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Sanatoria Dottori triennali e dottori magistrali: saremo tutti uguali?

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  • Sanatoria Dottori triennali e dottori magistrali: saremo tutti uguali?

    Ciao ragazzi, vorrei invitarvi a fare una riflessione!
    Se in un futuro (spero non molto lontano) verrà  abolito questo sistema
    vergognoso del 3+2, che incidenze ci saranno sul titolo di dottore?

    Attualmente, secondo la legge, la laurea triennale rilascia il titolo di dottore, mentre la laurea specialistica o magistrale o a ciclo unico (equiparabile a quella del vecchio ordinamento), rilascia il titolo di dottore magistrale.

    Se il 3+2 venisse meno, automaticamente saremo posti sullo stesso piano, non credete? Il titolo di dottore non potrà  essere tolto ai triennali poiché è un diritto acquisito, ed ogni nuova legge non può avere retroattività  in questo senso.

    E' quello che in un certo senso è successo con la sanatoria ISEF.

    Che ne pensate? Vorrei conoscere i vostri pareri!

    Naturalmente se così fosse, non è il caso di prendere la laurea specialistica, a meno che non si ambisca alla lunga e tortuosa carriera universitaria.

    Un'ultima cosina interessante: in alcune nazioni estere possono fregiarsi del titolo di dottore solo coloro i quali hanno conseguito il dottorato di ricerca. Se un dottore italiano (triennale o magistrale o vecchio ordinamento non importa) si presentasse in uno Stato del genere e usasse il titolo di dottore, sarebbe perseguibile penalmente!

  • #2
    ciao e benvenuto nel forum, vedo che è il tuo primo messaggio.

    Il titolo di "dottore" è semplicemente onorifico, quando si vuol distinguere chi ha fatto la laurea 3+2 o a ciclo unico si parla di dottore magistrale; chi ha fatto il dottorato è il dottore di ricerca.

    In questo senso, se si devono fare dei concorsi o quando si specificano dei requisiti per l'iscrizione ad un albo, è sempre indicato il tipo di laurea.

    Una riforma della 3+2, non porterebbe tutti sullo stesso piano in quanto una disegueglianza nella preparazione resta. Sta poi a chi ha conseguito la laurea triennale compensarla in qualche modo seguendo opportuni corsi.

    Comunque l'ultima parte del mio discorso è una pura ipotesi, a dire il vero non ho sentito nemmeno proposte di legge per fare una nuova riforma.
    Dove hai letto questa cosa?
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio

      Comunque l'ultima parte del mio discorso è una pura ipotesi, a dire il vero non ho sentito nemmeno proposte di legge per fare una nuova riforma.
      Dove hai letto questa cosa?
      Non ho letto di nessuna proposta, ma in Italia quando fanno qualcosa di vergognoso e inutile dopo 15 anni ritornano a com'era prima.

      Ridateci il vecchio ordinamento!!!

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      • #4
        Guarda, al momento ho idea che non cambi molto fare un'università  5, 3+2 o 1+1+1+1+1.
        La riforma è stata fatta essenzialmente per favorire l'ingresso dei laureati nel mondo del lavoro, ma quello che manca in Italia è proprio il lavoro per i laureati!
        Ci sono migliaia e migliaia di giovani che hanno concluso l'università  a pieni voti e che sono costretti a fare lavori sottopagati, precari o completamente avulsi dai propri studi. Altri che si sentono dire ai colloqui che non ci sono lavori a livello della loro preparazione. Molti addirittura sono costretti ad emigrare. Fino a qualche decennio fa emigravano i poveracci che facevano la fame, adesso emigrano i laureati .

        La riforma va fatta a partire dal mondo del lavoro, favorendo l'ingresso nel mondo del lavoro sia con i piani di studi che venendo incontro alle esigenze di chi offre il lavoro. E tenendo ben d'occhio la situazione per impedire che i neolaureati siano sfruttati come muli.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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        • #5
          Il mondo del lavoro

          Certo, anche il mondo del lavoro in Italia è quello che è, non posso darti torto!
          Però il mio quesito si concentrava su una questione squisitamente nominalistica riguardo ai titoli. Naturalmente il problema del lavoro è connesso al primo, seppur indirettamente!

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          • #6
            Mah... ci hanno messo 30 anni a fare la riforma, non penso che ne verrà  approntata una a breve.
            Finchè ci sarà  questo governo non si farà  di sicuro.
            Ma anche nel caso in cui cadesse ed andasse al potere l'opposizione, ci sono tanti di quei problemi da risolvere che la riorganizzazione del percorso di studi verrà  accantonata per anni ed anni.
            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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            • #7
              CONCORDO

              Concordo pienamente con ciò che tu dici!

              Sono un po' deluso perchè oltre a te nessuno ha risposto a questo mio post. Volevo conoscere i vari pareri!

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              • #8
                Mi sa che confondi i titoli con le qualifiche accademiche, nabado.
                In tutti gli stati del mondo ad eccezione di Repubblica italiana e Serenissima Repubblica di San Marino, invece, la qualifica (e non il titolo) di dottore compete unicamente a chi ha conseguito il dottorato (non necessariamente di ricerca).
                Non in tutti i paesi l'usurpazione di titolo, onore o dignità  accademica è perseguita penalmente. Non lo è più nemmeno in Italia, con la depenalizzazione dell'art. 498 cod. pen..

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                • #9
                  IN **************** ALLA VECCHIA UNIVERSITA'

                  Parte del mondo universitario , avverso da sempre alle direttive europee ed al sistema 3+2,
                  con la complicita' dell'istat vuole relegare il laureato triennale al ruolo di semplice tecnico.
                  Vorrebbe che il laureato triennale fosse considerato come un diplomato tecnico, una figura professionale che non ha il diritto di esercitare una professione scientifica ed intellettuale.
                  Pur di classificare il laureato triennale come un semplice tecnico l'istat ha reinterpretato in maniera arbitraria il famoso isco-08 (standard internazionale delle qualifiche professionali ) facendo credere nel documento "la classificazione delle professioni istat" che per accedere alla categoria delle professioni scientifiche, intellettuali ad alta specializzazione sia requisito fondamentale una laurea specialistica od un dottorato.
                  Leggete qui sotto e documentatevi per verificare:

                  Nella tabella delle corrispondenze ISTAT (pag 17 de la "la classificazione
                  delle professioni_istat) e' stato erroneamente associato il livello 5b Isced97
                  alla laurea italiana.
                  In realta' tale livello si riferisce a corsi professionalizzanti della durata
                  anche triennale in alcuni paesi ( dopo il conseguimento del diploma di scuola
                  media superiore). Corsi praticamente non piu' esistenti in italia.
                  Il livello 5a Isced97 corrisponde alla laurea di primo livello come si
                  evince anche dal documento istat 'classificazione dei titoli di studio'.
                  Inoltre e' da escludere un errore casuale dovuto ad una tabella errata infatti
                  a pag 16 del documento si legge quanto segue:


                  "Le professioni caratterizzate dal terzo livello di competenza eseguono
                  generalmente complessi compiti tecnico-pratici, che richiedono un ampio corpus di
                  conoscen-ze fattuali e procedurali in ambiti specialistici. Garantire il rispetto delle
                  norme sanitarie o di sicurezza; preparare stime dettagliate delle quantità  e dei costi dei
                  materiali e della manodopera necessari per progetti specifici; coordinare, supervisionare,
                  controllare e programmare le attività  di altri lavoratori sono esempi di compiti ai quali
                  sono chiamate tali professioni. In genere è richiesto un elevato livello di
                  alfabetizzazione, una capacità 
                  di comunicazione interpersonale ben sviluppata, una facoltà  di comprendere
                  testi com- plessi, di preparare rapporti tecnici e di comunicare verbalmente in
                  circostanze difficili.
                  Le conoscenze e le competenze richieste sono di solito ottenute come risultato
                  di un percorso di istruzione superiore o di una laurea di primo livello (livello 5b
                  della classifi-cazione Isced97)".

                  Descrizione quella sopra che evidenzia il carattere tecnico pratico di tale
                  livello, appropriato per un tecnico diplomato alla scuola media superiore ma
                  assolutamente insufficiente per descrivere le competenze scientifico teoriche
                  che invece
                  distinguono il laureato triennale.




                  Purtroppo da questo errore di classificazione discende tutta una serie
                  di ambiguita' e imprecisioni che rendono tutto il sistema di catalogazione
                  fuorviante e non in linea con quanto e' possibile riscontrare nella realta'
                  professionale di tutti i giorni (ad esempio l'accostamento istat della
                  professionalita' dei laureati a quella di semplici diplomati tecnici si
                  configura come un danno all'immagine delle universita' ed a quella di molti
                  professionisti laureati triennali).
                  In altri termini il documento Isco08 dal quale e' stato derivata
                  (sbagliandola) la classificazione dell'istat, non esclude
                  dalla categoria delle professioni scientifiche ed intellettuali i laureati di
                  primo livello (dato che questa e' codificata con il livello 5a isce97. Infatti
                  Isco08 pone come condizione d'ingresso alla categoria 2 (per interdeci ) il
                  possesso di un titolo di studio di livello 5a o superiore. Tant'e' vero che
                  all'estero coloro che hanno un bachelor degree (ad esempio i professional
                  engineer) sono inseriti fra le professoni intellettuali e scientifiche.
                  Inoltre forzare il laureato ad una catalogazione nel gruppo 3 come da codice
                  istat significa non tenere conto diversi fatti. In primis
                  le competenze di un laureato triennale corrispondondo al livello 6
                  dell'european qualifications framework ovvero eqf level 6. In secundis
                  per ingegnere tecnico o technician engineer s'intende un tecnico la cui
                  formazione non va oltre la qualifica professionale e quindi il diploma tecnico
                  o la scuola professionale superiore.
                  Detto questo, spero che sappiate dare il giusto peso alle mie osservazioni
                  dato che la credibilta' passa anche attraverso
                  questi dettagli.

                  Rimango disponibile per ogni chiarimento,
                  cordiali saluti

                  p.s.
                  vi allego anche un documento che chiarisce in modo semplice quanto da me
                  argomentato

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                  • #10
                    Non ci sarà  mai alcuna sanatoria perché se si deve sanare qualcosa dev'essere un qualcosa di "malato" e non c'è niente che non va nella 3+2.
                    Il sistema 3+2 è attualmente obbligatorio per ingegneria, economia, psicologia, scienze politiche, ecc., ci sono stati problemi solo per giurisprudenza in cui chi è rimasto ingolfato nella vecchia triennale ha dovuto fare i salti mortali per finire la nuova quinquennale.

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