Cioè, per svolgere una funzione a stento corrispondente alla categoria C del contratto regioni e poteri locali, che richiede il diploma di scuola secondaria superiore, occorre un titolo di studio che è richiesto solo per chi accede alla carriera di dirigente attraverso la Scuola nazionale dell‘amministrazione (per tutti gli altri sono necessari laurea semplice + 5 anni anche non continuativi di servizio in una qualifica funzionale richiedente la laurea, che possono essere ridotti a 4 per i candidati in possesso di titolo accademico di secondo ciclo).
Questi signori (che già hanno commesso lo stesso errore quando hanno previsto l‘incentivo alle imprese che assumono laureati under 30) non si sono accorti che la laurea magistrale corrisponde al secondo ciclo del processo di Bologna, cioè al MASTER (master‘s degree = grado [accademico] del maestro = laurea magistrale), settimo livello del Quadro europeo delle qualifiche (European qualification framework, EQF), che, come correttamente recepito nell‘ordinamento italiano (D.M. 270/2004), indica una formazione di livello avanzato («conoscenza altamente specializzata, che può costituire l‘avanguardia della conoscenza in un à mbito lavorativo o di studio») finalizzata all‘accesso a funzioni di elevatissimo profilo in à mbiti specifici. Ovviamente non è questo il caso, tant‘è che non viene richiesta una laurea magistrale specifica bensì Scienze politiche, Giurisprudenza, Economia, Psicologia e Scienze della formazione. E badate bene: lauree magistrali in Scienze politiche, Economia e Scienze della formazione”¦ NON ESISTONO! Esistono peraltro i master universitari di primo livello, che per scelta dell‘Italia fanno parte anch‘essi del secondo ciclo del Bologna process e infatti all‘interno dell‘EQF sono posti allo stesso livello delle lauree magistrali (oltre a essere tradotti in lingua inglese con la stessa dicitura: master‘s degree). L‘unica differenza rispetto alle lauree magistrali è che queste ultime sono riferite a un ordinamento ministeriale che, attraverso la classe, ne garantisce l‘uniformità del valore legale, mentre essi sono a ordinamento totalmente autonomo del singolo ateneo. Il quale, tuttavia, può riconoscerne la totalità dei crediti per conseguire anche la laurea magistrale, con il risultato che si prendono due titoli di studio nello stesso tempo in cui se ne prenderebbe uno.
Sono dunque chiari alcuni elementi:
1. questi signori non conoscono l‘ordinamento universitario;
2. questi signori non conoscono l‘ordinamento del pubblico impiego;
3. questi signori non conoscono il principio di non contraddizione, finalizzato a garantire l‘unità dell‘ordinamento giuridico;
4. a questi signori il rispetto del diritto dell‘Unione europea e del diritto internazionale di natura pattizia non interessa minimamente.
Il paradosso è che i punti di contatto per l‘Italia dei progetti EQF, EuroPass ed EuroGuidance è affidato proprio all‘Anpal, Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, lo stesso ente che, in barba al riparto di competenze previsto dall'articolo 117 della Costituzione, deve assumere i navigators!
Ma le assurdità non finiscono qui. Il contratto dei navigators sarà di collaborazione della durata di due anni. Il governo però «si impegna stabilizzarli». Non si capisce come e a che titolo, visto che la collaborazione signfica lavoro autonomo, e soprattutto in barba all‘articolo 97 della Costituzione, visto che non verranno assunti con un vero e proprio concorso. Oltretutto il loro compenso è previsto sui 30mila euro lordi l'anno: lo stipendio di un funzionario regionale o di enti locali di prima nomina (posizione economica D1) è di quasi 10mila in meno, quindi questi quando saranno stabilizzati, ammesso e non concesso che lo saranno come funzionari e non all'interno di categorie inferiori, si vedranno abbassare la retribuzione?
Comunque, consoliamoci del fatto che tra due anni questo governo di analfabeti funzionali animati dall‘invidia sociale e in preda al delirio di onnipotenza sarà solo un vecchio ricordo.

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