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dottorato e concorsi pubblici

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  • dottorato e concorsi pubblici

    Buonasera a tuttə,
    vorrei condividere con voi un quesito rispetto alla frequenza di un corso di dottorato e la partecipazione a concorsi pubblici.

    Sono un docente a tempo indeterminato della scuola pubblica di educazione musicale e vorrei candidarmi per un progetto di dottorato del XL ciclo presso un Conservatorio la cui scadenza è fissata per fine agosto 2024.
    Ho già parlato alla mia Dirigente la quale è disposta a concedermi l'aspettativa.

    La questione per la quale scrivo è la seguente: sto partecipando anche al concorso per Dirigenti Scolastici (ordinario) e ho superato la prova preselettiva. Sono in attesa delle successive prove e quindi della graduatoria di merito in cui spero di essere tra i vincitori.
    Nel fortunato caso fossi tra i vincitori, le assunzioni potrebbero essere, nella migliore delle ipotesi, nell'a.s. 2025/26, più verosimilmente negli aa.ss. successivi.
    La mia domanda è: nel caso in cui io fossi ammesso al corso di dottorato, svolgessi le prove del concorso per DS e risultassi vincitore, la rinuncia agli studi del dottorato sarebbe possibile per prendere servizio come Dirigente Scolastico e non come docente? E, in caso affermativo, cosa comporterebbe?
    La domanda nasce dal fatto che resterei nell'ambito della pubblica amministrazione ma avrei un altro ruolo e un altro contratto.

    Grazie a chi vorrà dedicare del tempo a questo quesito.
    Un caro saluto

  • #2
    Originariamente inviato da sarolan Visualizza il messaggio
    Buonasera a tuttə,
    Se ti permetti un'altra volta di scrivere in questo modo ti caccio dal forum senza tanti complimenti e senza neanche il preavviso.
    In questo forum non sono ammessi fan di Valeria Fedeli, Elly Schlein, Laura Boldrini, Cecilia Robustelli, Nicoletta Maraschio, Vera Gheno e disadattati vari. Si parla esclusivamente in lingua italiana, ivi compresi generi grammaticali privi di marcatura sessuale, e non si usano a sproposito caratteri dell'alfabeto IPA.
    Le stupidaggini asseritamente inclusive, non discriminatorie e non sessiste (come se poi la lingua in re ipsa potesse essere esclusiva, discriminatoria o «sessista») sono cose che lasciamo volentieri ai disagiati.

    Sono un docente a tempo indeterminato della scuola pubblica di educazione musicale e vorrei candidarmi per un progetto di dottorato del XL ciclo presso un Conservatorio
    Presso un conservatorio

    la cui scadenza è fissata per fine agosto 2024.
    Non la cui scadenza, ma la scadenza del cui bando.

    Ho già parlato alla mia Dirigente la quale è disposta a concedermi l'aspettativa.
    Hai già parlato al tuo dirigente, il quale è disposto a concederti l'aspettativa.

    La mia domanda è: nel caso in cui io fossi ammesso al corso di dottorato, svolgessi le prove del concorso per DS e risultassi vincitore, la rinuncia agli studi del dottorato sarebbe possibile per prendere servizio come Dirigente Scolastico e non come docente? E, in caso affermativo, cosa comporterebbe?
    La domanda nasce dal fatto che resterei nell'ambito della pubblica amministrazione ma avrei un altro ruolo e un altro contratto.
    La rinuncia agli studi comporta l'impossibilità di accedere nuovamente all'aspettativa, anche non retribuita, per tutto il resto della propria vita.
    Con la vecchia norma, nel caso in cui non si rientrasse presso l'amministrazione che aveva pagato gli stipendi e vi si rimanesse per almeno due anni, si era obbligati a restituire tutti gli emolumenti liquidati, compresi quelli non percepiti (imposte, contributi e qualsiasi altra ritenuta alla fonte, ad eccezione, ovviamente, dell'eventuale cessione del quinto, poiché quella viene trattenuta in favore di terzi a cui viene riversata).
    Con la legge 240/2010, l'obbligo di rientro in servizio, in accoglimento di un certo orientamento giurisprudenziale, è stato esteso all'intera pubblica amministrazione; peraltro, la locuzione "pubblica amministrazione" è usata in maniera atecnica perché, di fatto, si riferisce all'intero comparto pubblico, in quanto altrimenti non si comprenderebbe la ratio della norma.
    Ciò che dovresti fare, piuttosto, è prendere servizio come dirigente (chiedendo previamente il permesso al collegio dei docenti) e lo stesso giorno chiedere l'aspettativa. La legge prevede che si possa usufruire una sola volta dell'aspettativa (o meglio il congedo straordinario) nella vita, che si arrivi a conseguire il dottorato o meno, ma in questo caso tu staresti semplicemente proseguendo l'aspettativa relativa allo stesso corso di dottorato, e si tratta con tutta evidenza di un caso analogo a quello, oramai consolidato nella prassi, del docente a tempo determinato che fruisce dell'aspettativa per l'intera durata del suo incarico (senza nemmeno prendere servizio) e poi prosegue l'aspettativa sull'incarico successivo, qualora venga nuovamente nominato.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Post rimosso in quanto gravemente offensivo all'indirizzo del moderatore scritto da un probabile sockpuppet di un utente bannato nei giorni scorsi (stile e contenuti sono i medesimi), registrato con indirizzo e-mail fake e collegato in un caso con indirizzo IP della rete Tor e in altri due casi con indirizzi riconducibili a IP di VPN anonimizzatrici.
      Ultima modifica di dottore; 22-08-2024, 07:52.

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