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Come "capitalizzare" lo studio di un concorso? Vale la pena?

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  • Come "capitalizzare" lo studio di un concorso? Vale la pena?

    Buongiorno a tutti.
    Vorrei porre un quesito al quale, da diverso tempo, non so dare una risposta convincente.
    Ci espongo il mio caso ma penso possa essere facilmente gneeralizzabile.
    Sono laureato in economia aziendale, e ho conseguito un master in marketing.
    Attualmente sono iscritto ad un corso di laurea magistrale in economia e management, che procede a rilento per diversi motivi, il principale è che lavoro full time 6 giorni su 7 e poi il pomeriggio devo tenere a bada i miei figli piccoli perché mia moglie lavora
    ​​Ho deciso di intraprendere la strada dei concorsi per cercare di avere una vita leggermente meno frenetica per ragioni personali.
    Ora il quesito è il seguente : visto che mi troverò a studiare materie come diritto amministrativo, tributario, ecc che non erano nel mio percorso di studio triennale, vale la pena cercare di far conciliare studio per concorso e studio universitario? Oppure concentrare tutto sui concorsi e poi si vedrà il da farsi?
    La laurea magistrale è un mio cruccio, non una necessità impellente..
    Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare

  • #2
    Buongiorno,

    sfruttare lo studio per i concorsi al fine di conseguire una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza non è una cosa semplice per due ragioni.
    La prima è che lo studio necessario per conseguire il titolo accademico è prettamente teorico, mentre per i concorsi spesso vengono richieste applicazioni pratiche. In realtà, le cosiddette prove pratiche in moltissimi casi non sono veramente pratiche, cioè viene richiesto di redigere un elaborato teorico, un tema insomma, e non un atto amministrativo; tuttavia, esse sono riferite a problemi e casi concreti che esulano – e di molto – la teoria studiata all'università. Ti faccio un esempio: in un comune è stato richiesto di illustrare la normativa sottesa all'apertura di un asilo nido descrivendo i passaggi necessari da compiere nell'ipotesi in cui l'ente ne voglia aprire uno. A una domanda del genere, eminentemente tecnica, paradossalmente si può rispondere anche senza sapere niente di diritto amministrativo, mentre c'è gente che in diritto amministrativo ha un dottorato di ricerca che non ha saputo rispondere. In un'università è stato chiesto cos'è la carriera alias, mentre in un ordine professionale ho visto domande sulla tenuta dell'albo. Nel classico concorso strutturato su 3 prove più la preselettiva, solitamente la prima prova non prevede domande così mirate, ma quasi mai riguarda la parte generale di una materia: domande molto frequenti sono sul TUEL, sul TUPI, sul GDPR, sulla normativa anticorruzione, sullo statuto penale della pubblica amministrazione, insomma tutta roba che all'università non si studia.
    La seconda è che nei concorsi pubblici si privilegiano le materie pubblicistiche, inclusi il diritto penale e il diritto della pubblica sicurezza, mentre all'università hai pure tutto il resto. In particolare due bestie nere di Giurisprudenza sono le procedure, che nei concorsi pubblici non servono ad eccezione che per quelli nelle forze dell'ordine e in alcune forze armate (Carabinieri). Solo in ADM ho visto domande di procedura, il che peraltro non era specificato nel bando (erano incluse nella rosa del diritto penale, ma in realtà il diritto processuale penale tecnicamente non è legge penale). Pensa che le procedure non sono richieste neanche nel concorso per uditore giudiziario (magistratura)! Diciamo che, rispetto a una laurea magistrale in Giurisprudenza, le materie generalmente richieste nei concorsi pubblici possono rappresentare un quinto delle materie totali; inoltre nei concorsi pubblici è quasi sempre richiesto almeno qualche elemento di contabilità pubblica (e.g. contabilità di Stato, contabilità degli enti pubblici non economici, contabilità degli enti locali) a un livello più tecnico rispetto a quanto si possa studiare a Giurisprudenza in Scienze delle finanze, se si è sostenuto questo esame (inutile dire che anche un esame di Diritto finanziario non aiuterebbe). Per quanto concerne l'àmbito privatistico, viene privilegiata quella componente che interessa le pubbliche amministrazioni, cioè i cosiddetti contratti pubblici (appalti principalmente) e l'impiego alle dipendenze della PA (che a cavallo tra il diritto del lavoro e il diritto amministrativo).

    Quanto al primo punto, si può facilmente obiettare che la conoscenza delle discipline accademiche costituise presupposto di quanto occorre per i concorsi. Sono spiacente di comunicare che non è così. Il livello di approfondimento accademico non è richiesto nei concorsi e neanche apprezzato, a meno che in commissione non si ritrovino dei veri e propri giuristi, cosa molto difficile sebbene non impossibile.
    Se è vero che ogni concorso è un caso a sé, e spesso sono imprevedibili, per molti concorsi risulta più utile la capacità di mandare a memoria centinaia di nozioni che conoscere le materie. Purtroppo questo è un grosso limite per le pubbliche amministrazioni. A mio avviso una maggiore competenza giuridica aiuterebbe a prevenire molto di quel contenzioso che viene considerato strutturale, ma tra new public management e brunettismo è scoppiata la moda delle soft skills (che peraltro non vengono verificate perché è impossibile misurarle secondo parametri oggettivi e comparabili) e non accenna a finire 'sta mania di destinare posti di funzionario amministrativo a chiunque abbia una laurea in qualsiasi materia (chissà perché questo non avviene per posti di funzionario tecnico, come se il diritto e l'economia fossero roba meno tecnica rispetto ad altro).

    Per quanto concerne il secondo punto, il mio consiglio è orientarsi più su un corso specificamente orientato alla formazione di esperti di pubblica amministrazione, che sulla LMG/01. Potresti ad esempio iscriverti a un corso di classe LM-63, oppure a uno di classe L-16, oppure a uno di classe L-36 con curriculum giuridico o, infine, a uno di classe L-14 evitando quelli finalizzati a formare consulenti del lavoro e operatori giuridici d'impresa e privilegiando quelli, pochissimi invero, focalizzati sulla PA.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Buongiorno a tutti. Brevemente: ho conseguito lo scorso novembre la laurea in Scienze economiche (L-33) con la quale vorrei partecipare ai concorsi pubblici per i quali è richiesta. Dottore, a suo avviso, quale corso di laurea magistrale di quale Ateneo è valido per formare figure della Pubblica Amministrazione? Vorrei trovare un corso che mi consenta da un lato di conseguire un ulteriore titolo di studio, dall'altro di studiare contestualmente materie che ritrovo nelle prove d'esame dei concorsi. Grazie mille anticipatamente.

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      • #4
        Originariamente inviato da Frank98 Visualizza il messaggio
        Buongiorno a tutti. Brevemente: ho conseguito lo scorso novembre la laurea in Scienze economiche (L-33) con la quale vorrei partecipare ai concorsi pubblici per i quali è richiesta. Dottore, a suo avviso, quale corso di laurea magistrale di quale Ateneo è valido per formare figure della Pubblica Amministrazione? Vorrei trovare un corso che mi consenta da un lato di conseguire un ulteriore titolo di studio, dall'altro di studiare contestualmente materie che ritrovo nelle prove d'esame dei concorsi. Grazie mille anticipatamente.
        Hai pensato a EDIPA della Unimore? Prima si chiamava Economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni, ora Economia e diritto per la sostenibilità delle organizzazioni. Trattasi di corso interclasse LM-77 (Scienze economico-aziendali) e LM-63 (Scienze delle pubbliche amministrazioni).

        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Buongiorno,

          sfruttare lo studio per i concorsi al fine di conseguire una laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza non è una cosa semplice per due ragioni.
          La prima è che lo studio necessario per conseguire il titolo accademico è prettamente teorico, mentre per i concorsi spesso vengono richieste applicazioni pratiche. In realtà, le cosiddette prove pratiche in moltissimi casi non sono veramente pratiche, cioè viene richiesto di redigere un elaborato teorico, un tema insomma, e non un atto amministrativo; tuttavia, esse sono riferite a problemi e casi concreti che esulano – e di molto – la teoria studiata all'università. Ti faccio un esempio: in un comune è stato richiesto di illustrare la normativa sottesa all'apertura di un asilo nido descrivendo i passaggi necessari da compiere nell'ipotesi in cui l'ente ne voglia aprire uno. A una domanda del genere, eminentemente tecnica, paradossalmente si può rispondere anche senza sapere niente di diritto amministrativo, mentre c'è gente che in diritto amministrativo ha un dottorato di ricerca che non ha saputo rispondere. In un'università è stato chiesto cos'è la carriera alias, mentre in un ordine professionale ho visto domande sulla tenuta dell'albo. Nel classico concorso strutturato su 3 prove più la preselettiva, solitamente la prima prova non prevede domande così mirate, ma quasi mai riguarda la parte generale di una materia: domande molto frequenti sono sul TUEL, sul TUPI, sul GDPR, sulla normativa anticorruzione, sullo statuto penale della pubblica amministrazione, insomma tutta roba che all'università non si studia.
          La seconda è che nei concorsi pubblici si privilegiano le materie pubblicistiche, inclusi il diritto penale e il diritto della pubblica sicurezza, mentre all'università hai pure tutto il resto. In particolare due bestie nere di Giurisprudenza sono le procedure, che nei concorsi pubblici non servono ad eccezione che per quelli nelle forze dell'ordine e in alcune forze armate (Carabinieri). Solo in ADM ho visto domande di procedura, il che peraltro non era specificato nel bando (erano incluse nella rosa del diritto penale, ma in realtà il diritto processuale penale tecnicamente non è legge penale). Pensa che le procedure non sono richieste neanche nel concorso per uditore giudiziario (magistratura)! Diciamo che, rispetto a una laurea magistrale in Giurisprudenza, le materie generalmente richieste nei concorsi pubblici possono rappresentare un quinto delle materie totali; inoltre nei concorsi pubblici è quasi sempre richiesto almeno qualche elemento di contabilità pubblica (e.g. contabilità di Stato, contabilità degli enti pubblici non economici, contabilità degli enti locali) a un livello più tecnico rispetto a quanto si possa studiare a Giurisprudenza in Scienze delle finanze, se si è sostenuto questo esame (inutile dire che anche un esame di Diritto finanziario non aiuterebbe). Per quanto concerne l'àmbito privatistico, viene privilegiata quella componente che interessa le pubbliche amministrazioni, cioè i cosiddetti contratti pubblici (appalti principalmente) e l'impiego alle dipendenze della PA (che a cavallo tra il diritto del lavoro e il diritto amministrativo).

          Quanto al primo punto, si può facilmente obiettare che la conoscenza delle discipline accademiche costituise presupposto di quanto occorre per i concorsi. Sono spiacente di comunicare che non è così. Il livello di approfondimento accademico non è richiesto nei concorsi e neanche apprezzato, a meno che in commissione non si ritrovino dei veri e propri giuristi, cosa molto difficile sebbene non impossibile.
          Se è vero che ogni concorso è un caso a sé, e spesso sono imprevedibili, per molti concorsi risulta più utile la capacità di mandare a memoria centinaia di nozioni che conoscere le materie. Purtroppo questo è un grosso limite per le pubbliche amministrazioni. A mio avviso una maggiore competenza giuridica aiuterebbe a prevenire molto di quel contenzioso che viene considerato strutturale, ma tra new public management e brunettismo è scoppiata la moda delle soft skills (che peraltro non vengono verificate perché è impossibile misurarle secondo parametri oggettivi e comparabili) e non accenna a finire 'sta mania di destinare posti di funzionario amministrativo a chiunque abbia una laurea in qualsiasi materia (chissà perché questo non avviene per posti di funzionario tecnico, come se il diritto e l'economia fossero roba meno tecnica rispetto ad altro).

          Per quanto concerne il secondo punto, il mio consiglio è orientarsi più su un corso specificamente orientato alla formazione di esperti di pubblica amministrazione, che sulla LMG/01. Potresti ad esempio iscriverti a un corso di classe LM-63, oppure a uno di classe L-16, oppure a uno di classe L-36 con curriculum giuridico o, infine, a uno di classe L-14 evitando quelli finalizzati a formare consulenti del lavoro e operatori giuridici d'impresa e privilegiando quelli, pochissimi invero, focalizzati sulla PA.
          grazie dottore... il mio obiettivo sarebbe quello di una lm-77 che abbia quanti più esami in comune alle materie dei concorsi, al max lm-63 la valuterei se non richiede integrazioni.
          però mi rendo conto che è un percorso impegnativo. quasi sicuramente metterei in pausa l'università, o meglio, la farei con calma e punterei tutto sui concorsi. poi ovviamente, dovessi rientrare in una PA, probabilmente punterei un lm-63

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          • #6
            Originariamente inviato da Keynes83 Visualizza il messaggio
            grazie dottore... il mio obiettivo sarebbe quello di una lm-77 che abbia quanti più esami in comune alle materie dei concorsi, al max lm-63 la valuterei se non richiede integrazioni.
            però mi rendo conto che è un percorso impegnativo. quasi sicuramente metterei in pausa l'università, o meglio, la farei con calma e punterei tutto sui concorsi. poi ovviamente, dovessi rientrare in una PA, probabilmente punterei un lm-63
            Una LM-77 a indirizzo PA che ti ho detto è quella della Unimore. Altrimenti Economia, governo e amministrazione Unisa, che è LM-56. Entrambe sono interclasse con LM-63 ed entrambe hanno un curriculum oriento alla PA e uno orientato all'impresa, che tuttavia costituiscono variabili indipendenti rispetto alla classe in cui conseguire il titolo. Vale a dire che, qualunque sia il curriculum che si scelga, è possibile conseguire il titolo nell'una o nell'altra classe, prescindendo dal curriculum stesso.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Dottore, come valuta invece il Master universitario di primo livello "Governance, Management, E-Government delle Pubbliche Amministrazioni" di UnitelmaSapienza?

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              • #8
                Originariamente inviato da Frank98 Visualizza il messaggio
                Dottore, come valuta invece il Master universitario di primo livello "Governance, Management, E-Government delle Pubbliche Amministrazioni" di UnitelmaSapienza?
                Il problema dei master orientati alla PA è che godono di scarso riconoscimento nella PA stessa. Se lo vuoi sfruttare per abbreviare la LM-63, conseguendo in due anni due titoli, allora che ben venga.
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                • #9
                  Dottore, durante il mio percorso di laurea ho sostenuto, tra gli altri, i seguenti esami: Diritto privato (IUS/01 6 CFU), Diritto amministrativo (IUS/10 6 CFU), Diritto commerciale (IUS/04 12 CFU), Diritto del mercato finanziario (IUS/05 6 CFU), Istituzioni di diritto pubblico (IUS/09 6 CFU). Avevo valutato anche l'ipotesi di iscrivermi a corsi singoli per affrontare materie utili per i concorsi, conviene?. Oltre a diritto tributario, diritto penale, contabilità di stato, contratti pubblici, diritto regionale/enti locali, ci sono altre discipline ricorrenti? Grazie mille per il tempo che mi stai dedicando Dottore.

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                  • #10
                    Ciao, altre materie ricorrenti sono diritto costituzionale (che tu avrai studiato nell'àmbito dell'esame di Istituzioni di diritto pubblico), diritto dell'Unione europea e ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. Attenzione perché il diritto regionale e quello degli enti locali sono due cose ben diverse.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Dottore, la LM-63 di UnitelmaSapienza invece? Quale curriculum sceglierebbe?

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Frank98 Visualizza il messaggio
                        Dottore, la LM-63 di UnitelmaSapienza invece? Quale curriculum sceglierebbe?
                        Il C, mettendo come esame a scelta Diritto sanitario e, se possibile, Diritto dell'Unione europea.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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