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Info su limite titoli per anno accademico

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  • Info su limite titoli per anno accademico

    Salve, in quest’anno accademico (2923/2024) ho conseguito una lm 77 ed il clil.
    per quanto sopra significa che per quest’anno accademico, a parte corsi singoli, non posso fare altro (master o iscrizione a diversi cdl)?
    vi ringrazio anticipatamente

  • #2
    Ciao,

    il CLIL non è un titolo di studio.

    Inoltre il limite di titoli per anno accademico non si riferisce alla loro conseguibilità, ma è previsto in una circolare del Ministero dell'istruzione (non di quello dell'università) con riferimento alla loro spendibilità ai fini delle graduatorie per l'insegnamento, con invito agli uffici competenti a computarne uno solo per anno accademico di conseguimento (adesso presumibilmente due grazie alla legge 33/2022).
    ​​​​
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Grazie dottore. Ed a fini concorsuali?

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      • #4
        Originariamente inviato da Dorello Visualizza il messaggio
        Grazie dottore. Ed a fini concorsuali?
        In vent'anni (almeno) che spulcio bandi di concorso, non mi è mai capitato un testo che prevedesse qualcosa al riguardo. Comunque fa' conto che la maggior parte dei concorsi oramai da anni è per soli esami; in quei pochi che sono per titoli ed esami, i titoli incidono veramente poco. E io ne so qualcosa perché con tutti i titoli che ho vent'anni fa avrei vinto a mani basse, mentre adesso quasi sempre mi trovo a concorrere praticamente alla pari di chi porta una sola laurea, cosiddetta triennale, magari fetente e pure con un voto basso.
        Solo in qualche concorso del Minsitero della giustizia è stata prevista una preselettiva per titoli, ma nel concorso per cancellieri esperti è stata una paraculata per selezionare laureati (and more) nonostante la posizione richiedesse il diploma. Nessuno propose ricorso, ma un po' di giurisprudenza risalente al riguardo c'è, e dice che la valutazione dei titoli non può incidere in maniera tale da escludere di fatto chi possiede i titoli idonei a partecipare al concorso selezionando esclusivamente chi possiede titoli superiori e, dunque, idonei all'inquadramento in un'area contrattuale più elevata. Più recentemente, invece, c'è stata una sentenza che ha annullato un vecchio concorso per dirigenti dell'Agenzia delle entrate, togliendo il posto a gente che era in servizio da dieci anni, sulla base del principio secondo cui la prova orale di un concorso, stante la sua natura fortemente discrezionale, non può incidere talmente tanto sul punteggio finale da sovvertire il punteggio maturato attraverso i titoli e le prove scritte. Queste ultime sono intrinsecamente dotate di maggiore oggettività, ma la cosa interessante è che il giudice si soffermava sul fatto che se i titoli sono rilasciati in nome della legge ad essi non può essere non riconosciuto il contenuto che rappresentano, poiché questo ha valore legale. E in effetti io mi sono sempre chiesto per quale assurda ragione un laureato in Giurisprudenza che va a fare un concorso per funzionario amministrativo o funzionario avvocato debba essere valutato sulle stesse materie per le quali è già stato valutato all'università oppure all'esame di Stato, mentre se vai a fare un concorso per funzionario ingegnere/architetto non viene accertata la tuia competenza in ingegneria edìle o architettura, ma semmai sul diritto urbanistico, e se vai a fare un concorso per dirigente medico nessuno si sognerebbe mai di verificare che tu sappia fare il medico.
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