbe giustificata, a mio avviso, dalla disomogeneità  dei percorsi.
                  Sempre a mio avviso, però, un minimo di titoli di merito il percorso scolastico (per i concorsi per non laureati) o quello universitario dovrebbe dare, quindi il voto potrebbe essere considerato in caso di ex aequo (mi sembra molto più ragionevole rispetto agli attuali criteri di prevalenza del più giovane e del concorrente di sesso femminile); inoltre andrebbero considerati titoli aggiuntivi, specie se superiori a quelli richiesti (non in una misura tale da escludere chi possiede i titoli minimi necessari, però).
                  Ciò che a mio avviso sarebbe maggiormente importante, però, è definire delle regole univoche, valide su tutto il territorio per tutte le amministrazioni o quantomeno per categorie di amministrazioni, così da favorire anche la mobilità , che al momento è incentivata solo a chiacchiere.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                  Commenta

                  Sto operando...
                  X