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Note a margine di un insegnamento di Economia aziendale

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  • Note a margine di un insegnamento di Economia aziendale

    Salve a tutti.

    Sono reduce da una serie di videolezioni di Economia aziendale e vorrei fare qualche considerazione al riguardo della loro utilità  nel mondo del lavoro.

    L'insegnamento di Economia aziendale del mio corso di laurea, Scienze dell'amministrazione e della sicurezza presso Unitelma Sapienza, corrisponde all'insegnamento di Economia aziendale I del corso di laurea in Economia aziendale. L'unica differenza è che loro ce l'hanno da 8 crediti, noi da 12, quindi noi abbiamo tutte le lezioni in comune più alcune lezioni mutuate da un master universitario di secondo livello (sic!), che fanno qualche accenno alla contabilità  nella pubblica amministrazione, con particolare riferimento al settore sanitario.

    Mi soffermerò qui sulla parte comune al corso di laurea in Economia aziendale. Il mio discorso è generalizzato in quanto cercando in Internet ho scoperto che il programma è praticamente identico a quelli dei corsi di laurea di classe L-18 della Parthenope di Napoli, dell'Università  di Parma, dell'Università  Roma tre, dell'Università  dell'Aquila e e anche degli isituti tecnici commerciali.

    Mi viene in mente un vecchio articolo postato qualche giorno fa da Marika sulla Liuc, che diceva che tale ateneo era nato con la mission dichiarata di formare managers della piccola e media impresa.
    Il tessuto economico-produttivo italiano è basato soprattutto sulle piccole e medie imprese e sulle microimprese, costituite in forma di ditte individuali, società  di persone e più raramente società  a responsabilità  limitata.
    Nella maggior parte dei casi tali imprese non hanno un management distinto dalla proprietà , che tipicamente di economia aziendale capisce molto poco e affida tutte le registrazioni contabili a un consulente esterno (dottore commercialista, ragioniere commercialista, esperto contabile, tributarista; ove possibile, per gli imprenditori individuali, anche CAF); d'altro canto, le imprese rientranti in certe tipologie possono optare per la contabilità  semplificata.
    Al massimo qualche media impresa un po' più grande ha un contabile interno (che comunque è un semplice impiegato e non un manager, tipicamente diplomato in ragioneria e non abilitato alla professione).

    Sic stantibus rebus, a cosa serve un programma di Economia aziendale incentrato unicamente sulle società  per azioni e sulle società  in accomandita per azioni (queste ultime peraltro nella realtà  quasi non esistono), che insegna tecniche contabili in uso esclusivamente presso le grandi imprese, peraltro impartite come se le scritture si tenessero ancora a mano?
    Secondo me è una cosa senza senso nei corsi di laurea in Economia aziendale. Figuriamoci in un corso di laurea come il mio.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Hai centrato (anzi: c'entrato, così ti faccio sclerare ) uno dei problemi n. 1 dell'università  italiana se non il problema maggiore in assoluto: studiamo cose che non servono.
    Anzi: cose che sembra che servano. E' una sfumatura diversa.
    Perchè gli unici corsi di laurea rimasti in piedi in ottica lavoro hanno a che fare con l'ingegneria e la medicina? Perchè sono gli unici casi in cui ti fanno fare laboratori, ti fanno lavorare sotto il controllo di un supervisore, ti fanno "mettere le mani in pasta".
    Finchè i corsi di laurea sono costituiti da materie puramente teoriche continueranno a metterci concetti inutili per allungare il brodo e intascarsi le rette.
    Ma questo non è un problema dell'Unitelma, vale per tutti.

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    • #3
      Poi divagando sulla LIUC: partita da un lanificio, si è ridotta a fare i giri dei licei della Lombardia per provare a immatricolare qualcuno.
      Adesso è una buona pubblica non statale, ma vive all'ombra della Cattolica che le frega un buon 90% di immatricolati.
      Bene ma non benissimo.

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      • #4
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Finchè i corsi di laurea sono costituiti da materie puramente teoriche continueranno a metterci concetti inutili per allungare il brodo e intascarsi le rette.
        Ma qua non si tratta neanche di fare solo teoria, anzi l'insegnamento è molto pratico, e non si tratta neanche di allungare il brodo con concetti inutili.
        Si tratta proprio di situarsi in un campo totalmente estraneo a quello che potrebbe servire là  fuori.
        Col mio corso di laurea l'insegnamento ci azzecca poco o niente e a mio avviso è stato inserito solamente in quanto l'ordinamento ministeriale prevede un insegnamento del gruppo SECS-S e l'Ateneo, onde semplificare il corso, anziché metterci Economia politica / Microeconomia o Politica economica / Macroeconomia o Scienza delle finanze / Contabilità  di Stato ci ha piazzato Economia aziendale in un indirizzo e Contabilità  pubblica + Economia e gestione dei servizi pubblici nell'altro.
        Ma anche con Economia aziendale, qual è il laureato in Economia aziendale che andrà  a fare la contabilità  di una società  per azioni o di una fantomatica società  in accomandita per azioni, peraltro a mano?
        Tornando al mio corso, un'altra spiegazione di perché ce lo hanno messo, e lo hanno messo in particolare nell'indirizzo criminologico (curriculum Sicurezza e investigazione), è perché il corso si propone per formare investigatori privati e per mettere in regola investigatori privati che esercitavano in base alle vecchie norme, che non richiedevano titoli accademici. Siccome si suppone che l'investigatore privato sia titolare di una piccola agenzia, allora gli può essere utile imparare a fare contabilità . Ma anche in questo caso ”“ anzi a maggior ragione ”“ che diavolo c'entra la contabilità , fatta a mano, di società  per azioni e società  in accomandita per azioni (che praticamente neanche esistono)?

        Ma questo non è un problema dell'Unitelma, vale per tutti.
        Ma infatti io sono partito da Unitelma Sapienza per poi fare paragoni con altri atenei e quindi in un certo senso scagionarla.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
          Poi divagando sulla LIUC: partita da un lanificio, si è ridotta a fare i giri dei licei della Lombardia per provare a immatricolare qualcuno.
          Adesso è una buona pubblica non statale, ma vive all'ombra della Cattolica che le frega un buon 90% di immatricolati.
          Bene ma non benissimo.
          Mah. Io sono dell'idea che questi atenei di provincia, situati in piccole città  o addirittura articolati a reti di sedi tra piccole città , attraggano una fetta di utenza che, senza la loro esistenza, all'università  non si sarebbe proprio iscritta.
          Vedi la Vanvitelli (che, a parte l'area sanitaria, che è concentrata a Napoli, è distribuita tra Aversa, Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere con didattica pure a Marcianise): nata con lo scopo (espressamente dichiarato dal legislatore) di decongestionare la Federico II, alla Federico II non ha praticamente tolto uno studente, ma ha attratto una vasta fetta di persone della Terra di Lavoro, provenienti soprattutto da famiglie non scolarizzate (l'ateneo stesso in qualche inaugurazione di anno accademico si vantava di avere formato i primi laureati di queste famiglie) che probabilmente non si sarebbero mai recate a Napoli per l'università .
          La stessa cosa è accaduta a Milano con la Bicocca, che ha una collocazione strategica per chi proviene dall'area a nord di Milano e, dunque, dalla zona di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza e quindi dalla Brianza. E infatti la maggior parte degli studenti della Bicocca proviene da quelle zone. Che sono zone ove tradizionalmente i ragazzi subito dopo la scuola (una volta la scuola media, poi hanno cominciato a diffondersi le superiori) andavano a lavorare nella fabbrica del papi, prima facendosi le ossa come semplici operai e poi via via assumendo ruoli di responsabilità  crescente sino a ereditarla.
          A Roma con l'istituzione di Tor Vergata e Roma tre per scorporo dalla Sapienza francamente non so come sia andata, ma anche in quel caso, a giudicare dalle informazioni in mio possesso, non mi pare che si siano sottratti studenti alla Sapienza, dunque sono propenso a credere che si sia creata nuova utenza.
          Magari per la Liuc sarà  diverso perché non è statale.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Sulla LIUC, punto di vista interessante, non ci avevo mai pensato.
            Considera che c'è l'università  dell'Insubria e che con i mezzi di trasporto dell'hinterland milanese si arriva dovunque in un attimo.
            Però i numeri ti danno ragione: a Castellanza il 40% degli studenti arriva dal territorio, il resto da fuori provincia.
            Io credo che la LIUC attragga anche un pò per metodo: piccole classi da 10-20 persone e lezioni quasi private.
            E' stata l'unica università  ad aver ammesso che giurisprudenza in Italia ha fallito.

            La Liuc chiude giurisprudenza e investe sul futuro

            O forse sono stati loro a non essere in grado di immatricolare in quel dipartimento.
            Chissà .

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            • #7
              Comunque bisognerebbe capire quanto è vera quella notizia perchè io non solo vedo dal loro sito il corso in giurisprudenza aperto ma anche la possibilità  di ottenere la doppia laurea giurisprudenza-economia (magistrale!) con solo un anno in più.

              Laurea magistrale in giurisprudenza | LIUC - LIUC Università  Cattaneo

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              • #8
                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                O forse sono stati loro a non essere in grado di immatricolare in quel dipartimento.
                Non hanno mai avuto un dipartimento di Giurisprudenza.
                Forse non sono stati in grado di immatricolare a quel corso.
                Non saprei dirti, però grossomodo i corsi di Giurisprudenza presso università  non statali attraggono meno di altri.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Comunque bisognerebbe capire quanto è vera quella notizia
                  Magari dall'anno prossimo

                  perchè io non solo vedo dal loro sito il corso in giurisprudenza aperto ma anche la possibilità  di ottenere la doppia laurea giurisprudenza-economia (magistrale!) con solo un anno in più.
                  Non ci vedo niente di eccezionale.
                  In qualsiasi ateneo possedendo una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza puoi iscriverti a un corso di laurea magistrale LM-56 o LM-77 e ti convalidano sicuramente gli esami relativi a un anno.
                  Conosco personalmente chi ha fatto percorsi del genere, ovviamente non "garantiti" da un piano di studi ad hoc della propria università .
                  Una mia parente con LM a c.u. LMG/01 presso la Federico II si è iscritta al corso di laurea magistrale LM-62 dello stesso ateneo le hanno convalidato addirittura più di 70 crediti (le magistrali a ciclo unico hanno il vantaggio che i loro esami sono convalidabili senza limiti sia su percorsi di primo che su percorsi di secondo ciclo); considerando che solo la tesi in questi corsi ne vale di solito almeno 20, praticamente le hanno tolto più di un anno e mezzo. Ha dovuto fare solamente gli esami storici e sociologici. Non ha dovuto recuperare alcun debito formativo perché assolveva tutti i requisiti di accesso previsti dal regolamento didattico. Invece una mia amica con laurea di classe 15 (Scienze politiche) e laurea specialistica 60/S (Relazioni internazionali) entrambe all'Orientale di Napoli si è iscritta al corso LM-56 della Pegaso. Qui le hanno messo come obbligo formativo aggiuntivo (che ha dovuto maturare mediante corso singolo) Economia aziendale, ma le hanno convalidato 5 esami della magistrale su 12, all'incirca la metà  dei crediti, con iscrizione diretta al secondo anno. Quindi anche in questo caso ha preso la magistrale in un anno solo. Se si fosse iscritta a Relazioni di lavoro o EDiPA presso l'UniMoRe, che sono entrambe LM-77, non avrebbe avuto l'OFA e probabilmente le avrebbero convalidato pure qualche esame in più. Se hai un'altra magistrale in à mbito disciplinare affine o contiguo, è proprio la norma.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Ma anche con Economia aziendale, qual è il laureato in Economia aziendale che andrà  a fare la contabilità  di una società  per azioni o di una fantomatica società  in accomandita per azioni, peraltro a mano?
                    Cosa intendi per contabilità  a mano? Vi fanno scrivere i mastrini?

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                    • #11
                      Sì, Frà¤ulein: libro mastro, mastrini (chiamati anche partitarà® nelle slides, essendo un collage di testi di autori diversi, peraltro tutti irreperibili in quanto molto risalenti, e ovviamente nessuno si prende la briga di spiegarti che sono sinonimi. E non vale solo per questo. Anche le videolezioni, oltre 60, sono di tre docenti differenti), libro giornale, contabilità  generale, contabilità  analitica, conto economico, stato patrimoniale, calcolo dell'autofinanziamento e del fabbisogno, calcolo della congrua remunerazione (è inutile dire che se esistono più metodi li vuole sapere tutti), scritture di rettifica, scritture di assestamento, analisi di bilancio, mutui, cambiali, obbligazioni e chi più ne ha più ne metta.
                      L'esame non si dovrebbe chiamare a mio avviso «Economia aziendale», ma «Ragioneria», perché in effetti la parte di economia aziendale in senso generale è veramente risicata rispetto a quella di contabilità . O meglio la teoria effettivamente copre più di metà  programma, ma poi l'esame è incentrato prevalentemente sulle scritture, infatti generalmente una sola domanda verte sulla teoria (a risposta aperta tutt'altro che sintetica: le tracce sono sempre piuttosto ampie e chiedono espressamente di riportare tutto ciò che si sa sull'argomento) e le altre cinque sono solo esercizi, il tutto da svolgersi in un'ora o un'ora e mezza (a seconda di come gira alla docente; oltretutto l'orario di inizio non è uguale per tutti perché distribuisce i compiti per gruppi. Su questo stenderei un velo pietoso). All'ultimo appello sono state promosse solo 7 persone su una trentina!
                      Altra cosa a mio avviso assolutamente non corretta è che non tiene conto del numero di crediti. Per il mio corso di laurea l'esame è da 12 crediti; per alcuni corsi di laurea della classe di Scienze dell'economia e della gestione aziendale l'esame è da 10 crediti, però portano lo stesso programma. Io dovevo portare 8 crediti in quanto si trattava di un'integrazione a completamento (mi erano stati convalidati 4 crediti su 12) e mi ha tolto solamente 4 argomenti, due dei quali corrispondenti ad altrettante intere videolezioni (su oltre 60) e altri due disseminati qua e là  e che pertanto, per potere eliminare, ho dovuto studiare comunque. Vado a vedere i compiti che ha dato negli ultimi 12 appelli e scopro che non ha MAI fatto domande su quegli argomenti, quindi in sostanza non mi ha tolto niente! E pensare che per poter insegnare sulla classe di concorso di scienze giuridiche ed economiche devo integrare 4 crediti in quel settore: a saperlo prima, avrei rinunciato a farmi convalidare l'esame e lo avrei sostenuto peor intero, invece adesso mi tocca completarlo con un insegnamento singolo (oltretutto sforando, perché corsi singoli da 4 crediti sono introvabili per praticamente tutte le materie).
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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