Da anni animo gratuitamente questa comunità mettendo a disposizione di sconosciuti quello che so sul mondo universitario. Molti di voi mi hanno riconosciuto fuori di qui, leggendomi o sentendomi parlare. Quasi tutti mi hanno ringraziato. Ci sono persone che mi hanno detto che la loro vita è svoltata grazie a me. Ho sempre reagito freddamente, perché non voglio mescolare questa mia identità digitale con la mia vita professionale e accademica. Tra l'altro sono stato anche riconosciuto da un professore, dunque forse tutto sommato non è così difficile nascondermi avendo dei tratti di personalità che emergono chiaramente in più contesti.
Ora però è arrivato il momento che voi aiutiate me.
La mia vita lavorativa è un disastro. Alcuni anni fa, nel tentativo disperato di avvicinarmi a casa per essere assistito dai miei genitori (più che altro mia madre) per un grave problema di salute per il quale ho rischiato più di una volta di finire all'altro mondo, e a dire la verità anche perché esasperato da lei stessa, ho accettato mobilità verso un ente locale della mia regione d'origine, distante circa venti chilometri dalla casa familiare.
Purtroppo allora sono precipitato in un buco nero.
Lo stipendio mi è lievemente aumentato rispetto a quando stavo in Toscana, in quanto la mia attuale amministrazione ha un salario accessorio migliore, ed è l'unica cosa positiva (ma non cambia molto). Per il resto è un disastro: sono stato assegnato prima all'ufficio Forestazione in sostituzione di un collega che era all'ultimo giorno di lavoro e il giorno dopo il mio arrivo sarebbe stato collocato in pensione; il problema è che questo collega (peraltro persona squisita proveniente dalle parti di Bmastro che dopo oltre trent'anni vissuti a Napoli continua a parlare con accento veneto marcatissimo!
) era un funzionario tecnico dottore agronomo e forestale.Successivamente è deceduto un mio collega (durante l'emergenza CoViD ma non per CoViD, perlomeno non che io sappia) e mi hanno assegnato il suo lavoro. Questo mio collega era entrato come istruttore tecnico e poi aveva fatto progressione verticale verso la categoria D nell'ultima dècade del '900, quando si poteva fare in deroga al titolo di studio con soli 5 anni di anzianità, ed era formalmente inquadrato come funzionario amministrativo (in quanto l'Amministrazione non ha profili tecnici che non siano collegati a professioni regolamentate, a parte i funzionari informatici) ma svolgeva di fatto mansioni tecniche; nel frattempo si era laureato in Medicina e abilitato alla professione medica e aveva optato per il part time per fare il medico libero professionista. Oltre a darmi il lavoro suo, mi fu assegnata la responsabilità di ben 8 procedimenti, con delega di funzioni e di firma, tutti richiedenti competenze in materia urbanistica, architettonica, ingegneristica.
Al quarto ordine di servizio che mi assegnava mansioni per accumulo, non riuscendo a contattare il dirigente, che non avevo fisicamente mai visto e di cui non avevo neanche il numero di telefono, gli scrissi una bella letterina e da lì è iniziato il mio inferno.
Ora non vi sto a spiegare tutti i passaggi, anche per non diventare davvero troppo riconoscibile (ci mancherebbe solo un procedimento disciplinare e avremmo fatto l'en plein), comunque vi illustro brevemente quello che da 4 anni (compresi quelli durante i quali ho conseguito il dottorato di ricerca) mi sta accadendo:
- non riesco ad avere una mobilità in uscita perché gli enti o mi scartano per incongruenza del profilo, nominale o sostanziale, oppure mi ammettono alla selezione e poi, giunto alle fasi finali, mi fanno fuori per la stessa ragione.
- nelle rare ipotesi in cui sono riuscito a ottenere la mobilità, o le procedure sono state revocate (in un caso è rimasta nel limbo per 4 anni, finché l'hanno revocata), oppure sono tuttora sospese sine die, o ancora l'Ente ha chiesto la mia utilizzazione in posizione di comando e il mio ente si è rifiutato di comandarmi adducendo incompatibilità con l'art. 6 del D.L. 36/2022 (conv. in l. 79/2022).
- non posso partecipare alle procedure per il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato (ad esempio quelle ex art. 110 d.lgs. 267/2000 negli enti locali) in quanto richiedono lauree tecniche (negli avvisi sono quasi sempre contemplate Architettura e Ingegneria civile e ambientale, a cui si aggiungono di volta in volta alcune tra le seguenti: Scienze e tecnologie chimiche, Scienze e tecnologie fisiche, Scienze biologiche, Scienze ambientali, Scienze e tecnologie agrarie).
- ovviamente non ho nessuna speranza di ottenere incarichi di elevata qualificazione (già posizione organizzativa).
Ho fatto presente all'Ente due cose: la prima è che la legge in parola è stata riformata nel senso che il lavoratore non è tenuto a rimanere nella stessa amministrazione che gli ha pagato gli stipendi ma solamente nella PA in generale, il che peraltro era una conclusione cui la giurisprudenza era già pervenuta prima della riforma, con riferimento specifico ai casi in cui l'Ente si rifiuta di avvalersi della maggiorata professionalità del dipendente, nel qual caso la destinazione dello stesso ad altre amministrazioni risponde ad autoevidenti ragioni di pubblico interesse e non solo a comprensibili logiche personali; la seconda è che non ricorre alcuna delle condizioni per le quali l'art. 30 del d.lgs. 165/2001, così come riformato dal decreto-legge 80/2021 e relativa legge di conversione, prescrive l'obbligo di assenso dell'ente di appartenenza in caso di mobilità.
Per tutta risposta l'Ente mi ha rilasciato nulla osta incondizionato alla mobilità, ma durante il congedo straordinario l'Ente mi ha cambiato il profilo d'ufficio da funzionario giuridico-amministrativo a funzionario amministrativo-contabile (già economico-finanziario). Tra l'altro la cosa non mi è mai stata comunicata ufficialmente (io non ero in servizio quando fu adottata la determina e non me l'hanno mai mandata) e l'ho scoperta solo dopo circa un anno per comunicazione informale di un collega. Ho fatto 4 istanze scritte e le prime 3 volte mi hanno negato il ripristino, l'ultima mi hanno detto che me lo avrebbero fatto al mio rientro. Al rientro me lo hanno fatto su un documento e poi mi hanno rimesso il profilo che dicevano loro e me ne sono accorto quando mi hanno consegnato il nuovo badge; ho fatto altra istanza e mi hanno risposto di nuovo picche, mentre all'avvocato neanche hanno replicato.
Oramai mi è chiaro che si tratta di un trucco per limitarmi le mobilità, a causa del mismatch tra titoli culturali e profilo professionale, che si aggiunge a quello, preesistente, tra profilo concorsuale (cioè il profilo previsto dal concorso che ho vinto per essere assunto e relative materie), profilo della mobilità in arrivo (cioè il profilo previsto dalla mobilità con cui sono entrato nell'attuale amministrazione) e mansioni effettivamente svolte (che, come detto, consistono in attività di carattere prevalentemente tecnico).
Inutile dire che mi hanno sostanzialmente privato della porzione più consistente del salario accessorio perché mi assegnano obiettivi impossibili (dato che esulano dalle mie competenze) e quindi mi abbassano i voti sulle pagelle quel tanto che basta per non farmi avere il premio di produttività (siamo solo due o tre in tutto l'Ente a non prenderlo, su poco meno di mille dipendenti. Immaginate che figura). Questo mi impedisce la mobilità ad esempio verso l'Inps, che richiede il 100% di performance. Come se non bastasse, mi hanno calcolato a punteggio zero gli anni in cui sono stato in congedo straordinario e dunque facendo la media ponderata è venuto fuori un punteggio ridicolo; ovviamente questo non è legittimo perché una cosa è escludere dal computo gli anni in cui non si è maturato punteggio, altra cosa è valorizzarli a zero: praticamente è come se per calcolare la media ponderata ai fini della laurea anziché escludere la tesi, le prove di idoneità e le altre attività formative (i.e. tirocinî). Intanto a causa di ciò mi hanno fatto perdere non una ma ben due progressioni orizzontali (differenziali economici che hanno sostituito i vecchi scatti di anzianità e che, a differenza di questi ultimi, sono selettivi e non automatici); inoltre se se ne accorge l'ufficio procedimenti disciplinari può aprirmi il fascicolo per scarso rendimento e avviare la procedura di licenziamento, che comporterebbe la mia espulsione a vita dal pubblico impiego (in compenso non dovrei versare la somma di cui sopra).
Si sono pure rifiutati di rilasciarlo il permesso per partecipare a una procedura per l'assegnazione di un incarico di docenza presso una università statale, adducendo come motivazione che la docenza e la ricerca scientifica sono sottratte al regime delle incompatibilità. Grazie a Orazio; secondo te con il dottorato di ricerca che mi ritrovo non lo sapevo? Ma avevo scritto espressamente nella mia istanza che, sebbene non necessario, l'ateneo lo richiede, presumibilmente per accertarsi del fatto che l'amministrazione di appartenenza dell'eventuale docente a contratto sia disponibile a concedergli ferie senza addurre successivamente impedimenti che gli impedirebbero di adempiere all'obbligazione. Avevo anche specificato che avevo più che sufficienti ferie arretrate per coprire le docenze e anche i ricevimenti e la partecipazione alle commissioni d'esame e tesi e che, proprio perché l'assenso non fosse necessario, richiedevo quantomeno una presa atto con dichiarazione che nulla sarebbe ostato al conferimento dell'incarico nei miei confronti nell'ottica di una leale collaborazione. Mi hanno risposto dopo quasi un mese sapendo che il bando aveva una settimana di scadenza, così da impedirmi di allegare alla domanda, al posto del nulla osta, la loro risposta in cui si rifiutavano di emetterlo in quanto non necessario (N.B.: era obbligatorio allegare qualcosa, altrimenti la procedura informatica non accettava proprio la domanda; viepiù, sul bando era specificato che la semplice istanza non sarebbe stata ritenuta necessaria). L'incarico è rimasto vacante e io ho fatto una figuraccia col professore che me lo aveva segnalato.
Ancora, loro sanno che io ambisco alla dirigenza e ove possibile giro tutta l'Italia per partecipare a concorsi per la dirigenza, che sono perlopiù da un solo posto. Sanno bene quanto mi costa in termini di soldi (tra quota di partecipazione, viaggio in treno o aero, pernottamento in albergo) e stress. Lo sanno, lo sanno, visto che avevano fatto un interpello per lo scorrimento di graduatorie per concorsi per dirigenti indetti da altri enti e anziché attingere da una graduatoria in cui io ero SECONDO, hanno preferito assumere il SETTIMO di un'altra graduatoria in cui il primo aveva 7 punti meno di me che ero secondo nell'altra (entrambe le scale erano in centesimi e i criteri erano analoghi). Dopo avermi fatto questo bel regalo, mi impediscono di partecipare ai concorsi. Come? Molto semplice: in un anno solare si ha diritto a 8 giorni complessivi per concorsi ed esami. Questi sono stati capaci di farmi superare la preselettiva, la prima prova scritta e la seconda prova scritta, facendomi consumare 3 giorni ai quali ho abbinato i permessi personali (3 all'anno) per i pernottamenti. Dopodiché quando c'era da sostenere l'orale mi hanno rifiutato le ferie adducendo motivi di servizio e quando gliel'ho contestato per iscritto hanno risposto che il tempo di preavviso era stato insufficiente!
So che tutta questa situazione sembra surreale, e so pure che molti non mi crederanno perché pensano che il pubblico impiego sia un'isola felice in cui nessuno fa niente e si viene pagati per chiacchierare, ma purtroppo questo non cambia la mia realtà. Che è fatta di frustrazione estrema e pianti oramai quotidiani, anche per altre ragioni sempre legate al lavoro, perfino più gravi di quelle che ho scritto, che non riporto sempre per il timore di essere identificato (della mia personale riservatezza onestamente non mi interessa, anzi vorrei gridare al mondo quanto schifo fa il mio datore di lavoro). Oramai non esco più di casa se non per fare la spesa, perché sto sempre nervoso o triste. Non conosco praticamente altri stati d'animo. E non riesco nemmeno più a distrarmi studiando come quando facevo la collezione di titoli di studio. Vorrei dedicarmi a pubblicazioni scientifiche per conseguire l'ASN, ma non riesco proprio a concentrarmi, perché emotivamente sono a pezzi, a parte la stanchezza accumulata che mi fa addormentare tutte le sere sulla tastiera.
Chiedo la cortesia di evitare di darmi consigli banali e scontati del tipo «fa' altri concorsi». A parte il fatto che se faccio un altro concorso e interrompo la continuità lavorativa tra l'attuale rapporto e il nuovo devo pagare la penale (e per esperienza so che mettere d'accordo due enti per evitare l'interruzione è assai difficile, per usare un eufemismo), ci sono svariate ragioni per cui non mi conviene:
- per gli enti locali non se ne parla proprio perché passerei dalla padella alla brace. E in ogni caso sono concorsi da pochi posti; a questo punto è meglio che mi concentri su quelli per la dirigenza. Tanto comunque può capitare che mi iscriva (pagando tipicamente 10 euro, ma mi è capitato che ne chiedessero sino a 50) e non partecipi a causa dell'ostruzionismo di cui sopra, dunque meglio correre il rischio per progredire, non per regredire (perché comunque perdere 12 anni di anzianità di servizio sarebbe una regressione).
- per le amministrazioni centrali il problema è che non saprei dove andrei a finire, e anche in questo caso per fare il funzionario non ne varrebbe la pena. Mi conviene concentrarmi sulla dirigenza e sulla ricerca universitaria (miraggio).
- rimarrebbero le regioni, ma gli stipendi sono come quelli degli enti locali e non conviene trasferirsi. Inoltre la mia regione tende a fare concorsi unici in consorzio con altri enti (perlopiù comuni che hanno bisogno di poche unità di nuovo personale) con graduatoria unica.
Ciò che vi chiedo è di aiutarmi a trovare un lavoro nel privato. Vi chiedo di suggerirmi la strategia da adottare, perché finora tutti i tentativi effettuati, anche con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, non hanno portato a niente. Se volete vi faccio anche un riepilogo dei tentativi effettuati e dei relativi esiti. Per il momento vi dico che sono riuscito in 12 anni a ottenere un solo colloquio e quando sono arrivato a un passo dalla firma mi hanno chiesto qual è la mia attuale retribuzione e ci è mancato poco che non scoppiassero a ridermi in faccia. Non ricordavo di aver subìto un'umiliazione simile dai tempi delle scuole medie.
