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La LM-43 è equiparata alla LM-5 ai fini dell'accesso ai concorsi pubblici?

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  • La LM-43 è equiparata alla LM-5 ai fini dell'accesso ai concorsi pubblici?

    Ciao a tutti, mi chiedevo se la LM-43 (Metodologie informatiche per le discipline umanistiche) sia equiparata alla LM-5 (Archivistica e biblioteconomia) per quanto riguarda l’accesso ai concorsi pubblici, nello specifico vorrei sapere se, avendo conseguito una LM-43, si possa partecipare ai concorsi che richiedono come titolo d'accesso una LM-5. Da come interpreto la tabella delle equiparazioni la risposta dovrebbe essere sì in quanto sia la LM-43 sia la LM-5 sono equiparate al diploma di laurea pre riforma del 1999 in Conservazione dei beni culturali, però non sono sicuro di aver interpretato la tabella ministeriale di equiparazione nel modo corretto. Voi che dite?

  • #2
    Ciao,

    entrambe le classi delle lauree magistrali da te citate sono equiparate alla laurea v.o. in Conservazione dei beni culturali, ma non sono equiparate tra loro. Se il bando richiede la laurea v.o. in Conservazione dei beni culturali puoi partecipare.

    La tabella (inter)ministeriale non va interpretata al di fuori dell'articolato del decreto di cui fa parte.
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    • #3
      Grazie, quindi se il bando richiede lm-5 o equiparate senza citare la laurea v.o. in conservazione dei beni culturali come requisito alternativo, allora con la lm-43 non si può partecipare. Si potrebbe partecipare con lm-43 solo se il bando citasse come requisito la laurea v.o. Giusto?

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      • #4
        Puoi partecipare alle procedure il cui bando prevede il tuo titolo specifico (nella fattispecie, LM-43) e/o un titolo a cui esso sia equipollente (nella fattispecie, nessuno) o equiparato (nella fattispecie, laurea in v.o. lauree v.o. in Conservazione dei beni culturali, Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo, Lettere, Storia e conservazione dei beni culturali).

        Ovviamente prima di conseguire la LM-43 avrai conseguito almeno una L, che, anche se gli analfabeti funzionali si rifiutano di comprenderlo, costituisce un titolo in sé per sé, il quale consente come tale di partecipare ai concorsi che lo prevedono.
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        • #5
          In realtà non ho mai conseguito un titolo nell’ambito beni culturali però mi piacerebbe avere la possibilità di poter partecipare un giorno a qualche concorso come archivista o bibliotecario. È vero che spesso non è richiesta per forza lm-5 ma in alcuni sì o comunque semplifica le cose. Ad esempio, in un bando attualmente aperto per selezionare funzionari del MiC viene richiesta una LM + un altro titolo e se come titolo aggiuntivo si sceglie il master di secondo livello, per quei profili se non si ha una lm-5 il master deve essere specifico o biblioteconomico o archivistico (a seconda del profilo per cui si concorre) mentre se si ha una LM-5 va bene anche un master di secondo livello generico in beni culturali. Vedrò il da farsi, grazie mille!

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          • #6
            In questo momento sono aperti i termini di partecipazione a un concorsone Ripam per l'area dei funzionarî (già area III) e per l'area delle elevate professionalità (c.d. area IV) il cui bando prevede, per concorrere per il profilo "funzionario bibliotecario" (2 posti, entrambi al Ministero dell'interno), uno dei seguenti titoli:
            • L-1 Beni culturali;
            • L-10 Lettere;
            • L-11 Lingue e culture moderne;
            • L-12 Mediazione linguistica;
            • L-42 Storia;
            • LM-5 Archivistica e biblioteconomia;
            • LM-14 Filologia moderna;
            • LM-15 Filologia, letterature e storia dell'antichità;
            • LM-36 Lingue e letterature dell'Africa e dell'Asia;
            • LM-37 Lingue e letterature moderne europee e americane;
            • LM-38 Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione;
            • LM-39 Linguistica;
            • LM-84 Scienze storiche (alla quale è equipollente la LM-64 ai sensi del DL 44/2021 conv. in l. 76/2021)
            Il bando altresì prevede, per concorrere per il profilo "funzionario archivista di Stato / di biblioteca" (10 posti, entrambi al Ministero degli affari esteri), uno dei seguenti titoli:
            • L-1 Beni culturali;
            • L-10 Lettere;
            • L-11 Lingue e culture moderne;
            • L-12 Mediazione linguistica;
            • L-42 Storia;
            • LM-5 Archivistica e biblioteconomia;
            • LM-52 Relazioni internazionali;
            • LM-84 Scienze storiche (alla quale è equipollente la LM-64 ai sensi del DL 44/2021 conv. in l. 76/2021).
            Al di là di questo concorso specifico, solitamente la LM-5 va bene sempre, la L-1 va bene quasi sempre; spesso però vanno bene anche la L-10 o altra laurea umanistica (ma in qualche caso anche sociale o perfino una laurea qualsiasi) se ad essa fa séguito un titolo post lauream in materie attinenti alla conservazione del patrimonio archivistico e librario. I titoli post lauream a volte sono generici (ad esempio è scritto che si deve trattare di titoli, ovviamente aventi valore legale, attinenti), altrimenti sono i seguenti:
            • titolo di formazione e studio rilasciato dalle scuole di archivistica, paleografia e diplomatica istituite presso gli archivi di Stato;
            • dottorato di ricerca in materia;
            • master di secondo livello conseguito al termine di corsi di durata almeno biennale;
            • diploma di specializzazione in Beni archivistici e librari;
            • diploma rilasciato all'esito del corso biennale dalla Scuola vaticana di paleografia, diplomatica e archivistica o della Scuola vaticana di biblioteconomia (che mi pare richieda solo la legalizzazione e non una complessa procedura di riconoscimento, perché dovrebbe far parte di una specifica convenzione tra lo Stato italiano e la Santa sede).
            Va da sé che, laddove per l'accesso serva una laurea semplice, qualora il titolo post lauream richieda per l'accesso la laurea magistrale è indispensabile aver conseguito quest'ultima.

            Al Ministero della cultura, in virtù del DM 244/2019, va bene una laurea ante reformam o una LM qualsiasi purché il piano di studi abbia ricompreso almeno 24 crediti o 4 esami del previgente ordinamento (anche semestrali) in biblioteconomia, bibliografia, discipline del libro e del discipline del documento oppure «discipline affini e comunque collegate» alle conoscenze previste in apposite tabelle. In alternativa, dopo la laurea v.o. o la LM è possibile avere maturato 100 ore di formazione specifica erogata da soggetti abilitati e ulteriori 18 mesi, anche non continuativi, di esperienza professionale (ivi compresi tirocini formativi e attività svolta in regime libero-professionale) in una delle attività caratterizzanti. Mi pare che anni fa sia uscito un concorso che chiedeva il master di secondo livello conseguito al termine di corso biennale (o anche due conseguiti al termine di corsi di durata annuale) che poteva essere generico se si aveva la LM-5 e doveva essere specifico se si possedeva altra LM, ma fu un concorso molto border line in quanto richiedeva titoli vistosamente eccedenti quanto prescritto da fonti legali e negoziali. Non so se vi furono ricorsi. Ti faccio degli esempi contrari:
            • questo concorso prevedeva LM-5 oppure laurea qualsiasi (anche non magistrale) seguìta da diploma di specializzazione in beni archivistici e librari, titolo rilasciato dalle scuole presso gli archivi di Stato, diploma del corso biennale della Scuola vaticana di paleografia oppure dottorato o master di secondo livello in materie attinenti l'archivistica e i beni archivistici;
            • questa procedura di mobilità prevedeva L-1 oppure LM-5 senza ulteriori titoli o, in alternativa, almeno una tra L-5, L-10, L-42 e LM-14 seguìta da diploma della scuola speciale per archivisti e bibliotecari della Sapienza, diploma di specializzazione in beni archivistici e librari, titolo rilasciato dalle scuole presso gli archivi di Stato, diploma del corso biennale della Scuola vaticana di biblioteconomia oppure dottorato o master di primo o secondo livello in materie attinenti la biblioteconomia e i beni librari;
            • questo concorso prevedeva LM-5 OPPURE qualsiasi L o LM seguìta da dottorato o master di secondo livello in materia attinenti l'archivistica, la biblioteconomia e i beni archivistici e librari oppure il diploma di specializzazione ut supra oppure il titolo finale delle scuole degli archivi di Stato oppure il diploma della Scuola vaticana di paleografia rilasciato al termine del corso biennale e anche quello rilasciato al termine del corso annuale di archivistica;
            • più o meno lo stesso si può dire di questa procedura di mobilità e questo concorso.
            In caso di mobilità tra enti raramente viene richiesto un titolo di studio specifico ma si considera, a parità di categoria, il profilo di inquadramento (formale o sostanziale) presso l'amministrazione di provenienza. Laddove sia richiesto un titolo di studio specifico, può essere stato conseguito anche dopo (ad esempio io ho vinto un concorso con la mia prima laurea quando avevo solo quella per poi ottenere da quel posto una mobilità per la quale quella laurea non andava bene, ma andavano bene la L-16 successivamente conseguita).
            Ultima modifica di dottore; 03-01-2026, 18:51.
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            • #7
              Che panoramica, grazie! Sì avevo notato una mutevolezza dei titoli a seconda del bando. In base alla mia situazione a livello di titoli e alla tua analisi forse mi converrebbe innanzitutto un master di secondo livello. Il concorso che citavo prima al MiC richiede per i profili di archivista e bibliotecario LM specifiche + un secondo titolo che può essere anche un master di secondo livello non biennale però ma annuale, anche a livello di singola amministrazione per questi profili pare ci siano cambiamenti nel tempo.

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              • #8
                Sì, ci sono cambiamenti, anche se va detto che il MiC ha una disciplina speciale emanata con decreto ministeriale e dunque ha maggiore non dico stabilità, ma prevedibilità (perché per poter modificare i requisiti deve modificare il decreto ministeriale emanandone un altro). In altre amministrazioni non c'è un regolamento a monte, o, se c'è, è molto blando (del tipo «sono richiesti i titoli pertinenti al posto da ricoprire»), per cui ogni singolo bando è un terno al lotto.
                Giova tuttavia precisare che l'Associazione italiana bibliotecarî ha contestato una volta un bando del MiC perché conteneva norme confliggenti con il decreto ministeriale, dunque tutto è relativo.
                Tieni presente che in molti comuni non esiste un profilo specifico di funzionario (o istruttore direttivo) bibliotecario, documentarista o archivista, ma è una delle possibili mansioni di profili più generici (e.g. funzionario per i servizi culturali, funzionario per la promozione culturale, funzionario per le attività culturali, funzionario per i servizi scolastici, perfino funzionario amministrativo o amministrativo-contabile). Se hai una laurea in area giuridico-politico-economica (o sociologica ove ammessa) una scorciatoia potrebbe essere quella di entrare in un comune, farsi assegnare a una biblioteca, poi chiedere il comando al MiC e infine partecipare a un avviso di stabilizzazione (mobilità riservata al personale che già fa parte dell'organico di fatto). Ci sono però due grossi scogli: il primo è il concorso stesso (vincere o anche solo superare un concorso di funzionario amministrativo in un comune è più difficile che vincere un qualsiasi concorso al MiC; inoltre il mero superamento non garantisce l'assunzione da nessuna delle due parti, ma nel caso del MiC è molto più probabile anche lo scorrimento da parte di altro ente); il secondo è che l'assegnazione alla biblioteca sarebbe un colpo di fortuna. D'altro canto il comando non implica di certo la sovrapponibilità del profilo o delle effettive mansioni di origine, ma senza avere il titolo specifico vedrei molto complicato offendere un comando al MiC in qualità di funzionario archivista o bibliotecario se presso l'amministrazione di provenienza non si svolge la stessa mansione.
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