annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Cambio laurea magistrale

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Cambio laurea magistrale

    Ciao a tutti, mi chiamo Marco, ho 22 anni e sono nuovo. Quest'anno ho iniziato la magistrale in Amministrazione e controllo a Torino, fin da subito mi sono accorto che è un corso abbastanza tosto e la mia preoccupazione in questo momento è di non riuscire a tenere una media particolarmente alta. Ho pensato anche a cambiare corso e passare a Direzione d'impresa nel quale i voti in media sono molto alti.

    Perciò mi chiedevo quanto conta la media agli occhi dei recruiters? è meglio laurearsi in tempo con voti non eccellenti o puntare su una buona media e andare fuori corso?

    Grazie!!

  • #2
    Vista la mole di laureati che sfornano le università , i recruiters puntano a chi si laurea con voti eccellenti e senza andare fuoricorso. Gli altri dovranno adattarsi a quello che trovano al momento, poi nessuno vieta loro di cercare qualcosa di meglio che sicuramente potrà  essere a portata di mano quando avranno maturato una buona esperienza lavorativa.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

    Commenta


    • #3
      A me i recruiters hanno sempre detto che conta più il tempo impiegato che il voto; nei fatti non so se è vero, perché poi alla fine quando predispongono la modulistica te lo chiedono, il voto.
      Comunque vi racconto un aneddoto tanto per farci una risata (amara): una volta sono andato a un career day della università in cui ho conseguito la prima laurea; era il primo mai organizzato (infatti convocarono anche noi studenti di qualche anno prima). A parte il fatto che la maggior parte delle imprese presenti offriva lavoro di livello scadente e dunque fu una delusione pazzesca, una selezionatrice alla quale mi avvicino mi chiede con una faccia schifata con quanto mi sono laureato e io rispondo «110 e lode», al che lei lo segna sul curriculum proprio accanto a laddove era già scritto dicendo che non era specificato”¦ Al che io le faccio presente che c'era. E questa: «c'è scritto "laurea con lode" ma non è scritto il voto». E io:

      ”¦E meno male che non avevo scritto «summa cum laude», perché sennò l'avrei mandata in tilt Immaginatevi la sua faccia:

      Quanto sopra per dire che uno dei problemi principali è che chi dovrebbe selezionarci, se è più ignorante di noi perlomeno nella materia specifica, è sovente ignorante in senso assoluto
      Ultima modifica di dottore; 22-02-2025, 07:17.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        una selezionatrice alla quale mi avvicino mi chiede con una faccia schifata con quanto mi sono laureato e io rispondo «110 e lode», al che lei lo segna sul curriculum proprio accanto a laddove era già  scritto dicendo che non era specificato”¦ Al che io le faccio presente che c'era. E questa: «c'è scritto "laurea con lode" ma non è scritto il voto». E io:

        ”¦E meno male che non avevo scritto «summa cum laude», perché sennò l'avrei mandata in tilt Immaginatevi la sua faccia:
        hahahah, un fenomeno del genere ha davanti una gran carriera lavorativa
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

        Commenta


        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          A me i recruiters hanno sempre detto che conta più il tempo impiegato che il voto; nei fatti non so se è vero, perché poi alla fine quando predispongono la modulistica te lo chiedono, il voto.
          Comunque vi racconto un aneddoto tanto per farci una risata (amara): una volta sono andato a un career day della università  in cui ho conseguito la prima laurea; era il primo mai organizzato (infatti convocarono anche noi studenti di qualche anno prima). A parte il fatto che la maggior parte delle imprese presenti offriva lavoro di livello scadente e dunque fu una delusione pazzesca, una selezionatrice alla quale mi avvicino mi chiede con una faccia schifata con quanto mi sono laureato e io rispondo «110 e lode», al che lei lo segna sul curriculum proprio accanto a laddove era già  scritto dicendo che non era specificato”¦ Al che io le faccio presente che c'era. E questa: «c'è scritto "laurea con lode" ma non è scritto il voto». E io:

          ”¦E meno male che non avevo scritto «summa cum laude», perché sennò l'avrei mandata in tilt Immaginatevi la sua faccia:

          Quanto sopra per dire che uno dei problemi principali è che chi dovrebbe selezionarci, se è più ignorante di noi perlomeno nella materia specifica, è sovente in senso assoluto
          Insomma una deficiente.

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
            hahahah, un fenomeno del genere ha davanti una gran carriera lavorativa
            Bmastro, è vero che io una volta sono stato assunto da una che ho poi scoperto essere una stagista e quindi tutto può essere, ma dovendo lei assumere altre persone tu credi davvero che a causa della sua ignoranza abbia scarse prospettive di carriera davanti a sé? Può essere, ma sta di fatto che già aveva una certa posizione, che a me francamente allora sarebbe bastata e avanzata come ipotesi di futuro sviluppo della mia carriera.
            Anzi, col senno di poi ti dirò che mi sentirei molto più gratificato a fare il suo lavoro che quello che faccio adesso.

            Purtroppo ”“ è inutile negarlo ”“ la principale gratificazione che mi manca nel lavoro è quella economica, perché nella pubblica amministrazione i posti sono (relativamente*) sicuri ma gli stipendi ridicoli, e soprattutto scarsamente commisurati alla posizione che si occupa. Sarà che io sono culturalmente tutt'altro che comunista, ma il fatto che tra lo stipendio mio e quello di un collega con licenza media, che facciamo lavori totalmente differenti con livelli di responsabilità totalmente differenti (anche perché io sono pubblico ufficiale e lui no), ci siano meno di 200 euro mensili netti di differenza mi rode e non poco. Considerato che parliamo di stipendi molto al di sotto della media del reddito dei lavoratori italiani (infatti io percepisco gli 80 euro di credito di imposta di Renzi), poi non ci meravigliamo del fatto che i dipendenti pubblici siano designati come una masnada di frustrati che non hanno voglia di lavorare.
            Del resto, se è vero che, nel passato, la pubblica amministrazione è stata usata per alimentare le clientele politiche, risultando conseguentemente infestata di gente incompetente, oggi, con le limitazioni alle assunzioni conseguenti ai (sacrosanti) vincoli europei, non è più così, e abbiamo una nuova generazione di dipententi pubblici, purtroppo sottorappresentata nel mare magnum complessivo, che quasi sempre posseggono più titoli di studio rispetto a quelli richiesti per il loro status giuridico (le amministrazioni per motivi di spendig review ”“ le procedure concorsuali costano tantissimo ”“ organizzano concorsi estremamente più complessi rispetto alla scolarità richiesta dalle varie categorie, al fine di scoraggiare la gente dotata dei minimi titoli indispensabili a partecipare e, comunque, facendo in modo che questi si autoescludano alla prova preselettiva) e sono nel più dei casi tutt'altro che incompetenti. Il problema è che non sono motivati, visto che la struttura stessa della P.A. è concepita per escludere di proposito la valorizzazione del lavoro individuale. Nella P.A. non esistono reali meccanismi di incentivazione e i meriti personali raramente vengono individuati, risultando più spesso neanche riconoscibili (in quanto tutto è spersonalizzato).

            Non ti nascondo che io lavoro per mero senso del dovere, rispetto del diritto e senso delle istituzioni, nonché per rispetto nei confronti delle migliaia di miei coetanei, cioè non più giovani anche se beffardamente definiti come tali, che vorrebbero stare al mio posto (ben sapendo che se io mi dimettessi non glielo potrei cedere). Ma faccio davvero fatica perché io per formazione sono un individualista e pertanto non riesco a provare soddisfazione per quello che faccio, anzi quando si deve decidere come usare i pochi strumenti di meritocrazia introdotti dalle recenti riforme mi sento preso in giro, visto che è una delle poche cose che si possono decidere a livello di amministrazione e nella mia amministrazione, in cui la rappresentanza sindacale è dominata dalla sinistra massimalista (caso più unico che raro nel pubblico impiego, ma tant'è), i dirigenti decidono di distribuire i fondi relativi ai premi di produzione e di risultato talvolta a pioggia, dividendoli in parti uguali tra tutti i dipendenti da buoni compagni (), o ”“ peggio ”“ in maniera perequativa: considerato che i dipendenti delle categorie A, B e C non percepiscono le indennità legate alla titolarità della funzione potestativa (indennità per specifiche responsabilità ), allora destiniamo solo a loro i fondi legati agli obiettivi, così da adeguare i loro stipendi.
            Ecco, questa è una logica che proprio non ammetto: io sono un funzionario, cioè un quadro direttivo, e tu non solo pensi che sia normale che percepisca appena 100 euro scarsi in più di un impiegato di concetto e meno di 200 euro in più rispetto a chi fa le pulizie (anzi, da quando le pulizie sono state appaltate a privati è capace che a parità di ore quelli prendano più di me ), ma addirittura ritieni che debba essere solidale con chi è stato meno fortunato (come se fosse questione di fortuna) facendo in modo di armonizzare il mio salario con il suo. Ma perché? Lui oltretutto è già più avvantaggiato di me dal momento che potrebbe aver cominciato a lavorare anni prima, il che di sicuro lo avvantaggia in termini previdenziali (io non so neanche se la prenderò la pensione) e può averlo avvantaggiato in termini di progressione orizzontale.
            E sulle progressioni orizzontali tocchiamo un altro tasto dolente: per normativa quando veniamo assunti dobbiamo essere inquadrati nella posizione iniziale della nostra categoria (in passato sono stati fatti concorsi per accsso diretto da D/3, ma non si possono più fare). Le posizioni nel mio comparto vanno da 1 a 6. Lo scatto di posizione, che si chiama progressione orizzontale, si effettua secondo criteri che stabilisce lo stesso ente. Il criterio più diffuso è la graduatoria per titoli: fatte salve le ipotesi di blocco o sospensione (in alcuni enti le progressioni orizzontali sono sospese da un quindicennio; esse infatti rappresentano un capitolo di spesa autonomo a valere di fondi vincolati a tal fine), ogni anno o ogni due anni l'ente, sulla base della disponibilità di fondi, bandisce un procedimento interno affinché le persone possano ottenere la progressione economica, che non rileva ai fini della determinazione dello status giuridico (cioè ciascuno mantiene il proprio livello gerarchico). In soldoni questo che vuol dire? Che io ho dei colleghi di categoria C che tecnicamente sarebbero miei subordinati, ma che in realtà guadagnano più di me perché sono più avanti in questa scala economica. Vi pare normale? A me francamente no, e se a voi pare normale probabilmente siete comunisti. Per me quest'assurdità rappresenta un'ulteriore umiliazione perché mi domando che credibilità possa avere io nei confronti di una persona il cui lavoro dovrebbe essere quello di collaboratore o assistente mio, se questa persona sa di percepire una retribuzione maggiore della mia.
            Insomma, non so se conoscete gli stipendi del settore bancario (quelli attuali, non quelli abnormi di trent'anni fa con 16 mensilità ) e, dunque, avete presente la forbice che c'è tra il direttore di agenzia/filiale e un cassiere o un gestore clienti. Ebbene, il mio livello contrattuale corrisponde a quello del direttore (che è un quadro, non un dirigente), ma percepisco meno del cassiere. Generalmente il cassiere è diplomato (in ragioneria o anche a un professionale), mentre a me è richiesta per legge una laurea. Così come il direttore della dipendenza bancaria, io percepisco un'indennità di funzione, ma la mia indennità di funzione è più bassa dell'indennità di cassa del cassiere. Lo stipendio (effettivo, cioè comprensivo di tutte le voci ordinarie: retribuzione tabellare, IIS, indennità varie. Escludo solo la componente premiale) del quadro bancario può arrivare a triplicare quello del cassiere (che credo non sia neanche classificabile come impiegato di concetto, bensì d'ordine), mentre il mio sarà del 10% più alto di quello dell'impiegato di concetto.

            Ma diciamoci un'amara verità . Le gerarchie nella pubblica amministrazione contano? Certamente contano ai fini legali, in particolare rispetto al danno erariale e alla responsabilità penale. Ma chi è gerarchicamente preordinato comanda sul serio? Direi proprio di no; anzi la mia sensazione da quando lavoro nella P.A. è quella di percepire l'indennità relativa alla funzione potestativa senza realmente esercitarla, questa funzione, se vogliamo intendere la funzione potestativa non solo come un potere di rappresentare (e conseguentemente di impegnare) l'amministrazione verso l'esterno, ma anche come una posizione di comando nei confronti delle risorse sotto-ordinate. Le quali, invece, perlomeno nell'ente in cui lavoro adesso (in effetti nell'ente dove lavoravo prima non era così, forse perché lì c'era sì e no lo 0.5% del personale con qualifica dirigenziale, mentre qui viaggiamo intorno all'8%, se non oltre a causa dei recenti licenziamenti di massa), tendono a non riconoscere minimamente l'autorità del sovraordinato.
            Quel poco che prendiamo di più di stipendio non è dovuto al riconoscimento della nostra posizione gerarchica. Il messaggio sotteso è che il fatto che abbiamo studiato di più ci pone in una condizione di maggiore responsabilità nei confronti degli altri, per questo ci viene riservata una posizione di maggiore prestigio, che noi dobbiamo ricoprire per senso del dovere. Perché è solo il senso del dovere che ci viene richiesto, ma le nostre professionalità individuali non sono in alcun modo apprezzate.

            Scusatemi per lo sfogo.



            _________
            * Il mio ente ha licenziato per motivi disciplinari circa 150 lavoratori su 3000 negli ultimi 3 anni.
            Ultima modifica di dottore; 22-02-2025, 07:19.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
              Purtroppo ”“ è inutile negarlo ”“ la principale gratificazione che mi manca nel lavoro è quella economica, perché nella pubblica amministrazione i posti sono (relativamente*) sicuri ma gli stipendi ridicoli, e soprattutto scarsamente commisurati alla posizione che si occupa.
              Ormai la situazione nel pubblico è fossilizzata, pensa che addirittura girano proposte di abbassare gli stipendi, come hanno fatto in Spagna, quindi la gratificazione economica puoi pure dimenticartela.
              Comunque, se il problema è quello, con le capacità  che hai potresti pure aprirti una P. Iva e svolgere lavoro di consulenza. Poi quest'anno hanno introdotto il regime flat tax con la tassazione al 5% per le nuove partite iva.
              Anzi, se ti buttavi in politica col giusto partito a quest'ora eri già  parlamentare.
              So che in Sicilia tutti i candidati del M5S sono stati eletti in Parlamento e addirittura c'erano due posti vacanti che non si sapeva a chi assegnare. Poi alla fine non so com'è finita.
              Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
              digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

              Commenta


              • #8
                Per statuto del Movimento cinque stelle non ci si può candidare in luoghi diversi da quello di residenza. In ogni caso a me i Cinque stelle fanno schifo a livelli che non ti immagini. Mai mi sporcherei le mani con loro.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                  Per statuto del Movimento cinque stelle non ci si può candidare in luoghi diversi da quello di residenza. In ogni caso a me i Cinque stelle fanno schifo a livelli che non ti immagini. Mai mi sporcherei le mani con loro.
                  E qua ti sei giocato anche la possibilità  che ti chiamino per consulenze a livello parlamentare.
                  Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                  digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

                  Commenta


                  • #10
                    Tanto per quello che durerà  'sto Governo...
                    Voglio proprio vedere cosa succederà  fra un anno con migliaia di truffatori per il reddito di cittadinanza e i soldi completamente finiti.

                    Commenta


                    • #11
                      I soldi sono già  finiti. Il reddito di grattapanza verrà  elargito a debito.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                      Commenta

                      Sto operando...
                      X