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Conseguimento seconda laurea (medesima classe)

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  • #31
    Nella fattispecie specifica comunque non ha nessun senso un'altra L18 quando si può conseguire con cospicua abbreviazione di corso una delle 300 mila L33 fotocopia, che sarebbe a tutti gli effetti una seconda laurea di classe differente ma facilmente conseguibile arrivando da L18.
    Vale un discorso simile per L14 che in qualche ateno si differenzia da L18 solo per qualche esame, mantenedo addirittura la stessa denominazione, per cui si può serenamente fare il gioco delle tre carte con queste tre classi di laurea senza andarsi ad incasinare la vita con due, inutili, titoli uguali.

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    • #32

      Alessandrino temo che stiamo parlando due lingue diverse o, per meglio dire, ci stiamo riferendo a due diversi stadi di selezione.

      Originariamente inviato da Alessandrino Visualizza il messaggio
      Ci sono social come LinkedIn che potrebbero dare degli indizi al recruiter di turno.
      [...]
      Ad esempio per chi si laurea in ingegneria è molto probabile che ti chiedano della tesi. Ovviamente non c'è solo il CV ma anche la lettera di presentazione.
      [...]
      Vero, qui dipende dal corso di laurea. Se uno volesse AICA o Eipass (tanto per citare i due enti certificatori più famosi) offrono certficazioni informatiche per ogni esigenza.
      [...]
      Si vede già dal modo con cui ti presenti.
      [...]
      Dipende da molti fattori. Se si parla di tirocini curriculari forse si, per il resto direi che rappresentano uno dei tanti indicatori che una persona può presentare nel momento della selezione.
      Io parlo di prima selezione, primo step. Ti arrivano 200 candidature e le devi ridurre. Io non penso che, soprattutto per posizioni temporanee di profilo medio basso, ci si metta a cercare su Linkedin il profilo di 200 candidati per selezionarli. Anche qua, ammesso 2 minuti a candidato (e qua mi sento generoso) sono circa 7 ore di lavoro ininterrotte...
      Io ricevo 200 candidature e le scremo portandole a 20-30 sulla base di criteri comodi e rapidi.. tipo età e voto... nato prima del 1998? fuori... laureato con meno di 105? fuori... così scremi. Se per scremare devo mettermi a fare ricerche su internet o chi per esso, non me la cavo più.

      Secondo me alcune cose che hai detto entra in gioco dopo. Me ne rimangono una decina? Una ventina? Ecco, posso anche "perderci" dieci minuti a testa per vedere bene titolo della tesi, capire di che parla (che non è così scontato, soprattutto in caso di titoli criptici o, al contrario, altisonanti che però promettono tanto e alla fine dicono nulla), vedere se ha profilo linkedin e cose varie...
      Poi ovviamente se sto selezionando una figura senior sarà già diverso ma a inizio carriera non mi metterei mai a cercare così.

      Io un'unica volta ho dovuto fare qualcosa di simile quando mi sono dimesso da un progetto 7PQ per incompatibilità con una borsa che sarebbe iniziata due mesi dopo... visto che serviva un altro consulente per la proprietà industriale il capoprogetto mi ha chiesto di selezionarlo visto che nel gruppo (erano quasi tutti medici) nessuno si intendeva di diritto. Il compenso non era eccelso ma comunque buono (sui 15.000 annui) e si richiedeva un U35. Non ricordo quante richieste arrivarono (sicuramente + di 100 e meno di 150), ma le ho ricevute io e per un posto così, che sarebbe durato per circa 2 anni (poco meno, il progetto era in dirittura d'arrivo) alla fine ho invitato 7-8 persone a parlare da una 20 di CV rimasti (che ho analizzato meglio). Ma per sfoltire prima ho guardato voto di laurea, anni per conseguirla, eventuali specializzazioni in PI (pochissime, se l'avessi messo come vincolante sarebbero rimasti in 2-3) e voto nell'esame di diritto della PI (che avevo chiesto espressamente di segnalare). Tutti quelli sotto il 105, con più di 5 anni per la laurea e con voto che non fosse 30 o 30 e lode sono stati scartati. Ho fatto bene? Non lo so, magari ho scartato un genio o qualcuno che era migliore. Ma lavoravo al progetto, mi preparavo per la borsa di studio, seguivo un perfezionamento, avevo la mia attività privata... come facevo a dedicare a ciascuno dei 100+ candidati anche solo 10 minuti?

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      • #33
        Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
        Nella fattispecie specifica comunque non ha nessun senso un'altra L18 quando si può conseguire con cospicua abbreviazione di corso una delle 300 mila L33 fotocopia, che sarebbe a tutti gli effetti una seconda laurea di classe differente ma facilmente conseguibile arrivando da L18.
        Vale un discorso simile per L14 che in qualche ateno si differenzia da L18 solo per qualche esame, mantenedo addirittura la stessa denominazione, per cui si può serenamente fare il gioco delle tre carte con queste tre classi di laurea senza andarsi ad incasinare la vita con due, inutili, titoli uguali.
        Concordo pienamente. Anche qualora ci fosse un vantaggio ipotetico nel riprendere la stessa laurea (e, sinceramente, non lo vedo) di certo non c'è in questo caso

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        • #34
          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

          Doppia laurea: lo è solo formalmente, prova a dire a qualcuno che sei laureato in Economia aziendale (L-18) a Pisa e in Amministrazione aziendale (L-18) a Torino. Forse ti passa se non ha idea di cosa sia quell'L-18 e non ti chiede nulla. Ma se te lo chiede, non credo ci si faccia una bella figura, sinceramente.

          Ho chiesto una valutazione all'unimarconi per L33 perchè ho visto che solo 3 telematiche offrono un corso di laurea in L33 (unimarconi, UIL e ecampus)

          Delle tre mi ha risposto solo unimarconi e mi ha convalidato 130 CFU di cui restano da fare 6 di tesi e 6 di tirocinio che penso potrei farmi riconoscere per l'attività lavorativa, quindi 142 cfu, 38CFU da ridare, credo che sarebbe una buona ipotesi.
          A vostro avviso 130 cfu riconosciuti sono già molti o si potrebbe anche fare di più?

          Poi ho un altro dubbio i CFU che vengono riconosciuti ereditano il voto con cui sono stati conseguiti oppure vengono semplicemente riconosciuti ma il voto di laurea dipenderà totalmente dai nuovi CFU conseguiti per la nuova laurea?

          es. 130 cfu, media del 30 nei restanti 50, e voto di laurea massimo?

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          • #35
            Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio

            Delle tre mi ha risposto solo unimarconi e mi ha convalidato 130 CFU di cui restano da fare 6 di tesi e 6 di tirocinio che penso potrei farmi riconoscere per l'attività lavorativa, quindi 142 cfu, 38CFU da ridare, credo che sarebbe una buona ipotesi.
            A vostro avviso 130 cfu riconosciuti sono già molti o si potrebbe anche fare di più?
            BeardedSnow ecco quel che dicevo prima: a mio parere 38 CFU per conseguire una laurea mi sembrano pochi. E se sono pochi spalmati su 3 anni, figurati sui riconoscimenti per magistrali che partono da un totale di 120 CFU e con tesi molto più corpose (a UNIPI in LM-84 vale 30 CFU da sola, fai tu). In proporzione 130 CFU riconosciuti su 3 anni sarebber 86 CFU su 120... meh
            Poi ovvio, è assolutamente legale e tutto. Ma secondo me inviti le università a fare a chi offre di più e, al contempo, svaluti una laurea.
            Sempre mio personale e quindi opinabilissimo parere.

            Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio
            Poi ho un altro dubbio i CFU che vengono riconosciuti ereditano il voto con cui sono stati conseguiti oppure vengono semplicemente riconosciuti ma il voto di laurea dipenderà totalmente dai nuovi CFU conseguiti per la nuova laurea?

            es. 130 cfu, media del 30 nei restanti 50, e voto di laurea massimo?
            Dipende dai regolamenti interni. C'è chi non li riconosce e chi invece sì. Entrambi i sistemi si prestano a facili storture, purtroppo.

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            • #36
              Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio

              Ho chiesto una valutazione all'unimarconi per L33 perchè ho visto che solo 3 telematiche offrono un corso di laurea in L33 (unimarconi, UIL e ecampus)

              Delle tre mi ha risposto solo unimarconi e mi ha convalidato 130 CFU di cui restano da fare 6 di tesi e 6 di tirocinio che penso potrei farmi riconoscere per l'attività lavorativa, quindi 142 cfu, 38CFU da ridare, credo che sarebbe una buona ipotesi.
              A vostro avviso 130 cfu riconosciuti sono già molti o si potrebbe anche fare di più?

              Poi ho un altro dubbio i CFU che vengono riconosciuti ereditano il voto con cui sono stati conseguiti oppure vengono semplicemente riconosciuti ma il voto di laurea dipenderà totalmente dai nuovi CFU conseguiti per la nuova laurea?

              es. 130 cfu, media del 30 nei restanti 50, e voto di laurea massimo?
              Attenzione a far riconoscere subito prima dell'iscrizione l'attività lavorativa, una volto iscritto non riconosceranno più nulla alla Marconi.

              Poi ho un altro dubbio i CFU che vengono riconosciuti ereditano il voto con cui sono stati conseguiti oppure vengono semplicemente riconosciuti ma il voto di laurea dipenderà totalmente dai nuovi CFU conseguiti per la nuova laurea?

              es. 130 cfu, media del 30 nei restanti 50, e voto di laurea massimo?
              Di recente negli ultimi anni hanno cambiato metodologia di mantenimento dei voti degli esami riconosciuti, al momento dovrebbe essere come dici tu ma basta chiedere in segreteria.

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              • #37
                Sulla questione dei voti:
                1. di solito se si utilizza il termine "convalida" i voti vengono mantenuti, mentre se si utilizza il termine "dispensa" (oramai desueto se non alla Suor Orsola Benincasa, alla Federico II, alla Gabriele d'Annunzio, alla UniMc, alla UniTe, alla UniCas e alla UniPa; alla UniFi lo usavano ancora nel 2014, ma dopo il pensionamento della signora Liviana Quirini mi pare sia estinto anche lì; anche alla UniCa mi pare sia estinto) gli esami valgono come mere idoneità. Ci sono però delle eccezioni: a Bologna, perlomeno nei casi di cui abbia conoscenza diretta (tutti relativi alla facoltà di Lettere e filosofia), gli esami che vengono abbuonati sulla base di carriere pregresse, sia per la prosecuzione degli studi da altro ateneo (trasferimento) sia per i secondi titoli, vengono registrati in carriera come idoneità, dunque senza voto (non so come facciano invece in caso di passaggio da un corso a un altro interno allo stesso ateneo); alla Federico II di Napoli usano il termine "dispensa" ma la segreteria del dipartimento di Giurisprudenza mi diceva che i voti vengono riportati o meno a seconda di quanto delibera di volta in volta la struttura didattica (diunque la situazione sarà pure disomogenea, alla faccia della certezza del diritto proprio laddove questo principio dovrebbe essere sacro); per quanto riguarda l'Università di Chieti-Pescara ho pubblicato qualcosa nel forum che purtroppo non ricordo, ma rammento vagamente di una situazione ibrida anche lì.
                2. laddove i voti sono previsti, non sempre si segue la strada più ovvia, cioè quella della media ponderata. Questo è il criterio seguito a Torino, dove si lavora in questo modo:
                a) se un esame viene convalidato sulla base di più esami riconosciuti, si prendono i voti di questi ultimi in proporzione ai crediti riconosciuti per ciascuno. Ad esempio: il riconoscimento di Istituzioni di diritto pubblico da 6 e Diritto costituzionale da 6 dà luogo alla convalida di Diritto costituzionale da 9? Allora si prendono 6 crediti da un esame e 3 dall'altro e si fa la media ponderata dei due voti e questo sarà il voto dell'esame convalidato. Il professor Genta prende più crediti dall'esame più favorevole in termini di votazione, mentre qualcun altro tenderà a prenderli dall'esame con il settore più conforme (dunque IUS/08 anziché IUS/09, che è considerato affine anche se paradossalmente non previsto come tale dalle tabelle ministeriali).
                b) se un esame riconosciuto dà luogo alla convalida di un unico esame o di più esami, viene mantenuto il voto originario.
                c) se un esame viene convalidato parzialmente, il voto della convalida parziale sarà originato dall'esame riconosciuto quale fonte della convalida secondo i criteri precedenti, mentre l'integrazione che sarà sostenuta avrà un suo proprio voto come se fosse un esame a parte.
                Questo però è il criterio per così dire standard, seguìto anche da Unitelma Sapienza. Non tutti operano in questo modo. Ad esempio alla Mercatorum, dove non sono previste integrazioni, un esame riconosciuto può dar luogo sempre a un unico esame convalidato sino a una tolleranza di 3 crediti in eccesso, mantenendo il voto originario e facendo attenzione a che la somma dei crediti convalidati, al netto di quelli per abilità/competenze, non superi quelli effettivamente maturati. Altri atenei fanno una media di tutti gli esami sostenuti nella carriera di cui si chiede la valutazione (e anche qui bisogna vedere se è semplice o ponderata, se tiene conto solo degli esami utilizzati o di tutti quelli dichiaratie etc.). Ci sono anche (rari) casi, di legittimità quantomeno dubbia, in cui si richiedono colloqui per confermare o modificare il voto.Per la questione dei voti:
                1. di solito se si utilizza il termine "convalida" i voti vengono mantenuti, mentre se si utilizza il termine "dispensa" (oramai desueto se non alla Suor Orsola Benincasa, alla Federico II, alla Gabriele d'Annunzio, alla UniMc, alla UniTe, alla UniCas e alla UniPa; alla UniFi lo usavano ancora nel 2014, ma dopo il pensionamento della signora Liviana Quirini mi pare sia estinto anche lì; anche alla UniCa mi pare sia estinto) gli esami valgono come mere idoneità. Ci sono però delle eccezioni: a Bologna i convalidati vengono registrati (perlomeno così è sempre avvenuto nei casi di cui abbia conoscenza diretta, tutti relativi alla allora facoltà di Lettere e filosofia) come idoneità; alla Federico II di Napoli usano il termine "dispensa" ma la segreteria del dipartimento di Giurisprudenza mi diceva che i voti vengono riportati o meno a seconda di quanto delibera di volta in volta la struttura didattica (diunque la situazione sarà pure disomogenea, alla faccia della certezza del diritto proprio laddove questo principio dovrebbe essere sacro); per quanto riguarda l'Università di Chieti-Pescara ho pubblicato qualcosa nnel forum che al momento non ricordo.
                2. laddove i voti sono previsti, non sempre si segue la strada più ovvia, cioè quella della media ponderata. Questo è il criterio seguito a Torino, dove si lavora in questo modo:
                a) se un esame viene convalidato sulla base di più esami riconosciuti, si prendono i voti di questi ultimi in proporzione ai crediti riconosciuti per ciascuno. Ad esempio: il riconoscimento di Istituzioni di diritto pubblico da 6 e Diritto costituzionale da 6 dà luogo alla convalida di Diritto costituzionale da 9? Allora si prendono 6 crediti da un esame e 3 dall'altro e si fa la media ponderata dei due voti e questo sarà il voto dell'esame convalidato. Il professor Genta prende più crediti dall'esame più favorevole in termini di votazione, mentre qualcun altro tenderà a prenderli dall'esame con il settore più conforme (dunque IUS/08 anziché IUS/09, che è considerato affine anche se paradossalmente non previsto come tale dalle tabelle ministeriali).
                b) se un esame riconosciuto dà luogo alla convalida di un unico esame o di più esami, viene mantenuto il voto originario.
                c) se un esame viene convalidato parzialmente, il voto della convalida parziale sarà originato dall'esame riconosciuto quale fonte della convalida secondo i criteri precedenti, mentre l'integrazione che sarà sostneuta avrà un suo proprio voto come se fosse un esame a parte.
                Questo però è il criterio per così dire standard, seguìto anche da Unitelma Sapienza. Non tutti operano in questo modo. Ad esempio alla Mercatorum, dove non sono previste integrazioni, un esame riconosciuto può dar luogo sempre a un unico esame convalidato sino a una tolleranza di 3 crediti in eccesso, mantenendo il voto originario e facendo attenzione a che la somma dei crediti convalidati, al netto di quelli per abilità/competenze, non superi quelli effettivamente maturati. Altri atenei fanno una media di tutti gli esami sostenuti nella carriera di cui si chiede la valutazione (e anche qui bisogna vedere se è semplice o ponderata, se tiene conto solo degli esami utilizzati o di tutti quelli dichiaratie etc.). Ci sono anche (rari) casi, di legittimità quantomeno dubbia, in cui si richiedono colloqui per confermare o modificare il voto.Per la questione dei voti:
                1. di solito se si utilizza il termine "convalida" i voti vengono mantenuti, mentre se si utilizza il termine "dispensa" (oramai desueto se non alla Suor Orsola Benincasa, alla Federico II, alla Gabriele d'Annunzio, alla UniMc, alla UniTe, alla UniCas e alla UniPa; alla UniFi lo usavano ancora nel 2014, ma dopo il pensionamento della signora Liviana Quirini mi pare sia estinto anche lì; anche alla UniCa mi pare sia estinto) gli esami valgono come mere idoneità. Ci sono però delle eccezioni: a Bologna i convalidati vengono registrati (perlomeno così è sempre avvenuto nei casi di cui abbia conoscenza diretta, tutti relativi alla allora facoltà di Lettere e filosofia) come idoneità; alla Federico II di Napoli usano il termine "dispensa" ma la segreteria del dipartimento di Giurisprudenza mi diceva che i voti vengono riportati o meno a seconda di quanto delibera di volta in volta la struttura didattica (diunque la situazione sarà pure disomogenea, alla faccia della certezza del diritto proprio laddove questo principio dovrebbe essere sacro); per quanto riguarda l'Università di Chieti-Pescara ho pubblicato qualcosa nnel forum che al momento non ricordo.
                2. laddove i voti sono previsti, non sempre si segue la strada più ovvia, cioè quella della media ponderata. Questo è il criterio seguito a Torino, dove si lavora in questo modo:
                a) se un esame viene convalidato sulla base di più esami riconosciuti, si prendono i voti di questi ultimi in proporzione ai crediti riconosciuti per ciascuno. Ad esempio: il riconoscimento di Istituzioni di diritto pubblico da 6 e Diritto costituzionale da 6 dà luogo alla convalida di Diritto costituzionale da 9? Allora si prendono 6 crediti da un esame e 3 dall'altro e si fa la media ponderata dei due voti e questo sarà il voto dell'esame convalidato. Il professor Genta prende più crediti dall'esame più favorevole in termini di votazione, mentre qualcun altro tenderà a prenderli dall'esame con il settore più conforme (dunque IUS/08 anziché IUS/09, che è considerato affine anche se paradossalmente non previsto come tale dalle tabelle ministeriali).
                b) se un esame riconosciuto dà luogo alla convalida di un unico esame o di più esami, viene mantenuto il voto originario.
                c) se un esame viene convalidato parzialmente, il voto della convalida parziale sarà originato dall'esame riconosciuto quale fonte della convalida secondo i criteri precedenti, mentre l'integrazione che sarà sostenuta avrà un suo proprio voto come se fosse un esame a parte.
                Questo però è il criterio per così dire standard, seguìto anche da Unitelma Sapienza. Non tutti operano in questo modo. Ad esempio alla Mercatorum, dove non sono previste integrazioni, un esame riconosciuto può dar luogo sempre a un unico esame convalidato sino a una tolleranza di 3 crediti in eccesso, mantenendo il voto originario e facendo attenzione a che la somma dei crediti convalidati, al netto di quelli per abilità/competenze, non superi quelli effettivamente maturati. Altri atenei fanno una media di tutti gli esami sostenuti nella carriera di cui si chiede la valutazione (e anche qui bisogna vedere se è semplice o ponderata, se tiene conto solo degli esami utilizzati o di tutti quelli dichiarati etc.). Ci sono anche (rari) casi, di legittimità quantomeno dubbia, in cui si richiedono colloqui per confermare o modificare il voto.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #38
                  Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
                  Nella fattispecie specifica comunque non ha nessun senso un'altra L18 quando si può conseguire con cospicua abbreviazione di corso una delle 300 mila L33 fotocopia, che sarebbe a tutti gli effetti una seconda laurea di classe differente ma facilmente conseguibile arrivando da L18.
                  Vale un discorso simile per L14 che in qualche ateno si differenzia da L18 solo per qualche esame, mantenedo addirittura la stessa denominazione, per cui si può serenamente fare il gioco delle tre carte con queste tre classi di laurea senza andarsi ad incasinare la vita con due, inutili, titoli uguali.
                  Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

                  Concordo pienamente. Anche qualora ci fosse un vantaggio ipotetico nel riprendere la stessa laurea (e, sinceramente, non lo vedo) di certo non c'è in questo caso

                  Concordo pienamente con voi, nel senso che essendo la L18 così affine a L14 e L33 non avrebbe senso nella stessa classe

                  Forse la L14 sarebbe l'idea migliore, viste anche le denominazioni che solitamente vengono date a questa classe non sembrerebbe la stessa laurea L18

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                  • #39
                    Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                    Alessandrino temo che stiamo parlando due lingue diverse o, per meglio dire, ci stiamo riferendo a due diversi stadi di selezione.



                    Io parlo di prima selezione, primo step. Ti arrivano 200 candidature e le devi ridurre. Io non penso che, soprattutto per posizioni temporanee di profilo medio basso, ci si metta a cercare su Linkedin il profilo di 200 candidati per selezionarli.
                    Con queste premesse non posso che essere in accordo con te...

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                    • #40
                      Per aggiornamento ed info di tutti ho sentito l'UNITO e per loro non ci sono problemi a conseguire una seconda laurea nella medesima classe. Indi per cui è solo mercatorum che fa storie, tutti gli altri atenei che ho consultato lo permettono.

                      Ora mi sorge un altro dubbio, essendo l'iscrizione ad un master incompatibile con l'iscrizione per esempio ad un corso di laurea, è invece compatibile con l'iscrizione ad un insegnamento singolo?

                      Cioè mentre sto conseguendo il master posso conseguire un singolo insegnamento?

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                      • #41
                        Gli insegnamenti singoli non sono incompatibili con niente, fatti salvi regolamenti (illegittimi) del singolo ateneo.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                        Commenta


                        • #42
                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                          Gli insegnamenti singoli non sono incompatibili con niente, fatti salvi regolamenti (illegittimi) del singolo ateneo.
                          Grazie.
                          Quindi giusto per esplicitare, se uno volesse portarsi avanti senza perdere l'anno del master, potrebbe sostenere diversi singoli insegnamenti e sostanzialmente portare avanti sia il master che il percorso di laurea.

                          Senza considerare ovviamente i considerevoli costi maggiori

                          Il mondo universitario è pieno di piccoli (e poi non così piccoli) trucchetti di cui fino a pochi mesi fa ero completamente ignaro

                          Commenta


                          • #43
                            Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio

                            Grazie.
                            Quindi giusto per esplicitare, se uno volesse portarsi avanti senza perdere l'anno del master, potrebbe sostenere diversi singoli insegnamenti e sostanzialmente portare avanti sia il master che il percorso di laurea.

                            Senza considerare ovviamente i considerevoli costi maggiori

                            Il mondo universitario è pieno di piccoli (e poi non così piccoli) trucchetti di cui fino a pochi mesi fa ero completamente ignaro
                            Considera che ci sono molte università che permettono di fare anche esami sovrannumerari, e quindi fuori dal tuo CdL o anche dal tuo dipartimento. Io adesso mi sto laureando LM-84 a Pisa (Dipartimento Storia e Civiltà) ma ho sostenuto anche esami sovrannumerari senza alcun problema. L'unico vincolo che pone l'università è in caso di insegnamenti con accesso programmato dove devi chiedere il permesso, il quale di fatto è concesso quasi in automatico (ovvero devono motivare in caso di diniego: e questo credo si possa fare solo sostenendo che non sono presenti attrezzature e/o strutture a sufficienza per poter seguire determinate lezioni, vincolo che col la DAD di fatto è nullo).

                            Commenta


                            • #44
                              Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

                              Considera che ci sono molte università che permettono di fare anche esami sovrannumerari, e quindi fuori dal tuo CdL o anche dal tuo dipartimento. Io adesso mi sto laureando LM-84 a Pisa (Dipartimento Storia e Civiltà) ma ho sostenuto anche esami sovrannumerari senza alcun problema. L'unico vincolo che pone l'università è in caso di insegnamenti con accesso programmato dove devi chiedere il permesso, il quale di fatto è concesso quasi in automatico (ovvero devono motivare in caso di diniego: e questo credo si possa fare solo sostenendo che non sono presenti attrezzature e/o strutture a sufficienza per poter seguire determinate lezioni, vincolo che col la DAD di fatto è nullo).
                              Capisco ma si tratta di un caso già diverso, da come mi è parso di capire il conseguimento dei CFU nei vari master è mooolto più semplice rispetto al conseguimento degli stessi presso un'università statale in un corso di laurea classico.

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                              • #45
                                I master esistono anche nelle università statali, Gabrysa.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                                Sto operando...
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