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Seconda laurea magistrale. Utile nel lavoro?

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  • Seconda laurea magistrale. Utile nel lavoro?

    Gentilissimi,

    mi rivolgo a voi per un consiglio :)

    Ho una laurea triennale in Comunicazione (per le organizzazioni), una magistrale in Marketing e Comunicazione D'impresa (LM59 - Comunicazione d'impresa) e un master universitario in Marketing Management (Fac. Economia). Titoli conseguiti entro i 25/26 anni.

    Lavoro a tempo indeterminato da oltre 4 anni presso la stessa azienda (prima nel Digital Marketing e adesso nell'ufficio estero (vendite e marketing internazionale). Ho appena compiuto 31 anni.

    Da un po' di tempo mi è venuta l'idea di conseguire la laurea in Economia (LM77) poiché avendo sostenuto molti esami economico-aziendali mi sembra un "peccato" non poter partecipare ad alcuni concorsi pubblici.

    Ho sottoposto la mia carriera accademica ad alcuni Atenei pubbici e telematici ed è venuto fuori che dovrei sostenere solo 5/6 esami più 2/3 integrazioni. Chiaramente si tratta di esami matematico/statistici, economico/giuridico.

    Secondo voi, lavorando, mi conviene imbattermi in questa "pazzia" ed acquisire questo nuovo titolo?

    Sarebbe una carta in più anche nel privato, oppure ormai non cambia nulla?
    Premetto che, a livello lavorativo, vorrei continuare nel marketing e nella comunicazione d'impresa.

    Grazie mille a tutti.

  • #2
    Benvenuto nel forum.

    Il master era di primo livello e ciononostante lo hai conseguito dopo la laurea magistrale, giusto?

    A parte questo, e a parte che quella d maiuscola non si può leggere, come ho già  detto a un altro utente qualche giorno fa, il verbo "premettere" si usa all'inizio di un discorso, non alla fine.

    Tanto premesso:
    • le università  in Italia sono tutte pubbliche, ergo la contrapposizione tra pubbliche e telematiche che hai fatto non è tecnicamente corretta (comunque quali sarebbero le università  statali a cui hai sottoposto la tua carriera? Quasi nessuna offre un servizio di prevalutazione ufficiale);
    • LM-77 non è economia ma scienze economico-aziendali, mentre l'economia è più oggetto di studio della LM-56, anche se, a ben vedere le declaratorie delle classi, esse sono completamente sovrapponibili, così come i piani di studio sono generalmente compatibili con entrambe le classi a prescindere dalle scelte di ciascun ateneo;
    • probabilmente la laurea magistrale di classe LM-77 che prenderesti con il minor numero di esami sarebbe quella in Management e comunicazione d'impresa all'Università  di Modena e Reggio Emilia, che non so se hai già  preso in considerazione;
    • lavorativamente parlando a mio avviso non cambierebbe granché, perché sei arrivato a un punto della carriera lavorativa in cui l'esperienza conta molto più dei titoli, tanto più che sei interessato a proseguire il tuo percorso professionale nello stesso à mbito in cui lavori attualmente.

    Una seconda laurea magistrale, che nel tuo caso sarebbe il quarto titolo accademico, potrebbe esserti utile per l'accesso a professioni regolamentate, ma da quello che scrivi deduco che non ti interessa fare né il dottore commercialista né il consulente del lavoro.
    Per quanto riguarda i concorsi pubblici, ti invito a dare un'occhiata sul sito dell'agenzia che si occupa della contrattazione collettiva per conto delle pubbliche amministrazioni: tenendo presente che nella P.A. la negoziazione individuale è vietata, vista la tua posizione attuale, saresti disposto a barattare una maggiore stabilità  lavorativa per stipendi così miseri?

    Guarda che lavorare nella pubblica amministrazione è frustrante, specie quando ti arriva lo stipendio. Se hai a che fare col pubblico, poi, hai continuamente a che fare con gente che ti umilia perché parte con l'idea che tu sia ignorante e incapace; l'utente medio non ha la più pallida idea di cosa ci voglia per vincere un concorso e di quali sono i titoli necessari.
    Ti dico solo che nel comparto regioni ed enti locali la forbice stipendiale tra i dipendenti della categoria A (carriera ausiliaria, che richiedeva la licenza elementare finché questa non è stata abolita) e quelli della categoria D (carriera direttiva, che richiede la laurea) a parità  di posizione economica è di meno di 200 euro lordi al mese; stiamo parando dei due vertici della linea gerarchica (e il dipendente di categoria D svolge funzioni direzionali se l'ente è sprovvisto di dirigenza). Ora, è vero che il dipendente di categoria D può accedere alla dirigenza, ma con un secondo concorso pubblico (cioè accessibile dall'esterno) e dopo non meno di cinque anni di servizio (se è fortunato che il concorso esca subito quando ha maturato il requisito).
    Gli scatti di anzianità  sono stati aboliti; adesso ci sono le progressioni economiche orizzontali. La normativa dice che si possono fare ogni 2 anni e non possono riguardare la generalità  del personale in quanto vanno fatte secondo criteri comparativi, stabiliti da ogni singolo ente. Ebbene, ci sono enti che dall'entrata in vigore dell'attuale testo unico, d.lgs. 165/2001, a oggi le hanno fatte quest'anno, dopo 19 anni, per la prima volta!
    Ora, io non so quanto tu percepisca adesso effettivamente, perché nel privato, specie nelle realtà  piccole e medie, il fenomeno del sottoinquadramento è piuttosto diffuso, sicché magari potresti svolgere una mansione di livello molto elevato non beneficiando del relativo trattamento economico. Tuttavia ti devo dire che a parità  di livello gli stipendi del pubblico sono molto più bassi rispetto a quelli del privato, e soprattutto sono ridicole le differenze retributive man mano che si sale la scala gerarchico-funzionale.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Benvenuto nel forum.

      Il master era di primo livello e ciononostante lo hai conseguito dopo la laurea magistrale, giusto?

      A parte questo, e a parte che quella d maiuscola non si può leggere, come ho già  detto a un altro utente qualche giorno fa, il verbo "premettere" si usa all'inizio di un discorso, non alla fine.

      Tanto premesso:
      • le università  in Italia sono tutte pubbliche, ergo la contrapposizione tra pubbliche e telematiche che hai fatto non è tecnicamente corretta (comunque quali sarebbero le università  statali a cui hai sottoposto la tua carriera? Quasi nessuna offre un servizio di prevalutazione ufficiale);
      • LM-77 non è economia ma scienze economico-aziendali, mentre l'economia è più oggetto di studio della LM-56, anche se, a ben vedere le declaratorie delle classi, esse sono completamente sovrapponibili, così come i piani di studio sono generalmente compatibili con entrambe le classi a prescindere dalle scelte di ciascun ateneo;
      • probabilmente la laurea magistrale di classe LM-77 che prenderesti con il minor numero di esami sarebbe quella in Management e comunicazione d'impresa all'Università  di Modena e Reggio Emilia, che non so se hai già  preso in considerazione;
      • lavorativamente parlando a mio avviso non cambierebbe granché, perché sei arrivato a un punto della carriera lavorativa in cui l'esperienza conta molto più dei titoli, tanto più che sei interessato a proseguire il tuo percorso professionale nello stesso à mbito in cui lavori attualmente.

      Una seconda laurea magistrale, che nel tuo caso sarebbe il quarto titolo accademico, potrebbe esserti utile per l'accesso a professioni regolamentate, ma da quello che scrivi deduco che non ti interessa fare né il dottore commercialista né il consulente del lavoro.
      Per quanto riguarda i concorsi pubblici, ti invito a dare un'occhiata sul sito dell'agenzia che si occupa della contrattazione collettiva per conto delle pubbliche amministrazioni: tenendo presente che nella P.A. la negoziazione individuale è vietata, vista la tua posizione attuale, saresti disposto a barattare una maggiore stabilità  lavorativa per stipendi così miseri?

      Guarda che lavorare nella pubblica amministrazione è frustrante, specie quando ti arriva lo stipendio. Se hai a che fare col pubblico, poi, hai continuamente a che fare con gente che ti umilia perché parte con l'idea che tu sia ignorante e incapace; l'utente medio non ha la più pallida idea di cosa ci voglia per vincere un concorso e di quali sono i titoli necessari.
      Ti dico solo che nel comparto regioni ed enti locali la forbice stipendiale tra i dipendenti della categoria A (carriera ausiliaria, che richiedeva la licenza elementare finché questa non è stata abolita) e quelli della categoria D (carriera direttiva, che richiede la laurea) a parità  di posizione economica è di meno di 200 euro lordi al mese; stiamo parando dei due vertici della linea gerarchica (e il dipendente di categoria D svolge funzioni direzionali se l'ente è sprovvisto di dirigenza). Ora, è vero che il dipendente di categoria D può accedere alla dirigenza, ma con un secondo concorso pubblico (cioè accessibile dall'esterno) e dopo non meno di cinque anni di servizio (se è fortunato che il concorso esca subito quando ha maturato il requisito).
      Gli scatti di anzianità  sono stati aboliti; adesso ci sono le progressioni economiche orizzontali. La normativa dice che si possono fare ogni 2 anni e non possono riguardare la generalità  del personale in quanto vanno fatte secondo criteri comparativi, stabiliti da ogni singolo ente. Ebbene, ci sono enti che dall'entrata in vigore dell'attuale testo unico, d.lgs. 165/2001, a oggi le hanno fatte quest'anno, dopo 19 anni, per la prima volta!
      Ora, io non so quanto tu percepisca adesso effettivamente, perché nel privato, specie nelle realtà  piccole e medie, il fenomeno del sottoinquadramento è piuttosto diffuso, sicché magari potresti svolgere una mansione di livello molto elevato non beneficiando del relativo trattamento economico. Tuttavia ti devo dire che a parità  di livello gli stipendi del pubblico sono molto più bassi rispetto a quelli del privato, e soprattutto sono ridicole le differenze retributive man mano che si sale la scala gerarchico-funzionale.

      Ciao @Dottore,

      grazie mille per tutte le informazioni :)

      Sì, il master è di primo livello ma l'ho conseguito dopo la magistrale

      Ho chiesto informazioni a "La Sapienza" che in realtà  mi ha parlato della possibilità  di essere ammesso senza recupero di crediti oltre all'eventuale convalida di alcuni esami. Poi ho sottoposto il mio curriculum accademico/professionale a Unitelma Sapienza, Pegaso e Luiss. Ovviamente le telematiche hanno un servizio di riconoscimento che ti elabora un piano di studi personalizzato (così come da te accennato).

      Ho uno stipendio normale, non alto ma neppure basso, sto nella media delle RAL a tre/quattro anni dal titolo.

      Tra tutte sarei interessato ad Unitelma Sapienza (lavorando la telematica sarebbe un'ottima alternativa), la Pegaso mi ha fornito un piano di studi interessante ma dopo la triennale e magistrale a "La Sapienza" non vorrei inserire la Pegaso nel cv.

      Sinceramente sono indeciso perché sono d'accordo con tutto quello che dici, LM77 ha un ottimo"riconoscimento legale" ma non essendo interessato a quei percorsi sarebbe tutto ai soli fini di "prestigio".

      Quello che penso è che ad oggi lo farei (mi piace studiare e ho apprezzato tanto le materie economico-aziendali), ma tra qualche anno? beh sarebbe più difficile realizzare questo ulteriore traguardo. Per questo pensavo o lo fai ora o non lo fai più... Fondamentalmente da un lato la LM77 mi potrebbe dare maggiore "spessore" in una qualche situazione futura per ruoli manageriali (forse) oltre ad avere la possibilità  a qualsiasi età  di provare molteplici concorsi (se le cose dovessero andare male), dall'altro dico: "ma davvero vuoi fare sto casino per "così poco"?

      Perdona il giro di parole ;)

      Buona serata.

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      • #4
        Originariamente inviato da Antonios89 Visualizza il messaggio
        Sì, il master è di primo livello ma l'ho conseguito dopo la magistrale
        Dunque hai impiegato 6 anni (minimo) per fare ciò che avresti potuto fare in 5.

        Ho chiesto informazioni a "La Sapienza" che in realtà  mi ha parlato della possibilità  di essere ammesso senza recupero di crediti oltre all'eventuale convalida di alcuni esami.
        Sì, ma chi te ne ha parlato? Perché se ne te ne ha parlato un docente che poi non è lo stesso che si occuperà  personalmente della delibera potresti avere successivamente brutte sorprese. Te lo dico per esperienza.

        Poi ho sottoposto il mio curriculum accademico/professionale a Unitelma Sapienza, Pegaso e Luiss. Ovviamente le telematiche hanno un servizio di riconoscimento che ti elabora un piano di studi personalizzato (così come da te accennato).
        Per curiosità , potresti dirmi che esiti hai avuto? In particolare sarei curioso di Pegaso, di cui stiamo rilevando un progressivo irrigidimento.
        Comunque la Luiss è una università  libera, cioè pubblica non statale (come Unitelma Sapienza e Pegaso).

        Ho uno stipendio normale, non alto ma neppure basso; sto nella media delle RAL a tre/quattro anni dal titolo.
        Non so cosa tu intenda per normale.
        Ti dico quali sono all'incirca gli stipendi netti mensili di una regione o una pubblica amministrazione locale, basandomi sul trattamento economico fondamentale relativo alla posizione economica di accesso:
        • categoria A (carriera ausiliaria, licenza elementare, ex qualifiche funzionali dalla I alla III): circa 1200 euro.
        • categoria B (carriera esecutiva, scuola dell'obbligo, ex qualifiche funzionali IV e V): circa 1300 euro.
        • categoria C (carriera di concetto, titolo finale di scuola secondaria di secondo grado, ex qualifica funzionale VI): circa 1350 euro.
        • categoria D (carriera direttiva, laurea, ex qualifiche funzionali dalla VII in su): circa 1410 euro.
        • dirigenza (introdotta con il d.lgs. 29/1993; i vecchi funzionarà® delle qualifiche X, XI e in qualche caso IX sono stati generalmente trasformati in dirigenti ope legis): circa 2800 euro.

        Ora tu considera che, premesso che la negoziazione individuale nella pubblica amministrazione è vietata, in alcuni enti si percepisce solo il tabellare, poiché non esiste una contrattazione decentrata integrativa (c.d. contrattazione di secondo livello) oppure questa non prevede incrementi. Molti enti non pagano il lavoro straordinario e supplementare per mancanza di fondi e alcuni di questi pongono limitazioni alla possibilità  di recuperare le ore in eccesso mediante riposi compensativi.
        Le categorie A e B non hanno diritto a indennità . La C dipende; la D di solito percepisce l'indennità  per responsabilità  specifiche (ex indennità  di funzione), ma non credere che sia chissà  quanto. Alla fine dell'anno siamo sui 23mila euro lordi onnicomprensivi con tutta la tredicesima, forse anche meno (adesso non ricordo esattamente, comunque non si discosta moltissimo dai 20mila). Esistono incentivi sulla produttività , ma solitamente sono elargiti a pioggia (cioè vengono suddivisi e distribuiti secondo criteri internamente definiti tra tutto il personale che per contratto può percepirle, ragion per cui diventano caramelle).
        I dirigenti invece tra indennità  di posizione e indennità  di risultato arrivano a triplicare il trattamento base, che è rappresenta solo un terzo della componente stipendiale, legato alla qualifica dirigenziale e non all'incarico pro tempore ricoperto. Questa distinzione è importante essenzialmente per due ragioni: innanzitutto perché nel ruolo unico della dirigenza pubblica (che poi in realtà  non è unico perché esistono le dirigenze speciali, come quella scolastica) esistono delle categorie che sono assunte come dirigenti ope legis, ad esempio i medici, i quali sono tutti dirigenti indipendentemente dalla titolarità  di un incarico dirigenziale (dunque sarebbe assurdo pagarli come se svolgessero effettivamente un'attività  dirigenziale), e poi perché la dirigenza ruota su più strutture/funzioni e gli obiettivi sono legati al singolo mandato (generalmente politico, ma il politico, fatti salvi casi particolari legati alle funzioni di staff e segreteria politica, che una volta si chiamavano gabinetto, deve nominare i dirigenti tra coloro che sono dirigenti di ruolo, assunti all'esito di un concorso).
        Ora tieni presente che, mentre i dipendenti di categoria A e B non sono neanche pubblici ufficiali (il B lo diventa quando svolge funzioni di messo notificatore, limitatamente alla verbalizzazione delle notifiche), i dipendenti di categoria D sulla carta hanno lo stesso livello di autonomia decisionale del dirigente e hanno una responsabilità  diretta anche esterna (penale) su quello che fanno e possono svolgere funzioni direttive che però non sono retribuite a parte perché rientrano nelle attribuzioni proprie della categoria. Praticamente cornuti e mazziati: in quanto laureati devono entrare più tardi (meno anni di contribuzione = pensione più magra) e quando entrano prendono quanto o addirittura meno dei dipendenti di categoria C entrati prima di loro (in quanto con le progressioni economiche questi potrebbero essere arrivati a pareggiare lo stipendio con il D o anche a superarlo). Se a questo aggiungiamo che i dipendenti delle categorie A e B entrano senza concorso ma per chiamate dirette da graduatorie comparative ad evidenza pubblica, allora capisci la frustrazione che può provare un D.
        Quanto sopra nei grandi enti, quelli che hanno tantissimi dirigenti. Nei comuni medi il discorso0 cambia, e in quelli piccoli ancor di più perché al di sotto di una certa classe di popolazione questi non sono provvisti di dirigenza. In quel caso i dipendenti di categoria apicale responsabili delle strutture (settori, servizi, uffici etc.) sono automaticamente titolari di posizione organizzativa. A seconda del livello di complessità  della struttura e dell'incarico le relative indennità  possono arrivare a 9mila euro aggiuntivi annui. Ma in questo caso:
        - hai a che fare costantemente con l'organo politico;
        - firmi tutti gli atti esterni con responsabilità  amministrativa, civile, penale ed erariale (e ti lascio immaginare cosa succede quando non sei d'accordo con l'organo politico o quando gli spieghi che la promessa che ha fatto all'elettorato è irrealizzabile);
        - nei comuni sotto-organico potresti arrivare a dovere reggere tre settori (magari perché c'è solo un altro collega di categoria D che rifiuta di prendere l'incarico) percependo un'unica indennità .
        Tieni presente che i comuni sotto-organico sono la maggioranza, poiché, a causa del blocco del turn over vigente oramai da quasi trent'anni, per ogni 4 o 5 persone che escono (4 o 5 a seconda di alcuni parametri soggettivi del singolo ente) se ne può assumere una sola; inoltre i comuni in dissesto e in predissesto devono chiedere il parere a un'apposita commissione costituita presso il Ministero dell'interno (Commissione di stabilità  finanziaria degli enti locali) anche solo per apportare una modifica alla pianta organica. Personalmente ho in corso da quasi due anni una procedura di mobilità  verso un comune (nel quale voglio andare proprio per assumere un incarico direttivo e finalmente dare un senso alla locuzione "carriera direttiva", pur sapendo che mi dannerò l'esistenza e lavorerò il triplo di quanto lavoro qui) poiché la commissione straordinaria di tale comune è in attesa della risposta all'istanza presentata alla Commissione. E il bello è che non si tratta nemmeno di allargare la dotazione organica, ma semplicemente modificare il piano triennale del fabbisogno di personale laddove è scritto che si intende coprire un dipendente di categoria D per concorso (secondo il segretario generale infatti, visto che l'obbligo di esperire una procedura di mobilità  prima di bandire un concorso è venuto meno con un decreto pentecatto, dev'esserci autorizzazione esplicita a coprire quel posto per mobilità  esterna).

        Tra tutte sarei interessato ad Unitelma Sapienza (lavorando la telematica sarebbe un'ottima alternativa); la Pegaso mi ha fornito un piano di studi interessante ma dopo la triennale e magistrale alla Sapienza non vorrei inserire la Pegaso nel cv.
        Quanti esami ti mancherebbero di qua e di là ? E quanti crediti?

        "ma davvero vuoi fare 'sto casino per "così poco"?
        Dipende dall'entità  del casino. Concretizza.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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